La chiesa progettata dal Brunelleschi ha rinnovato l’impianto audio per ottenere un’intelligibilità del parlato significativamente migliore e un più ridotto impatto visivo dei diffusori. System integrator: Energy Audio; tecnologia: Bose Professional.


La Basilica di San Lorenzo, nel centro di Firenze, ha una storia lunga 1600 anni. L’edificio attualmente visibile risale però alla metà del Quattrocento. Fu progettato dal genio architettonico del Brunelleschi, di cui uno dei tratti distintivi è la purezza di forme, ottenuta con un ricorso essenziale agli elementi decorativi, che ritroviamo nell’uso della pietra serena grigia per le membrature architettoniche che risalta sull’intonaco chiaro delle pareti.

Nel tempo, questa chiesa è stata oggetto di interventi di diffusione sonora e amplificazione, con sistemi che però, strada facendo, sono diventati obsoleti.

Proprio per questa ragione, di recente è nata la necessità di sostituire l’impianto audio usato per le funzioni liturgiche, che era datato e non in grado di offrire una qualità del suono soddisfacente in una basilica che, come spesso accade nei luoghi di culto, ha diverse aree con diverse caratteristiche volumetriche da gestire.

Grazie alla collaborazione tra la committenza e al system integrator Energy Audio, molto esperto nel settore, l’obiettivo è stato raggiunto. I diffusori Bose Professional MSA12X e MA12EX, insieme ad altri prodotti del marchio, si sono rivelati particolarmente adatti.

Ne parliamo con don Leonardo Salutati, Canonico della Basilica di San Lorenzo, e con Fabio Canfailla, Direttore tecnico di Energy Audio, l’azienda che ha curato l’integrazione.



L’interno della basilica. I diffusori Bose Professional si mimetizzano con i muri delle navate laterali grazie alle griglie verniciate dello stesso colore delle colonne.

La sfida: rinnovare l’impianto audio e renderlo più efficace e flessibile

A don Leonardo Salutati, canonico della basilica dal 2020, abbiamo chiesto di raccontarci meglio le motivazioni che hanno portato a intervenire sull’impianto audio.

– Riuscire a sentire bene in tutti i punti della basilica – Uno dei primi obiettivi era trovare un sistema per far sì che ogni zona della basilica fosse coperta dalla diffusione audio e che fosse garantita un’ottima intelligibilità del parlato. «La chiesa – dice don Leonardo – è composta da tre navate, più un transetto che si sviluppa a destra e a sinistra. C’è poi la zona dell’altare e, dietro, l’abside. Ci sono quindi più aree con volumi diversi, come d’altra parte spesso accade nei luoghi di culto. Oltre ad avere la necessità di amplificare le funzioni religiose, volevamo risolvere alcuni problemi dell’impianto precedente, che non serviva adeguatamente alcune di queste zone.»

– Poter usare solo una parte della basilica – Un secondo elemento critico da risolvere era gestire quei casi in cui la chiesa viene usata solo parzialmente. «Come accade in molte chiese di dimensioni medio-grandi – spiega don Leonardo – nei giorni feriali la messa si svolge solo in una zona della basilica, mentre le messe festive la interessano tutta. Insomma, in alcuni casi serve che la diffusione del suono arrivi a tutto l’edificio, mentre in altri tenerlo acceso rappresenterebbe uno spreco.»


Volevamo risolvere alcuni problemi dell’impianto precedente, che da alcuni punti della chiesa non permetteva di sentire, e agevolare la fruizione delle funzioni da parte dei fedeli.

don L. Salutati


– Avere un impianto audio per conferenze o incontri culturali – Ci sono poi altre modalità di utilizzo degli spazi, che possono richiedere uno scenario d’impianto ancora diverso. Don Leonardo ci fornisce qualche esempio: «Capita di presentare opere d’arte restaurate che sono state posizionate dentro la basilica, con relatori che tengono posizioni diverse e un pubblico variegato, fatto di esperti e di persone comuni, ma anche di figure istituzionali come sindaco e assessori. L’impianto doveva essere performante anche in questi casi».

– Diffondere le voci dei cori – Infine, questa basilica, ricca di fermento culturale, si avvale d cori di giovani e di adulti, che con un numero variabile di elementi – da sette a venti – animano le celebrazioni posizionati nel transetto e vengono microfonati perché il canto raggiunga ogni zona della chiesa. Era quindi importante, come spiega don Leonardo, «che l’impianto audio restituisse nel modo migliore non solo il parlato, ma anche il cantato».

– Avere un impianto audio poco impattante dal punto di vista estetico – L’installazione all’interno della Basilica di San Lorenzo presentava la classica peculiarità degli ambienti di culto, specialmente italiani: «La presenza di affreschi, colonne, intonaci, pietre importanti, tutti elementi di valore e che andavano tutelati. Questo rendeva fondamentale che l’impianto fosse efficace ma poco visibile, dovendo inserirsi in un involucro non modificabile.»


Veduta della Basilica dall’esterno.

