La ex Cava di Gneiss, nella Valle Ossola in Piemonte, sta diventando Tones Teatro Natura, uno spazio dove la videoproiezione immersiva, firmata Epson, offre agli spettacoli scenografie di grande fascino e valore artistico. Hanno realizzato il progetto, in collaborazione, Fondazione Tones on The Stones, CM Srl e Studio Fuzz Atelier. 


Nella ex Cava di Gneiss detta Cava Roncino, nella località di Oira, una piccola frazione della Valle Ossola (Piemonte), sta prendendo forma Tones Teatro Natura

Un teatro dal fascino unico, così ‘scavato’ nella montagna, che esprime al massimo le sue potenzialità quando le splendide pareti granitiche che fanno da sfondo al palcoscenico, vengono ‘ridipinte’ dalle immagini videoproiettate. Sono queste immagini che diventano di fatto la scenografia degli spettacoli, in un gioco di sovrapposizioni tra natura e artificio artistico di grande suggestione, dove i disegni della roccia dialogano con i contenuti multimediali e contribuiscono in modo sostanziale ad amplificare l’impatto emotivo dello spettacolo, sia esso un concerto, un musical, una danza verticale, uno show multimediale o quant’altro. Un teatro sviluppato sul progetto architettonico di Fuzz Atelier, collettivo di giovani architetti di Milano, che fa dell’ecosostenibilità una sua ulteriore nota distintiva, e che ospita quest’estate la rassegna, giunta alla sua quindicesima edizione, Tones on the Stones, gestita dall’omonima fondazione Onlus. 

L’allestimento scenografico è reso possibile, sul piano tecnico della videoproiezione, da 4 videoproiettori Epson EB-L25000U su cui sono montate ottiche 1.5:1 ELPLW07 oppure 1.3:1 ELPLW07, che puntano alle pareti laterali (un proiettore per parete) e a quella centrale (due in edge blending). 

Ci raccontano meglio di cosa si tratta: Maddalena Calderoni, Direttrice Artistica, Tones on the Stones; Fabrizio Bressani, Presidente, Tones on the Stones; Claudio Mazzucchelli, Technical and Sales Manager, CM Srl, la società di progettazione che sta curando lo sviluppo del progetto multimediale.


PDF dell’articolo impaginato


La sfida: un teatro stabile immerso nella roccia che ‘ruba’ il fascino della natura e al contempo la rispetta

Procediamo con ordine; con Maddalena Calderoni ripercorriamo le tappe che hanno portato alla nascita di questo Teatro. 

Come accennato la cava ospita la rassegna, giunta alla sua quindicesima edizione, Tones on the Stones. Quest’anno gli eventi sono tra il 22 luglio e il 5 settembre, un programma fatto di musica, teatro, eventi di vario genere, contaminazioni di linguaggi e multimedialità, una vocazione multi-disciplinare che ha sempre caratterizzato il Festival. 

La nascita del Teatro è strettamente legata a questa rassegna, Tones on the Stones: «Il festival – racconta Maddalena Calderoni – è nato nel 2007, e fino al 2019 è stato itinerante, realizzato nelle tante cave presenti nelle valli dell’Ossola, che sono ricche di queste realtà, essendo la zona un polo estrattivo di riferimento in Italia. Nel corso degli anni abbiamo sfruttato moltissimo l’idea della videoproiezione immersiva e del video mapping, che sono diventati il tratto identitario della rassegna; d’altra parte sono luoghi che si prestano davvero tantissimo, data la suggestione offerta dalla roccia. È stato un percorso molto ricco, ed era bello per il pubblico avere di fronte cave diverse, o ritrovare la stessa cava cambiata rispetto a qualche anno prima. Tuttavia – prosegue Calderoni – questo modello ha iniziato a presentare dei problemi». Come spiega la Direttrice e il Presidente della Fondazione Bressani infatti, il primo Lockdown è stato per il team di Tones on the Stones un’occasione di riflessione importante, che si è declinata su questi punti: 

1– Tempi di allestimento – «Il Festival – dice Calderoni – cresceva anno dopo anno e si spostava tra diverse cave attive. Tutto – sia l’allestimento che le date in calendario – doveva quindi svolgersi rapidamente, entro 15/20 giorni. Il festival necessitava di ampliare la programmazione e di poter lavorare su produzioni ‘site-specific’ costruite con almeno un anno di anticipo». 

