Nel 2006 ISE si tiene a Bruxelles con 330 espositori e circa 11.000 visitatori. Si consolida lo zoccolo duro di aziende su cui crescerà la fiera. Si amplia l’area convegnistica e sempre più brand scelgono ISE per lanciare novità in Europa, segno che la fiera inizia a contare davvero. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.
Dove: Bruxelles, Brussels Expo
Quando: dall’1 al 3 febbraio 2006
Espositori: 330
Visitatori unici: 10.970
ISE 2006 si svolge a Bruxelles al Brussels Expo. È la terza edizione. Partecipano 330 espositori e 10.970 visitatori. Si tratta di un anno di passaggio per quanto riguarda la scelta della sede.
L’anno successivo la fiera tornerà definitivamente al centro congressi RAI di Amsterdam e lì metterà radici crescendo rapidamente. Ma per la terza edizione, ISE si svolge appunto in questa sede inedita.
«Il problema principale è che non siamo riusciti a ottenere la disponibilità da parte di Amsterdam RAI per il 2006 – racconta Mike Blackman, Managing Director, Integrated Systems Events – Durante la seconda edizione, quando ancora ISE era in corso, abbiamo chiesto di poter prenotare per l’anno successivo. Il fatto è che a quel tempo c’era un’altra fiera che si teneva ad Amsterdam, e che aveva già un certo storico lì al centro congressi RAI. Gli organizzatori temevano potesse esserci una forma di concorrenza tra questa fiera e ISE, e che ospitarci sarebbe potuto essere svantaggioso per loro».
Il centro congressi RAI era quindi incerto sulla possibilità di ospitare ISE l’anno successivo e in quelli a seguire, un aspetto che tiene Blackman e il suo team in sospeso. Non avendo certezze, si sono attivati per cercare delle alternative, individuando, appunto, il Brussels Expo, che era comunque abbastanza centrale, e aveva disponibile una sede adeguata.
C’era un ulteriore vantaggio: poiché in quegli anni ISE aveva qualche difficoltà ad attrarre il pubblico francese, il team pensava che Bruxelles potesse essere un buon posto per attirare i francofoni, agevolati dal poter parlare la propria lingua. Si decide quindi di procedere in questa direzione.
«RAI alla fine ci chiamò per darci la disponibilità – spiega Blackman – Avremmo potuto confermare anche la terza edizione da loro. Ma avevamo già preso un impegno con Bruxelles e decidemmo, quindi, di rispettare quell’impegno per tornare poi nel 2007».
A dispetto di questo cambio logistico, l’edizione si rivela un successo, e la stragrande maggioranza degli espositori conferma subito con convinzione la partecipazione per l’anno successivo, creando uno zoccolo duro su cui costruire l’ulteriore crescita che si vedrà negli anni successivi.
Parallelamente all’espandersi della zona espositiva, aumenta anche l’offerta sul piano dei temi, dei contenuti, delle occasioni di networking, elementi che sono parte integrante del DNA di ISE: durante i tre giorni di fiera si svolgono conferenze, seminari, presentazioni, forum e workshop curati dalle aziende espositrici e supportati dalle tre associazioni partner.

TREND
L’Europa come punto di riferimento
Da mercato considerato in via di sviluppo a vero e proprio riferimento: è questo il cambiamento che si consolida all’interno dell’industria audiovisiva europea. Per anni il continente non è stato percepito come un contesto capace di esprimere appieno il proprio potenziale, né in termini di dimensione né come motore di innovazione tecnologica. Oggi, invece, dispone finalmente di una vetrina adeguata e inizia a mostrare con maggiore consapevolezza la propria forza.
Aziende che in passato erano costrette a rivolgersi alle piattaforme americane, a lungo indiscusso punto di riferimento, per presentare le proprie innovazioni, possono ora farlo anche in Europa, dimostrando una maturità che va oltre la semplice imitazione di modelli esterni. Non più un mercato che vive di riflesso, ma un ecosistema capace di produrre e valorizzare soluzioni proprie.
La risposta del settore è evidente: cresce la partecipazione, aumentano espositori e visitatori, e con essa si rafforza la consapevolezza del ruolo che l’Europa può giocare. Questo coinvolgimento non si traduce solo in numeri, ma alimenta un processo di innovazione più aderente alle esigenze locali, superando la logica di adattamento passivo a soluzioni sviluppate oltreoceano.
