In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Grandi Stazioni Retail ha promosso un progetto di video mapping e illuminazione architetturale sulla facciata della Stazione Centrale di Milano. Un intervento pensato per valorizzare uno dei principali snodi urbani della città, trasformandolo in un elemento attivo dell’esperienza quotidiana di viaggiatori e cittadini, attraverso un racconto per immagini misurato e integrato nel contesto urbano, realizzato da Artled Srl con otto videoproiettori Panasonic PT-RQ35K 3-Chip DLP da 32.000 lumen.
In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Grandi Stazioni Retail – la società che gestisce le principali stazioni ferroviarie italiane – ha scelto di realizzare un progetto di video mapping e illuminazione architetturale della facciata della Stazione Centrale di Milano. Da qui, il desiderio di renderla protagonista di una spettacolarizzazione misurata tramite video mapping. Un intervento capace di attirare lo sguardo e invitare alla sosta, restituendo centralità a una facciata che, per sua natura, tende spesso a essere attraversata più che osservata nel flusso quotidiano di oltre 300mila passeggeri al giorno, più di 120 milioni all’anno. Data la storicità dell’edificio e il tempo limitato a disposizione per ideare e realizzare il progetto, era necessaria una collaborazione stretta e coordinata tra tutte le parti coinvolte. Dal 6 dicembre 2025, infatti, la facciata della Stazione diventa il supporto di un racconto per immagini che dà forma ai valori del Gruppo FS. Il risultato è una proiezione capace di sorprendere chi passa, ma anche di comunicare contenuti riconoscibili e coerenti, pensati per un contesto urbano in continuo movimento.
Di questo progetto parliamo con Cesare Salvini, Chief Marketing & Media Officer di Grandi Stazioni Retail, e con Sossio Pezzella, Co-Founder & CEO di Artled Srl, giovane azienda attiva nel campo delle Visual Technologies che ha curato l’integrazione del video mapping in ogni fase del progetto, dalla progettazione all’installazione in Piazza IV Novembre, fino alla realizzazione dei contenuti.

LA SFIDA: SPETTACOLARIZZARE LA FACCIATA DELLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO
Prima di entrare nel dettaglio degli obiettivi posti dalla committenza, è utile contestualizzare la genesi di questo progetto. Se un’Olimpiade è di per sé un evento eccezionale, per una città è raro potersi fregiare di ospitarne una. I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026 rappresentano dunque un motivo di orgoglio per Milano e Cortina, e per tutte le altre località di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige coinvolte nella manifestazione.
Il carattere itinerante di questo evento sportivo ha fatto assumere a uno snodo vitale come la Stazione Centrale di Milano un ruolo simbolico. Da qui, il desiderio di renderla protagonista di una spettacolarizzazione tramite video mapping. Il valore architettonico dell’edificio aumentava il prestigio dell’operazione, ma poneva anche sfide decisive, da affrontare senza interruzioni grazie a una ridondanza definita già in fase di progetto. Vediamo le sfide nel dettaglio.
Le tecnologie di video mapping adottate si sono dimostrate affidabili, flessibili e performanti, garantendo un’elevata qualità visiva e una perfetta integrazione con la struttura esistente. – C. Salvini
Intervenire su un’opera architettonica storica in modo spettacolare ma misurato – La sfida principale era quella di intervenire su una facciata monumentale e fortemente identitaria, rispettandone il valore storico e architettonico e, allo stesso tempo, adottando un linguaggio visivo contemporaneo in grado di dialogare con la città e con il contesto mediatico circostante. «L’obiettivo – aggiunge Cesare Salvini, Chief Marketing & Media Officer di Grandi Stazioni Retail, la società che gestisce la stazione – era creare un contenuto capace di attrarre e coinvolgere senza interferire con la funzionalità dello spazio, contribuendo a rendere l’esperienza della stazione più piacevole, dinamica e memorabile.»

