ISE è ormai un’esperienza. L’edizione 2014 lo dimostra con atmosfere curate, percorsi formativi e contenuti tematici ricercati, che colgono tutta la complessità dell’AV. Un’edizione che mette al centro l’audiovisivo come linguaggio e cultura. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 4 al 6 febbraio 2014
Espositori: 952
Visitatori unici: 38.500


Ci sono fiere che mostrano prodotti e soluzioni, e poi ci sono eventi come ISE che fanno di più: fanno vivere la tecnologia.

L’edizione 2014 dell’Integrated Systems Europe ha segnato una svolta che va ben oltre la crescita numerica con oltre 952 espositori, 38.489 visitatori unici e tre giorni di incontri, corsi, demo e contenuti.

In tal modo ISE conferma la sua centralità in un mercato in continua evoluzione. Ma, più ancora dei numeri, a definire il carattere della fiera è ormai altro.

ISE è diventata un’esperienza. Continua ad essere un’occasione “per fare business”, certo, ma nel visitarla si coglie ormai con chiarezza anche il  suo potere narrativo, multisensoriale e immersivo.

Nelle pubblicazioni di quegli anni, questo pensiero trova eco non a caso negli occhi esterni di una voce internazionale come Kirsten Nelson, allora Opinion Editor della rivista americana SCN, che evidenzia come l’atmosfera di ISE rifletta un’eleganza e una cura quasi teatrale, che trascende la mera esposizione di prodotti.

“L’audiovisivo è nato per creare atmosfera – scrive – e ISE è l’esibizione collettiva di questo talento.” Un pensiero che ben incarna lo spirito di questa undicesima edizione, offrendo una chiave di lettura efficace per comprenderne l’evoluzione e la direzione.

Appena varcata la soglia del centro fieristico RAI di Amsterdam, tutto concorre a creare un’esperienza: l’allestimento degli spazi, le luci morbide che esaltano le installazioni video edge-blended, le zone meeting che ricordano più i caffè europei che le sale business.

Persino l’offerta gastronomica diventa parte del racconto. Non è un caso che ISE stia spingendo sempre più verso un modello esperienziale, dove il visitatore è prima di tutto un professionista da coinvolgere, ispirare, far crescere.




Ogni iniziativa crea valore

A rafforzare questa visione contribuiscono una serie di iniziative parallele che, edizione dopo edizione, arricchiscono la proposta di ISE, trasformandola in una vera piattaforma di crescita professionale e confronto interdisciplinare.

Formazione, contenuti tematici e occasioni di approfondimento non sono semplici aggiunte, ma elementi centrali di un progetto che guarda oltre l’esposizione per creare valore condiviso.

Rappresentativa in questo senso la Smart Building Conference, alla sua seconda edizione all’interno di ISE, che ha rilanciato il tema dell’edificio intelligente come uno dei focus più caldi del 2014 (non a caso, lo stesso keynote di apertura dell’evento di Dirk Schlesinger, allora Responsabile globale per le industrie manifatturiere di Cisco Services Consulting, è stato dedicato alla building automation – si veda box dedicato).

Un tema di forte attualità, che ben rappresenta l’impegno di ISE nell’anticipare e promuovere le dinamiche di integrazione tra settori e tecnologie, che ormai convergono in ecosistemi digitali dove il “sistema” è al centro, e non le singole soluzioni.

Anche la proposta formativa si fa ogni anno più articolata e mirata, a conferma di una crescente attenzione nella scelta dei temi da parte degli organizzatori.

InfoComm e CEDIA guidano iniziative di aggiornamento tecnico e manageriale organizzate in un programma sempre più sofisticato, offrendo contenuti di qualità e percorsi certificati pensati per rafforzare le competenze dei professionisti.

Dietro tutto questo c’è una visione strategica chiara e consapevole che indica Mike Blackman, Managing Director: «L’obiettivo dichiarato è accompagnare il settore AV verso un modello meno centrato sull’hardware e più orientato ai servizi, alla consulenza, alla costruzione di relazioni e alla valorizzazione dell’intero ecosistema di mercato».

