ISE 2011 raggiunge circa 26.500 visitatori unici e conferma la sua vocazione internazionale, affermandosi sempre più come spazio di approfondimento tecnologico e, al tempo stesso, piattaforma di business. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dall’1 al 3 febbraio 2011
Espositori: 715
Visitatori unici: 26.500


Le aspettative che tutti – organizzatori, espositori, visitatori, stampa ecc. – riversano su ISE sono ormai altissime. E tuttavia la fiera riesce anche quest’anno a non deluderle. L’ottava edizione (sede Amsterdam RAI) ha numeri record, un respiro ormai fortemente internazionale e un’identità sempre più solida come piattaforma di business.

Alla chiusura, i visitatori unici sono stati circa 26.500, mentre il numero di espositori è salito a 715, con una crescita del 15% rispetto ai 640 dell’anno precedente.



Nonostante le incertezze dell’economia globale – l’Europa era ancora scossa dagli effetti della crisi finanziaria e dalla crisi emergente del debito sovrano – ISE prosegue il suo percorso di crescita senza arretrare di un passo. È il settimo anno consecutivo di espansione, e risulta sempre più evidente la crescente centralità dell’appuntamento all’interno del panorama AV mondiale.

La superficie netta espositiva raggiunge i 26.650 m² e molti dei nuovi espositori provengono dalla Cina e dal resto dell’Asia, a riprova dell’attrattività di ISE capace di andare ben oltre i confini europei.

Sul piano tecnologico, l’edizione mette in evidenza trend chiave come le soluzioni IP, l’audio professionale – in forte crescita – e soprattutto il digital signage, che si impone come area espositiva autonoma e in rapida espansione.

È proprio in questa edizione che ISE presenta la più ampia offerta di soluzioni di digital signage mai vista in Europa fino ad allora. Come dichiarato da Mike Blackman, «Se consideriamo solo l’area dedicata al digital signage, è la più grande esposizione del settore in Europa. E se aggiungiamo le grandi aziende del display come Sharp e LG, che espongono al di fuori di quell’area, il confronto con qualsiasi altra fiera europea non regge».

Un’evoluzione che anticipa sviluppi futuri importanti: nel 2017 sarà proprio ISE a ospitare il Digital Signage Summit, confermando la fiera come riferimento europeo assoluto per questo segmento.

ISE 2011 è anche l’edizione che consolida l’apertura della fiera a un pubblico sempre più eterogeneo. Se in passato la partecipazione era dominata da manager di alto livello, oggi cresce significativamente la presenza di ingegneri e tecnici, e questo spinge l’organizzazione ad ampliare l’offerta formativa e non solo: InfoComm e CEDIA, in questo contesto, propongono per la prima volta in questa edizione esami di certificazione direttamente in fiera.



FORMAZIONE

Il programma formativo offerto da InfoComm International e da CEDIA nel corso di ISE 2011 ha visto un totale di trentasei corsi, con argomenti che spaziavano dall’Integrated Building Technology del futuro all’Audio Digital Signal Processing, dal video 3D all’IP per gli integratori, dalla fibra ottica nell’AV all’impronta di carbonio delle soluzioni audio video, solo per citare i più rilevanti.
Durante quell’edizione, iniziò a emergere con maggiore chiarezza il vero tratto distintivo dell’educational program della fiera, dato dallo sforzo degli organizzatori nel fornire versioni internazionali dei contenuti didattici proposti.
Frank Sheehan, allora veterano della formazione in seno a InfoComm, quell’anno spiegò che i partecipanti ai suoi corsi sarebbero stati introdotti al mondo del video digitale, acquisendo un sapere approfondito circa i principi di progettazione e le best practice a livello internazionale in tema di interfacciamento e implementazione dei sistemi video.
Per quanto riguardava, in particolare, l’implementazione, il pubblico presente – fece notare Sheehan – avrebbe compreso meglio l’importanza delle infrastrutture che supportano i sistemi video (come, ad esempio, il cablaggio strutturato) e l’impatto di queste sull’architettura dei siti.
E Peter Aylett, allora direttore dello sviluppo professionale di CEDIA, sottolineò l’importanza – mentre le economie europee cercavano affannosamente di emergere dalla recessione – di fornire, al pubblico di una fiera come ISE e al settore che essa rappresentava, strumenti formativi per riorganizzarsi, rifocalizzarsi e gettare le basi per la crescita futura.
Da qui l’idea di CEDIA di ideare un programma di seminari suddiviso tra sessioni gratuite di 45 minuti l’una e corsi a pagamento più lunghi e intensivi, di mezza giornata o di un’intera giornata.

