Attraverso il racconto di 4 case study, scopriamo criticità e soluzioni legate alla gestione dei sistemi audio nel contesto delle aule universitarie, spazi spesso ricavati da edifici storici e caratterizzati da forme e volumetrie complesse.


Quattro Case study per raccontare gli elementi sfidanti legati all’Università e alle esigenze di rinnovamento nell’ambito dei sistemi audio: quali sono le difficoltà che un’azienda come Bose incontra quando si confronta con queste realtà, caratterizzate spesso da contesti differenti, ma anche accomunate da esigenze peculiari, tipiche di questo particolare settore? Come vengono affrontate queste sfide dai system integrator e quali sono i prodotti più adeguati e le soluzioni installative adottate? Lo scopriamo in questo articolo attraverso le interviste dei protagonisti di 4 progetti realizzati di recente dall’azienda: 

Università degli Studi di Padova (progetto che ha coinvolto gli spazi di Palazzo Bo, tra cui la celebre Aula Magna ‘Galileo Galilei’).  

Università di Pisa (si è lavorato su un impianto audio professionale nelle aule del nuovo ‘Polo della Memoria San Rossore 1938’).

Università di Milano-Bicocca (progetto relativo alla sala convegni ricavata dalla riqualificazione della Torre piezometrica di viale Sarca).

Università degli Studi di Udine (lavori che hanno riguardato circa 200 aule dell’Ateneo, ognuna con differenti caratteristiche architettoniche).

Ricordiamo qui brevemente, prima di entrare nel merito, che il mondo dell’Università è un mondo, come molti altri d’altra parte, che in questi ultimi mesi è stato costretto ad accelerare le proprie azioni di rinnovamento per riuscire ad adeguarsi all’emergenza Covid. Improvvisamente è diventato necessario avere a disposizione aule ‘smart’, dotate di strumenti AV efficienti, in grado di garantire – pensando a possibili scenari futuri –  intelligibilità del parlato e qualità alle lezioni sia in presenza (in aule più ‘distribuite’, con persone distanziate, che devono essere tutte correttamente raggiunte dal suono), sia da remoto (per cui alla radice diventa importante curare la qualità delle riprese video e della voce catturata dai microfoni).   

Queste Case Study sono dunque anche una raccolta di spunti utili per tutte le università e system integrator che in questi mesi si occuperanno del mondo della didattica universitaria



Gestione edifici storici, intelligibilità, semplicità di gestione: le esigenze delle Università

Gli aspetti più rilevanti che emergono dalle case study sul piano delle problematiche e delle necessità che muovono le Università nei loro processi di rinnovamento, piuttosto che delle criticità che si trovano tipicamente ad affrontare, sono: 

 1) Intelligibilità del parlato – ovvero la forte esigenza di far sentire distintamente in ogni punto dell’aula la lezione.  

2) Gestione di spazi con acustiche complesse – Poiché molti Atenei sorgono in edifici storici, spesso i progetti richiedono uno studio attento dell’acustica della sala per garantire l’intelligibilità. 

3) Attenzione all’impatto estetico – Edifici protetti dai beni culturali, dove spesso vengono ospitate le aule, richiedono prodotti e installazioni poco invasive. Avere ‘pochi fili in giro’ è utile anche sul piano della sicurezza: professori e studenti che si muovono tutti i giorni in questi spazi non devono rischiare di essere intralciati.   

4) Gestione della didattica da remoto – Lezioni che, nel presente e in prospettiva, diventano fruibili anche da remoto, impongono generalmente lo sforzo di progettare sistemi AV in grado di supportare le dinamiche tipiche di questa nuova didattica. 

5) Utilizzo no stop e supporto tecnico in caso di guasto – Le aule vengono utilizzate spesso quotidianamente e per molte ore: i sistemi devono quindi essere robusti ed efficienti, in grado di sopportare un uso continuativo degli stessi. Anche l’assistenza tecnica dev’essere di livello in caso di malfunzionamento, capace di intervenire rapidamente ed efficacemente. 

6) Gestione semplice dei sistemi – Tutti i professori devono poter essere il più autonomi possibile nell’uso delle funzionalità, un obiettivo che si ottiene solo quando le applicazioni per l’utilizzo delle stesse sono semplici, magari con preset che garantiscono di attivare scenari specifici con un solo click. 

7) Soluzioni ‘a prova di futuro’ – ovvero flessibili nell’accogliere eventuali modifiche, adeguamenti o espansioni dell’installazione con l’aggiunta di nuovi device. Di grande aiuto è sotto questo punto di vista la tecnologia Dante. 