Ottenere un impatto visivo importante, ma sostenibile per oltre tre mesi – La committenza desiderava un intervento ad alto impatto visivo, capace di valorizzare la facciata della stazione, ma era consapevole della necessità di una soluzione in grado di garantire elevati livelli di affidabilità operativa per un esercizio continuativo superiore ai tre mesi. «L’obiettivo complessivo – spiega sempre Salvini – era integrare una soluzione tecnologicamente avanzata all’interno di un contesto infrastrutturale complesso e ad altissimo transito di persone, assicurando continuità di esercizio, sicurezza e, al contempo, qualità dell’esperienza visiva.»
Coniugare precisione tecnica e controllo operativo a un livello elevato di creatività – La committenza richiedeva un approccio progettuale strutturato, la capacità di operare in modo integrato sia sul piano tecnologico sia su quello creativo, dando forma a un racconto visivo in grado di intrecciare immagini storiche di repertorio, elementi grafici, fotografie contemporanee e contenuti video.
Realizzare un progetto complesso in tempi molto stretti – Il tempo a disposizione per la realizzazione della progettazione tecnica e dei contenuti da proiettare era davvero sfidante: meno di sei settimane, a fronte di un tempo medio che può andare da un minimo di tre a un massimo di sei mesi per progetti di questa complessità. Ciò richiedeva l’attivazione immediata di un’enorme macchina operativa e il rapido allineamento con gli obiettivi della committenza.
Palinsesto dinamico e contenuti modulari per il videomapping urbano
Nel video mapping che trasforma la facciata della Stazione Centrale di Milano in un grande schermo narrativo, i contenuti sono organizzati in blocchi di circa 90 secondi. Una scelta precisa, pensata per adattarsi al tempo limitato di permanenza dei passanti davanti alla stazione e alla natura dinamica di uno spazio urbano ad alta frequentazione.
Come spiega Cesare Salvini, ogni blocco affronta un tema specifico:
– Storia, che ripercorre l’evoluzione del Gruppo FS, dalle origini fino ai nuovi treni dotati di tecnologie all’avanguardia;
– Construction, il segmento con gli effetti 3D più marcati e dal taglio più ludico, in cui la stazione si trasforma e si scompone, evocando un’architettura del passato;
– Asset, dedicato al tema delle infrastrutture del Gruppo FS;
– Sostenibilità, focalizzato sull’impegno ambientale;
– Giochi Olimpici, che richiama il ruolo strategico della mobilità in vista dei grandi eventi sportivi;
– Geometrico, un momento più astratto e visivo;
– Connections, segmento conclusivo, dedicato al tema delle connessioni.
Un elemento chiave del progetto è la modulazione dinamica dei contenuti, che trasforma il video mapping in un palinsesto vivo e in continua evoluzione. «L’obiettivo – spiega Salvini – era comunicare ogni volta qualcosa di diverso. Grazie a un software di gestione, il palinsesto viene continuamente rimodulato: chi attraversa la stazione sempre alla stessa ora non assiste mai allo stesso contenuto, rendendo l’esperienza più varia, coinvolgente e memorabile.»
LA SOLUZIONE: UN INTERVENTO IBRIDO DI VIDEOMAPPING E ILLUMINAZIONE CON CONTENUTI BREVI E D’IMPATTO
Considerando il budget e il tempo limitato a disposizione, il team interno di Artled ha messo sul tavolo una proposta ibrida. L’idea alla base prevedeva di combinare il video mapping – elemento principale dell’integrazione – della zona centrale della facciata e l’illuminazione pixel-to-pixel di quelle laterali e della parte superiore, inclusa la “Terrazza dei cavalli”. Sarebbe infatti stato impossibile prevedere un video mapping su tutti i 6mila mq della facciata principale della stazione, mentre questo mix di tecnologie avrebbe permesso di spettacolarizzarla tutta, con un effetto visivo armonico e immersivo, percepibile da tutti i lati di avvicinamento.
Vediamo ora nel dettaglio come è stato implementato il progetto di video mapping, partendo dal principale elemento innovativo.