Certificazioni e riconoscimenti
A ISE 2011 debuttò la certificazione base CEDIA ESCT (Tecnico di Sistemi Elettronici) in inglese, francese e spagnolo, a garanzia della qualità e della competenza dell’operatore.
Infine quell’anno, durante la cerimonia dei CEDIA Awards organizzata in aprile a Londra, Laura Lazzerini Ingegnere Elettronico livornese, è stata premiata come “Migliore Tecnico dell’anno 2011”, un riconoscimento per la prima volta assegnato a una professionista italiana.
Il percorso professionale di Laura in ambito domotico prende avvio nei primi anni Duemila, tra formazione specialistica e ricerca applicata al CNR di Pisa, dove aveva già collaborato per la tesi in Ingegneria Elettronica. Dal 2005 approfondisce progettazione e applicazioni domotiche attraverso corsi avanzati, punto di riferimento per molti professionisti toscani. Le esperienze maturate come Project Manager nel settore automotive con Ferrari, Maserati e Lamborghini, e successivamente nella progettazione elettrica ed elettronica per mega yacht Azimut Benetti, consolidano il suo profilo. Tra gli incarichi più rilevanti, la gestione della realizzazione e dello start-up dell’impianto domotico e di illuminazione del mega yacht Serene, della lunghezza di 134 metri, costruito da Fincantieri.



Uno spazio di business

Un altro elemento che contribuisce a rafforzare la dimensione commerciale e strategica della manifestazione è il programma Hosted Buyer. ISE lo introduce in questi anni con l’obiettivo di favorire connessioni concrete tra espositori e acquirenti qualificati.

Prevede la selezione di decision maker con budget e progetti attivi, ai quali viene offerto un pacchetto che include viaggio, ospitalità e incontri mirati con le aziende espositrici più affini. Questo approccio permette agli espositori di entrare in contatto con potenziali clienti di alto profilo e ai buyer di vivere un’esperienza ottimizzata in termini di tempo e obiettivi.

Il successo del programma – confermato dall’adesione convinta di aziende come Epson, Panasonic e Christie – è un segnale chiaro di quanto ISE non si limiti a offrire in modo indiretto occasioni di business – ogni fiera naturalmente le genera, attraendo espositori e potenziali clienti in uno stesso spazio – ma assuma un ruolo sempre più attivo nel generare valore concreto grazie a iniziative pensate per rendere l’incontro tra domanda e offerta il più efficace possibile.

«Ogni successo è solo il biglietto d’ingresso per un problema più difficile», dichiarava Mike Blackman citando Henry Kissinger (noto diplomatico e politologo del XX secolo), all’apertura dell’evento. Una premessa per sottolineare come, con ogni edizione, aumentino sia le aspettative dei visitatori, sia l’ambizione dell’organizzazione.

Ma il successo di ISE 2011 è anche la conferma che l’industria AV, che ha ormai imboccato con decisione la strada della crescita globale, continua a riconoscere e premiare le scelte strategiche messe in campo dalla fiera.



ISE come osservatorio sul mercato

Un altro elemento che ha contribuito nel tempo a definire la centralità di ISE nel panorama AV è la sua capacità di essere non solo vetrina tecnologica, ma anche spazio di confronto sui grandi temi che attraversano il settore.

La fiera ha sempre affiancato all’area espositiva un ricco programma di eventi, forum e conferenze pensati per offrire contenuti di visione e anticipare le direzioni del mercato.

Un esempio di questo approccio è il Future Trends Summit, introdotto per la prima volta proprio nel 2011 da InfoComm. L’obiettivo era chiaro fin dal nome: offrire ai professionisti uno sguardo prospettico sui trend tecnologici e strategici destinati a influenzare l’industria AV negli anni successivi.

Tra i temi affrontati in quell’edizione: la crescente pressione sullo spettro RF, la standardizzazione dei processi AV, la sostenibilità nei progetti tecnologici e l’ascesa del Building Information Modelling (BIM).

Negli anni, questa vocazione di ISE a essere anche uno spazio di analisi e visione strategica si rafforzerà sempre di più. Le iniziative dedicate ai temi emergenti e ai trend di mercato si moltiplicheranno, contribuendo a consolidare l’identità della fiera non solo come vetrina tecnologica, ma come punto di riferimento per capire dove sta andando l’intera industria AV.



KEYNOTE

L’ISE conference del 2011, denominata DiSCO – acronimo di Digital Signage Conference – si tenne alla vigilia della fiera, esattamente il 31 gennaio 2011.

Frutto di una joint venture tra ISE, invidis consulting e l’Associazione di categoria OVAB Europe (ramo europeo della statunitense Out of  Home Video Advertising Bureau), il nuovo evento, come spiegò Mike Blackman, intendeva ampliare la portata delle due DOOH Conference delle edizioni 2009 e 2010, per abbracciare alcune delle inedite applicazioni che, in quel periodo, stavano aprendo nuove opportunità di business, sia per i produttori che per i systems integrator.

Florian Rotberg, amministratore delegato di invidis, osservando come l’ultimo anno avesse fatto registrare una crescita significativa in ambito DOOH e nel più ampio mercato del digital signage, sottolineò l’importanza di DiSCO nel contestualizzare tale crescita, grazie agli interventi di network specialist, content creators e business analyst.



Tra i numerosi relatori intervenuti, Andrew Wood, general manager dell’allora Al Barq Digital – azienda di soluzioni Digital Out Of Home con sede negli Emirati Arabi – portò il focus sul mercato del Middle East and North Africa (MENA), caratterizzato, in quella fase, dall’esordio del connubio DOOH e dispositivi mobile.