Dal tubo catodico allo schermo piatto, dal CRT all’LCD
Questo scenario si accompagna a un importante cambio tecnologico. In questi anni molte tecnologie evolvono rapidamente, ma è soprattutto nei sistemi di visualizzazione che si completa il passaggio dal CRT, vecchio di oltre 50 anni, all’LCD. Un’evoluzione che segna una nuova fase per l’audiovisivo e rafforza una visione positiva del suo sviluppo futuro.
Il mercato da sfondo alla nascita di ISE
Qual è lo scenario di mercato che fa da sfondo a questa “prima infanzia” della fiera?
Così come ce lo racconta Blackman, negli Stati Uniti il settore dell’integrazione dei sistemi è molto più sviluppato rispetto all’Europa, dove però si sta comunque registrando una crescita.
Le aziende americane dominavano soprattutto per ciò che riguardava il software e i sistemi di controllo, mentre nel settore dei proiettori e dei display il primato era dei giapponesi. Sul fronte dei sistemi di controllo, le principali aziende in campo erano Crestron, Kramer ed Extron.
Per quanto riguarda gli integratori di sistemi, il mercato è piuttosto forte nel Regno Unito, ma nel resto d’Europa è ancora poco sviluppato. Tuttavia, le aziende iniziano sempre più a richiedere installazioni professionali, specialmente per sale riunioni e ambienti aziendali.
Quando nasce ISE, il settore AV è pronto ad accogliere e sostenere la fiera. Tuttavia, nel mercato residenziale c’è chi non era convinto, in questo momento storico, della sua utilità in Europa.
«Esisteva già un evento CEDIA nel Regno Unito che stava crescendo – spiega Blackman nel rintracciare le ragioni di questo scetticismo – Inoltre, molte aziende partecipanti vedevano il proprio business ancora molto legato al mercato britannico».
Con il tempo questa percezione sarà però destinata a cambiare. Anche il mercato residenziale, anno dopo anno, si farà conquistare dal progetto.

Il lancio su due continenti diversi
Nei primi due anni, tutti i lanci di prodotto avvenivano a giugno all’InfoComm, negli Stati Uniti. Poi, però, le cose sono cambiate: sempre più aziende hanno iniziato a puntare su gennaio e febbraio per presentare le loro novità.
In particolare, per i produttori di display, questa scelta è strategica: portano le loro tecnologie al CES, che si tiene in gennaio negli Stati Uniti, e poi le spediscono direttamente in Europa, a ISE. In questo modo, nel giro di poche settimane, riescono a lanciare i loro prodotti su due continenti diversi. E lo stesso vale per le aziende del Pro Audio.
Si tratta di un passaggio che testimonia l’importanza che ISE sta assumendo.
Come approfondiremo nelle pagine dedicate ad altre edizioni, aspettare ISE per presentare i prodotti al mercato europeo significava riconoscerla come un punto di riferimento a tutti gli effetti.
FORMAZIONE
Con oltre cinquemila aziende associate in oltre sessanta paesi nel mondo, le tre Associazioni internazionali che, a partire dal 2004, diedero vita a Integrated Systems Europe e lanciarono Integrated Systems China e Integrated Systems Asia – e cioè l’ex ICIA (dal 2005 nota come InfoComm International), CEDIA (Custom Electronic Design & Installation Association) e NSCA (National Systems Contractors Association) – furono portatrici di un nuovo modo di intendere le fiere di settore, basato sul “fare sistema”, sull’essere luogo di business per aziende e clienti, nonché su una filosofia di gestione che poggiava anche su momenti di formazione e di aggiornamento professionale.
Questi ultimi, in particolare, erano – già allora – considerati dalle tre Associazioni attività imprescindibili in seno a tutte le loro manifestazioni fieristiche, in quanto aggiungevano valore al curriculum di chi le frequentava e prestigio all’evento espositivo.
Sessioni formative gratuite
A pochi giorni dall’apertura della terza edizione di ISE, gli organizzatori – in collaborazione, appunto, con InfoComm International, CEDIA e NSCA – annunciarono una serie di sessioni formative gratuite, aperte a tutti, non solo ai propri membri.