2- Ecosostenibilità e certificazione ISO 20-121– «Abbiamo adottato un nuovo sistema di gestione- spiega Bressani – che ha ottenuto la certificazione ISO 20-121 nel luglio 2020 per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica degli eventi. Proseguire questo percorso e portarlo agli step successivi, mantenendo il modello itinerante, ci avrebbe posto dei limiti». 

3 –Sicurezza – «Negli anni – racconta infine Calderoni – si è assistito anche a un inasprimento delle regole sulla sicurezza nei posti di lavoro, regole a cui diventava impegnativo far fronte nel contesto delle cave attive, negli stretti tempi di allestimento a disposizione». 


Ex Cava di Gneiss, in Piemonte. Le pareti granitiche che fanno da sfondo al palcoscenico vengono ‘ridipinte’ dalle immagini videoproiettate che diventano scenografia mutevole per gli spettacoli.

Si è quindi fatta strada l’idea che fosse giunto il momento di trovare una ‘casa’ per il Festival, una location stabile, «per portare avanti i nostri progetti in maniera più ampia, più serena, più allineata al nostro nuovo impegno in ambito ecosostenibile – dice Bressani, che quindi prosegue – Abbiamo, come fondazione, trovato e acquisito la Cava Roncino a Oira, dismessa da dieci anni, iniziando un percorso di riqualificazione ambientale che ci porterà, alla fine, a renderla un Teatro permanente immerso nella natura». 

Un progetto che, per raggiungere la sua piena realizzazione architettonica, è ancora in corso, ma che vede già la cava attiva quest’anno sul piano artistico per il Festival, poiché è stato realizzato ‘il cuore’ del progetto: gli impianti e le soluzioni di videoproiezione che daranno vita alle scenografie degli eventi sono stati infatti già installati e ‘pronti all’azione’. 

Entriamo nel merito di queste soluzioni con CM, la società che ha preso in carico la progettazione multimediale di Tones Teatro Natura. 


Il progetto per raggiungere la sua piena realizzazione architettonica, è ancora in corso, ma vede già la cava attiva quest’anno sul piano artistico per il Festival, poiché già è stato realizzato ‘il cuore’ del progetto: gli impianti e le soluzioni di videoproiezione.

CM, l’Orchestra CM e l’incontro con la committenza 

CM non è solo una società di progettazione, per quanto questa resti la sua occupazione principale. Esiste anche una seconda anima di questa realtà, l’anima artistica, incarnata dall’Orchestra CM. Se da un lato, come attività che possiamo definire principale, c’è quella che consiste nel progettare spazi e infrastrutture per supportare l’arte e la comunicazione multimediale, dall’altra c’è quella che consiste nel fare arte, attraverso il lavoro di un’orchestra sinfonica composta da 80 elementi. Questa orchestra ha una propria natura indipendente, con un proprio calendario di appuntamenti, ma incrocia l’attività del ramo della progettazione quando si presta ai collaudi: «Al termine di un lavoro progettuale, a validazione di quella che è la bontà del progetto audio video luci, l’orchestra CM può organizzare uno spettacolo dedicato ad illustrare tutte le potenzialità dei sistemi progettati, spiega Mazzucchelli. È successo spesso, per esempio con i collaudi degli impianti di alcune navi da crociera che avevamo progettato, e che volevamo mostrare nella loro ‘massima resa’». 

Questa seconda anima artistica – che offre a CM una prospettiva più profonda e sensibile al proprio lavoro di progettazione – è stata anche quella che ha ‘fatto incontrare’ all’azienda la committenza: «Abbiamo cercato Tones on the Stones perché volevamo portare nel Festival lo spettacolo Legend prodotto dalla CM Orchestra – racconta Mazzucchelli – affascinati dalla possibilità di avere come cornice per il nostro show uno scenario così suggestivo, la roccia delle cave. Abbiamo quindi conosciuto Maddalena Calderoni e la realtà di Tones on the Stones in qualità di titolari dell’orchestra, ma i nostri discorsi hanno cominciato ad aprirsi anche al progetto di Tones Teatro Natura e agli aspetti tecnici collegati, chiamando in causa le nostre competenze in ambito progettuale, fino alla decisione – dopo ovviamente una serie di passaggi – di affidarci lo sviluppo delle soluzioni di predisposizione e di allestimento del teatro stesso». 


