La prima edizione di ISE (Integrated Systems Europe) si è tenuta dal 3 al 5 febbraio 2004 presso il Palexpo di Ginevra. Sebbene le dimensioni fossero così contenute da occupare un unico padiglione del centro congressi, quell’anno si gettarono le basi del suo inarrestabile sviluppo.
L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Ginevra, Palexpo
Quando: dal 3 al 5 febbraio 2004
Espositori: 120
Visitatori unici: 3.500


Integrated Systems Europe nasce nel 2004 dall’idea di tre associazioni di categoria inter­nazionali, rappresentanti dell’industria mon­diale dei sistemi elettronici: ICIA (Internatio­nal Communications Industries Association, divenuta InfoComm International nel 2005, poi AVIXA nel 2017), CEDIA (Custom Electro­nic Design & Installation Association) e NSCA (National Systems Contractors Association).

Le stesse associazioni, lo stesso anno, lan­ciano anche Integrated Systems China e, l’anno successivo, Integrated Systems Asia.

Il progetto fieristico è ambizioso: punta allo sviluppo dei brand internazionali legati all’in­dustria dei sistemi audiovisivi per il mercato professionale, della home automation e dei sistemi elettronici integrati per l’edilizia; come vedremo, con un approccio nuovo, “d’ampio respiro”. A gestire la fiera, allora come oggi, è Integrated Systems Events (joint venture AVIXA e CEDIA).

La scelta della sede ricade su Ginevra, Pa­lexpo (noto anche come Great Exhibition Hall). Oltre vent’anni fa, nel panorama delle fiere eu­ropee, era la Germania la sede per eccellenza degli eventi di settore, compresi quelli dedica­ti all’elettronica e all’audio-video.

La Svizzera, però, viene preferita perché terreno neutro, concettualmente in grado di suggellare una “distanza” tra le consuete fiere tedesche già note al pubblico e questo evento, concepito con obiettivi diversi: nell’intenzione dei suoi promotori, ciò che doveva contraddistinguere ISE, più che l’esposizione o l’offerta commer­ciale in sé, era il fatto di essere un luogo di business per aziende e clienti, uno spazio di networking, un punto di incontro tra industria e system integrator professionisti.

L’edizione inaugurale conta 120 espositori e circa 3.500 visitatori unici, e presenta tecnolo­gie AV per l’ambito residenziale, commerciale e ProAV. La sua organizzazione logistica non contempla “Technology Zone”, come accadrà negli anni successivi: espositori e prodotti di diversa natura coesistono nello stesso spazio.



Come è nata l’idea

Il vero primo promotore è Randal A. Lemke, allora direttore di ICIA. Fu lui ad avere l’idea, osservando come il panorama lasciasse spa­zio per un’iniziativa simile. C’erano già fiere come InfoComm negli USA e Photokina in Germania, ma queste non si adattavano più a un settore che nel frattempo era cambiato.

«Quando InfoComm e Photokina hanno iniziato, il panorama era molto diverso: c’e­rano protagonisti come Kodak e, per le pre­sentazioni aziendali, si usavano proiettori per diapositive – spiega Mike Blackman, dal 2003 Managing Director di Integrated Systems Events -. È mancata una reale capacità di rin­novarsi; d’altra parte, il pubblico di Photokina era più interessato al lato fotografico che a quello AV. C’erano dunque i presupposti per procedere.»

CEDIA e NSCA diventano partner dell’ini­ziativa di InfoComm, individuati come po­tenziali concorrenti che coprivano parti del mercato in cui ISE si sarebbe effettivamente sviluppata.

A firmare l’accordo sono i CEO Randal A. Lemke di InfoComm, Billilynne Keller di CE­DIA e Chuck Wilson di NSCA.

Il cacciatore di teste Sharif Mujtaba indivi­dua quindi Mike Blackman come candidato ideale a guidare l’impresa. Viene contattato nel periodo di Natale del 2002 per ricoprire il ruolo di Managing Director di Integrated Systems Events. Blackman ricorda di aver studiato il mercato frequentando alcune fiere (InfoComm e il primo CEDIA Expo), e di aver pensato che quella potesse essere una bella sfida.