Mike Blackman, nel commentare quell’inedita scelta, fece osservare come, in generale, i visitatori fossero alla ricerca di qualcosa di più di una semplice esposizione di prodotti quando partecipavano a una fiera. E ISE, già nel 2006, non sfuggiva a quella logica, attribuendo alla formazione un ruolo chiave nel decretare il successo continuo del mercato dei sistemi AV e dell’integrazione elettronica.
Dunque, ISE 2006 non solo offrì un’esposizione puntuale di soluzioni audiovisive nei padiglioni del Bruxelles Expo, ma anche un’esperienza formativa gratuita con i migliori professionisti del settore.
E la decisione di rinunciare alle quote di iscrizione alle conferenze didattiche rappresentò il riconoscimento ufficiale, da parte del settore e delle sue Associazioni, dell’importanza della formazione e dell’apprendimento continuo per i professionisti del comparto.

TECNOLOGIE
Quell’anno, il mondo della proiezione vede due tecnologie predominanti, LCD e DLP, con la ricerca che si evolve per entrambi verso un aumento della risoluzione.
Videoproiezione 1080p
Il target è sempre il Full HD e, sul fronte dell’illuminazione, un incremento della luminosità con un costo ridotto dei consumabili. La sorgente illuminante è una lampada e ha una durata limitata con costi di gestione non trascurabili.
Vengono presentati i primi proiettori HD: Epson svela una soluzione a 3LCD 1080p, mentre, sul fronte DLP, avviene una diversificazione tra soluzioni a 3 chip e a single chip.
Nel primo caso, un paio di anni prima, Texas Instruments aveva introdotto il chip 2K per il cinema digitale, premessa del Full HD nella proiezione multimediale.
Riguardo al DLP single chip, invece, nel 2006 appaiono i primi sistemi che utilizzano la tecnica di vobulazione per aumentare artificiosamente la risoluzione nativa attraverso un sistema di traslazione dei pixel.
Black LED Direct View
I monitor crescono di dimensioni con LG che svela un LCD da 100”. Ormai è evidente che gli investimenti sono diretti verso questa tecnologia che, di lì a poco, diventerà dominante sia per i formati più piccoli che per quelli più grandi.
Gli schermi LED, o più correttamente “LED direct view”, rappresentano un altro ambito dove le evoluzioni si susseguono in continuazione. Oltre alla crescita delle prestazioni in termini di risoluzione e luminosità, si nota una differenziazione anche su altri fronti.
Una novità presentata a ISE 2006 sono i “black LED”, che utilizzano un substrato, resine e strips neri allo scopo di aumentare il contrasto percepito e migliorare la qualità complessiva dell’immagine.
I led creativi prendono piede, non solo come superficie omogenea, ma come strips o sfere per l’utilizzo in eventi e concerti.
Sistemi di codifica per agevolare l’integrazione AV/IT
Nell’ambito audio, appaiono soluzioni microfoniche wireless sempre più performanti. Shure presenta il sistema UHF-R Wireless Microphone, con prestazioni elevate che fissano un nuovo standard in termini di flessibilità e affidabilità in questo settore.
I sistemi di diffusione sonora vengono migliorati e d&b audiotechnik presenta il sistema J-Series che diventerà uno standard per gli eventi su grande scala.
L’integrazione AV IT inizia a muovere i primi passi concreti grazie a soluzioni che utilizzano la rete IP per trasferire formati audio, video e controlli.
Per svolgere anche questo compito, sono necessari sistemi di codifica sempre più efficienti allo scopo di ridurre la banda occupata.
L’H.264 è già una realtà (essendo stato lanciato nel 2003) e nascono altre codifiche che cercano di prendere il suo posto. Nel 2006, infine, Microsoft presenta il modello VC-1, basato su Windows Media Video 9, impiegato nella seconda metà degli anni 2000 per poi essere completamente sostituito dal più efficiente H.264 e dalle sue evoluzioni.

LO SAPEVI CHE…
Nell’autunno 2006, con un Roadshow durato otto giorni, ISE – insieme ai suoi partner CEDIA, InfoComm International e NSCA e ai principali espositori della fiera – ha toccato alcune città dell’Europa orientale, tra cui Varsavia, Praga, Budapest e Istanbul, per raggiungere un nuovo e più ampio pubblico.
Link utili
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