Un ambiente camaleontico, capace di subire una metamorfosi in poco tempo per dar vita, nello stesso luogo, a tre tipologie di attività differenti: conferenza, teatro o cinema. Impianti audio, video e luci progettati ad hoc, con un sistema di auto settaggio e facile gestione.


Questo case study ha un sapore un po’ particolare ed è sicuramente diverso da tutti i casi di successo raccontati attraverso le pagine di Sistemi Integrati. 

Lo è per il luogo dove ci troviamo e, soprattutto, per il significato simbolico che questa progettazione ha rappresentato in questa specifica area geografica dell’Italia. 

Si tratta di un luogo al confine tra quattro regioni italiane (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo) e più precisamente di Amatrice, paese tra i più colpiti dal terremoto di magnitudo 6.0 del 24 agosto 2016, epicentro di quella che è stata definita come una delle più importanti sequenze sismiche che ha colpito il territorio nazionale in questo secolo, che ha visto coinvolti 140 comuni e oltre 600mila persone. In uno scenario quasi apocalittico, con costruzioni rase al suolo e popolazione costretta a ripartire da zero, la Croce Rossa Italiana (Unità Sisma) ha deciso di avviare un’operazione che potesse essere di forte impatto socioculturale, donando al paese una struttura diventata primo vero punto di aggregazione sociale per la cittadinanza: un luogo capace di promuovere la rigenerazione e lo sviluppo del tessuto sociale. È nato così l’Auditorium della Laga, un progetto che accumuna tre concept di utilizzo dello stesso building, una struttura ad uso promiscuo capace di predisporre, all’interno della stessa sala, a seconda delle esigenze: aula conferenze, teatro o cinema. Il tutto, costruito interamente dal nulla, partendo direttamente dal terreno individuato per realizzare l’opera. 


Questo lavoro richiede normalmente circa tre 3 mesi per la sua realizzazione, ma i tempi serrati dettati da tanti fattori, hanno richiesto uno sforzo in più dal quale non ci siamo sottratti – G. Celli



L’Auditorium della Laga in tutta la sua imponenza. Il building è stato voluto dalla Croce Rossa (Unità Sisma) e inaugurato il 31 luglio 2021. 

Pool di 8 professionisti, opera consegnata in tempi record

 Abbiamo ripercorso i punti cardine di questa progettazione con il System Integrator che l’ha concepita, A&ITS, azienda che si occupa di progettazione, realizzazione e integrazione di sistemi audiovisivi multimediali. A guidarci tra i dettagli degli impianti, il suo amministratore delegato, Gabriele Celli: «È una soddisfazione guardare oggi l’auditorium di Amatrice: il building è molto bello, dal punto di vista architetturale la struttura è d’impatto e l’auditorium è molto gradevole. In questa zona specifica, situata all’ingresso di Amatrice, dove c’è poco o nulla, e tutto intorno ci sono ancora le impalcature che reggono le macerie, è stato come dare un segnale di ripresa alla città e non è difficile immaginare cosa ha costituito per i suoi abitanti la realizzazione di quest’opera. Oggi, è punto di incontro per la società, luogo di eventi, opere cinematografiche, concerti, attività extra scolastiche, ecc.». All’intero progetto, Gabriele Celli ha lavorato con un entourage di 8 professionisti, riuscendo a realizzare l’opera in poco meno di sette settimane: «Questo è un lavoro che normalmente richiede circa tre mesi per la sua realizzazione – ci tiene a precisare l’amministratore delegato di A&ITS – ma i tempi serrati dettati da tanti fattori, hanno richiesto uno sforzo in più dal quale non ci siamo sottratti. Pertanto, pur essendoci insediati nel cantiere a metà giugno di quest’anno, siamo riusciti a consegnare gli impianti in tempo per l’inaugurazione, prevista per il 31 luglio 2021».  


Progetto realizzato in modo sartoriale, pochissime modifiche in corso d’opera

Pur trattandosi di un’installazione nella norma, tra le tante realizzate da A&ITS, il contesto in cui si trova, i tempi limitati di realizzazione e l’idea di allestire tecnologicamente uno spazio del genere per tre tipologie d’utilizzo, hanno reso articolata la progettazione, come ribadisce lo stesso Gabriele Celli: «La complessità per noi è stata quella di dotare questo ambiente, completamente scevro da ogni tipo di approccio agli impianti speciali, di qualcosa che fosse eterogeneo nella sua strutturazione, ma che desse loro l’opportunità di fare questa trilogia di possibili opere realizzabili all’interno dell’auditorium. Non solo, quando siamo partiti con il lavoro, la realizzazione del building era in piena corsa, il cantiere era completamente grezzo e non era stato realizzato ancora nulla, nemmeno pavimenti e rivestimenti vari. Non a caso, abbiamo iniziato la nostra progettazione partendo dal costruttivo del building sul quale abbiamo letteralmente ‘vestito’ l’impianto. In sostanza, abbiamo operato basandoci su un dwg infrastrutturale, tenendo presenti travi, muri, porte, superficie, volumi, tipo di rivestimento, ecc. Tutto sommato, quando abbiamo messo piede all’interno dell’auditorium, abbiamo avuto un perfetto riscontro di quanto progettato su carta. Al netto di un paio di revisioni, infatti, incentrate fondamentalmente sulla tipologia di apparato e non sull’ingegnerizzazione del sistema, il progetto è stato fedelmente riprodotto sul posto». 