Significativo del fatto che ISE si stia aprendo a un nuovo pubblico e stia ampliando i propri orizzonti è il dato che circa il 20% dei visitatori dell’edizione 2014 è alla sua prima partecipazione: un pubblico nuovo, spesso proveniente da settori non strettamente tecnici, a cui ISE ha saputo offrire contenuti su misura grazie a strumenti come i tour guidati, gli hosted buyer programmes e le collaborazioni con partner specialistici come SCHOMS (consorzio di responsabili AV di università e istituzioni educative), AV User Group (rete di responsabili AV e IT attivi in grandi aziende e ambienti corporate) e, per la prima volta, la Sports Video Group (organizzazione focalizzata sulla produzione e distribuzione di contenuti video sportivi).

Tutto concorre a costruire un’esperienza pensata non solo per informare, ma per attivare visioni comuni e sviluppi futuri.



TREND

La trasformazione verso la multimedialità procede a tutta velocità. Se in passato l’obiettivo era veicolare un segnale e riprodurlo, oggi diventa sempre più centrale la sua creazione: non semplicemente riprendere un video o catturare un suono, ma costruire un’esperienza.

Immersività e integrazione
Da un lato, l’immersività — acustica e visiva — assume un ruolo chiave: basti pensare alla telepresence, che rende fruibili spazi e persone remote all’interno di ambienti coinvolgenti. Dall’altro, cresce l’integrazione con i sistemi fisici: il building e le tecnologie che lo compongono non sono più elementi passivi, ma parte attiva dell’esperienza.
Diventa così possibile creare ambienti virtuali, simulare situazioni, generare emozioni: dai musei interattivi alla computer art, fino alle esposizioni immersive, esperienze oggi accessibili e replicabili anche su scala ridotta. Tutto questo è reso possibile da un’evoluzione tecnologica sempre più rapida.
Siamo all’inizio di trasformazioni che nel giro di pochi anni diventeranno la norma: basti pensare all’IoT o ai sistemi di videoconferenza attuali, evoluzioni dirette di questi primi sviluppi.
Non si tratta di una novità in senso assoluto: la tecnologia evolve costantemente. Ciò che cambia è chi guida questa evoluzione. L’utente finale e il creativo assumono un ruolo centrale: non è più la tecnologia a dettare le regole, ma è chiamata a rispondere ai bisogni e alle visioni.


L’Investor Showcase

ISE resta, come abbiamo accennato, anche un luogo dove fare business. Ma proprio la sua identità di piattaforma di riferimento per l’intero ecosistema AV si riflette nella capacità di trovare formule sempre nuove per favorire lo sviluppo di relazioni commerciali e progettualità innovative. In questo contesto, ogni iniziativa acquista valore strategico anche per ciò che potrà generare nel tempo, oltre che nell’immediato.

Significativo in questo senso l’introduzione, nel 2014, dell’Investor Showcase: un evento concepito per mettere in contatto diretto investitori e produttori, offrendo una vetrina a startup e aziende emergenti per presentare idee, soluzioni e prototipi ad alto potenziale, con l’obiettivo di creare un ponte tra capitali e innovazione.

Un format inedito per ISE, pensato più per gli effetti che può generare nel medio-lungo periodo che per i risultati immediati, e che testimonia ancora una volta la vocazione della fiera ad anticipare bisogni e trasformazioni del mercato AV.


FORMAZIONE

La novità di ISE 2014 furono i corsi gratuiti – e, in parte, scontati – che InfoComm International decise di offrire ai partecipanti.

Il focus di InfoComm sul comparto educational
CEDIA non era affatto nuova a questo genere di iniziative, mentre per InfoComm – a parte le prime edizioni della fiera – si trattò di una scelta senza precedenti. Come spiegò Terry Friesenborg, allora Chief Global Officer di InfoComm International, l’obiettivo fu quello di rendere disponibile a tutti i professionisti AV in Europa ciò che i loro colleghi, a livello globale, avevano fino a quel momento appreso in occasione delle fiere annuali InfoComm nel mondo. Tra la proposta formativa dell’Associazione, di particolare rilievo furono quattro seminari dedicati alla progettazione e all’implementazione di soluzioni audio video in ambito educational. Le sessioni trattarono molteplici temi in materia, come le sfide di operabilità legate all’utilizzo dei dispositivi AV da parte degli studenti, gli elementi essenziali della tecnologia AV per ambienti di apprendimento attivo e la messa a punto di strutture didattiche intelligenti.