Università degli Studi di Padova  

Per quanto riguarda l’Università degli Studi di Padova, le tecnologie Bose sono state utilizzate dal system integrator Mosaico Group per dare nuova vita – attraverso l’implementazione di sistemi audio, video e streaming – a una serie di spazi di Palazzo Bo, nel centro storico della città. In particolare, l’installazione ha interessato: l’Aula Magna Galileo Galilei, l’Archivio Antico e l’Aula Nievo.  


Università degli Studi di Padova, Palazzo Bo, Aula Magna ‘Galileo Galilei’, dedicata allo scienziato che per 20 anni insegnò a Padova. L’impianto audio è stato rinnovato sfruttando le soluzioni Bose installate da Mosaico Group.

L’aula Magna ha un valore del tutto speciale per l’Università: «L’Aula Magna – spiega Dario Da Re, Ufficio Digital Learning e Multimedia, Università degli Studi di Padova – non è utilizzata per la didattica ma per convegni, conferenze, eventi. Momenti molto importanti che trovano una degna collocazione in un luogo così importante storicamente. Per accedervi il pubblico attraversa la sala dei Quaranta dove è collocata la cattedra di Galileo Galilei che per quasi vent’anni insegnò a Padova». Anche nelle Aule Nievo e Archivio antico d’altra parte vengono organizzati eventi di grande prestigio. Le tre sale infatti ospitano rassegne culturali e scientifiche come ad esempio il ‘Galileo Festival’. 


Università degli Studi di Padova, Aula Nievo. Il soffitto a volte è un ottimo esempio della complessità a cui devono far fronte i system integrator nella ricerca di soluzioni per rendere il parlato intelligibile

Come spiega Roberto Tramarin, Senior Sales Director, Mosaico Group: «Questi locali sono su diversi piani, ma completamente interconnessi tra loro grazie a una rete dedicata, che per la parte audio, grazie a questo intervento, ora sfrutta il protocollo Dante». Lo stesso Tramarin entra quindi nel merito della soluzione: «Nella prestigiosa Aula Magna l’impianto audio esistente, installato oltre 10 anni fa – composto da 4 stack da 2 moduli cadauno di diffusori Bose Panaray MA12 con subwoofer Bose Panaray MB4 – è risultato ancora attuale e idoneo alle esigenze della sala. Tuttavia – prosegue Tramarin – il processore digitale Bose ControlSpace ESP-88, prestava il fianco a limiti tecnologici dovuti ‘all’anzianità’ del prodotto e non era adeguato all’obiettivo della committenza: attualizzare l’impianto audio per poter fruire di tutte le nuove e più attuali tecnologie legate al trasporto dei segnali su protocollo Dante e della sezione conferencing. Per questo si è deciso di implementare il nuovo processore Bose ControlSpace EX-1280C».  

«Già da 3 o 4 anni – spiega a questo proposito Da Re – come Ateneo abbiamo abbracciato la filosofia della distribuzione IP come standard sia per la parte audio che per quella video; a maggior ragione ora, per far fronte alle esigenze della didattica a distanza, abbiamo quindi deciso di adottare la tecnologia Dante con lo standard Audio Over IP». 

Con l’occasione, nella realizzazione di tutti i nuovi impianti previsti dal progetto messo a gara dall’Università di Padova, Mosaico Group, sotto la direzione di Roberto Tramarin e con il contributo di Moreno Zampieri di Bose, ha provveduto all’ottimizzazione complessiva dell’impianto per i nuovi dispositivi, per migliorare la messa a punto e l’equalizzazione dell’acustica. «L’Aula Magna oggi – dice Da Re – garantisce sicuramente una qualità del suono e un’intelligibilità del parlato eccellenti». 

Le altre due sale indicate (Archivio Antico e Aula Nievo) sono state ugualmente equipaggiate con Bose ControlSpace EX1280C e collegate via Dante in room combining. «Quest’ultima funzionalità – racconta Tramarin – è stata utilizzata fin da subito durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018/19 nell’Aula Magna, alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica Elisabetta Maria Alberti Casellati e presieduta dal Rettore Magnifico Rosario Rizzuto e dai prorettori dell’Ateneo patavino». 

Nei medesimi locali, all’inizio di aprile 2019, si sono tenute anche le giornate internazionali del Festival della Salute globale, sfruttando le stesse funzionalità di interconnessione audio video tra le sale. 

