ISE 2019 è l’edizione che possiamo definire “dell’effetto wow”. L’audiovisivo raggiunge una qualità tale da diventare linguaggio artistico e strumento per creare esperienze immersive eccezionali e memorabili.
L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.
Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 5 all’8 febbraio 2019
Espositori: 1.301
Visitatori unici: 64.900
A caratterizzare in modo emblematico ISE 2019 – mentre si confermava l’ampiezza dell’offerta tecnologica e la qualità delle proposte formative e contenutistiche – è stata, soprattutto, la presenza esplicita dell’arte.
Una presenza diffusa e sorprendente: dal monumentale Sviatovid di Bart Kresa, scultura luminosa a 360° proiettata all’esterno del RAI, al projection mapping sulla facciata dell’hotel nhow Amsterdam RAI, realizzato da team di partner tecnici e creativi, fino all’arte che diventa tema di riflessione nei keynote di apertura e chiusura affidati a due artisti, lo stesso Bart Kresa e Tupac Martir, che ha proposto un memorabile intervento teatrale, dinamico e performativo.

L’audiovisivo come strumento espressivo
L’arte ha dato quindi una veste memorabile all’edizione, appunto, ma ha un valore soprattutto simbolico, perché ci racconta qualcosa di importante: l’audiovisivo è arrivato a un tale livello di maturità tecnica e di qualità nel campo della proposta esperienziale da diventare strumento espressivo per artisti, performer, creativi.
Già in altre edizioni ISE aveva posto al centro il tema dell’esperienza, come riflesso di un mercato che stava ridefinendosi attorno a questo tema catalizzatore.
Ma qui si esplicita un passo in più: le esperienze immersive e multisensoriali sono ormai maturate, hanno raggiunto livelli altissimi, possono diventare arte. In questo senso scegliamo di definire l’edizione come quella “dell’effetto wow”, richiamando la capacità d’impatto che la proposta artistica di questo ISE è capace di produrre. Entriamo quindi nel merito di questa proposta per toccare con mano questa spettacolarità.
Artisti in fiera
Bart Kresa, artista del projection mapping, ha aperto ISE 2019 con una delle opere più spettacolari mai viste a ISE: Sviatovid, una scultura sfaccettata alta cinque metri, illuminata a 360° da quattro proiettori 4K Panasonic da 30.000 lumen. Un’opera dal forte impatto visivo che unisce luce, forma e movimento in un’esperienza immersiva di altissimo livello.
Kresa ha tenuto anche l’opening keynote, in cui ha parlato dell’evoluzione del projection mapping come forma d’arte visiva, sottolineando l’importanza del design creativo e della formazione per raggiungere nuovi livelli espressivi. Ne parleremo meglio nello spazio dedicato.

In chiusura, Tupac Martir, fondatore del collettivo creativo Satore Studio, ha portato sul palco una performance spettacolare, fatta di intelligenza artificiale, motion capture e live show. Il suo intervento ha chiuso la fiera con un altro momento di grande impatto, confermando la potenza comunicativa che l’AV sa esprimere quando si mette al servizio della creatività. Anche di questo particolare keynote di chiusura parleremo meglio nello spazio dedicato.
Un altro esempio straordinario è stato il projection mapping sull’hotel nhow Amsterdam RAI, un intervento su scala urbana realizzato grazie a una collaborazione tra LANG, Green Hippo, Tenfeet e Panasonic, con una potenza di proiezione complessiva di 400.000 lumen. Ogni giorno, dalle 17 alle 20, l’intera facciata dell’edificio si trasformava in un’esperienza visiva aperta al pubblico: un perfetto esempio di come l’AV possa uscire dalla fiera e conquistare la città.