La soluzione: la videoproiezione immersiva per creare magia ed emozione 

Sono attualmente in fase di progettazione di tutti gli impianti multimediali – audio, video, luci, controllo – tutti costruiti in un’ottica di efficienza e flessibilità. «Tecnicamente- spiega Mazzucchelli a questo proposito – la richiesta della proprietà era quella di realizzare un’infrastruttura di distribuzione di segnali in dominio digitale che supportasse la polivalenza e la polifunzionalità dell’area, quindi la possibilità di rendere lo spazio in grado di servire tutto: spettacoli dal vivo, eventi corporate, shooting fotografici e set per progetti video». 

Ci concentriamo però qui in particolare sulla videoproiezione, certamente uno degli aspetti centrali del progetto

CM ha svolto un’accurata ricerca delle possibili soluzioni tecniche, quindi ha scelto le soluzioni di Epson. Come ci spiega Mazzucchelli, sono stati quindi installati: 

Per la parete sinistra – circa 40 metri in larghezza per 25 in altezza – un Epson EB-L25000U da 25mila lumen, dotato di ottica ELPLW07 con rapporto di tiro pari a 1.5:1. Il videoproiettore, come tutti gli altri, è posizionato sulla torretta scenica. 

Per la parete centrale – circa 35 metri in larghezza per 25 in altezza – due Epson EB-L25000U con ottica ELPLW07 da 1.3:1. I videoproiettori, in configurazione edge blending, sono posizionati sulla stessa torretta scenica. 

Per la parete destra – circa 40 metri in larghezza per 25 in altezza – un Epson EB-L25000U con ottica ELPLW07 da 1.5:1, posizionato sempre sulla torretta scenica. 

Tutti i proiettori sono montati in una ‘gabbia’ dedicata che permette la micro regolazione per i puntamenti e per le sovrapposizioni (edge blending), quindi appoggiati su dei piani opportunamente fissati. «Per proteggerli dagli agenti atmosferici quando la stagione finisce, o quando non vengono utilizzati per più di due giorni, o ancora se sono previsti eventi meteo avversi, vengono smontati e stoccati in un apposito spazio; ovviamente hanno comunque una copertura antipioggia e strutture plastificate di protezione idonee», spiega Mazzucchelli. 

Riguardo alla scelta di Epson: «Abbiamo fatto un’analisi nell’ambito delle idee e delle richieste dei registi dei diversi spettacoli e le necessità dei diversi format che il teatro avrebbe potuto ospitare. Quindi siamo andati a selezionare un fornitore che avesse un parco macchine tecnologicamente adeguato considerando anche gli aspetti economici. 

C’erano alcune opzioni, ma alla fine abbiamo scelto di orientarci su Epson. Hanno influito sulla scelta, tra le altre cose, la colorimetria e la luminosità dei proiettori e l’approccio di Epson, che si propone come partner, e non come semplice fornitore di apparati hardware, offrendo un valido supporto tecnico alla progettazione, molto utile allo sviluppo della soluzione». 


La Cava di Gneiss detta Cava Roncino, prima degli interventi. 

Rappresentazione dei fasci della proiezione che vanno a impattare sulle pareti laterali e su quella frontale; tutti i videoproiettori sono posizionati sulla torretta scenica.

Sul piano tecnico della videoproiezione, Stone Teatro Natura sfrutta 4 videoproiettori Epson EB-L25000U – nella fotografia – su cui sono montate ottiche 1.5:1 ELPLW07 oppure 1.3:1 ELPLW07. 


Ecosostenibilità e sfide imposte dalla natura 

La natura è protagonista due volte in questo progetto. 
In primo luogo perché pone sfide tecniche importanti ai progettisti: «È sfidante – spiega Claudio Mazzucchelli, Technical and Sales Manager, CM Srl – gestire l’energia elettrica, è sfidante gestire le problematiche geologiche (in particolare il rilascio di polveri), è sfidante dragare il terreno e gestire il flusso delle acque, è sfidante gestire un meteo ricco di variabili con sbalzi di temperatura di 18 gradi tra notte e giorno ecc.» 
In secondo luogo, la natura è protagonista perché il teatro, certificato ISO 20-121, è tutto votato all’ecosostenibilità. Come spiega Fabrizio Bressani, Presidente, Tones on the Stones: «Sarà autosufficiente energicamente, azzerando l’impatto con l’uso di una produzione locale da fonti rinnovabili; per combattere l’uso di plastica monouso vi sarà una fontanella per l’acquapotabile bevibile con delle borracce. Si programma anche la realizzazione di una ‘biblioteca verde’ dove realizzare workshop di educazione ambientale». 
Grande attenzione poi, prosegue Bressani, per la massima differenziazione dei rifiuti, «con l’obiettivo di una riduzione sempre maggiore di anno in anno, e per l’utilizzo, nell’ambito degli eventi food, di materiali sempre biodegradabili». 
La stessa videoproiezione ha da un certo punto di vista una vena green: le scenografie proiettate – che liberano dalla materialità e da lunghi trasporti su gomma – sono da considerarsi certamente più sostenibili di quelle tradizionali. 