Mike Blackman in un’immagine di quegli anni.

Il primo team

Tra dicembre 2002 e marzo 2003 si svolge la ricerca del personale con la raccolta dei CV e i primi colloqui.

«Il primo team contava solo tre persone – racconta Blackman – Io, Godwin Demico­li, che in seguito divenne rappresentante di InfoComm per l’Europa centrale di lingua tedesca, e un tirocinante, Emmanuel Simon, salito a bordo mentre stava ancora studiando e rimasto per anni una risorsa per ISE.

Noi tre gestivamo tutto: marketing, vendi­te e logistica; ci appoggiavamo a InfoComm solo per l’amministrazione e la contabilità. L’obiettivo era esordire con la prima edizione nel gennaio 2004.»


Il primo padiglione espositivo della storia di ISE.

TREND

Edilizia settore chiave
Gli autori di “Audiovisual Best Practices”, pubblicazione del 2005 a cura di InfoComm International, sottolineano come mai, prima di allo­ra, la progettazione e l’integrazione di soluzioni AV professionali siano state una parte così vitale del comparto costruzioni edili, comprese strutture come negozi e centri commerciali, impianti sportivi, musei, sale riunioni, sale convegni/auditori, ospedali e addirittura luoghi di culto. I numeri erano da record. Basti pensare che, nel Nord America, proprio nel 2004, l’industria ProAV registrò un fatturato di quasi 19 mi­liardi di dollari.

Mercato europeo in via di sviluppo
All’epoca, quando si parlava dell’andamento del settore, il riferimento al Nord America e, più spesso, solo agli Stati Uniti, era del tutto natura­le, quasi esemplificativo, poiché – come osserva Mike Blackman, Ma­naging Director di Integrated Systems Events e di Integrated Systems Europe – alla nascita di ISE, gli USA erano molto più avanti rispetto all’Europa, dove, invece, il mercato era meno maturo e in piena fase di crescita, col “dominio” delle aziende statunitensi su numerosi prodotti.

Convergenza AV – IT
Nel 2004, i sistemi AV iniziavano a incontrare il mondo dell’Informa­tion Technology, cominciando a sperimentare le potenzialità delle reti IP quale mezzo di trasmissione di diverse tipologie di dati.
Le categorie di prodotto erano guidate principalmente dai dispo­sitivi di visualizzazione che, in quel periodo, vivevano un processo di innovazione importante, specie per quanto riguardava gli schermi al plasma e gli schermi piatti in generale, oltre ai proiettori.


Tra aneddoti e buoni auspici

Il primo ISE centra le aspettative, senza che manchino gli imprevisti tipici degli esordi.

Già la fase di iscrizione riserva sorprese: una volta aperte, si contano centinaia di iscritti da luoghi remoti come l’Africa, tan­to che Blackman racconta di aver pensato con il suo team: «Questa fiera sarà davvero internazionale!».

ISE, senza dubbio, sarebbe diventata una manifestazione internazionale, ma quell’anno, dei 3.500 visitatori, nessuno proveniva dall’Africa! Dietro quelle registra­zioni c’era tutt’altro.

«Abbiamo capito subito – racconta Blackman – che fiere come la no­stra potevano essere utilizzate per cercare di ottenere visti per l’Europa, il che ha cam­biato completamente da lì in poi il nostro approccio e la nostra gestione della fase di registrazione.»

C’è stato poi il classico contrattempo dell’ultimo minuto: a Ginevra l’azienda au­striaca AV Stumpfl aveva prenotato un gran­de stand al centro del padiglione, ma l’ultimo giorno di allestimento non si era ancora pre­sentato nessuno.

«Ero nel panico – racconta Blackman – Mi domandavo come avrebbero fatto a mettere in piedi uno stand in così poco tempo. E invece, con una rapidità sbalorditi­va, completarono tutto.»

Al suo primo anno di vita, ISE ha un padi­glione che non riesce a riempire completa­mente. Un’immagine che fa sorridere, pen­sando alla fiera di oggi. Tuttavia, è stato più che sufficiente per dare a tutti la fiducia che questo progetto avesse un futuro.

