ISE 2020 segna l’ultima edizione ad Amsterdam e mette al centro il tema della creatività come competenza chiave e leva di business. Nonostante il coronavirus e la tempesta Ciara, la fiera si conferma un successo nei numeri e nella qualità delle iniziative proposte. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.
Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dall’11 al 14 febbraio 2020
Espositori: 1.381
Visitatori unici: 52.200
La diciassettesima edizione della fiera è identificabile per tre aspetti che la caratterizzano maggiormente: è l’ultima tappa ad Amsterdam prima del trasferimento a Barcellona; è la prima edizione toccata dai disagi della pandemia; sul piano dei contenuti, sceglie di mettere al centro un argomento di forte interesse: quello della creatività come competenza chiave per affrontare un mercato in trasformazione. Iniziamo da quest’ultimo punto, per poi approfondire gli altri due aspetti.

La creatività come competenza chiave
A lanciare il tema della creatività è stato Duncan Wardle, allora Head of Innovation and Creativity di Walt Disney, oggi consulente per l’innovazione e il design thinking, protagonista dell’opening keynote di questa edizione (ne parleremo approfonditamente nello spazio dedicato).
Wardle ha ricordato al pubblico di ISE quanto sia importante risvegliare immaginazione, intuizione e curiosità – qualità spesso sottovalutate nel mondo del lavoro – per generare ambienti fertili all’innovazione.
La creatività è, infatti, da considerare una risorsa strategica fondamentale per ogni azienda che voglia distinguersi.
Con questo keynote, ISE porta al centro dei dibattiti in fiera un tema con cui il mondo AV si sta interfacciando in questi anni e che, appunto, “colora” i dibattiti di questa edizione: per distinguersi nell’attuale mercato competitivo, al system integrator le competenze tecniche non bastano, ne servono altre di altra natura; tra queste, quella della creatività risulta fondamentale.
Le aziende che sanno coltivarla e incanalarla diventano più produttive, efficaci, innovative e – in definitiva – in grado di distinguersi. In un mercato in cui tecnologie e soluzioni sono potenzialmente alla portata di tutti, la vera differenza la fanno le idee, ovvero il modo in cui le soluzioni vengono applicate.
ISE 2020 ha portato questo messaggio al centro, ribadendo che l’innovazione tecnologica ha bisogno di menti allenate al pensiero laterale, e che liberare la creatività nei team è oggi una leva di business e una sfida manageriale, culturale e professionale.

TREND
Dall’AV a un ecosistema più ampio e integrato
Si chiude un ciclo: è l’ultima edizione di ISE ad Amsterdam. La successiva si terrà a Barcellona ed è anche l’ultima prima della pandemia, che cambierà in maniera radicale questo settore.
Questi anni sono stati importanti. È cresciuta la consapevolezza della forza dell’industria e del mercato europeo per il settore multimediale, ed è cambiata anche la sua stessa definizione: si è passati da un’industria dell’audio video a un ambito molto più esteso, fatto di multimedialità, integrazione, immersività e collaboration, nuovi termini di riferimento di un ecosistema in evoluzione.
Il settore evolve: AV/IT, UC e rivoluzione digitale
Abbiamo assistito all’integrazione tra i mondi AV e IT: le aziende tradizionalmente IT sono diventate player rilevanti in questo settore, mentre le tecnologie informatiche sono ormai parte fondante delle soluzioni multimediali. Le Unified Communications sono l’ambito in cui questa integrazione è maggiormente visibile, e nei due anni successivi diventeranno sempre più centrali. Nel frattempo, si sono verificati cambiamenti tecnologici fondamentali: il CRT, che ha accompagnato il settore per oltre 50 anni, è scomparso, sostituito da LCD e LED; il cinema è passato dalla pellicola al digitale; è in corso una digitalizzazione complessiva che apre nuove opportunità.
ISE saluta Amsterdam dimostrando che il settore ha raggiunto una piena maturità: è in crescita, innova ed evolve. Allo stesso tempo, però, guarda già a una nuova trasformazione, in cui tecnologie emergenti porteranno ulteriori cambiamenti, tra cui l’intelligenza artificiale.
Il coronavirus e la tempesta Ciara
Accanto a questo tema forte, ISE 2020 ha affrontato anche sfide molto concrete. Si è svolta, infatti, in un contesto particolarmente difficile: da un lato, l’emergenza sanitaria globale legata al coronavirus, dall’altra, la tempesta Ciara, una vera e propria tempesta meteorologica su scala europea che ha colpito l’Europa proprio nei giorni della manifestazione.