Siamo al punto in cui il salto di qualità è evidente: gli strumenti AV oggi permettono agli artisti di creare opere immersive, interattive, multisensoriali, grazie a una tecnologia che non è più solo supporto, ma materia creativa.
Se questa qualità permette agli artisti di creare, immaginiamo cosa può significare tutto questo calato nei mercati verticali: nel retail, nei musei, negli spazi educativi, nell’hospitality, negli eventi dal vivo. Dove serve stupire, coinvolgere, imprimere un ricordo. Dove l’effetto wow non è un’estetica, ma una leva di business.
Se la tecnologia AV può produrre arte, allora può anche trasformare un punto vendita, una mostra, una lezione, un evento in qualcosa di indimenticabile. ISE 2019 ha sancito questa evoluzione: l’AV come piattaforma per esperienze uniche, ormai pronte a essere motore di trasformazione per il business.



Proposta formativa e culturale ricca e di valore
L’edizione 2019 è stata “wow” anche per la straordinaria ricchezza della proposta formativa e culturale. Accanto all’esposizione e agli eventi spettacolari, ISE ha confermato il proprio ruolo di piattaforma professionale per la formazione, il confronto e l’aggiornamento, con un programma fitto e articolato.
Tra i momenti più significativi, le dieci conferenze ufficiali distribuite tra RAI e Hotel Okura, che hanno affrontato tematiche chiave nei settori verticali più strategici: dal Digital Cinema Summit dedicato all’evoluzione delle sale cinematografiche e dei modelli di business, alla Smart Building Conference incentrata sulle ultime evoluzioni dell’edificio intelligente, fino ai summit su XR, hospitality, digital signage e attrazioni tematiche.

Significativamente ampio anche il programma educativo offerto da AVIXA e CEDIA, che approfondiamo nello spazio dedicato.
Hanno completato il quadro una serie di iniziative speciali come gli ISE Tech Tours – brevi itinerari guidati fuori dalla fiera, pensati per mostrare installazioni AV reali in luoghi significativi di Amsterdam – e sessioni dedicate all’istruzione, all’impresa e all’esperienza utente, proposte a un pubblico sempre più ampio e attivo di utenti finali.
In tutte queste attività – pur nella varietà dei formati e dei contenuti – si ritrova un filo rosso comune: la centralità dell’esperienza.
Che si tratti di progettare un ambiente educativo, di raccontare un brand in un punto vendita o di coinvolgere uno spettatore in sala, il valore delle tecnologie AV viene sempre più misurato dalla capacità di creare esperienze memorabili, immersive, coinvolgenti.
FORMAZIONE
Strategia formativa e visione AVIXA
Il programma di formazione professionale dell’edizione 2019 di ISE ha offerto un’ampia gamma di opportunità di apprendimento, crescita personale e sviluppo della leadership, riassunta nello slogan “Learn, Discover, Be Inspired”.
In questo contesto, AVIXA ha riproposto le conferenze “What’s Next”, dedicate alle soluzioni audio video integrate nei settori education e corporate, con contenuti pensati per guidare i partecipanti nella progettazione di esperienze tecnologiche innovative.
Nel dettaglio, “What’s Next… Higher Education Integrated Experience Design” ha approfondito la trasformazione degli spazi per la didattica nei campus universitari, mentre “What’s Next… Enterprise AV Integrated Experience” ha analizzato la creazione di valore nei luoghi di lavoro attraverso una user experience evoluta, basata sull’integrazione tra ambiente e tecnologie AV.
Sessioni, community e sviluppo professionale
AVIXA ha inoltre rilanciato le sessioni gratuite FlashTracks, articolate nei quattro percorsi consolidati – user experience, convergenza AV-IT, progettazione e trend emergenti – e promosso momenti di networking come la “Italian breakfast”, dedicata ai professionisti italiani interessati alle attività dell’Associazione.
Particolare attenzione è stata rivolta anche agli studenti, con una giornata dedicata allo sviluppo della forza lavoro, alla quale hanno partecipato cinque studenti italiani.
Formazione CEDIA e nuove piattaforme
CEDIA, dal canto suo, oltre ad avviare le celebrazioni per il trentesimo anniversario, ha proposto nel 2019 un intenso programma formativo di quattro giorni, affiancato dai tradizionali Talks gratuiti ospitati quotidianamente presso il proprio stand, dedicati ai temi più attuali del settore.
Tra le novità, l’area “Main Stage”, dedicata a presentazioni di esperti e opinion leader, trasmesse anche in live streaming. In questo contesto, CEDIA ha invitato i vincitori degli EMEA CEDIA Awards 2018 a raccontare i progetti premiati e le sfide affrontate.
L’Associazione ha inoltre annunciato una nuova piattaforma di apprendimento online, progettata per personalizzare l’esperienza formativa e renderla accessibile a professionisti di ogni livello.
L’effetto WOW dei numeri
ISE 2019 ha confermato il suo eccezionale successo anche nei numeri, che producono un ulteriore “effetto wow”. La fiera è ormai riconosciuta a livello internazionale come la più grande manifestazione al mondo dedicata all’audiovisivo professionale e all’integrazione dei sistemi.
I visitatori unici sono stati 64.908, con una quota di nuovi ingressi pari a circa il 30%. Gli espositori sono stati 1.301, di cui 225 alla prima partecipazione, mentre 278 aziende hanno condiviso lo spazio espositivo.