C’erano tanti segnali positivi: «Durante la fiera – racconta Blackman – un responsabile di Sony mi disse che dal Giappone gli avevano chiesto di tenere d’occhio l’evento. Mi spiegò che, come politica aziendale, Sony non par­tecipava mai a una fiera alla prima edizione – all’epoca era così – ma volevano “studiare” l’ISE perché ritenevano che una manifesta­zione come questa non potesse mancare in Europa. Se si fosse rivelata un successo, avrebbero voluto farne parte. E infatti parte­ciparono l’anno successivo.»

Alla prima edizione del 2004 l’unico pro­duttore di display presente era Mitsubishi. La decisione di Sony di aderire rappresentò un incentivo decisivo, che spinse anche gli altri produttori di display a unirsi.


Lo stand di Mitsubishi Electric.

FORMAZIONE

Il motore di Integrated Systems Europe, la sua forza propulsiva, fu la partnership, annunciata a giugno 2003, tra l’International Commu­nications Industries Association (ICIA), la Custom Electronic Design & Installation Association (CEDIA) e la National Systems Contractors As­sociation (NSCA), il cui obiettivo, da subito assai chiaro, era sviluppare manifestazioni fieristiche congiunte in Europa e in Asia, a beneficio delle industrie di riferimento.

Con un totale di oltre cinquemila aziende in oltre sessanta paesi nel mondo, le tre Associazioni, insieme, a partire dal 2004, furono portatrici di un approccio nuovo alle fiere, teso a “fare sistema”. La loro filosofia di gestione degli eventi espositivi poggiava anche su momenti di for­mazione, pensati e organizzati per gli integratori di sistemi.

In particolare, con l’attenzione di NSCA rivolta ai sistemi elettronici integrati per l’edilizia, di ICIA all’integrazione dei sistemi audiovisivi e di comunicazione per il mercato professionale e di CEDIA alla home automation e alle soluzioni home theater, ISE si annunciava come evento sfaccettato e ricco dal punto di vista dei contenuti, del tutto differente rispetto alle fiere esistenti in Europa.


La prima ISE Business Conference

La prima edizione di ISE, così essenziale nelle dimensioni e così snella dal punto di vista dell’organizzazione, non ospitò alcun convegno e, dunque, alcun keynote speech. Ma fu preceduta, esattamente il giorno prima e cioè il 2 febbraio 2004, da una conferenza presso il Crowne Plaza Hotel di Ginevra, or­ganizzata da ICIA, CEDIA e NSCA.

Denominato ISE Business Conference, l’e­vento fu concepito come una sorta di “sum­mit” del mercato europeo dell’integrazione dei sistemi elettronici, con un focus sulle aziende e le tecnologie.

Occupò un’intera giornata, concentran­dosi su tematiche inerenti al business euro­peo del settore dell’integrazione dei sistemi elettronici. L’evento analizzò, in particolare, i trend tecnologici, le dinamiche del merca­to, la sua competitività e le direzioni future.

Tre i comparti presi in esame: AV residen­ziale, AV professionale e videoconferenza.

Il pubblico presente comprendeva pro­duttori, system integrator, progettisti, riven­ditori e distributori, oltre a tutti quei profes­sionisti che ruotano attorno al comparto dell’integrazione dei sistemi elettronici, inclu­si architetti, ingegneri, costruttori ed esperti IT, provenienti da tutta Europa. In sostanza, i visitatori di ISE.

Oltre a Randal A. Lemke, allora direttore di ICIA, a Billilynne D. Keller, ex direttore di CEDIA, e a Chuck Wilson, nel 2004 direttore di NSCA e successivamente CEO dell’Asso­ciazione, il summit che introdusse la nuova fiera vide il susseguirsi, al tavolo dei relatori, di analisti esperti del mercato europeo dell’inte­grazione dei sistemi, tra cui Frederick Lehner di Consulting Group e Tony Bicknell di De­cision Tree Consulting, insieme ai manager di alcune aziende, come Alexander Daum di Tech Supply e Graham Naylor-Smith di Arup Communications.


Lo stand di Lumens.

