In occasione del Giubileo 2025 la Santa Sede ha rinnovato la propria sala stampa con un impianto AV esteticamente integrato all’ambiente storico vincolato, che offre un ascolto chiaro e uniforme in sala e garantisce la trasmissione dei contenuti in qualità broadcast verso radio, televisioni e canali digitali di tutto il mondo. Progetto e integrazione Next Domus. Tecnologia Bose Professional.
La Santa Sede si è presentata al Giubileo 2025 con una sala stampa completamente rinnovata, che offre ai giornalisti accreditati circa 140 sedute, tutte cablate per alimentazione e audio multilingue. L’intelligibilità del parlato è molto elevata sia nella sala principale sia nelle salette laterali riservate ai giornalisti accreditati. Inoltre, la nuova sala stampa è paragonabile in tutto e per tutto a un centro di produzione radio televisivo, potendo trasmettere contenuti in qualità broadcast a radio, televisioni e canali social di tutto il mondo.
Il rinnovamento tecnologico è stato realizzato sfidando il tempo e con la difficoltà aggiuntiva di operare in un ambiente vincolato dalla Soprintendenza.
Per superare questa sfida complessa sono serviti il know-how del Dicastero della Comunicazione del Vaticano in ambito broadcast, un system integrator esperto come Next Domus e la qualità dei prodotti Bose Professional. Ne parliamo con Francesco Masci, CTO del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano, e Claudio Contigliani, MD e partner di Next Domus.

LA SFIDA: NON UNA SEMPLICE SALA STAMPA, MA UN CENTRO DI PRODUZIONE BROADCAST
La sala stampa della Santa Sede, così come ce la descrive Francesco Masci, CTO del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano, è composta da un auditorium principale e da aree dedicate ai giornalisti accreditati. Il tavolo dei relatori nella sala principale ha 7 postazioni, ciascuna con box conferenza audio-video e monitor da 10 pollici. C’è inoltre una postazione verticale (pulpito), che può essere aggiunta in occasione di briefing in piedi. Le sedute per il pubblico sono circa 140, tutte cablate per alimentazione e audio multilingue (ovvero, ogni giornalista trova sul bracciolo della poltrona una porta a cui collegare le proprie cuffie per ascoltare la conferenza stampa tradotta nella sua lingua, con la possibilità anche di registrare). In fondo alla sala ci sono le pedane per i fotografi, con 12 postazioni camera. Ai lati, quattro nicchie per stand-up, con fondali e connessioni.
Accanto alla Sala Conferenze principale si trova un’area dedicata ai giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede. Lo spazio mette a disposizione 20 box riservati ai giornalisti con accredito ordinario, oltre a un’area di lavoro destinata ai giornalisti titolari di accredito ordinario o temporaneo, tutti dotati di servizi audio-video e connessione Wi-fi dedicata. Completano l’area sei cabine di traduzione e la regia.