L’intero centro RAI di Amsterdam è stato completamente occupato, senza più un metro quadrato disponibile – un “tutto esaurito” che da anni sottolinea la necessità del trasferimento a Barcellona, previsto per il 2021.
Tra le novità più significative anche l’introduzione dell’Hotel Okura come sede satellite: una scelta strategica che ha permesso di ospitare cinque conferenze, ampliando lo spazio disponibile per i contenuti formativi e rafforzando il posizionamento qualitativo della manifestazione.
Un altro segnale della crescita dell’evento è stata la decisione di estendere ISE a quattro giorni, introdotta due edizioni prima: una scelta che si è rivelata vincente. Più del 10% dei visitatori ha partecipato per l’intera durata della manifestazione, mentre la media è stata di 2,3 giornate per partecipante: un dato che conferma quanto sia diventato indispensabile prendersi più tempo per esplorare la fiera in tutta la sua vastità.
Infine, la copertura mediatica ha confermato l’interesse globale per l’evento, con 520 testate accreditate provenienti da 36 Paesi.
KEYNOTE
L’opening address di ISE 2019 fu affidato a Bart Kresa, artista polacco di riferimento nell’ambito della digital art, il quale, quell’anno, presentò in anteprima mondiale la sua ultima opera dal titolo “Sviatovid”.