Eppure, la fiera ha resistito, confermando la partecipazione di 1.381 espositori e di 52.182 visitatori unici, meno dell’anno precedente ma un numero comunque decisamente importante, se si considera la complessità del momento. La superficie espositiva totale sfiora i 56mila mq.
Mike Blackman ha commentato a questo proposito: «Lo show di quest’anno ci ha dimostrato quanto i nostri partecipanti fossero determinati a venire a ISE. Molti espositori sono riusciti non solo ad attrarre visitatori qualificati ai propri stand, ma anche a generare contatti commerciali concreti, superando le aspettative in termini di opportunità di business e networking».
Poiché a dare forfait sono stati soprattutto i visitatori più occasionali, la qualità dei partecipanti è rimasta elevata nonostante il momento; la fase più difficile sarebbe arrivata l’anno successivo, quando la pandemia, nel 2021, costringerà l’organizzazione a optare per un evento ibrido fisico-digitale. Lo racconteremo nel testo dedicato a ISE di quell’anno.
Per questo 2020, invece, tutto si è svolto come da programmi e con la consueta ricchezza di proposte. A testimoniarlo, un calendario ricco e articolato, che ha mescolato novità e format ormai consolidati.
Tra le iniziative più rilevanti, il debutto della Innovation Zone, un’area pensata per valorizzare le tecnologie di nuovi espositori, offrendo loro visibilità in uno spazio dedicato e facilmente accessibile all’interno del percorso fieristico.
L’area VR di ISE ha offerto esperienze immersive e dimostrazioni di collaborazione in ambienti tridimensionali, con focus su realtà virtuale, design e simulazione.
All’esterno, il projection mapping sulla facciata dell’edificio Elicium (organizzato da ISE in collaborazione con RAI Amsterdam e diversi partner tecnologici) ha trasformato l’architettura del RAI in una superficie narrativa, coinvolgendo anche i cittadini di Amsterdam in uno spettacolo ad alto impatto visivo.
Tornano gli Inavation Awards (prima edizione nel 2007), premi internazionali che celebrano l’eccellenza nei settori AV professionale e integrazione di sistemi, riconoscendo i migliori progetti, prodotti e aziende dell’anno, e gli Stand Design Awards (prima edizione nel 2017), che hanno premiato gli allestimenti più creativi e funzionali in quattro categorie dimensionali.
Forte il segnale verso il futuro anche sul piano istituzionale: il programma Special Interest Group ha coinvolto oltre 80 operatori spagnoli, rappresentanti di vari settori verticali, in un percorso fatto di visite guidate, incontri e sessioni di networking, culminato nell’evento ¡Hola Barcelona!, un saluto simbolico alla città ospitante e un ponte aperto verso la nuova casa della fiera.
Per una panoramica dettagliata delle numerose attività formative promosse da AVIXA, CEDIA e altri partner, si rimanda invece al box dedicato.



FORMAZIONE
Formazione e conferenze: il ruolo di AVIXA
Il programma di formazione di ISE 2020 ha visto AVIXA tra gli organizzatori di due eventi che hanno ripreso e sviluppato il percorso avviato l’anno precedente: l’Higher Education AV Conference – incentrata sulle tecnologie audio video applicate alla didattica universitaria – e l’Enterprise AV Conference, focalizzata sull’ottimizzazione dei processi che conducono alla definizione delle strategie aziendali attraverso l’analisi dei dati e una progettazione ad hoc degli spazi lavorativi.
CEDIA tra cybersecurity e progettazione integrata
Le due conferenze CEDIA, invece, sono state dedicate alla cybersecurity e – novità di quell’edizione – al Design & Build, coinvolgendo architetti, interior designer e altri professionisti dell’edilizia residenziale con l’obiettivo di supportarli nello sviluppo di progetti condivisi.
Tabatha O’Connor, allora presidente e CEO di CEDIA Global, nel commentare più in generale le iniziative della fiera in ambito formativo, ha sottolineato come ISE non sia soltanto un luogo in cui accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, ma anche un punto di incontro tra i membri CEDIA e un’opportunità – grazie alla loro presenza – per scoprire tendenze globali in grado di avere un impatto significativo sul settore residenziale.
Main Stage, inclusione e coinvolgimento internazionale
Numerose, infine, le sessioni Main Stage, con interventi dedicati alle tecnologie emergenti, all’Edge Computing e ad altri temi legati al mondo IT, a cura sia di CEDIA sia di AVIXA, incluso l’AVIXA Diversity Council Event. Quest’ultimo ha fatto seguito a un tris di eventi tenutisi nel Regno Unito nel 2019 e a InfoComm 2019.