La proposta di CEDIA
Il programma di CEDIA mantenne alcuni corsi relativamente tradizionali a supporto dell’attività, come quelli inerenti alle modalità per incrementare le vendite e per fare crescere il business. Proprio in quei corsi, vennero trattate le diverse tecniche per vendere i sistemi integrati per le abitazioni, evidenziando i vantaggi che essi possono rappresentare quale valore aggiunto per la casa. Per quanto riguarda, invece, i corsi più tecnologici, venne posta particolare enfasi sulla tecnologia wireless, sull’HDMI 2.0 e sulla tecnologia 4K (anche con riferimenti all’8K). Numerosi moduli di formazione proposti a ISE 2014 diedero spazio alle tecnologie allora emergenti e, in alcuni casi, a quelle che erano in fase “calante” come, ad esempio, il 3D. Una delle domande sul futuro verteva proprio sul passaggio all’8K – dato che la tecnologia era già disponibile, anche se non ancora sul mercato – oppure se la tecnologia 4K avrebbe comunque rappresentato un punto di passaggio obbligato. Anche in quella edizione, alcuni corsi furono dedicati al mondo wireless, specie alle tecniche per la risoluzione delle possibili cause di scarsa performance della rete, cosa abbastanza comune in quel periodo nelle installazioni di sistemi residenziali.

Le certificazioni professionali
Entrambe le Associazioni, infine, tracciarono le linee guida per poter conseguire le relative certificazioni professionali (le tre Certified Technology Specialist per InfoComm e le Electronic Systems Certified Technician per CEDIA) direttamente in fiera.



KEYNOTE

Intitolato “Kick-starting the market for building automation”, l’opening keynote di ISE 2014 fu tenuto da Dirk Schlesinger, allora Managing Director di Cisco, incaricato di presentare in anteprima, al pubblico B2B internazionale della fiera, un’iniziativa inerente al mercato dell’automazione degli edifici – che sarebbe stata, poi, ufficialmente lanciata a metà del 2015 – messa a punto dalla stessa Cisco insieme ad ABB, Bosch e LG.



Si trattò, in particolare, della definizione di uno standard comune, aperto e senza restrizioni, sviluppato per favorire lo scambio di dati tra più dispositivi presenti all’interno di un edificio, abbracciando, in un’unica soluzione, servizi come controllo dell’illuminazione, efficienza energetica, sicurezza, assistenza sanitaria e, non da ultimo, intrattenimento AV e gestione della comunicazione.

L’accordo di intesa fra le quattro aziende fu siglato a ottobre 2013 e venne annunciato come la nascita di una soluzione in grado, a quel tempo, di trasformare il mondo della tecnologia smart building.

Il discorso di Schlesinger intese illustrare in che modo il nuovo standard avrebbe potuto dare vita a nuovi modelli di business, fornendo gli strumenti necessari al rilancio del mercato della building automation, a tutto vantaggio di produttori di apparecchiature, sviluppatori di software, fornitori di servizi e system integrator.

Più nel dettaglio, egli spiegò che il progetto rappresentava una sorta di reazione a un mercato ormai sufficientemente maturo per consolidarsi e trovare un linguaggio comune.

L’“Internet of everything” (ossia l’ “Internet del tutto”) – come lo apostrofò – e la sua declinazione nella smart home, secondo lui, non era mai decollato come ci si attendeva, soprattutto a causa dei troppi standard non compatibili tra loro e dei troppi fornitori.

Critico con le molteplici soluzioni smart del passato, specifiche per ogni area – climatizzazione, controllo accessi, illuminazione ecc. – il manager di Cisco spostò, invece, il focus sulla possibilità di utilizzo del nuovo standard da parte delle aziende concorrenti, che avrebbero, così, potuto avvalersi della stessa piattaforma per portare i propri servizi al cliente finale.

