Nel nuovo bar del resort, è stato realizzato un sistema interamente firmato Bose Professional, suddiviso in sette zone audio indipendenti. Una soluzione flessibile, pensata per adattarsi ai diversi usi dello spazio nell’arco della giornata e alle esigenze delle serate più vivaci — con DJ set e musica live — mantenendo sempre coerenza timbrica ed estetica. Integrazione Putzer Audiovisual.




Il Quellenhof Luxury Resort Passeier costruisce la propria proposta su una pluralità di esperienze: wellness, piscine, gastronomia, attività sportive e ricreative. È una struttura pensata per rispondere a esigenze diverse — relax, tempo in famiglia, percorsi gourmet, attività nella natura — con ambienti e servizi di livello cinque stelle e una proposta gastronomica che include il ristorante Quellenhof Gourmetstube 1897, premiato con una Stella Michelin nella Guida 2026. Si trova a San Martino in Passiria, nei pressi di Merano, in Alto Adige.

In questo contesto, lo spazio del bar rispecchia la flessibilità dell’offerta del resort: non solo un luogo di servizio, ma un ambiente di relazione, permanenza e intrattenimento, coerente con il livello complessivo della struttura. Proprio la ricerca di qualità, unita alla necessità di flessibilità, è la chiave per leggere il progetto di riqualificazione sonora raccontato in questo case study: un intervento realizzato in due settimane, con la suddivisione dell’area in sette zone audio indipendenti e un sistema tutto Bose Professional costruito come ecosistema coerente, in cui diffusori, processore, amplificazione e controllo lavorano in modo integrato al massimo delle proprie potenzialità. Questa impostazione, insieme alla scelta prevalente della gamma DesignMax, ha permesso di mantenere continuità timbrica ed estetica nello stesso open space, adattando l’impianto alle esigenze più varie, dalla musica di sottofondo al DJ set e alla musica live. 

Ne parliamo con Heinrich Dorfer, titolare e direttore del resort; Werner Putzer, titolare di Putzer Audiovisual, che ha curato l’installazione; e Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer di Bose Professional, che ha supportato il progetto.



La sfida: rendere lo spazio versatile, emozionale e memorabile

Da quali esigenze nasce la riqualificazione sonora del bar? La risposta arriva dal racconto di Heinrich Dorfer. 

Qualità sonora e versatilità d’uso – «Per noi ospitalità significa creare benessere autentico e ricordi destinati a durare nel tempo – ci racconta il titolare del resort – Fin dall’inizio era chiaro che questo ambiente non dovesse convincere solo dal punto di vista architettonico ed estetico, ma anche offrire un’esperienza sonora coerente e di alto livello. Nel servizio quotidiano, la finalità principale era offrire un accompagnamento musicale piacevole e raffinato, capace di valorizzare l’ambiente e favorire la conversazione. Con il passare delle ore, soprattutto la sera, il bar può assumere un carattere più vivace e dinamico. Per format speciali, come DJ set, musica live o eventi esclusivi, serviva quindi una soluzione audio capace di adattarsi a esigenze diverse: da una presenza sonora discreta e sofisticata fino a un sound più intenso e coinvolgente». 

Tecnologie integrate in modo armonioso al design dell’ambiente – Un altro obiettivo fondamentale era integrare la tecnologia in modo armonioso nel design del nuovo bar: «L’impianto non doveva dominare lo spazio – dice Dorfer – ma diventare parte del concept complessivo. Con Bose Professional abbiamo voluto realizzare una soluzione in linea con le nostre esigenze di qualità anche sul piano estetico». 

Uno spazio di benessere, emozionale e memorabile – Dorfer spiega infine che nel mondo dell’hospitality, un’esperienza d’eccellenza nasce dall’equilibrio di molti dettagli. «Alcuni sono immediatamente visibili – spiega – altri agiscono in modo più sottile, ma non per questo sono meno importanti. Il suono appartiene proprio a questa dimensione emozionale: influenza il modo in cui un ospite percepisce un ambiente, il suo livello di comfort, la voglia di trattenersi, conversare e vivere appieno il momento. In un bar questa componente è particolarmente importante – aggiunge quindi entrando nel merito del progetto in particolare – La musica deve essere sufficientemente presente per creare atmosfera, ma mai invadente al punto da disturbare la conversazione».