UNIVERSITÀ DI PADOVA, BOSE CONTROLSPACE EX-1280C: DSP PER SISTEMI SCALABILI, CONNETTIVITÀ DANTE A 32 CANALI – La Case Study sull’Università degli Studi di Padova si sviluppa su due capisaldi: scalabilità del sistema in ottica futura e infrastruttura AV Over IP.  A questo proposito Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer, Bose Professional, commenta: «All’Università di Padova il progetto è stato costruito attorno ai nuovi processori di Bose, ControlSpace EX-1280C, che hanno preso il posto dei precedenti ESP-88, ormai obsoleti. Questi processori hanno all’interno tutto ciò che serve per mantenere sotto controllo non solo l’equalizzazione della sala, e nel caso delle aule universitarie spesso la riverberanza è eccessiva, ma anche per gestire le sorgenti più diverse, disporre di funzioni importanti come auto-mixing in gain sharing e room combining».


Dario Da Re, Ufficio Digital Learning e Multimedia , Università degli Studi di Padova

Roberto Tramarin, Senior Sales Director, Mosaico Group

Roberto Tramarin, Senior Sales Director, Mosaico Group


Università di Pisa

Passiamo ora all’Università di Pisa. L’obiettivo della committenza, come ci racconta Marco Piazza, Direttore vendite, Elcom, era realizzare un impianto audio professionale nelle aule del nuovo ‘Polo della Memoria San Rossore 1938’ «ad alta fedeltà, bassa dispersione acustica, omogeneità di pressione sonora». 


Università degli Studi di Pisa. Una delle aule del nuovo ‘Polo della Memoria San Rossore 1938’ su cui è intervenuto il system integrator Elcom

Fabio Filippi, referente AV, Università di Pisa, descrive bene il ragionamento alla radice dell’esigenza di intervenire sulle aule: «Come catturare l’attenzione degli studenti, sempre immersi nella loro realtà digitale e aiutarli nel processo di apprendimento? Proponendo presentazioni dal forte impatto uditivo e dai colori vivaci, avvicinandosi al loro punto di vista e creando un ambiente a misura della nuova generazione digitale». Antonio Mugnani, vice referente AV, Università di Pisa sottolinea quanto sia fondamentale la qualità degli strumenti AV per fornire gli stimoli giusti, e come Bose abbia risposto sul fronte audio a questa esigenza: «L’altissima qualità dei prodotti Bose e la resa sonora del parlato era la scelta ottimale per noi: se lo studente è davvero immerso nella voce del professore in qualunque parte dell’aula, se la voce suona cristallina e ben definita, diventa possibile  interrompere il suo flusso personale di informazioni – quello dei social in primis – e renderlo partecipe alle lezioni».


Se lo studente è davvero immerso nella voce del professore, se la voce suona cristallina e ben definita, diventa possibile interrompere il suo flusso personale di informazioni e renderlo partecipe alla lezione – F. Filippi


Aggiungiamo che l’intervento doveva essere a basso impatto visivo, per rispettare la bellezza e la storicità degli spazi, realizzato in modo tale che il docente avesse la libertà di muoversi all’interno dell’aula senza provocare inneschi del microfono. 

Ecco dunque cosa è stato fatto. «Sono state allestite – spiega Marco Piazza – 11 aule di cui una medio-grande con 255 posti, 5 di medie dimensioni con circa 150 posti, 4 piccole da 50 posti e l’Auditorium. Per l’aula medio-grande, attraverso lo studio fatto con Modeler, è stata individuata come soluzione ottimale l’utilizzo di diffusori da controsoffitto EdgeMax EM180; per le aule medie, più profonde, le FreeSpace DS 100F, mentre per le aule quadrate le FreeSpace DS 40F». 

Piazza racconta quindi che tutti i diffusori fanno capo a un amplificatore della serie Freespace o PowerShare, a seconda delle necessità. Tutti gli amplificatori sono comandati singolarmente da un processore ESP-880A e i preset (personalizzati, adatti a ogni tipo di esigenza) sono gestiti dai controller CC-64, CC-16 o CC-2. Nelle aule da 50 posti, non essendoci bisogno del supporto microfonico, sono stati previsti 2 diffusori attivi S1 Pro per ogni aula.  