La soluzione: divisione in zone e diffusori orientabili per direzionare il suono 

Andiamo ora a capire con Fabio Canfailla, titolare di Energy Audio – l’azienda di Montelupo Fiorentino che si è occupata di questo intervento – le tecnologie utilizzate e la configurazione che si è scelto di realizzare.

– Diffusori Bose Professional Panaray MSA12X e MA12EX per indirizzare il suono solo dove necessario – «Per evitare la riverberanza dei suoni, che causa grandi difficoltà all’intelligibilità del parlato – spiega Canfailla – servono diffusori molto flessibili, che permettono di lavorare sull’elettronica per direzionare il suono dove serve. Collaborando con Exertis abbiamo selezionato i diffusori attivi Bose Professional Panaray MSA12X, dotati di due lobi indipendenti che consentono di orientare il suono a seconda delle necessità della committenza.»

In questa installazione si è scelto di usarli in stack, ovvero montandoli uno sull’altro fino a un massimo di tre, in modo da avere un fronte verticale ampio, adatto alle dimensioni e alle proporzioni dell’ambiente della basilica. La qualità del suono generato è in grado di rendere giustizia , oltre che al parlato, al cantato dei cori.

Canfailla ci illustra dove sono stati posizionati i prodotti Bose Professional. «Nelle navate laterali abbiamo un totale di quattro stack, ciascuno composto da due diffusori Panaray MA12EX passivi. Nella zona centrale abbiamo invece due stack di diffusori attivi – ovvero già amplificati – Panaray MSA12X. Questi prodotti sono orientabili solo dove serve, sulla base di preset creati in base alle esigenze

– Diffusori singoli nell’area antistante l’altare – Nell’area antistante l’altare, su due colonne principali, sono stati installati due diffusori singoli che servono quella zona della basilica. Lo stesso è stato fatto anche davanti al coro, mentre si è rinunciato a installarne due in fondo alla chiesa – come inizialmente previsto dal progetto – perché le caratteristiche dell’edificio non consentivano di cablare fino a quel punto.

– Processore Bose Professional ControlSpace EX-1280 per gestire gli scenari di utilizzo – Questo processore, tra le tante funzionalità, consente di impostare degli scenari che consentono di attivare l’impianto audio solo in alcune zone, oppure di averlo totalmente attivo in occasione delle funzioni più partecipate.

Fabio Canfailla ci spiega nel dettaglio i risultati ottenuti grazie a questo prodotto. «Questo processore a memorie, collegato ai microfoni e ai diffusori, gestisce le aree e i vari scenari. Ne abbiamo previsti quattro: nel primo, è attiva solo la navata centrale; nel secondo, sono attive solo le navate laterali, per esempio durante le funzioni dei giorni feriali; nel terzo, la diffusione sonora avviene in tutte le navate, quando la chiesa è piena; infine, abbiamo previsto uno scenario da attivare quando è presente il coro. In questo caso, l’obiettivo è inviare dietro l’altare i ritorni audio necessari attraverso due diffusori perché il coro possa sentirsi.»

A seconda delle zone attive, sono stati previsti dei ritardi per dare coerenza al suono indipendentemente dalla posizione dei fedeli nella chiesa ed evitare asincronie.

Canfailla aggiunge una precisazione: «Essendo questo processore il punto nevralgico dell’impianto, abbiamo previsto anche un processore di back-up che entra in funzione in caso di guasto del processore principale».


La mappa di copertura acustica comprende anche due diffusori collocati all’ingresso della basilica, che verranno integrati in una fase successiva per migliorare ulteriormente la diffusione sonora.

– Rete Dante  utile anche per altri impianti – Fin qui abbiamo visto quali prodotti sono stati usati nelle diverse zone della basilica, ma come arrivano fin lì i segnali? «In questa integrazione, tutto viaggia in rete – spiega Canfailla – Abbiamo realizzato e cablato una rete con protocollo Dante: il segnale va al processore, che lo invia agli amplificatori via Dante; viene quindi emesso in potenza sugli speaker array passivi. Questo ha rappresentato un punto a nostro favore rispetto ai concorrenti, anche perché la rete è configurabile a distanza e potenzialmente utilizzabile anche per altri impianti.»

– Tre rack per organizzare l’impianto – L’impianto audio della Basilica di San Lorenzo è diviso in tre parti, a cui corrispondono altrettanti rack: uno per l’area centrale della basilica e due per le navate laterali. Quello centrale manda i segnali agli altri rack. Tutti e tre gestiscono un proprio gruppo di diffusori. Spiega ancora Canfailla: «Ogni rack ha il suo amplificatore; il cablaggio fino all’amplificatore è in fibra ottica, dopodiché si innestano semplici cavi in rame da 2,5 mm di diametro. Parliamo di 250 metri di cavi per arrivare dal rack centrale al rack laterale destro, poiché è necessario salire nella torretta e nel soffitto, per poi scendere di nuovo».

