CASE HISTORIES

Museo storico Alfa Romeo, Arese: la macchina del tempo, il racconto di un mito

Inaugurato per l’anteprima mondiale della nuova Giulia, questo Museo offre uno spettacolare esempio di come la videoproiezione può raccontare le emozioni. Nel complesso sono in funzione una trentina di proiettori Panasonic.


L’Alfa, acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, è stata fondata nel 1910. Nel dopoguerra (1918) con l’ingresso di Nicola Romeo la società ha cambiato denominazione in Alfa Romeo, soprannominata la casa del Biscione per la presenza del serpente visconteo nel suo marchio. Da sempre Alfa Romeo è stata sinonimo di automobili sportive e da competizione: non tutti sanno, ad esempio, che la Scuderia Ferrari ha iniziato la propria attività come filiale tecnico-agonistica dell’Alfa Romeo, diventando in seguito il Reparto Corse stesso.
La fabbrica di Arese, chiusa definitivamente nel 2006, rappresenta un luogo simbolo della storia aziendale; su quest’area, infatti, nel 1976 è sorto il museo storico della società.

Fra il 2014 e il 2015, in meno di 12 mesi è stato completato un importante intervento di riqualificazione sull’intero complesso, che ha interessato anche il Museo: il progetto architettonico ha ridefinito la funzionalità degli immobili, adeguandoli alle nuove attività e alla pedonabilità generata dalla nuova configurazione, utilizzando sofisticate tecnologie. In questo articolo ci concentreremo sulla videoproiezione, per realizzare una descrizione esauriente e approfondita; sono stati installati ventuno proiettori Panasonic PT-DZ770 (DLP 1-chip, 7mila lumen) con ottiche ET-DLE080/ET-DLE250 e sei Panasonic PT-DZ870 (DLP 3-chip, 10mila lumen) con ottiche ET-DLE030/ET-DLE080.



La filosofia del progetto

Il percorso museale si sviluppa su sei semi-piani, concepiti con una particolarità tipica degli spazi aperti: ad ogni piano il visitatore può osservare anche parte del piano sottostante, così da respirare in uno spazio libero, non chiuso da soffitti che ne limitano l’estensione in altezza.
Il percorso inizia dal sesto semipiano, quello più alto: il piano sottostante quindi rappresenta sempre la tappa seguente. I modelli Alfa Romeo esposti sono in tutto 69, scelti fra quelli che hanno segnato la storia stessa dell’auto: fra queste abbiamo la 24 HP (la prima Alfa), la 6C 1750 Gran Sport di Tazio Nuvolari (vincitrice delle Mille Miglia), la 159 (campione del mondo di F1 con Manuel Fangio) e la mitica 33 TT12.

«Il progetto – ci spiega Luca Passini, CTO di CWS Soluzioni Informatiche, la società che ha curato la realizzazione multimediale – è stato sviluppato su due concetti fondamentali: il racconto e la rinascita di un mito, attraverso una serie di elementi emozionali generati da immagini storiche, dalla presenza fisica dei modelli simbolo del marchio e dalla tecnologia particolarmente avanzata. Quest’ultimo aspetto era necessario per raccontare non soltanto il passato ma anche presente e futuro: il museo, infatti, è stato inaugurato in contemporanea alla presentazione della nuova Giulia, punto di partenza per il rilancio del brand. Quindi abbiamo puntato a soluzioni affidabili, di forte identità e grande impatto emotivo; da qui la scelta dei videoproiettori Panasonic in diverse aree importanti come Scala Mobile all’ingresso, Memoria Interattiva e Nasce la Leggenda».



Il Cannocchiale

Una struttura rossa attraversa tutto il complesso: accoglie i visitatori al parcheggio e li guida fino all’inizio del percorso, contraddistinto da un innesto architettonico a forma di tubo di color rosso Alfa. All’interno, il tubo nasconde la scala mobile dalla quale inizia la vera e propria visita. Il tutto presenta una forma aerodinamica particolare, ricorda una presa d’aria. Le pareti che ricoprono la scala mobile sono curve: sulla parte a sinistra è stato deciso di realizzare una multi-proiezione composta da cinque proiettori Panasonic PT-DZ870 disposti in linea, dotati di ottica ET-DLE030; sono posizionati inclinati, alla base della scala mobile e collegati al server via Digital Link, la tecnologia di trasmissione sviluppata da Panasonic compatibile con HDBaseT, per la distribuzione dei segnali AVC via cavo di rete.

La superficie interessata alla videoproiezione è di 12x2 metri, trattata con una vernice dedicata a questo tipo di utilizzo.
«Gli otto mila lumen di luminosità – prosegue Luca Passini – sono stati resi necessari perché la struttura è parzialmente esposta alla luce. Grazie alla tecnica del soft-edge abbiamo composto un’unica immagine, perfetta nella geometria. Una sfida davvero importante se consideriamo l’ottica ET-DLE030, che possiede un rapporto di tiro di soli 0,38:1 e la dimensione ridotta del tubo stesso: i proiettori sono distanti soltanto un metro dalla parete; la dimensione dello schermo è imponente in un contesto naturalmente ostile al rispetto delle proporzioni geometriche».