Per noi il suono è parte integrante dell’esperienza di ospitalità: accompagna lo spazio, sostiene l’atmosfera e contribuisce al benessere degli ospiti

H. Dorfer


Dorfer spiega quindi che se la qualità del suono, il volume o la distribuzione non sono ben calibrati, l’esperienza può risultare meno piacevole e al contrario, una progettazione audio accurata permette di ottenere un effetto naturale e armonioso: «La musica accompagna lo spazio, sostiene l’atmosfera e contribuisce al benessere degli ospiti senza imporsi. Per noi il suono è quindi parte integrante dell’esperienza di ospitalità: insieme al design, alla luce, al servizio e alla proposta gastronomica, permette di creare un ambiente completo e coerente. Una diffusione sonora di qualità può trasformare un bello spazio in un luogo davvero emozionale e memorabile». 



La soluzione: sette zone audio per un unico open space 

Il progetto, così come ce lo racconta Putzer, ha previsto la suddivisione dell’area in sette zone audio, gestibili in modo indipendente. Per semplicità di narrazione, le possiamo ricondurre a tre gruppi, ciascuno con caratteristiche e potenzialità sonore diverse in base alla funzione dello spazio e all’energia richiesta: la zona palco e ballo, le aree lounge e complementari, le aree ristorazione e vetrate. Salvo un’eccezione, ovunque è stata utilizzata la serie DesignMax, scelta adatta a uno spazio di questo tipo per flessibilità e completezza di gamma. L’impianto è pensato per accompagnare il bar durante tutta la giornata: dall’atmosfera più controllata del servizio quotidiano fino alle serate di festa, quando il sistema è chiamato alla prestazione più complessa. I tre gruppi sono:

Area palco, DJ set e ballo (zona 1) – È la zona a maggiore pressione sonora, pensata per sostenere eventi, musica live, DJ set e momenti di ballo. È coperta da 8 diffusori DesignMax DM8C a incasso e da due subwoofer MB210-WR.

Aree lounge (zone 2 e 5) e complementari (zone 6 e 7) – Le prime, vicine alla zona DJ set, richiedevano una pressione sonora minore rispetto all’area palco, ma comunque piena nei momenti serali più vivaci. Sono stati utilizzati diffusori a incasso DesignMax DM5C, integrati da subwoofer a soffitto DesignMax DM8C-SUB. Le stesse soluzioni sono state impiegate anche nella zona 6, un’area più raccolta con sedute e tavoli, e nella zona 7, una piccola saletta riunioni dotata di controllo locale del volume, utile quando lo spazio deve funzionare in modo indipendente rispetto al resto del bar. In questi spazi era sufficiente una pressione sonora più misurata rispetto alle aree principali.

Aree ristorazione e vetrate (zone 3 e 4) – Sono aree più legate alla permanenza e alla ristorazione. Qui la presenza di grandi superfici vetrate e, in alcuni punti, l’assenza di un controsoffitto utilizzabile hanno richiesto soluzioni diverse. Nella zona 4, dove era ancora disponibile una porzione di soffitto, sono stati utilizzati diffusori a incasso DesignMax DM5C; nella zona 3, dove invece l’incasso non era praticabile, sono stati installati diffusori surface DesignMax DM6SE e subwoofer DesignMax DM10S-SUB sulla struttura architettonica.

La gestione del sistema è stata affidata al processore ControlSpace EX-1280 e l’amplificazione utilizza PowerShareX: l’ecosistema è dunque interamente Bose Professional, con vantaggi di cui parliamo nel Box dedicato. La distribuzione dei segnali audio avviene tramite rete Dante.



DesignMax per un solo ambiente con diverse esigenze sonore – La complessità del progetto nasceva prima di tutto dalla natura dello spazio: un unico open space, articolato però in più aree con funzioni e obiettivi diversi. «La scelta di utilizzare in quasi tutto l’intervento la gamma Bose Professional DesignMax — salvo l’eccezione dei subwoofer Bose Professional MB210-WR dedicati alla zona più energica, dove serviva una particolare potenza sulle basse frequenze — è stata strategica da questo punto di vista: DesignMax è una famiglia molto ampia, con modelli a incasso e surface, diffusori di tagli diversi e subwoofer coordinati, che permette di coprire esigenze molto differenti mantenendo però coerenza sul piano del design e della timbrica», spiega Putzer, che prosegue: «In uno spazio aperto questo aspetto è decisivo: spostandosi nell’ambiente, anche durante una serata con musica più sostenuta, può cambiare l’intensità sonora, ma rimane una sensazione di continuità. Non si percepiscono stacchi evidenti tra una zona e l’altra, né sul piano acustico né su quello estetico».