TECNOLOGIE

Nei primi anni 2000, era la videoproiezio­ne la tecnologia più utilizzata per la visualiz­zazione su schermi di grande formato, sia in ambienti professionali che home.
Lo sviluppo mirava alla ricerca di luminosità più elevate, maggiore durata delle lampade, migliore qualità visiva, risoluzioni più elevate e formati più vicini a quello cinematografico.

Evoluzione in ambito videoproiezione
Le risoluzioni più comuni erano ancora XGA e SXGA+ con rapporto d’aspetto 4:3. A ISE 2004, i principali player del merca­to proposero nuovi modelli con luminosità più elevate e migliori prestazioni. Parallela­mente, si intravedevano i primi prodotti che utilizzavano l’antesignano dell’attuale HD, ovvero quello chiamato “HD Ready”, con ri­soluzione di 1280×720 pixel in formato 16:9 comunemente identificato come “720p”. Era una novità importante per il settore, che segnava l’inizio dell’utilizzo di un formato completamente nuovo e molto più perfor­mante del tradizionale SD.

Display: trend e novità
L’evoluzione dei display è stata più rapida rispetto alla videoproiezione, in quanto trainata dal mercato consumer. E ha portato a investimenti importanti da parte di aziende che, negli anni a venire, sa­rebbero diventate leader indiscusse di questo mercato. In quegli anni, si era in piena transi­zione dal CRT (ormai obsoleto) alla tecnolo­gia al plasma (che cominciava a dimostrare i suoi limiti tecnologici) e agli LCD.
All’orizzonte si intravedevano i primi pro­totipi di monitor basati su tecnologia OLED, ormai ampiamente usata nei piccoli formati, ma non ancora matura per quelli più grandi.
A ISE 2004 troviamo, da un lato, produt­tori come Panasonic e Pioneer che pre­sentano nuovi modelli di monitor al pla­sma da 40”- 50” e, dall’altro, aziende come Samsung che investono nella tecnologia LCD con i primi monitor a grande formato. Nel 2003, Samsung aveva presentato il primo monitor da 40” Full HD, mentre Sony aveva lanciato il primo LCD retroilluminato a LED, un’evoluzione tecnologica che diventerà do­minante negli anni a seguire.
La videoconferenza era un nuovo settore che si stava facendo strada nel Pro AV in pieno sviluppo, con poche aziende che intraprende­vano un percorso di crescita che avrebbe poi portato al mercato attuale: a ISE 2004 erano presenti due di queste, ossia Tandberg – che presentò la soluzione MXP basata su IP, di­mostrandone i vantaggi economici rispetto alle soluzioni basate su ISDN usate comu­nemente – e Polycom, con la serie VSX 7000 che offriva un’elevata qualità audio-video, migliorando significativamente la comuni­cazione tra le aziende.

Soluzioni audio immersive
Nell’audio professionale, l’evoluzione anda­va verso sistemi sempre più immersivi come l’audio surround e il miglioramento della dif­fusione in ambienti complessi. Tra i vari pro­dotti presentati a ISE 2004, ricordiamo il Con­stellation Acoustic System di Meyer Sound, un sistema di controllo che permetteva di adattare l’acustica di uno spazio complesso, creando un ambiente naturale e immersivo.
Vogliamo, infine, menzionare anche un’al­tra tecnologia destinata a cambiare il futuro, ovvero JPEG2000, formato di compressione per il cinema digitale che favorì il passaggio dalla pellicola al digitale, aprendo la strada alla distribuzione di video su IP ad alta qualità.

Timeline delle tecnologie: novità ed evoluzioni che hanno definito il biennio 2003-2004.

LO SAPEVI CHE…

Il primo a parlare di integrazione AV come risultato dell’interazione tra i professionisti di un team di lavoro eterogeneo, fu proprio Randal A. Lemke, il promotore di ISE.

Integrated Systems Events è stata fondata nel 2003 come joint venture tra ICIA (oggi AVIXA), CEDIA e NSCA. In seguito, NSCA si è ritirata. La collaborazione è nata per organizzare e gestire eventi B2B dedicati all’AV Pro, all’integrazione dei sistemi elettronici e all’IT.


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