Per l’auditorium – prosegue Marco Piazza – è stata proposta la soluzione con i diffusori da controsoffitto EdgeMax EM180 posizionati sul perimetro e gli EdgeMax EM90 posizionati centralmente, facenti capo a un Amplificatore PowerMatch PM8250N, comandato da un processore EX-1280C, gestito dal controller CC-64. Sono stati previsti 2 end-point Dante EX-8ML e EX-UH che alimentano i microfoni di sala e portano al cuore del sistema i vari segnali audio».  

Come spiega infine Antonio Mugnani, a causa dell’impianto di riscaldamento radiale installato nel controsoffitto di tutte le aule della struttura, le difficoltà maggiori sono state riscontrate nel dover cambiare la posizione degli altoparlanti dal loro assetto originario e mantenere la qualità sonora del progetto iniziale, andando a effettuare le dovute correzioni sul processore. 

«Il progetto ha migliorato notevolmente la qualità di ascolto in aula. Il polo è diventata la meta preferita per gli studenti. – dice Mugnani, che poi aggiunge, su un piano più tecnico – La facilità di messa in opera nel controsoffitto degli apparati Bose ha semplificato il montaggio e la resa sonora degli stessi, soddisfacendo ampiamente quello che avevamo richiesto. Ogni aula è stata oggetto di studio approfondito, sia da parte nostra che da parte del nostro partner, e dove è stato possibile abbiamo sempre optato per impianti programmabili, facilmente gestibili via rete e con potenze sovrastimate. La durabilità dei prodotti Bose ci permette di pensare anche a ulteriori sviluppi senza grosse spese di ammodernamento e siamo sicuri di poter contare su di un supporto presente e costante in caso di malfunzionamenti». 

UNIVERSITÀ DI PISA, PANARAY MSA12X E EDGEMAX, PRESTAZIONI AUDIO AL TOP – Le soluzioni realizzate all’Università di Pisa coinvolgono numerosi prodotti Bose: diffusori Panaray MSA12X, MA12 e EdgeMax, processori ControlSpace, amplificatori PowerMatch e PowerShare. «Particolarmente prestanti – spiega Moreno Zampieri di Bose – sono i Panaray MSA12X, tecnologia Dante integrata, diffusori attivi a colonna con DSP e doppio beam stereable; in pratica è possibile indirizzare ognuno dei 12 driver che compone il diffusore per ottenere una copertura uniforme e precisa, gestita via software dal ControlSpace EX1280. Importanti sono anche gli speaker serie EdgeMax, diffusori a soffitto che, nonostante il posizionamento in-ceiling, grazie a una guida d’onda proprietaria di Bose fa si che la provenienza del suono coincida con la posizione della persona che sta parlando».


Antonio Mugnani, vice referente sistemi AV, Università di Pisa

Marco Piazza, Direttore vendite, Elcom


Università di Milano-Bicocca

Per quanto riguarda l’Università di Milano-Bicocca, l’integratore Tagliabue Sistemi è intervenuto sull’edificio U36, frutto del recupero della Torre piezometrica di viale Sarca (una torre alta 45 metri, realizzata in stile neoquattrocentesco intorno al 1913), e in particolare sulla sala convegni, ‘cuore’ dell’edificio. «La sala doveva essere progettata per ospitare convegni, seminari, workshop, lezioni per i master, e offrire la possibilità di fare collegamenti in videoconferenza», spiega Fabio Reguzzoni, Responsabile Servizi Multimediali, Università di Milano-Bicocca, che quindi prosegue: «La sala è stata ricavata dalla vecchia vasca di contenimento delle acque della torre. Si tratta di uno spazio con caratteristiche particolari, molto alto, stretto e lungo. Per questo, al fine di garantire un audio di qualità, erano necessari diffusori che garantissero la possibilità di diffondere uniformemente l’audio adattandosi al contesto». I Panaray MA12EX, spiega infatti Corrado Tagliabue, Direttore vendite, Tagliabue Sistemi, «sono diffusori a colonna formati da ben 12 driver da 2,25 pollici, full range, con copertura orizzontale pari a 160°, mentre quella verticale molto stretta è di soli 20°, utile per indirizzare il suono dove serve ed evitare che raggiunga zone critiche, così da rendere impeccabile l’intelligibilità del parlato e ottenere una pressione sonora e una qualità musicale adeguate». L’estetica elegante e non invasiva è un ulteriore vantaggio, soprattutto in un ambiente con un valore storico, che merita una certa attenzione anche su questo piano. 


Università di Milano-Bicocca, sala convegni nell’edificio U36, frutto del recupero della Torre piezometrica di viale Sarca, su cui ha lavorato, con Bose, Tagliabue Sistemi.