Mentre Lars Peters, direttore di ECE flatmedia, fornitore di servizi DOOH, analizzò le opportunità di business rappresentate in particolare dai centri commerciali.

Critico, invece, fu David Dalzell – fondatore di ONELAN, prematuramente scomparso nel 2013 – secondo il quale, sotto il profilo della trasmissione dei dati, in quegli anni esisteva una certa disomogeneità data dall’esistenza di differenti tipologie e dimensioni di reti che caratterizzavano i sistemi di digital signage.

Ostacolo, a suo parere, superabile riducendo sostanzialmente il costo delle reti molto estese, ad esempio, riprogettando i televisori smart esistenti basati su DLNA (ovvero in possesso della certificazione Digital Living Network Alliance, garanzia di condivisione di contenuti tra dispositivi diversi), affinché questi potessero essere gestiti in rete, e riconsiderando la crescente disponibilità della tecnologia “stream mirror” a basso costo, in grado di trasmettere la schermata di un dispositivo mobile su un display più grande.

Degno di nota anche l’intervento di Jose Alvaro Avalos, a quel tempo Retail & Digital Signage Director di Intel, che, per chi ancora nutriva dubbi sul potenziale di business rappresentato dal mondo del digital signage, rimarcò l’ingresso nel mercato di aziende della portata di Microsoft e della stessa Intel, ricordandone gli investimenti di cui si erano fatte carico per portarvi il proprio valore, tra cui l’Open Pluggable Specification (OPS), iniziativa di Intel per standardizzare la progettazione e lo sviluppo di sistemi di segnaletica digitale.


TECNOLOGIE

Il 2011 è l’anno del 3D, grazie anche al film Avatar che si è dimostrato un game changer nell’industria cinematografica. L’industria AV vede l’opportunità di spingere sulla visualizzazione tridimensionale, espandendola da una nicchia – come la simulazione e la realtà virtuale – a un’audience più ampia. La quasi totalità dei display commercializzati, dai monitor professionali ai televisori, è LCD e deve supportare il 3D. Vengono presentati sistemi di visualizzazione con refresh sempre più elevati (almeno 120 Hz) e maggiore luminosità per garantire una buona qualità video in 3D.
La risoluzione è un altro aspetto importante con il 4K (UHD – 4096×2160 pixel), che inizia a diventare realtà dopo anni di sviluppo grazie anche al primo proiettore home. Si crea confusione sul termine 4K, utilizzato sia per la versione cinematografica DCI (da 4096×2160 pixel) sia per quella standardizzata da SMPTE (3840×2160 pixel), chiamata più correttamente “UHD”.

Le ottiche UST per la videoproiezione
Un’ulteriore spinta decisiva sul mercato della videoproiezione arriva dall’evoluzione degli obiettivi short-throw (ormai diventati “ultra-short throw”) lanciati nel 2008. Il rapporto scende a 0,4, ben inferiore agli 1-1,2 delle lenti tradizionali, che obbliga a mantenere una certa distanza (ad esempio 1,2 metri per immagini di 1 metro di base) tra il proiettore e lo schermo, aumentandola ulteriormente per ottenere immagini più grandi. Con le nuove lenti, la distanza si accorcia notevolmente ampliando le possibilità di installazione e semplificandole. Per ora la soluzione è orientata sui proiettori con luminosità ridotte, ma il percorso evolutivo è ben avviato.

Quattron, l’LCD con il giallo in più
Nell’ambito più commerciale, Sharp introduce un LCD con quattro colori (tecnologia proprietaria Quattron – RGBY) dove ai sotto-pixel RGB viene affiancato quello giallo (Y) per ottenere colori più vivi e realistici.
Kaleidescape presenta il media player, un dispositivo all-in-one sul quale si possono memorizzare file multimediali di vario tipo per distribuirli e riprodurli. In ambito audio, la ricerca verso l’immersività e la diffusione coerente, soprattutto di spazi complessi, è una delle direzioni che mostra le novità più interessanti. Bose presenta la piattaforma RoomMatch, un sistema progettato per ottenere un suono realistico in qualsiasi ambiente, indipendentemente dalle dimensioni. Ecler introduce Mimo88, la matrice digitale DSP.

La tecnologia touch amplia l’interazione
I sistemi touch, un’altra tecnologia già esistente ma finora relegata a piccole nicchie, iniziano ad ampliare il proprio raggio d’azione. Si va dalle interfacce per i sistemi di controllo, con pannelli di piccole dimensioni, fino ai touch screen sui monitor LCD e schermi proiettati con proiettori short-throw.
Riguardo agli standard merita una menzione speciale Thunderbolt (tecnologia sviluppata da Intel e Apple), precursore della trasmissione video e dati ad alta velocità su un’unica interfaccia.



LO SAPEVI CHE…

Complice anche il celebre film Avatar, nel 2011 si apre il ciclo della visione in 3D e l’edizione di ISE di quell’anno segue il trend.


Link utili
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