L’AVIXA Diversity Council è un gruppo di membri dell’associazione impegnati a riunire professionisti AV ed esperienze integrate provenienti da diversi background e culture, con l’obiettivo di favorire un dialogo più ampio sulle iniziative di inclusione all’interno del settore audiovisivo. A questo scopo, promuove regolarmente eventi aperti al networking, alla condivisione di esperienze e al confronto su tematiche rilevanti per l’intera comunità professionale.
Sempre AVIXA, a ISE 2020 ha organizzato anche una “Italian Breakfast” con la delegazione italiana, oltre a una giornata interamente dedicata agli studenti, alla quale hanno partecipato undici giovani provenienti dal nostro Paese.
Il congedo da Amsterdam
Con l’evento ¡Hola Barcelona!, ISE ha salutato Amsterdam, sua casa dal 2007, aprendo ufficialmente il passaggio alla Fira de Barcelona. Il trasferimento era già in programma da qualche anno, un trasferimento sofferto ma inevitabile per rispondere alla necessità di maggiori spazi.
«Sapevo che prima o poi saremmo diventati troppo grandi per l’Amsterdam RAI – racconta Mike Blackman- Quello che non mi sarei mai aspettato è la velocità con cui questa crescita si è poi di fatto realizzata».
Per seguire l’espandersi della fiera, il centro espositivo RAI ha messo in campo tutte le proprie risorse: negli anni ha costruito l’Elicium – un edificio multifunzionale inaugurato nel 2009, progettato dallo studio Benthem Crouwel Architects – per creare più spazio.
Ha ampliato il padiglione 5. Ha consentito a ISE di allestire strutture temporanee, che hanno svolto la loro funzione pur con i limiti che queste hanno nel periodo invernale in cui si è sempre svolta la fiera.
«Bisogna davvero dire che hanno fatto tutto quello che potevano», commenta Blackman. Ma cresceva anche la consapevolezza che questi sforzi non avrebbero comunque offerto una soluzione a lungo termine.
«Non è stato semplice decidere di spostarci – dice Blackman – Prima di compiere la scelta, abbiamo cercato anche altre soluzioni per rimanere ad Amsterdam. Ad esempio, abbiamo pensato di allestire parte della fiera in altri spazi in città, fuori dal centro RAI. Ma tenevamo troppo all’idea che tutta la fiera fosse in un unico posto».
Gli organizzatori di ISE si rendono conto che, in buona sostanza, si stava solo rinviando il problema. Osservando il trend di crescita della fiera e pensando alle aspettative del team che la guidava, anche se il RAI Amsterdam avesse avuto un altro padiglione, prima o poi la questione si sarebbe riproposta.
Da lì la decisione. «Dovevamo trovare una struttura più grande in una città in grado di ospitare la folla di persone che ISE era in grado di muovere, e con un secondo requisito fondamentale: essere accessibile».
La scelta sarebbe ricaduta su Barcellona, e più precisamente sulla Fira Gran Via de Barcelona, che più di tutte le altre candidate sembrava poter offrire a ISE il futuro che si andava delineando.

KEYNOTE
L’opening keynote di ISE 2020 (l’unico di quell’edizione) fu curato da Duncan Wardle, allora Head of Innovation and Creativity di Walt Disney, oggi consulente per l’innovazione e il design thinking.
Come fece notare Mike Blackman, Disney è un nome assai popolare tra gli espositori e i visitatori di ISE, in quanto la società è nota come utente “numero uno” delle soluzioni AV nei suoi parchi a tema. E la presenza di Wardle in fiera – sottolineò – era strategica, poiché le sue competenze in veste di facilitatore del pensiero creativo sono importanti nell’aiutare le aziende ad attingere alle loro riserve di creatività.
Durante il suo keynote, dal titolo “Think different”, l’attenzione andò agli strumenti in grado di supportare le aziende nel tentativo di risvegliare nei dipendenti quelle attitudini proprie del mondo dell’infanzia, come ad esempio l’immaginazione, l’intuizione e la curiosità, al fine di creare un ambiente di lavoro stimolante, che promuova la creatività e l’innovazione.