La zona palco, il “cuore” delle feste – La zona 1 è il punto più energico dell’impianto e merita un approfondimento specifico. Come anticipato, la diffusione è affidata a 8 DesignMax DM8C a incasso, con il supporto di due subwoofer MB210-WR. «I subwoofer sono stati integrati in nicchie nella muratura e protetti con griglie, così da garantire la pressione necessaria nei momenti di musica live, DJ set e festa senza portare a vista elementi tecnici troppo evidenti», spiega Putzer, che prosegue: «Nell’area palco sono stati predisposti punti di connessione per musica live o DJ set; lo stesso è stato previsto anche all’esterno, sulla terrazza, che a sua volta può ospitare eventi live». Una sorgente collegata al sistema può quindi essere diffusa internamente nel bar, mantenendo livelli di volume differenti tra le zone.

Il soffitto come vincolo progettuale – Uno dei punti più delicati del lavoro ha riguardato l’integrazione dei diffusori a incasso. Il soffitto non era una superficie libera su cui posizionare gli altoparlanti nel punto teoricamente più comodo: era un elemento architettonico complesso, con geometrie particolari definite da travetti in legno che creavano profondità diverse. «Bisognava trovare il posto giusto per l’altoparlante, ma anche lo spazio per inserirlo», spiega Putzer.

Il progetto doveva quindi conciliare due esigenze: assicurare una copertura sonora uniforme e individuare una distribuzione dei diffusori incassati compatibile con l’architettura del soffitto, che limitava i punti effettivamente disponibili per l’installazione.

C’era poi un’ulteriore difficoltà legata allo spessore del soffitto stesso, composto da uno strato di isolamento ricoperto da stoffa, su cui non era possibile agganciare direttamente i diffusori a incasso.

«Per rendere possibile l’installazione, in alcuni punti è stato necessario intervenire sulla struttura: l’isolamento è stato rimosso in prossimità dei diffusori, sono stati predisposti telai in legno appositamente studiati e il rivestimento in stoffa è stato poi ripristinato», spiega Putzer.

Diffusori a vista per le aree vetrate, ma coerenti con il progetto – Nelle zone 3 e 4 la situazione era diversa. Si tratta delle aree più vicine alle grandi vetrate, dove in diversi punti non era disponibile un soffitto utile per installare diffusori a incasso. L’unica soluzione praticabile era lavorare sulla struttura architettonica esistente.

In questi punti sono stati installati diffusori surface DesignMax DM6SE e subwoofer DesignMax DM10S-SUB, fissati alla struttura in legno e metallo tra vetrata e copertura. «È la parte dell’impianto in cui i diffusori risultano più visibili», spiega Putzer, «ma la scelta è rimasta coerente con il criterio generale del progetto: usare modelli compatti, ordinati e appartenenti alla stessa famiglia installata nel resto dell’ambiente».

Putzer sottolinea anche che la presenza delle grandi superfici vetrate non ha però reso l’ambiente difficile dal punto di vista acustico. In quell’area, infatti, una parte della struttura e del soffitto è rivestita in stoffa, elemento che ha contribuito a mantenere un comportamento sonoro più controllato anche nelle zone più esposte al vetro.

Gestione intuitiva per il personale – La suddivisione in zone richiedeva un sistema di controllo chiaro e immediato. «In hotel il personale cambia spesso e non si può pensare che ogni regolazione debba passare da una persona tecnica o da chi conosce a fondo l’impianto», spiega Putzer. Per questo è stata realizzata un’interfaccia grafica su touchscreen, con cursori di regolazione dedicati alle diverse zone audio. Sullo sfondo è stata inserita un’immagine dell’ambiente, così chi utilizza il sistema riconosce subito l’area su cui sta intervenendo. La logica è rendere la gestione molto pratica: durante il servizio quotidiano, il personale può gestire ogni zona facilmente in base alle necessità, adattando rapidamente l’impianto ai diversi usi dello spazio, anche sfruttando preset dedicati. La piccola saletta riunioni dispone inoltre di un controllo locale del volume, utile quando quell’ambiente deve lavorare in modo più indipendente rispetto al resto del bar.