Nella foto, uno scorcio dell’auditorium. Visibili chiaramente i 3 monitor LG 43UL3G da 43”, utilizzati principalmente durante la modalità Conference della sala. 

Tre ambienti in uno, un’unica sala multifunzionale 

Entriamo definitivamente in sala e ripercorriamo i dettagli tecnici di questa soluzione, partendo dagli spazi a disposizione: ambiente con palcoscenico largo 15 metri, platea con oltre 200 posti a sedere. La cabina di regia è posizionata in cima alla platea alle spalle degli spettatori, mentre dal lato opposto, quasi a completamento del palco, è stato installato il terminale video costituito da uno schermo motorizzato di 12 metri con fasce di tensione. Qui, a seconda delle esigenze, lo spazio si trasforma in sala conferenze, teatro o cinema.


Per A&ITS è stata una soddisfazione enorme aver contribuito a realizzare un’opera per la Città, che ha un estremo bisogno di tornare alla ‘normalità’ – G. Celli


Modalità Conference: possibilità di streaming 

«Quando la sala è settata in modalità Conference – spiega Gabriele Celli – l’impianto prevede che ci sia la possibilità di proiettare un qualsiasi tipo di contributo, sia esso power point, video o file di qualunque genere. È possibile condividere i contributi in modalità wired con supporto direttamente da regia oppure in modalità wireless; in più, ci sono due ulteriori predisposizioni wired a destra e sinistra del palco, dove sono collocati i podi, che agevolano la condivisione via cavo. Il palcoscenico è allestito con delle sedute, otto in totale, per ciascuna delle quali è stato predisposto un microfono a clip per la ripresa microfonica di ogni oratore. Lo stesso moderatore, anche se in movimento, può utilizzare un microfono a clip, un gelato oppure l’archetto. Generalmente, al presentatore è affidato un tablet 13” dal quale gestisce tutto l’impianto. Da progettazione – prosegue Celli – alla base del palcoscenico sono stati previsti 3 monitor da 43” LG 43UL3G, quelli che in gergo chiamiamo gobbi, scelti perché rendono l’esperienza visiva confortevole, con qualità d’immagine 4k, supportata da un ampio angoli di visione (178°). La loro presenza agevola la visione dei contenuti durante la conferenza oppure fungono da ‘suggeritori’ durante le rappresentazioni teatrali. La funzionalità dei monitor all’interno dell’auditorium è fondamentale, non a caso ne abbiamo previsti due da 55” anche nel foyer, sempre LG modello 55UL3G, impiegati per fornire informazioni all’ingresso, in funzione dell’utilizzo della sala. Il digital signage dell’Auditorium è affidato a BrightSign: sono 3 dispositivi, modello XT1144, che gestiscono i tre monitor LG 55UL3G da 55”, due posizionati nel foyer e uno nel bar. L’auditorium è fornito di due telecamere centrali installate per consentire la ripresa di tutto il palco: una riprende a campo largo, l’altra opera nel dettaglio ed è dedicata ai primi piani, siano essi per il podio che per le poltroncine. Allo stesso modo, è stata prevista una telecamera di controcampo per eventuali dibattiti. Il sistema di telecamere è gestito in modalità automatica o manuale: la prima coordinata da un sistema touch, la seconda tramite joystick e mixer video con i quali viene gestito il playout di program e preview. Le conferenze possono essere trasmesse in diretta streaming, grazie ad Epiphan Avio 4K, soluzione in grado di catturare i segnali video 4K UHD e l’audio in alta qualità a 24 bit 96 kHz». 


Lo schema a blocchi della soluzione installata all’Auditorium della Laga relativo alll’impianto AV.
La spina dorsale del sistema è composta da una matrice e due mixer, audio e video. I sistemi HW e SW sono interconnessi tra loro, formando un’unica infrastruttura in grado di condividere i segnali senza soluzione di continuità. Sul sistema di proiezione è possibile visualizzare qualsiasi sorgente presente nell’infrastruttura e, attraverso i monitor di regia o l’utilizzo del touchpanel di controllo, è possibile gestire gli apparati a sistema. 
Illuminazione. Pur non essendo presente in questo schema a blocchi, una nota approfondita di riferimento va fatta per l’impianto di illuminazione: prevede l’ausilio di tre Americane, che permettono di coprire l’intero palco, mediante l’utilizzo di varie tipologie di corpi illuminanti a puntamento fisso e proiettori motorizzati. In questo modo, è possibile costruire innumerevoli scene luci. Previsti diffusori a led potenti e minimali nella forma, in modo tale che risultino poco invasivi , memorizzabili per poter avere un’ottima illuminazione di sala a 3000 K di temperatura colore che, con effetto di assolvenza/dissolvenza, dà modo al pubblico di godere di una luce morbida e di relax in attesa dell’evento. 