“Le nostre conferenze stampa sono seguite in tutto il mondo, vuoi perché trasmesse da radio e televisione, vuoi perché abbiamo un sofisticato sistema di videoconferenza, ma i destinatari principali sono e restano i giornalisti accreditati presenti in sala – F. Masci
Ambiente di produzione con qualità broadcast – Francesco Masci riassume in poche e semplici parole la sfida tecnologica che la Santa Sede ha lanciato a sé stessa e al system integrator: «Avevamo l’esigenza di trasformare la nostra sala stampa in un vero e proprio centro di produzione broadcast, replicando le stesse dotazioni normalmente presenti nei nostri OB Van (le postazioni mobili di produzione audio video): regia, possibilità di effettuare riprese e segnali audio e video in qualità broadcast. L’idea ha preso forma circa dieci anni fa, quando abbiamo iniziato la transizione verso un sistema digitale degli accrediti dei giornalisti, sia permanenti (circa 600 testate internazionali con corrispondenti a Roma e in Vaticano) sia temporanei (circa 5 mila che si accreditano in occasione di singoli eventi). La pandemia ha portato a una potente accelerazione di questo processo, dato che dovevamo garantire a tutti la partecipazione da remoto, con conferenze stampa virtuali, traduzioni simultanee in più lingue e interventi di relatori collegati da tutto il mondo.
Nel 2022-23 è iniziata la seconda fase del progetto, naturale conseguenza della prima, ovvero la gara per la ristrutturazione fisica della sala stampa, con l’obiettivo di farne un vero e proprio centro di produzione, con una sala regia posta su un soppalco vetrato, simile a uno studio radiofonico, dalla quale possiamo trasmettere audio in altissima qualità e video 4K in tutto il mondo».
Attenzione massima alla qualità dell’audio in sala – Se da un lato è vero che la nuova sala stampa della Santa Sede, come ci ha raccontato Masci, è oggi paragonabile a un centro di produzione radio-televisivo, l’obiettivo principale era comunque quello di rendere il più possibile soddisfacente l’esperienza per i giornalisti accreditati presenti in sala. «Le nostre conferenze stampa sono seguite in tutto il mondo, vuoi perché trasmesse da radio e televisione, vuoi perché abbiamo un sofisticato sistema di videoconferenza, ma i destinatari principali sono e restano i giornalisti accreditati presenti in sala. Per questo abbiamo scelto di affidarci da un lato a un system integrator come Next Domus, che vanta una decennale esperienza in ambito conference e dall’altro ai diffusori Bose Professional, che già avevamo scelto per il nuovo impianto audio della Basilica Papale di San Pietro e che sono garanzia di qualità e durata. Il risultato raggiunto è frutto dell’unione tra l’esperienza di Next Domus nel mondo conference, il nostro know-how in tema di broadcasting e la consulenza offerta da Bose Professional sia per quanto riguarda la scelta dei prodotti sia per quanto riguarda la loro taratura e lo studio di modellazione del suono».

Rispettare i vincoli della Soprintendenza – «La sala stampa – ci spiega Masci – è ospitata in un palazzo storico, che una volta era un cinema. Non potevamo quindi toccare nulla, né i pavimenti né le pareti: è stato quindi necessario da un lato creare un piano tecnico sopraelevato per far passare gli impianti e dall’altro effettuare il trattamento acustico coprendo le pareti originarie in marmo con un tessuto fonoassorbente. La scelta di una tonalità grigia per il fondale e per le nicchie dedicate alle interviste risponde all’esigenza di assicurare una resa ottimale nelle riprese televisive e fotografiche.»
LA SOLUZIONE: TRATTAMENTO ACUSTICO DELLA SALA ED ECOSISTEMA BOSE PROFESSIONAL
Diamo ora la parola a Claudio Contigliani, MD e partner di Next Domus, per scoprire come è stata affrontata e vinta una sfida così prestigiosa. «Prestigiosa – esordisce Contigliani – è proprio la parola giusta: la sala stampa è, come ci disse Francesco Masci fin dall’inizio, il biglietto da visita con il quale la Santa Sede si è presentata al Giubileo 2025, per questo tutto doveva essere pronto entro i tempi stabiliti e nulla poteva essere lasciato al caso.
La soluzione che abbiamo messo a punto comprende l’impianto audio della sala stampa e delle aree dedicate ai giornalisti accreditati, interamente affidato all’ecosistema Bose Professional, la creazione di sedute dotate di un sistema di traduzione simultanea fino a 150 lingue, la cura del lighting di sala, il posizionamento delle telecamere e la gestione domotica dell’intero sistema tramite touchscreen.
L’audio in sala risulta chiaro e uniforme, sia quando i giornalisti accreditati ascoltano sia quando intervengono con il proprio microfono e tutto ciò che accade nella sala stampa può essere trasmesso a radio, televisione e social in qualità broadcast.
I giornalisti accreditati possono, inoltre, non solo ascoltare la conferenza stampa nella propria lingua, ma anche registrarla. Un sistema complesso, per un cliente molto competente sul piano tecnico e con esigenze molto precise in termini di qualità».