Per migliorare la qualità sonora si è deciso anche di installare alle pareti dei pannelli acustici. «Abbiamo fatto un’analisi approfondita dell’acustica dell’ambiente – spiega Tagliabue – e, osservando i risultati, abbiamo deciso di installare dei pannelli acustici per mitigare il riverbero provocato dalla forma dello spazio, alto e stretto, assicurarci una diffusione ottimale, e mettere così in condizione i diffusori Panaray di raggiungere una qualità del parlato e del suono davvero eccellenti». 

Completano il sistema audio due subwoofer di Bose, nascosti alla vista grazie a un altro elemento di grande valore dell’installazione, il podio realizzato da Tagliabue Sistemi (che di questi podi, pensati e costruiti su misura sulle tecnologie e le funzionalità che devono ospitare, ne ha fatto ormai un marchio di fabbrica). «L’aula – racconta Tagliabue – è dotata di un tavolo relatori con podio integrato che comprende un monitor touch con un sistema di controllo Crestron. Ai lati, nelle due spalle del tavolo, sono stati posizionati due subwoofer di Bose, nascosti alla vista. Il suono generato dai sub fuoriesce dal mobile grazie a due griglie micro-forate». Il podio ospita anche la matrice AV Extron, 10×4, con trasmettitori e ricevitori HDBaseT. 


Veduta esterna della Torre piezometrica

Un sistema di comando domotico consente diversi livelli di intervento: scenari preconfigurati per l’accesso autonomo da parte dei docenti/relatori, ma anche livelli incrementali per il personale tecnico, dall’operatore di regia di profilo più semplice, che fa soltanto la gestione degli eventi, fino al tecnico specializzato che può fare incroci o attivazioni particolari.  

Per avere una visione completa dell’installazione ricordiamo anche, solo brevemente, che: 

– L’aula è dotata di un videoproiettore con discesa motorizzata e un monitor touch per la didattica interattiva, integrato nel podio; 

– L’aula è dotata anche di Telecamere PTZ e un sistema di videoconferenza Cisco; 

– L’aula è collegata a una stanza posta al piano superiore, che può essere utilizzata anche per i servizi catering: quello che avviene nell’aula al piano sotto può essere replicato su un monitor di grande formato al piano sopra, e viceversa. Una soluzione che consente di ampliare lo spazio in platea. 

Questa installazione è solo l’ultima delle tante già realizzate da Tagliabue Sistemi con Università di Milano-Bicocca, una col­laborazione che è iniziata nel 2017 con la creazione di 60 aule smart e 110 aule evolu­te, gestite da sistemi domotici di sala e da una control room.  

UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA, PANARAY MA12EX: GESTIONE DELAY, DIREZIONAMENTO DEI DRIVER – Protagonisti della Case Study sull’Università Milano Bicocca, come d’altra parte anche di altre Case parte di questo articolo, sono i Bose Panaray MA12EX. Con Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer, Bose Professional, approfondiamo alcune caratteristiche di valore di questa soluzione. Primo elemento: «Questi Panaray – spiega Zampieri – consentono di gestire efficacemente il delay, garantendo una diffusione omogenea e ‘contemporanea’ del suono dalla prima all’ultima fila. Secondo aspetto distintivo della soluzione Bose: gli MA12EX sono composti da 12 driver da 2,25 pollici, driver molto piccoli, la cui risultante è un lobo acustico molto focalizzato, così da diffondere audio solo dove necessario, evitando di eccitare troppo l’ambiente riverberante e mantenendo il parlato perfettamente intelligibile».


Fabio Reguzzoni, Responsabile Servizi Multimediali, Università di Milano-Bicocca

Corrado Tagliabue, Direttore vendite, Tagliabue Sistemi


Università degli Studi di Udine

I lavori svolti per l’Università di Udine hanno riguardato circa 200 aule dell’Ateneo. Come spiega Stefano Bonomi, Servizi informatici e multimediali, Università degli Studi di Udine: «L’Ateneo di Udine è distribuito su diverse sedi del territorio regionale e i palazzi che occupa sono principalmente storici. Ogni aula ha differenti e ben specifiche caratteristiche architettoniche che da un certo punto di vista sono un limite per noi progettisti, ma che dall’altro rappresentano una sfida appassionante nella ricerca di soluzioni che superino o riescano ad aggirare quel limite». Bonomi prosegue quindi spiegando che il primo obiettivo è stato appunto riuscire a conciliare la necessità progettuale di ciascuna aula con i limiti imposti dall’estetica e dall’irregolarità degli spazi  (parliamo di aule completamente diverse tra loro in termini di destinazione d’uso: alcune sarebbero dovute diventare laboratori, altre aule per la didattica frontale, altre ancora spazi destinati alla registrazione delle lezioni). A questo primo obiettivo, si aggiungeva quello di trovare prodotti ad alta affidabilità e un partner in grado di rispondere all’esigenza di una puntuale e rapida assistenza tecnica». 


