Abbiamo colto l’occasione dell’avvicinarsi di MIR 2026 per parlare con alcuni system integrator di riferimento del mercato AV. Abbiamo chiesto loro, in particolare, i trend di mercato, i verticali in maggiore fermento, e il valore della partnership. Le risposte di Dario Zanotti, Titolare di Delta Tecno Studio.

In un contesto di mercato più complesso e meno prevedibile rispetto agli anni precedenti, il 2025 ha rappresentato una sfida significativa per molti operatori dell’AV Pro. Come avete affrontato questo scenario?
Non concordo del tutto con la premessa della domanda. Gli effetti del PNRR li avevamo già percepiti nel 2024 e, proprio per questo, ci aspettavamo un 2025 positivo.
È vero che viviamo in anni in cui il contesto geopolitico richiede attenzione ed elasticità: le supply chain restano in parte instabili, le tensioni internazionali incidono sugli equilibri economici e i costi dell’energia e dei componenti sono soggetti a oscillazioni.
In uno scenario simile servono prontezza e flessibilità operativa, soprattutto nella gestione delle commesse pubbliche, che impongono pianificazione finanziaria, capacità di anticipare i tempi e una solida organizzazione interna.
Detto questo, per noi il 2025 è stato un anno positivo. L’onda lunga dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione è ancora in corso: molte strutture stanno completando un percorso di ammodernamento tecnologico che non riguarda soltanto la dotazione AV, ma coinvolge l’intera infrastruttura — rete, sicurezza, automazione, controllo, AV-over-IP. Il PNRR ha inoltre generato opportunità anche al di fuori del contesto romano, ampliando il nostro raggio d’azione e favorendo una maggiore strutturazione interna.
Non è stato un anno semplice, ma è stato soprattutto un anno di consolidamento e di crescita qualitativa, più che meramente quantitativa.
Secondo la vostra visione, quali verticali di mercato pensate potranno dare nel 2026 le migliori soddisfazioni?
Credo che nel 2026 assisteremo a un parziale ritorno all’impianto “classico”, con una progressiva riduzione dei sistemi UC/UCC spinti dalla fase emergenziale post-COVID.
La pandemia ha infatti accelerato l’adozione massiva di soluzioni di videoconferenza e collaborazione ibrida, spesso implementate con logiche più funzionali che realmente progettuali.
Oggi molti spazi risultano saturi o addirittura sovradimensionati rispetto all’utilizzo reale. In diversi contesti si sta osservando un ritorno alla presenza, seppur non totale. Le grandi aziende continueranno a mantenere modelli ibridi strutturati — con una quota di remoto intorno al 20–30% — anche per ottimizzare i costi immobiliari e i consumi energetici.
Questo, però, sta già cambiando il modo di progettare gli ambienti: meno sale pensate esclusivamente per le call e più spazi polifunzionali, capaci di adattarsi a usi diversi.
Mi aspetto quindi una crescita dei monitor 21:9 e dei formati wide, che consentono una gestione più naturale della componente remota; una maggiore diffusione dei LED wall in ambito corporate, istituzionale e formativo; e una progressiva riduzione della videoproiezione tradizionale, soprattutto negli ambienti medio-piccoli.
Parallelamente, vedo una crescente integrazione tra sistemi AV, controllo ambientale e gestione energetica, insieme a un’attenzione sempre più marcata verso resilienza, sicurezza di rete e standardizzazione delle piattaforme AV-over-IP.
Non credo assisteremo a un’esplosione di nuove categorie tecnologiche, quanto piuttosto a un affinamento delle scelte: una fase più matura, orientata alla razionalizzazione e alla qualità delle soluzioni adottate.
Cosa vorreste trovare e vedere al prossimo MIR AV Connect?
Ho la sensazione che non vedremo molto di realmente nuovo. Anche ISE 2026 ha espresso poco in termini di innovazione di rottura.
Oggi il mercato sembra trovarsi più in una fase di consolidamento che di rivoluzione: i prodotti evolvono, migliorano nelle prestazioni, si affinano nei dettagli, ma difficilmente introducono un vero cambio di paradigma.
Al prossimo MIR AV Connect mi piacerebbe invece vedere una maggiore integrazione reale tra AV e IT, non solo dichiarata ma concretamente applicata.
Sarebbe importante assistere a un’evoluzione verso standard aperti davvero interoperabili, capaci di dialogare senza vincoli proprietari.
Mi aspetto anche sistemi più semplici da configurare, ma non per questo “semplificati” o limitati nelle funzionalità: semplicità non deve significare impoverimento.
E credo che dovrebbe esserci una maggiore attenzione alla cybersecurity applicata all’AV-over-IP, un tema sempre più centrale in ambienti connessi e distribuiti.
In questo momento il mercato ha bisogno soprattutto di solidità, affidabilità e coerenza tecnologica, più che di effetti speciali.
Per chi opera sul campo, il supporto di brand e distributori è necessario per lavorare bene. Quali servizi e approcci vi fanno preferire un vendor rispetto a un altro? Li trovate sempre o riscontrate discontinuità?
Per chi opera come system integrator, il valore del vendor è determinante.
La scelta di un marchio non si basa soltanto sul prodotto, ma sull’insieme dei servizi e del supporto che lo accompagnano.
Preferiamo fornitori che mettano a disposizione una competenza tecnica reale, non solo commerciale, e che garantiscano un supporto pre-vendita concreto, capace di affiancarci nella fase di analisi e progettazione.
È fondamentale poter contare su una vera capacità di supporto al progetto, su tempestività nelle risposte e su un’assistenza post-vendita efficace.
Non c’è nulla di più sconfortante di un “non lo so” pronunciato dal product manager di riferimento, o di risposte generiche su temi tecnici che richiederebbero invece approfondimento e precisione. In quei momenti si misura davvero il livello del partner.
Noi cerchiamo interlocutori con cui costruire una relazione di collaborazione, non semplici distributori di prodotto. In un mercato sempre più orientato all’AV-over-IP, alla segmentazione VLAN, al multicast, alla cybersecurity e all’integrazione con infrastrutture IT complesse, il livello tecnico richiesto è elevato e non ammette improvvisazioni.
Purtroppo esistono ancora discontinuità: alcuni brand investono molto nella formazione e nel supporto locale, altri meno. E nel medio periodo questa differenza pesa in modo significativo nella scelta del vendor.

Link Utili
Delta Tecno Studio
Registrati a MIR per ricevere un ingresso gratuito; inserisci il codice F1SIB per ottenere l’ingresso omaggio.
Intervista per MIR 2026 a Dario Zanotti, Titolare di Delta Tecno Studio