“Grazie al trattamento acustico dell’ambiente e alla precisione dell’onda sonora generata dagli array, l’intelligibilità del parlato risulta molto elevata fino in fondo alla sala – C. Contigliani
Tecnologie di alta qualità firmate Bose Professional per garantire il risultato – Il system integrator ha risposto alle esigenze della committenza scegliendo le tecnologie migliori presenti sul mercato, a partire dall’impianto audio, interamente affidato all’ecosistema Bose Professional: due stack da due moduli ciascuno di diffusori MA12EX ai lati del tavolo relatori, due piccoli ArenaMatch Utility AMU105 a centro palco per coprire la porzione centrale delle prime file, due MA12EX in configurazione singola a metà sala, per garantire la copertura fino alle ultime sedute; la diffusione audio nella sala stampa comprende anche due subwoofer MB210WR, che estendono la risposta in bassa frequenza per garantire prestazioni di livello anche nella riproduzione di contenuti musicali; nelle aree dedicate ai giornalisti accreditati abbiamo invece 12 diffusori tondi, modello DesignMax DM6C, amplificatori PowerMatch 8250 e 8500 con DSP integrato e processori ControlSpace EX-1280C. La modellazione del suono è stata realizzata con il supporto di Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer di Bose Professional.

Prestazioni audio per applicazioni conference – «Gli MA12EX – spiega Contigliani – offrono una resa accurata del parlato su tutta la banda: scendono fino a 65 Hz (-10 dB) e hanno una buona estensione sulle basse frequenze. Quindi riproducono bene il parlato, ma garantiscono anche una resa musicale fedele. In sala stampa abbiamo installato anche due subwoofer MB210WR, sempre di Bose Professional, mimetizzati dietro due piante ornamentali, che vengono utilizzati quando la richiesta va oltre l’intelligibilità del parlato, ad esempio per riprodurre contenuti musicali. Abbiamo predisposto inoltre due diffusori ArenaMatch Utility AMU105 nella zona centrale del palco, per dare maggiore copertura alla porzione centrale delle prime file: si tratta più che altro di uno scrupolo, perché i quattro MA12EX, pur posizionati leggermente più avanti rispetto al palco, coprono bene anche quelle sedute. Il compito di rimandare il suono fino alle ultime file è invece svolto da altri due MA12EX, posizionati sulle pareti laterali, uno per lato, circa a metà della sala».
Contigliani e Zampieri ci spiegano che, grazie al trattamento acustico dell’ambiente e alla precisione dell’onda sonora generata dagli array, l’intelligibilità del parlato risulta molto elevata fino in fondo alla sala. Gli array generano infatti un’onda sonora non sferica, ma cilindrica, più focalizzata e potente, con un’attenuazione del suono di -3dB a ogni raddoppio della distanza, anziché -6dB.
Copertura acustica delle aree dedicate ai giornalisti accreditati – Accanto alla sala conferenze principale, l’“Aula Giovanni Paolo II”, sono presenti due ambienti riservati ai giornalisti accreditati, con 20 box assegnati ad alcune grandi testate internazionali e ulteriori postazioni messe a disposizione degli altri giornalisti con accredito ordinario o temporaneo, tutti con servizi audio-video e Wi-fi dedicato. Ci sono inoltre sei cabine di traduzione. Nelle aree dedicate ai giornalisti accreditati l’audio è garantito da diffusori a soffitto DesignMax DM6C. «Sono diffusori tondi da controsoffitto – spiega Contigliani -, anche loro sono gestiti da amplificatori PowerMatch e processori ControlSpace EX-1280C». Nel box a lui dedicato, Moreno Zampieri ci spiegherà come questo processore sia in grado di gestire anche la cancellazione dell’eco (AEC) per le attività di videoconferenza.
Fibra ottica e broadcasting: connessi con tutto il mondo – Una dorsale in fibra ottica, costituita da un anello di 4,5 km con cavo da 256 fibre, collega sei nodi principali dentro la Città del Vaticano e due fuori da essa. Da questi sei nodi principali derivano circa 130 nodi secondari, tra cui la Sala Stampa. Tutti i segnali audio video viaggiano su questa rete, costituendo un unico sistema, connesso con il mondo intero.