Si trattò di una projection sculpture (o “scultura di proiezione”) alta cinque metri che, in fiera, fu visibile grazie a un video mapping all’esterno dei padiglioni 1 e 2, supportato anche dai proiettori laser Panasonic. Dopo ISE, la scultura trovò posto presso il Centre for the Meeting of Cultures di Lublino, in Polonia.
Kresa, col suo lavoro, intese dimostrare come le tecnologie audio video possano sfidare i canoni dettati dai loro utilizzi tradizionali. E Sviatovid, con il suo elevato livello di design e di produzione, ne è un esempio.
Durante il suo intervento, ripercorrendo la storia del video mapping e citando anche gli artisti che l’hanno utilizzato in contesti unici quali teatri e opere liriche, l’artista spiegò come esso sia in grado di trasportare il pubblico in un’altra dimensione.
Basilare – ha rimarcato – è tutto il processo creativo che sta dietro all’opera, inclusi preparazione tecnica, video mapping in loco, schizzi, storyboard, design e animazione.
L’artista multidisciplinare e visual designer Tupac Martir, direttore creativo di alcuni degli eventi live più importanti del mondo, per clienti del calibro di BMW, Ralph Lauren, Elton John e Beyoncé (solo per citarne alcuni), curò, invece, il Keynote di chiusura di ISE 2019.
Londinese di origini messicane, Martir, col suo team, si occupa di design visivo per l’intrattenimento dal vivo, utilizzando strumenti che afferiscono al mondo della pittura, del disegno, delle tecnologie avanzate, dell’illuminazione, dell’audio video, della musica, nonché della coreografia e dei costumi.
È salito sul palco indossando un sistema di motion capture della serie Perception Neuron che, utilizzato in combinazione con una gamma di tecnologie abilitanti l’interazione tra soggetto e spettacolo in corso – sfruttando, ad esempio, display, laser e luci – ha consentito ai contenuti live di Mixed Reality (un mix tra mondi fisici e digitali) di seguire passo passo l’avatar di Martir su alcuni schermi posti su entrambi i lati del palco.
Quella di Martir è stata tra le presentazioni più coinvolgenti e teatrali della storia di ISE, il cui merito è stato quello di aver dimostrato che cosa è davvero possibile realizzare quando la tecnologia AV incontra una mente geniale e creativa.
TECNOLOGIE
Videocomunicazione e collaboration: il punto di svolta
Il 2019 è l’anno della videocomunicazione: le applicazioni presentate a ISE anticipano ciò che, nei due anni successivi, diventerà uno strumento indispensabile a causa della pandemia.
Dopo il lancio ufficiale del 2017, Google Meet si afferma come piattaforma di videoconferenza aziendale, disponibile su Android, iOS e web, con un massimo iniziale di 30 partecipanti. Negli anni successivi si svilupperanno anche soluzioni room e integrazioni con dispositivi dedicati.
Microsoft amplia le funzionalità di Teams con l’introduzione delle Microsoft Teams Rooms, soluzioni autonome integrabili nei sistemi audio video delle sale riunioni, trasformando uno strumento personale in una piattaforma di collaborazione di gruppo.
Basate su periferiche standard — webcam e dispositivi audio USB — si propongono come alternativa più economica rispetto ai sistemi dedicati tradizionali. Con questo passaggio, l’ecosistema Microsoft Teams pone le basi per diventare il riferimento nella videocomunicazione negli anni successivi.
Sempre nello stesso ambito, ma nella fascia delle soluzioni dedicate, Lifesize presenta Icon 700, un sistema 4K orientato alla qualità delle videoconferenze. Tuttavia, l’anno successivo, la diffusione del COVID-19 porterà a privilegiare soluzioni più flessibili e a basso costo, ridimensionando questo segmento.
Didattica a distanza e nuovi scenari
Le tecnologie di videocomunicazione favoriscono la crescita di un altro mercato emergente: la didattica a distanza. In questa fase è ancora limitata all’higher education, in particolare a programmi internazionali di alto livello, dove è complesso riunire fisicamente gli studenti.
Le soluzioni adottate sono evolute e costose, ma l’introduzione di sistemi di videoconferenza più accessibili contribuisce ad abbassare la soglia di ingresso, estendendo queste possibilità anche ad altri istituti.
È l’inizio di un processo che diventerà essenziale negli anni successivi.
AV over IP e audio immersivo
Come già osservato negli anni precedenti, l’intero settore AV converge verso l’utilizzo di reti IP su infrastruttura Ethernet. Alcune aziende sviluppano soluzioni dedicate alla distribuzione audio, altre si concentrano sul video, mentre le novità più rilevanti riguardano sistemi in grado di gestire entrambe le tipologie di segnale.
Audinate estende la piattaforma Dante con Dante AV, annunciata a ISE 2019, introducendo una soluzione integrata per audio e video over IP. Biamp prosegue con TesiraLUX AVB l’integrazione del video nella piattaforma Tesira, mantenendo un approccio unificato per gestione, codifica e monitoraggio dei segnali all’interno degli ecosistemi esistenti.
Nel frattempo, in ambito audio prosegue la ricerca sull’immersività e sul suono tridimensionale. Meyer Sound presenta in anteprima Spacemap LIVE, tecnologia per lo spatial mixing, mentre L-Acoustics continua lo sviluppo del sistema L-ISA Immersive Hyperreal Sound con nuove evoluzioni.

LO SAPEVI CHE…
A ISE 2019, per la prima volta, vi fu un servizio di interpretariato linguistico dal vivo – dall’inglese allo spagnolo, francese, italiano, portoghese, cinese e giapponese – disponibile gratuitamente per i partecipanti.
Tra le novità di questa edizione, anche lo spazio “Main Stage” nel padiglione 8, utilizzato per presentazioni di opinion leader, dibattiti di alto livello, analisi di case study (molti dei quali hanno registrato il tutto esaurito), trasmessi in live streaming sul sito web di ISE.
Link utili
Scarica lo Speciale ISE 20 anni più due
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