In uno dei suoi esercizi interattivi col pubblico, Duncan chiese a gruppi di tre persone di fingere di possedere competenze specifiche in ambiti stravaganti, rispondendo a una serie di domande poste da altri. “Sei un esperto nella creazione di paracaduti per elefanti” era uno degli argomenti delle batterie di domande e risposte, così come “sei l’inventore di indumenti invisibili” e “sei un terapista sessuale per api”.
L’esercizio prevedeva la rotazione degli intervistati nel ruolo di “esperti”, i quali si dimostrarono tutti molto creativi nell’inventare risposte improbabili ma, al contempo, coerenti con le tematiche bizzarre.
Questo esercizio – sottolineò Duncan – dimostrava che, quando usciamo dai perimetri dei nostri ruoli e delle nostre conoscenze consolidate, diamo libero sfogo al pensiero creativo.
Le aziende – secondo lui – dovrebbero motivare i dipendenti ad abbandonare i flussi di pensiero routinari, che li tengono bloccati nei propri saperi consueti, per correre il rischio di abbattere le barriere create dalle loro stesse competenze e di sfidare le regole comuni.
E questo, in un momento di rapida trasformazione digitale in atto a livello globale, stava diventando un imperativo.

TECNOLOGIE
Display e proiezione tra continuità ed evoluzione
L’edizione del 2020 coincide con le prime avvisaglie dell’emergenza pandemica: molti espositori annullano o riducono la propria presenza, con evidenti ripercussioni sulle novità presentate.
Sul fronte dei display LED prosegue l’evoluzione verso pixel pitch inferiori al millimetro, con valori che arrivano a 0,65 mm. Tecnologie come COB, microLED e miniLED raggiungono un livello di maturità tale da garantire miglioramenti costanti in termini di prestazioni e qualità.
Nel campo della videoproiezione, Epson porta sul mercato l’EB-L30000U, proiettore laser 3LCD da 30.000 lumen, il più luminoso Pro AV mai realizzato dall’azienda e tra i primi modelli LCD trasmissivi a raggiungere questa soglia, superando limiti che fino a poco tempo prima sembravano difficilmente superabili.
Audio evoluto e controllo dello spazio sonoro
In ambito audio, nel corso del 2020 Shure presenta MXA710, un array microfonico progettato per ambienti di conferenza, capace di acquisire segnali di alta qualità, definire con precisione le aree di ripresa e ridurre il rumore ambientale. Bose svilupperà poi la Videobar VB1, soluzione all-in-one per videoconferenza, disponibile dal 2021.
Sul fronte dell’audio immersivo, Holoplot introduce il 3D Audio-Beamforming, sistema che consente di controllare con precisione la diffusione del suono in ambienti complessi. La direttività può essere gestita nello spazio tridimensionale su tutti gli assi, permettendo una distribuzione mirata e adattabile a diversi contesti.
Realtà immersive, olografia e nuove reti
Torna al centro dell’attenzione il tema delle tecnologie olografiche, ovvero la rappresentazione di immagini tridimensionali nello spazio. Si tratta di un concetto ciclicamente riproposto, finora senza una reale sostenibilità su scala industriale, ma che beneficia dei progressi nella videoproiezione laser, più facilmente direzionabile e supportata da filtri ottici avanzati.
Parallelamente, realtà virtuale e aumentata attraversano una fase di forte sviluppo: nel 2020 Oculus Connect evolve in Facebook Connect, preludio al successivo riposizionamento dell’azienda attorno al metaverso e al rebranding in Meta del 2021.
Tra le tecnologie emergenti nelle telecomunicazioni si afferma il 5G, che apre interrogativi sul suo impatto nel mondo AV: maggiore banda, minore latenza e più ampia copertura potrebbero abilitare nuovi scenari nella distribuzione dei contenuti, anche su larga scala, riducendo la dipendenza da soluzioni come link satellitari o ponti radio.
Sul fronte della connettività fisica, Thunderbolt 4 consolida il ruolo di USB-C come connettore universale, garantendo fino a 40 Gbps e supportando dati, alimentazione e segnali video, inclusa la gestione di due display 4K a 60 Hz.

LO SAPEVI CHE…
Duncan Wardle, in Disney, ha partecipato alla creazione di “Magic Band”, ossia un braccialetto RFID a supporto del cliente durante i percorsi nei parchi Disney, che fornisce all’azienda un quadro puntuale della fruizione delle sue attrazioni.
Nell’ambito delle comunicazioni mobili, in quegli anni si stava diffondendo il 5G: i primi standard risalgono al 2017 e i primi lanci a livello commerciale si hanno tra il 2018 e il 2020.
Link utili
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