Modalità Teatro: lo schermo di proiezione diventa quinta 

Cambia lo scenario: passando alla modalità Teatro si trasforma la scenografia dello spazio dedicato al palcoscenico e automaticamente si setta la tecnologia in funzione di un’attività diversa da quella prevista da una conferenza. Gabriele Celli ce ne racconta i dettagli, partendo da una particolarità singolare: lo schermo di proiezione. «Il terminale video in fondo al palcoscenico è stato montato 70 cm in avanti, rispetto alla parete finale – ci dice Celli – per restituire allo schermo un’ulteriore funzionalità: quella di fungere anche da quinta, oltre all’utilizzo per la videoproiezione

In questo modo, gli attori posso lasciare la scena sia da destra che da sinistra dello schermo e andare verso i camerini. In questa modalità, tutta la parte di radiomicrofonia viene utilizzata applicando i microfoni a clip sul vestito di scena. Anche in questo caso, le telecamere possono essere impiegate per riprendere lo spettacolo


Modalità Cinema: schermo a massima capienza ed esperienza premium 

Il Teatro della Laga di Amatrice offre alla comunità un punto di incontro polifunzionale di eccellenza.
Il sistema installato garantisce un’esperienza cinematografica di prima qualità, con luminosità delle immagini uniforme, elevato contrasto e colori vivaci. 

Il cinema impone un palcoscenico completamente sgombro, pertanto, via sedie, podi, monitor e tutto ciò che possa ostruire la vista del contenuto proiettato. 

«Una configurazione di questo tipo  – ci confida Gabriele Celli – è più unica che rara nel segmento corporate multimediale. In questo caso, lo schermo si setta in modalità cinematografica e può accogliere la proiezione nella sua massima capienza, a differenza delle modalità Conference e Teatro per le quali la proiezione è settata con la base alta, a circa 2,5 m di altezza, per evitare di finire su attori e relatori e consentire al pubblico di vedere correttamente i contenuti.
Per il Cinema i contenuti possono essere proiettati in due modalità di supporto: film di distribuzione, caricati direttamente all’interno del videoproiettore Barco, oppure da Blu-ray»


La cabina di regia da dove è possibile controllare tutti gli impianti, nonché gestire i contenuti da distribuire.

Un pensiero al tragico terremoto del 2016 

 A conclusione di questo breve viaggio all’interno della progettazione realizzata presso Amatrice, Gabriele Celli sveste i panni del professionista, per lasciare spazio ad un aneddoto che trae origine dalla propria sensibilità: «Nonostante i fatti noti a tutti, non mi ero mai recato nei luoghi del terremoto – ci racconta Celli con un tono di voce contenuto. L’arrivo sul posto è stato impattante. Come di consueto, affronto i viaggi in macchina accompagnato dalla musica, a maggior ragione su strade a lenta percorrenza come quella che porta ad Amatrice. La prima sensazione che ho provato, di getto, è stata quella di abbassare la musica e stare in silenzio in segno di rispetto. Ero stato in quei luoghi in gioventù, vederli in quelle condizioni mi ha lasciato esterrefatto. Pertanto, è una soddisfazione doppia poter aver dato un contributo ad un luogo che necessita di maggiore spinta per tornare alla normalità».



STRUTTURA AUDIO VIDEO IN SINTESI 

Il sistema di visualizzazione dell’auditorium è composto da un proiettore cinematografico digitale compatto, il Barco Alchemy DP2K-20C, con server multimediale e archiviazione interna, capace anche di rilevare potenziali errori di funzionamento e avvertire gli operatori in caso di malfunzionamenti. È un proiettore DCI, da 18.500 lumen, con risoluzione nativa da 2048 x 1080 pixel, compatto e completamente integrato, basato sul chip DLP Cinema da 0,98”, adeguato per sale con schermi fino a 20 m di base. Grazie all’interfaccia Barco Web Commander incorporata, è possibile creare e pianificare da remoto gli spettacoli.

Tutta la gestione routing dei segnali video è gestita dalla matrice modulare Comm-Tec MTX1616M-N a slots, con possibilità di espansioni future, ed un interfacciamento con il mixer video per le varie operazioni di program e preview, nonché controllo preliminare di tutte le sorgenti grazie al multiviewer integrato. La parte audio è affidata al sistema Dolby surround 7+1 di Yamaha, settato automaticamente per il suo funzionamento in modalità cinema, ridotto invece alla sola funzionalità stereo per le attività teatrali o congressuali.

Il mixer audio è sempre di marca Yamaha, modello TF-RACK, che coordina anche tutta la parte microfonica. L’instradamento dei segnali è possibile tramite i trasmettitori e ricevitori tvONE, mentre tutti i dispositivi di sala, così come i preset ed i livelli, sono gestiti da un touchscreen, con interfaccia grafica intuitiva, mediante l’integrazione di un sistema di controllo automatico.


Persone intervistate

Gabriele Celli
Amministratore Delegato, A&ITS 

Daniele Bianco
Direzione acquisti, A&ITS 


Link utili

 exertisproav.it |  aeits.it