Otto videoproiettori in configurazione stacking e blending, collegamenti in fibra ottica per non perdere mai i contenuti – L’importanza del progetto e del luogo in cui il video mapping sarebbe stato realizzato richiedeva una particolare attenzione all’assenza di guasti. Per questo, si è scelto di installare 8 videoproiettori Panasonic PT-RQ35K in stacking e blending – quattro coppie di videoproiettori sovrapposti a due a due; un gruppo di quattro per la parte destra sopra e sotto, e altri quattro videoproiettori per la parte sinistra – configurati in edge blending. Sossio Pezzella ci spiega perché: «La configurazione in stacking ci consente, qualora una delle macchine dovesse smettere di funzionare, di non perdere del tutto la tematizzazione della facciata. Se capitasse, la luminosità si attenuerebbe del 50% semplicemente per il tempo tecnico dell’intervento di ripristino».
Ogni videoproiettore è collegato ai server dei contenuti tramite un sistema in doppia fibra ottica, progettato per garantire ridondanza, continuità operativa e un controllo costante dell’infrastruttura.
La tecnologia 3-Chip DLP, su cui Panasonic ha svolto un ottimo lavoro di sviluppo, garantisce brillantezza e precisione nella resa cromatica, fondamentale per rispettare le palette colori richieste – Sossio P.
«I segnali in fibra ottica – spiega Pezzella – passano all’interno di condotte particolarmente robuste, adatte al transito dei veicoli militari che attraversano il piazzale della stazione. Dai server vengono inviati due segnali video identici, ciascuno su una fibra ottica separata e su ingressi distinti del videoproiettore. Se una fibra si guasta, il sistema aggancia automaticamente l’altro segnale, garantendo continuità. Tutto l’impianto è inoltre costantemente monitorato, così da individuare tempestivamente eventuali criticità e intervenire con operazioni di manutenzione mirate, senza impatti sulla fruizione del mapping».
La fibra ottica evita anche possibili latenze causate dalle distanze diverse a cui si trovano i videoproiettori dal server, che potrebbero creare un fuori sync sull’immagine.

Videoproiettori 3-Chip DLP PT-RQ35K di Panasonic scelti per affidabilità, compattezza e colorimetria – Per ottenere un video mapping di qualità adeguata al prestigio del luogo e dell’evento da comunicare, Artled ha scelto otto videoproiettori PT-RQ35K di Panasonic, dotati di una luminosità di 32.000 lumen. Sossio Pezzella motiva così questa scelta: «Questi videoproiettori hanno tutte le caratteristiche adatte a soddisfare le esigenze di questo progetto. Da una parte, sono compatti – larghi circa 60 cm, alti 40 cm e profondi 78 cm – e hanno un peso contenuto, al di sotto dei 70 kg, elementi essenziali poiché dovevano essere installati su strutture di dimensioni limitate. Dall’altra, usano la tecnologia 3-Chip DLP, su cui Panasonic ha svolto un ottimo lavoro di sviluppo, che garantisce brillantezza e precisione nella resa cromatica, fondamentale per rispettare le palette colori richieste dalla committenza».
I videoproiettori 3-chip DLP si rivelano particolarmente adatti alle situazioni complesse. «Nel video mapping architetturale – spiega Pezzella –, dove le colorazioni di fondo delle superfici non sempre sono quelle ideali, macchine come queste garantiscono uno spettro colori molto valido e consentono di apportare i micro aggiustamenti necessari per ottenere il colore corretto, soprattutto quando è necessario visualizzare i loghi delle aziende sponsor. Dal nostro punto di vista, questi videoproiettori Panasonic sono il top del mercato.»
Contenuti di qualità e uno show pensato per i fruitori – Lo sviluppo dei contenuti è stato curato internamente da Artled, che dispone di una business unit dedicata all’adattamento degli asset forniti dai clienti per la spettacolarizzazione. Sossio Pezzella sottolinea il valore di questo approccio: «Quando i tempi sono stretti, avere un team interno dedicato ai contenuti consente di lavorare meglio e rispettare il timing del progetto, aspetto decisivo in questo caso».
Pezzella ha seguito tutte le fasi del progetto e descrive la struttura dello show: «Si parte con circa 15 minuti di animazioni soft con i loghi del Gruppo FS e di Milano Cortina 2026. Segue un countdown pensato per attirare l’attenzione dei passanti, che possono fermarsi e prepararsi per foto, video e condivisioni social. Al termine, iniziano i segmenti più dinamici». (In questo articolo ai contenuti del video mapping è stato dedicato un riquadro).
Una torre centrale per la gestione del video mapping – Una volta individuata la tecnologia da adottare, è stato necessario collocarla in un piazzale spesso interessato da eventi temporanei con configurazioni differenti. Pezzella racconta: «Era fondamentale non dover spostare i videoproiettori e il resto della tecnologia per tutta la durata dell’evento, ma individuare un’area disponibile da dicembre 2025 a marzo 2026. Incrociando le mappe delle manifestazioni previste in quel periodo, abbiamo realizzato una torre autonoma alta 10 metri, larga 7 e profonda 2, che ospita l’intera soluzione di video mapping».
Alla torre centrale si affiancano altre due strutture laterali dedicate all’illuminazione pixel-to-pixel delle porzioni esterne della facciata, collegate in fibra ottica.