L’obiettivo era far lavorare un unico open space con esigenze sonore diverse: più energia nella zona palco, livelli più controllati nelle aree lounge e ristorazione, sempre mantenendo continuità sonora ed estetica

W. Putzer


Controllo remoto e continuità di servizio – Oltre alla gestione quotidiana da touchscreen, l’impianto è stato predisposto per il controllo e l’assistenza da remoto. Il processore Bose Professional ControlSpace EX-1280 è registrato su ControlSpace Cloud, così da monitorare lo stato del sistema e ricevere segnalazioni in caso di problemi. Sul touchscreen è stato inoltre configurato un accesso remoto tramite TeamViewer. Questo consente di intervenire sull’interfaccia, verificare eventuali anomalie e, quando necessario, modificare alcune impostazioni senza raggiungere subito la struttura. Anche il music server utilizzato come sorgente è stato configurato con i software necessari per intervenire sul sistema, tra cui ControlSpace Designer, ControlSpace Remote Builder e ControlSpace Remote Admin. Il valore è nella rapidità di intervento: «Molti problemi possono essere risolti o circoscritti da remoto e, quando serve andare sul posto», spiega Putzer, «abbiamo un nostro magazzino di prodotti Bose Professional e componenti di ricambio, così da riportare l’impianto operativo entro 48 ore, spesso anche prima».



Soddisfazione del cliente e delle figure coinvolte

Il risultato finale è stato valutato positivamente dal cliente: «Siamo molto soddisfatti del risultato finale. Il nuovo bar del Quellenhof Luxury Resort Passeier oggi funziona esattamente come lo avevamo immaginato: non solo come spazio di grande impatto estetico, ma anche come ambiente capace di cambiare atmosfera a seconda del momento della giornata e dell’occasione.

La collaborazione con Putzer Audiovisual è stata fin dall’inizio molto professionale e orientata alla soluzione. Abbiamo apprezzato in particolare la capacità di analizzare con attenzione le caratteristiche dello spazio e le sue reali esigenze, evitando un approccio standardizzato. La consulenza è stata competente, l’esecuzione precisa e l’integrazione tecnica molto coerente con il concept del bar. Nel lavoro quotidiano emerge soprattutto l’affidabilità e la semplicità di gestione del sistema. Il nostro team può controllare la musica in modo flessibile e adattare l’atmosfera del bar alle diverse situazioni. Per noi è proprio questa combinazione tra qualità sonora, facilità d’uso e progettazione accurata a fare la differenza».

Putzer si dice soddisfatto del risultato e sottolinea il valore che ha avuto la simulazione nel mostrare al cliente le potenzialità del progetto. Zampieri evidenzia invece l’attenzione di Putzer Audiovisual nelle fasi più delicate: il progetto ha richiesto diverse revisioni, tra distribuzione spaziale, copertura zona per zona e minimo impatto estetico; proprio la capacità dell’integratore di governare questi passaggi ha fatto la differenza.



UN ECOSISTEMA BOSE PROFESSIONAL PER LA MASSIMA EFFICACIA

Con Moreno Zampieri abbiamo approfondito alcuni aspetti tecnologici delle soluzioni Bose Professional che hanno offerto un particolare valore aggiunto all’installazione: «Modeler è stato fondamentale per verificare la disposizione degli altoparlanti, la copertura delle diverse aree, l’uniformità della distribuzione sonora e la pressione ottenibile nelle varie zone, così da arrivare alla configurazione più efficace e al tempo stesso più ottimizzata possibile. È stato un passaggio particolarmente delicato per i vincoli architettonici dell’ambiente: soffitti irregolari che complicavano l’incasso, grandi superfici vetrate, zone con funzioni diverse e livelli sonori differenziati.

La gestione del sistema è stata affidata al processore ControlSpace EX-1280, che acquisisce le sorgenti locali e distribuisce i segnali verso le diverse zone. L’amplificazione utilizza la serie PowerShareX, con finali di potenza differenziata — PSX1204D, PSX2404D e PSX4804D — scelti anche per la flessibilità nella distribuzione della potenza. In un impianto con molte zone e modelli di diffusori differenti, poter assegnare la potenza in base alle reali necessità delle singole linee consente una gestione molto precisa ed efficiente. Un ulteriore valore è dato dai preset dedicati ai diversi modelli Bose Professional, che permettono di pilotare i diffusori con parametri corretti e di farli lavorare nelle migliori condizioni. Nel suo complesso, la soluzione realizzata al Quellenhof risulta quindi particolarmente coerente: processore, amplificazione e diffusori appartengono allo stesso ecosistema Bose Professional e la diffusione è affidata quasi interamente alla gamma DesignMax. Questo contribuisce sia alla resa acustica complessiva sia all’ottimizzazione del sistema.»



Persone intervistate

Heinrich Dorfer

Titolare e direttore del Quellenhof Luxury Resort Passeier

Werner Putzer

Titolare di Putzer Audiovisual

Moreno Zampieri

Regional Sales Engineer di Bose Professional


Link utili

quellenhof.it | putzer-audiovisual.com/it | boseprofessional.com