Memoria Interattiva

La Memoria Interattiva, situata al piano 1 alto, è contenuta all’interno dell’area Timeline. Rappresenta il luogo dove viene raccontata l’Alfa Romeo, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, coinvolgendo i personaggi chiave che hanno fatto la storia del brand. In questa installazione le immagini si visualizzano in retroproiezione attraverso sei Panasonic PT-DZ770 con ottica DLE250, installati a soffitto.
A disposizione del visitatore sono presenti sei postazioni dove ogni proiettore, attraverso una pellicola semitrasparente, visualizza i contenuti dell’applicazione dedicata al tema trattato.

La dimensione di ciascuno schermo è di 26 pollici. I contenuti sono interattivi: il visitatore può navigare nell’applicazione ed effettuare le proprie scelte. L’interazione viene garantita da una matrice di raggi laser che rilevano l’esatta posizione del dito quando il visitatore lo avvicina all’opzione scelta. Con questa configurazione tecnologica viene simulato l’effetto touch screen, con la differenza che non abbiamo uno schermo a tocco ma un’immagine retroproiettata. La tecnologia touchless utilizzata è denominata radar touch. L’effetto scenografico viene garantito da una superficie di vetro leggermente curva, che si sviluppa per circa sette metri e integra gli schermi composti da pellicole translucide.



Cinema

Al piano 0, alto, è stata ricavata una sala cinema che proietta spezzoni di produzioni cinematografiche dove il brand Alfa Romeo era in qualche modo protagonista. Lo schermo si sviluppa su una parete curva di 5 x 3 metri, il proiettore montato a soffitto è un Panasonic PT-DZ870 con ottica DLE080. Per ripristinare la corretta geometria dell’immagine è stato utilizzato il software Panasonic Geometry Manager Pro con il kit ET-CUK10. La staffa nascosta dal controsoffitto ha consentito di accostare il proiettore color bianco al soffitto bianco, una soluzione estetica elegante.



Nasce la Leggenda

Il piano -1 del museo è particolarmente importante sul piano emotivo: qui si racconta la storia dell’Alfa Romeo. Quest’area, battezzata “Nasce La Leggenda”, è caratterizzata da una videoproiezione sviluppata nella parte alta, dove sono stati installati a soffitto, ad una distanza di circa 4,5 metri e mezzo dal muro, tredici videoproiettori Panasonic PT-DZ770 con ottica ET-DLE080. La superficie globale della proiezione, a ferro di cavallo, si estende su oltre 40 metri.

«La leggenda dell’Alfa Romeo nasce con le competizioni sportive – prosegue il racconto Luca Passini. Grazie all’ausilio di ottiche speciali ultra-corte e al lens-shift siamo riusciti a proiettare immagini occupando tutta l’altezza della parete nonostante le automobili esposte fossero a meno di un metro dalla parete stessa. In questa sala sono esposti i modelli della scuderia Alfa Romeo e Ferrari, perché Ferrari utilizzava i suoi motori. Lo schermo si sviluppa su oltre 40 metri: viene proiettato un unico video montato in computer grafica, di circa tre minuti e mezzo, che comprende filmati storici; l’effetto immersivo che abbiamo ricreato è fantastico, grazie alla dinamica e alla dimensione delle immagini, agli effetti speciali audio; il pubblico si emoziona quando vede sfrecciare sullo schermo le macchine da una parte all’altra della sala, con effetti di computer grafica. In questo contesto viene riproposto anche il nuovo marchio Alfa Romeo. Per i nostri progetti utilizziamo i proiettori Panasonic dal 2010: oltre alla notevole affidabilità si distinguono anche per un design curato e una particolare competitività sul rapporto qualità-prezzo. Ma non si tratta soltanto di aspetti ingegneristici, di come sono costruiti: Panasonic cura con attenzione anche l’implementazione del software di sistema, con possibilità avanzate di integrazione e controllo».



Progetto 33 e F1

Al piano -1 basso, vi sono due ambienti: Velocità Progetto 33 e Velocità F1.
Il Progetto 33, come dice il nome, è dedicato all’Alfa Romeo 33 disposta su una pedana inclinata. La proiezione realizzata con un PT-DZ770 installato a soffitto, con ottica ET-DLE080 coinvolge uno schermo a parete da 5x2 metri circa e lo stesso prototipo, attraverso una mascheratura realizzata ad hoc.