LA SODDISFAZIONE PER IL RISULTATO E PER UNA COLLABORAZIONE POSITIVA
Alla luce del lavoro svolto per realizzare questo progetto in tempi record, torniamo da Cesare Salvini per conoscere il suo parere sul risultato ottenuto.
«L’intervento ha generato un impatto visivo significativo ma armonico, valorizzando la facciata della Stazione Centrale e migliorando la percezione complessiva dello spazio da parte di viaggiatori, cittadini e visitatori.»
Il lavoro è stato anche il frutto di una stretta collaborazione tra molti soggetti diversi: dal Comune di Milano al gruppo FS, dal system integrator alla Sovrintendenza. «La collaborazione con i partner coinvolti – commenta Salvini – si è rivelata efficace e ben coordinata, consentendo di affrontare con successo la complessità tecnica e creativa del progetto, nel pieno rispetto dell’architettura, delle tempistiche e degli elevati standard qualitativi richiesti. Le tecnologie di video mapping e illuminazione adottate si sono dimostrate affidabili, flessibili e performanti, garantendo un’elevata qualità visiva e una perfetta integrazione con la struttura esistente.»
Sossio Pezzella aggiunge: «Aver scelto i videoproiettori Panasonic ci ha consentito di soddisfare con successo le richieste della committenza. Ma un plauso particolare va al nostro team, che si è davvero messo in gioco per poter ottenere un risultato che avrebbe richiesto molti più mesi di lavoro.
È accaduto sia per i temi trattati sia per l’importanza del cliente. Tutti hanno lavorato tantissimo, entrando in vera sintonia con il progetto. È qualcosa che non accade sempre, posso dirlo per esperienza».
Quando accade, però, crea questa magia.
ARTLED: progettare e realizzare esperienze visive oltre gli standard, tra visione artistica e ingegneria operativa.
Artled è un partner tecnologico che progetta e realizza esperienze visive fuori scala, pensate per funzionare anche dove le soluzioni standard non arrivano.
Si distingue dalle agenzie creative convenzionali e dalle tradizionali società di noleggio per un approccio che integra visione artistica, competenza tecnica e capacità operativa fin dalle prime fasi del progetto, permettendo di valutare rapidamente la fattibilità delle idee e di definire come realizzarle in modo concreto.
Artled lavora fianco a fianco con brand, istituzioni e partner, entrando nei processi dei clienti e condividendo la responsabilità del risultato. Ogni progetto nasce da uno scope of work chiaro, costruito insieme, che permette di affrontare contesti complessi, vincolati o ad alta esposizione mediatica con metodo, affidabilità e controllo.
Dai centri storici alle grandi architetture, dagli spazi urbani agli ambienti naturali, Artled opera su superfici non convenzionali e su scale che richiedono soluzioni tecnologiche su misura. Le tecnologie vengono adattate, sviluppate o ripensate per rispondere a limiti reali come distanze estreme, superfici irregolari, tempi ridotti e interventi non invasivi.
La forza di Artled sta nel portare a terra idee complesse e trasformarle in sistemi visivi affidabili, progettati per funzionare nel mondo reale. Il lavoro nasce dalla ricerca e dalla sperimentazione, ma si misura sempre sul campo, dove tecnologia ed esperienza devono convivere senza compromessi. Le tecnologie non sono mai fini a sé stesse, diventano così strumenti narrativi e operativi, parte di un processo che costruisce nel tempo relazioni solide, basate su fiducia, competenza e responsabilità.
Persone intervistate

Cesare Salvini
Chief Marketing & Media Officer di
Grandi Stazioni Retail

Sossio Pezzella
Co-Founder & CEO di Artled Srl