– Configurazione e interventi mirati per rispettare l’estetica del luogo – Si è detto dell’importanza di rispettare la basilica non solo in quanto luogo di culto ma anche per il suo enorme valore artistico. Chiediamo a Canfailla cosa è stato fatto nella pratica per ridurre l’impatto estetico causato dal nuovo impianto audio. «Innanzitutto, abbiamo modificato la posizione dei diffusori. Quelli esistenti erano fissati alle colonne centrali, cosa che li rendeva particolarmente impattanti. Con il nostro intervento li abbiamo portati ai lati, montandoli tra l’altro in modo che fossero paralleli alle colonne. Per fissare gli stack abbiamo usato staffe custom, che abbiamo fatto verniciare con lo stesso colore della colonna, rendendole di fatto quasi invisibili e conferendo a questo luogo una grande armonia.»

– Un impianto gestibile da remoto – Tutto l’impianto è gestibile anche da remoto, sia tramite app sia con il controller ControlSpace CC-64 di Bose Professional. Questo permette tra l’altro all’integratore di continuare il collaudo per diverso tempo, potendo intervenire a distanza.


I diffusori Bose Professional Panaray MSA12X e MA12EX consentono di indirizzare il suono solo dove necessario. In questa installazione si è scelto di usarli in stack, in modo da avere un fronte verticale ampio.

La soddisfazione della committenza e del system integrator per gli obiettivi raggiunti

Torniamo da don Leonardo Salutati per avere il suo commento sul risultato ottenuto affidando a Energy Audio l’intervento di rinnovo dell’impianto audio. «Dato il luogo in cui l’impianto è stato implementato, era molto importante il tema della tecnologia nascosta. I prodotti scelti dal system integrator ci soddisfano molto in questo senso, anche perché è stato possibile verniciare i diffusori, cosa che li ha resi assai meno visibili rispetto ai precedenti. A questo si aggiunge la scelta intelligente di posizionarli in zone più laterali. Possiamo dire che oggi la basilica, oltre ad avere un impianto audio all’avanguardia, è anche più ordinata

E per quanto riguarda la gestione? «È  molto intuitiva. Gli scenari sono pre-impostati, a noi non rimane che accendere l’impianto con un tasto e selezionare tramite il pannello dei comandi la modalità di cui abbiamo bisogno in quel momento. Non abbiamo ancora cominciato a usare l’app di gestione, ma siamo consapevoli che faciliterà ulteriormente l’utilizzo dell’impianto.»


Per evitare la riverberanza, che causa grandi difficoltà all’intelligibilità del parlato, servono diffusori molto flessibili, che ci permettono di direzionare il suono dove serve.

F. Canfailla


Don Leonardo conferma quindi la sua soddisfazione anche rispetto al tema dell’intelligibilità del parlato, alla base della scelta di intervenire sull’impianto. Il suono arriva chiaro e nitido, e il beneficio è evidente sia durante le funzioni religiose, sia in altri contesti che interessano la chiesa: «Nella basilica ogni anno si tiene una rassegna di musica sacra – dice don Leonardo, per fare un esempio – I maestri che eseguono i pezzi li spiegano e li contestualizzano.  Con il vecchio impianto era molto difficile seguirli, oggi il problema è risolto. Anche il cantato, d’altra parte, arriva alla platea con un’alta qualità del suono».

Anche Fabio Canfailla è soddisfatto del lavoro svolto. «Sicuramente la scelta del marchio Bose Professional – avvalendoci del supporto di Exertis – ci premia: i prodotti sono di alta qualità e il risultato si sente. Per noi non è una novità, così come d’altra parte apprezziamo sempre la disponibilità che Bose Professional ci riserva quando ci sono dei contrattempi da risolvere. Ma siamo contenti che anche la committenza abbia saputo cogliere il valore aggiunto che sono in grado di portare.


Un altro dettaglio dell’interno della basilica, dove i diffusori si inseriscono senza invadere lo spazio.

BOX – ENERGY AUDIO: INTEGRATORE SPECIALIZZATO NEI LUOGHI DI CULTO

Energy Audio è nata a Montelupo Fiorentino nel 1984 da una grande passione per l’elettronica, e da allora non ha mai smesso di sperimentare. Negli anni, l’azienda è cresciuta, specializzandosi in soluzioni per luoghi di culto, centri congressuali, cinema e affini, curando tutte le fasi del lavoro, dalla progettazione all’installazione dei prodotti, selezionati in base alla richiesta acustica dei clienti.
Operando da anni nell’ambito dei luoghi di culto, già in passato aveva avuto modo di collaborare con don Leonardo Salutati, che si è rivolto di nuovo a questa azienda quando è emerso il bisogno di rinnovare l’impianto audio della Basilica di San Lorenzo.


Il rack principale che ospita i processori e gli amplificatori di Bose Professional.

Persone intervistate

don Leonardo Salutati

Canonico della Basilica di San Lorenzo

Fabio Canfailla

Direttore tecnico di Energy Audio


Link utili

sanlorenzofirenze.it | energyaudio.it | exertisproav.it