Nello specifico, il nuovo standard per l’automazione degli edifici, ideato da Cisco, ABB, Bosch e LG proponeva l’integrazione di protocolli già esistenti come, ad esempio, KNX – il primo standard di home & building automation, approvato sia a livello europeo che mondiale – riunendoli per creare una soluzione – definita da Schlesinger – “olistica”.

Nel concreto, uno standard così concepito avrebbe permesso – ad esempio – all’interno della cucina di una struttura abitativa, di fare comunicare tra loro un frigorifero Bosch, una gamma di prodotti del brand Miele e un’asciugatrice Whirlpool, contribuendo, in questo modo, a rendere più efficiente la gestione energetica dell’intera residenza e, dunque, a risparmiare sui consumi. Questo era il significato del concetto “smart” che stava emergendo.



TECNOLOGIE

Il 2014 è un anno di transizione: le tecnologie presentate negli anni precedenti vengono implementate e sviluppate, mentre le novità più dirompenti sono limitate.

Proiettori più luminosi, ottiche a tiro ultra-corto
La videoproiezione continua a evolvere con soluzioni mirate a mercati specifici, nonostante la crescente concorrenza dei display LCD di grande formato e dei LED.
Barco presenta il primo proiettore con sorgente a 6 moduli laser diretti, capace di raggiungere i 60.000 lumen ANSI: una delle prime applicazioni commerciali della tecnologia introdotta l’anno precedente. Canon introduce la serie XEED Compact Installation, caratterizzata dal pannello LCoS e da ottiche UST.  Prosegue lo sviluppo dei sistemi laser-fosforo, con un numero crescente di produttori che introducono nuovi modelli sia LCD sia DLP (single e three-chip), caratterizzati da un significativo incremento della luminosità.
Le soluzioni UST continuano a evolvere: la distanza tra proiettore e schermo si riduce sensibilmente mantenendo la stessa dimensione d’immagine, fino a ottenere 150” con soli 20 cm.

OLED, streaming HD e HTML5
Nel comparto display emergono due strategie distinte. Da un lato l’OLED, con soluzioni sempre più sperimentali come gli schermi curvi; dall’altro l’LCD, dove la risoluzione resta il principale driver. L’UHD è ormai consolidato e compaiono i primi prototipi 8K, come quello presentato da Sharp.
LG presenta i primi modelli UltraHD capaci di garantire maggior luminosità, durata dei pannelli, gestione del colore, aprendo a una serie di evoluzioni che porteranno all’introduzione dell’HDR nei modelli successivi.
Anche il digital signage registra sviluppi interessanti: aumentano le risoluzioni e si diffonde l’adozione di tecnologie Web. BrightSign introduce una nuova famiglia di player 4K che supporta streaming video in HD e l’utilizzo di HTML5 per la creazione dei contenuti.

Cresce l’integrazione digitale nelle soluzioni audio
Nel segmento audio prosegue la transizione al digitale, ormai dominante. Tra le novità di ISE 2014 si segnala Biamp con TesiraFORTÉ, che introduce il supporto allo standard AVB (Audio Video Bridging), sviluppato da un consorzio di produttori. Questo standard consente l’integrazione di flussi audio e video su rete Ethernet, con l’obiettivo di garantire bassa latenza, maggiore affidabilità e interoperabilità.
Il passaggio al digitale, tuttavia, non è ancora accompagnato da una piena integrazione: tra le criticità emergono la sincronizzazione audio video e la gestione della latenza, ambiti su cui AVB interviene. Sempre in ambito audio, Focusrite presenta RedNet Audio Networking, una serie di interfacce basate su tecnologia Dante per l’integrazione in reti audio complesse. Sul fronte video viene introdotto Dolby Vision, prima implementazione dell’HDR, destinata a evolversi negli anni successivi.



LO SAPEVI CHE…

Per agevolare il flusso di pubblico, nel 2014 gli organizzatori creano un terzo ingresso alla fiera.

Dal punto delle tecnologie emergenti, il 2014 è ritenuto un anno di transizione, in cui al centro troviamo una serie di implementazioni e di ulteriori sviluppi di tecnologie già note, presentate a ISE negli anni precedenti.


Link utili
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