Nell’area F1, invece la videoproiezione è stata effettuata all’interno di un rombo ricavato dalle grafiche stampate. Anche in questo caso il proiettore è un Panasonic PT-DZ770 con ottica DLE080, installato a soffitto. Una maschera predefinita fa in modo che le immagini proiettate rimangano all’interno di un’area specifica.



Configurazione e manutenzione

Tutte le installazioni sono collegate in rete, per essere gestite anche da remoto; in questo caso i proiettori Panasonic, grazie al Digital Link, offrono funzioni importanti: il vantaggio riguarda non soltanto la possibilità di effettuare un intervento di manutenzione non programmato, qualora vengano segnalati degli ‘alert’ relativi a parametri fuori norma ma, ad esempio, prevedere con precisione la sostituzione delle lampade, per evitare problemi.
La gestione integrata hardware e software è totale, su tutte le installazioni.

CWS Soluzioni Informatiche oltre ad essere un integratore AV è anche uno sviluppatore di software fin dalla sua nascita, un aspetto fondamentale per garantire efficienza ed efficacia nel servizio. Tornando al Digital Signage, l’invio dei contenuti ad ogni singola macchina viene garantito da circa duecento player sviluppati da CWS e collegati in rete.

«Riguardo alla gestione di alcune multi-proiezioni – commenta Gianluca Tufarolo di CWS – abbiamo scelto server con uscita ridondata per avere la certezza, anche in caso di guasti, di poter commutare il segnale e consentire al sistema di continuare a lavorare per evitare l’interruzione del servizio. Un altro aspetto che abbiamo risolto è proprio dedicato all’automazione delle attività di manutenzione. La nostra azienda si è sempre occupata di software. All’interno di questo progetto, quando abbiamo affrontato la tematica della manutenzione la prima cosa è stata quella di scrivere un software, derivato dal sistema di gestione, che permettesse attività di base; ad esempio, la programmazione dell’accensione delle macchine, il cambio del contenuto sincronizzato o meno, la valutazione della temperatura istantanea di esercizio delle macchine, l’operatività della lampada, ecc. La manutenzione viene realizzata il martedì, giorno di chiusura del Museo, quando la struttura non ospita eventi privati. L’ingegnerizzazione dei proiettori Panasonic mostra i suoi punti di forza anche quando sono montati a soffitto ed è necessario sostituire la lampada: l’accesso al vano è comodo e il proiettore rimane in posizione. Sostituiamo le lampade dopo circa mille e cinquecento ore di utilizzo: considerando una media di 12 ore al giorno con un solo giorno di chiusura settimanale, abbiamo circa 27 giorni al mese di funzionamento e per un totale di circa 500 ore; il cambio lampada ha un periodo di gestazione variabile da 3 a 4 mesi».



Disegnato da Benedetto Camerana

La macchina del tempo - Museo Storico Alfa Romeo è un progetto dell’architetto Benedetto Camerana. Ecco il suo pensiero a proposito di videoproiezione e multimedialità.

«In generale, la capacità e il potere della multimedialità nel raccontare una storia rappresentano un elemento centrale, determinante nel generare emozioni che amplificano la partecipazione del pubblico. Questo concetto è valido anche per il Museo Storico Alfa Romeo, dove la videoproiezione compare in numerosi punti: alcuni esclusivi, altri misti, sovrapposti a spazi che già di per sé hanno una loro forza, una componente comunicativa e di design».

Prosegue l’architetto Camerana: «Riconosciamo un grande valore alla componente multimediale, al punto da assegnarle quasi la metà del budget complessivo di un allestimento. In questo museo la videoproiezione espande l’esperienza emotiva dello spazio architettonico; ci sono diversi esempi: uno in particolare è il Cannocchiale, una struttura che vista dall’esterno esprime un elemento di grande impatto, visibile anche dall’autostrada. All’interno, invece, contiene la scala mobile di accesso al museo; uno spazio grande con la presenza di una soluzione tecnica difficile: una videoproiezione dove le automobili vengono incontro al visitatore mentre sale la scala mobile e, su una parete curva, gli passano di fianco. Anche l’area Memoria Interattiva integra tecnologia avanzata: ho accompagnato personalmente per una visita il Direttore del Design Museum e il Direttore del Museo della scienza di Londra: quando hanno visto questa installazione hanno mostrato un’espressione di meraviglia».



PT-DZ870: DLP singlechip 8500 lumen

La risoluzione WUXGA e la luminosità di 8500 ANSI Lumen fanno del PT-DZ870 un proiettore performante, adatto anche quando la luce ambiente è elevata. La doppia lampada, la correzione geometrica avanzata per la proiezione su superfici curve, la possibilità di essere posizionato anche il verticale (per proiezioni portrait) e l’operatività H24 sono altre importanti peculiarità che ne hanno determinato il successo.


Si ringraziano per la collaborazione:

Museo Storico Alfa Romeo
museoalfaromeo.com

CWS Srl
cws.it

Panasonic Business
business.panasonic.it



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