Il risultato è una installazione complessiva semplice, praticamente invisibile e accessibile per un eventuale intervento di assistenza – S. Bonomi


Prima di concentrarci sull’Aula Magna, ‘fiore all’occhiello’ dell’installazione, diciamo brevemente: nelle aule piccole e medie sono stati installati diffusori Bose serie FreeSpace in sostituzione di quelli esistenti utilizzandoli sia a parete che a soffitto e installando gli amplificatori della stessa serie. «In particolare, la scelta dell’amplificatore di zona FreeSpace IZA, si è rivelata vincente per la presenza di un ingresso microfonico e di un ingresso di linea per PC, oltre che per le loro ridotte dimensioni che  hanno permesso il fissaggio dei prodotti direttamente sotto le cattedre. Il risultato è stato una installazione complessivamente semplice, praticamente invisibile e soprattutto facilmente accessibile per un eventuale intervento di assistenza», dice Bonomi.  


Università di Udine, Aula Magna: ricavata da una chiesa sconsacrata, ha una navata lunga più di 40 metri, larga 12, alta 18, ed è quasi completamente in cemento

Per le aule più grandi e gli auditorium sono stati scelti invece diffusori acustici a colonna Panaray MA12 che permettono di focalizzare, soprattutto se accoppiati verticalmente, il suono su diverse zone del pubblico. «Il risultato – dice Bonomi – è stato quello di rendere estremamente intelligibile il parlato installando solamente due Panaray MA12 e un subwoofer posti dietro i relatori in aule da circa 480 posti». 


Uno degli spazi dell’Università di Udine dove ha lavorato Esg Elettronica per migliorare l’acustica di ben 200 aule. 

Ma veniamo all’Aula Magna, ricavata da una chiesa sconsacrata con una lunga navata quasi completamente in cemento, dunque con problemi acustici particolarmente critici: «Trattandosi di una chiesa sconsacrata, l’Aula Magna si differenzia notevolmente dalle altre aule, sia per la capienza di persone, sia per la conformazione architettonica. Ciò ha comportato un approccio al progetto dell’impianto multimediale completamente diverso rispetto alle altre aule dell’Ateneo – spiega l’ing. Giovanni Salvador, Titolare della Esg Elettronica che prosegue – Inizialmente, l’aula era dotata di un impianto di diffusione sonora installato negli anni ’70 per le funzioni religiose. A partire dagli anni Duemila è emersa la necessità di un suo svecchiamento che ha portato alla definizione di un nuovo progetto specifico».  

In particolare, riferendoci al versante audio, si voleva rendere il suono parlato più intelligibile e rendere possibile la riproduzione di segnali audio complessi (musicali o colonna sonora di contributi video), numero ridotto di diffusori acustici per ottenere un migliore impatto visivo.  Cosa è stato fatto?  

In sintesi, è stato realizzato un impianto composto da 6 stack di due Panaray MA12 ciascuno, due Panaray MA12 per monitor relatori (zona ex altare) con amplificatore Bose PM8500.  

«Una delle principali problematiche – spiega Salvador –  riguardava l’analisi dell’acustica della sala, a navata unica, in cui lunghezza ed altezza, rispettivamente maggiori di 40 e 18 metri, provocavano lunghi tempi di riverberazione. Per questo si è fin da subito optato per una soluzione a line array diffuso lungo la sala per limitare il più possibile il numero di sorgenti acustiche e propagare uniformemente il suono. Si sono ottenuti un’ottima intellegibilità della voce e una riproduzione di musica con timbrica quasi completa».


Stefano Bonomi, Servizi informatici e multimediali, Università degli Studi di Udine

ing. Giovanni Salvador, Titolare, Esg Elettronica


Link utili

pro.bose.com

Università degli Studi di Padova: unipd.it

Università di Pisa: unipi.it

Università di Milano Bicocca: unimib.it

Università degli Studi di Udine: uniud.it