Configurazione dell’impianto

La configurazione dell’impianto, per quanto riguarda la parte video, è un’infrastruttura di routing dei segnali in dominio digitale con una regia centrale anch’essa posizionata sulla torretta scenica dove sono installati anche i mixer audio, i mixer video e i mixer luci. 

L’infrastruttura di distribuzione può essere adattata alle esigenze dei service che si alternano nella gestione degli spettacoli. 

«I proiettori – spiega Mazzucchelli – sono collegati alla rete elettrica e ricevono il segnale in HD BaseT via cavo Cat 6A schermato. In realtà noi abbiamo previsto due diversi cablaggi, sia in fibra ottica che con cavo di rete, per mettere in condizione i service o la produzione che arriva nel Teatro di utilizzare il supporto più compatibile con le proprie tecnologie». 

«Siamo particolarmente soddisfatti in generale del lavoro svolto, e in particolare dell’integrazione delle soluzioni e delle tecnologie scelte che si sono rivelate idonee a supportare la polivalenza richiesta dalla committenza, ma anche della semplicità d’uso della soluzione e dell’uniformità della colorimetria ottenuta – commenta Mazzucchelli, che aggiunge – Siamo anche contenti di poter dire che abbiamo in tutto e per tutto rispettato il luogo, la natura, con un intervento attento a essere il meno invasivo possibile nella distribuzione e predisposizione delle tecnologie e a consegnare una struttura flessibile, facilmente riassemblabile e riadattabile. ■


Il teatro prevede 1.500 posti a sedere e punta sull’ecosostenibilità: plastica monouso, fontanella per l’acqua potabile, attenzione per la riduzione dei rifiuti e molto altro.

Il programma di Tones on the Stones 2021 

Il Festival è suddiviso in quattro sezioni: 
Tones on the Stones, il 22 e il 24 luglio; 
Nextones, la rassegna sperimentale su elettronica e arte visuale, dal 27 luglio al primo agosto; 
Riverberi Jazz con le ultime tendenze in ambito Jazz, il 26 e 27 agosto e poi dal 3 al 5 settembre; 
Campobase, campeggio temporaneo che ruota attorno ai temi del rapporto tra uomo e natura. 

Fra i tanti protagonisti in cartellone ricordiamo il pianista armeno Tigran Hamasyan che sarà in concerto il 22 luglio con il suo ultimo lavoro The Call Within; Il compositore tedesco Pantha du Prince, venerdì 30 con la prima italiana di Conference of Trees; la stessa sera la compositrice sperimentale Caterina Barbieri con il suo progetto in anteprima mondiale light-years. Ricordiamo anche la prima internazionale per l’opera multimediale The End of the World dedicata alle questioni ambientali, con il pianista Lubomyr Melnyk, la violoncellista Julia Kent e il collettivo torinese SPIME.IM. 
Dobbiamo infine citare un appuntamento già annunciato per il 2022: l’anteprima della Fantasy Opera The Witches Seed di Stewart Copeland, fondatore dei Police (nella foto a fianco), nata proprio per Tones on the Stones e ispirata alle vicende legate alla persecuzione e all’uccisione di centinaia di donne delle valli dell’Ossola, accusate di stregoneria dall’inquisizione novarese.

Stewart Copeland, fondatore dei Police


Molto interessante anche la progettazione dell’illuminotecnica, sfidante per il tema della ricerca artistica dei giusti accenti drammatici sulla roccia, del dialogo con la luce naturale, e per la gestione dei diversi livelli di illuminazione: luci di servizio e sicurezza; luci ‘architetturali’ per illuminare lo spazio e valorizzare la pietra; luci scenografiche. 

Il teatro ospita spettacoli di tanti generi diversi, tra cui concerti, musical, danza verticale, show multimediali.

Persone intervistate

Maddalena Calderoni, Direttrice Artistica, Tones on the Stones

Fabrizio Bressani, Presidente, Tones on the Stones

Claudio Mazzucchelli, Technical and Sales Manager, CM Srl


Link utili

tonesonthestones.com | cm-srl.net | epson.it