BOX – LA CANCELLAZIONE DELL’ECO PER LA VIDEOCONFERENZA
Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer di Bose Professional, ci invita a focalizzare l’attenzione su una delle caratteristiche del processore ControlSpace EX-1280C, ovvero la cancellazione dell’eco (AEC) per le attività di audioconferenza.
«Per la buona riuscita di una conferenza stampa – dice Zampieri – non è sufficiente che i giornalisti accreditati sentano distintamente, fino alle ultime file, la voce dei relatori: è altrettanto importante che un partecipante collegato da remoto possa intervenire, ascoltando con chiarezza la propria voce, senza l’eco che si genera quando l’audio viene ripreso dai numerosi microfoni presenti in sala (12 sul palco e 4 tra il pubblico, con segnale acquisito tramite interfacce Dante). Se la voce dell’interlocutore remoto viene infatti catturata dai microfoni e riprodotta dagli altoparlanti, chi parla da remoto la percepisce in ritardo e, oltre i 60-100 ms circa, il cervello entra in una condizione di disorientamento.
Il processore ControlSpace EX-1280C gestisce la cancellazione dell’eco tramite algoritmi adattativi: L’AEC interviene sul segnale inviato al parlatore remoto eliminando il ritorno della propria voce, causato dalle riflessioni del suono nell’ambiente. Il modello EX-1280C dispone di un eco canceller di elevata qualità, con tail length di 480 ms, che consente una cancellazione efficace anche in condizioni critiche, ad esempio con microfoni posizionati di fronte agli speaker. Integra inoltre 12 blocchi AEC con 4 riferimenti, permettendo la gestione di 12 ingressi microfonici su 4 gruppi distinti, quindi fino a 4 sale conferenza indipendenti. Non a caso è certificato Microsoft Teams.
Le prestazioni migliorano ulteriormente quando si adotta l’intero ecosistema Bose Professional, in cui processori, amplificatori, diffusori e controller operano come un’unica entità. Gli amplificatori integrano DSP con equalizzazioni dedicate ai diffusori Bose Professional, a beneficio della resa acustica, e i blocchi di processo possono essere gestiti in modo flessibile sia dal processore sia dall’amplificatore. In questo ecosistema, gli apparati diventano risorse di calcolo distribuite nella rete, semplificando l’architettura e migliorando le prestazioni complessive. I diffusori Bose Professional possono essere utilizzati anche con amplificatori di altri marchi, ma sfruttare l’intero ecosistema garantisce risultati superiori».


SODDISFAZIONE DELL’UTENTE FINALE
Torniamo da Francesco Masci, CTO del Dicastero della Comunicazione del Vaticano, per chiedere se il rinnovamento tecnico della sala stampa ha soddisfatto le aspettative. «Le ha soddisfatte pienamente: ci sono stati periodi in cui abbiamo utilizzato la sala stampa sette giorni su sette e quasi 24 ore su 24 e non abbiamo mai riscontrato un disservizio. Audio, video, traduzioni, luci, domotica, tutto ha funzionato alla perfezione. Di tanto in tanto chiediamo a Next Domus di intervenire per modificare qualche parametro e un loro tecnico interviene prontamente. Prima dell’inizio dei lavori, inoltre, avevamo chiesto al system integrator un vero e proprio mockup della soluzione, con un esemplare demo di ciascuno dei prodotti che sarebbero stati installati e con un rack provvisorio, installato presso la sede di Next Domus: una richiesta onerosa, me ne rendo conto, ma con il Giubileo alle porte non avevamo margine di errore e dovevamo verificare il passaggio dei segnali audio e video, il routing su Dante, la latenza. Sono consapevole del fatto che non tutti i system integrator sarebbero stati in grado di offrire un servizio del genere, ma Next Domus non si è tirata indietro. Forti di questo autentico beta test e certi della qualità dei prodotti Bose Professional, nota a tutti e da noi recentemente sperimentata in occasione del rifacimento dell’impianto audio della Basilica Papale di San Pietro, abbiamo affrontato con serenità una sfida così importante».
Persone intervistate

Francesco Masci, CTO del Dicastero della Comunicazione del Vaticano

Claudio Contigliani, MD e partner di Next Domus

Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer di Bose Professional,






