Sistemi Integrati intervista Matteo Nardini, Direttore commerciale di Vicomm – partner strategico e distributore di MAXHUB – in visita allo stand MAXHUB di ISE 2026. Ecco cosa ci ha raccontato a proposito dello stand, delle soluzioni, delle richieste del mercato e della partnership con MAXHUB.

Quali soluzioni dello stand MAXHUB ti hanno colpito di più?
“Lo stand MAXHUB colpisce innanzitutto per come si presenta: è accogliente, curato, personalizzato, e questo non è un dettaglio secondario. L’immagine che MAXHUB riesce a dare di sé è sempre molto forte e riconoscibile, e in questo sa essere efficace più di molti altri brand.
Entrando nel merito delle soluzioni, la prima cosa che mi ha colpito sono stati i nuovi LED All-in-One, ovvero la Raptor Series V3 Lite. Qui si vede chiaramente una scelta che trovo davvero “azzeccata”: l’All-in-One non è semplicemente un LED wall tradizionale ripensato, ma una soluzione progettata per ridurre la complessità di installazione, già completa anche dal punto di vista audio e, in molti casi, in grado di sostituire configurazioni più articolate. È un esempio concreto della capacità di MAXHUB di capire cosa serve nel momento giusto e, soprattutto, di arrivarci per tempo. Altri brand magari intuiscono la direzione, ma spesso impiegano troppo tempo a trasformare l’idea in prodotto.
Un’altra novità importante, anche se con un impatto forse meno “scenografico”, sono i nuovi monitor della serie CMB. Per noi hanno un valore particolare: abbiamo una lunga storia con i monitor MAXHUB, siamo stati tra i primi distributori a crederci e oggi possiamo offrire l’intera gamma di prodotti. Il fatto che Vicomm lavori solo con MAXHUB su alcune tipologie di soluzioni rende queste novità ancora più significative per noi.
Vale poi la pena citare le videobar. Non sono una novità assoluta, ma oggi rappresentano un vero salto di qualità: rimane il buon rapporto qualità-prezzo, ma l’asticella si è alzata. Le soluzioni oggi sono complete, mature e pienamente competitive. La possibilità di scegliere tra piattaforme Android e Windows, incluse configurazioni MTR dedicate come la W70, rappresenta un elemento fondamentale.
Infine, un aspetto molto apprezzato dai clienti è l’integrazione del protocollo NDI direttamente nei monitor: avere un display che gestisce nativamente flussi IP a bassa latenza, senza decoder esterni, è un valore concreto che sta già riscuotendo molto entusiasmo sul campo”.
Quali richieste stanno diventando più frequenti da parte dei clienti e come MAXHUB risponde a questi bisogni?
“Se c’è una parola che ricorre spesso parlando di MAXHUB è “All-in-One”. Non solo per i LED, ma anche per i monitor interattivi. L’IFP, se lo si guarda davvero per quello che è, non è semplicemente un pannello interattivo: è una soluzione completa per la collaborazione, con telecamere di alto livello, microfoni, parte UC integrata.
Questo risponde a una richiesta molto chiara del mercato: soluzioni semplici e complete, pensate per funzionare immediatamente. Come dico spesso ai clienti, quando monti un IFP a parete “hai montato un’aula”, perché tutta la tecnologia necessaria per una sala riunioni o una lezione è già integrata. Molti prodotti concorrenti funzionano bene in contesti specifici, come l’education, ma poi richiedono moduli esterni per la parte video o audio, tipicamente una telecamera aggiuntiva che spesso viene montata a parte ed è poco più di una webcam. Qui invece tutto è pensato come sistema.
Allo stesso tempo – e questo è un punto chiave – queste soluzioni non sono chiuse. MAXHUB ha la capacità di essere integrata con tecnologie di terze parti. Per noi questo è fondamentale, perché non siamo dei box mover: seguiamo il cliente nel progetto. Finché la sala è piccola si resta, per così dire, all’interno dell’ecosistema MAXHUB; quando la sala cresce, diventa naturale integrare anche tecnologie e dispositivi di altri brand. MAXHUB lo consente senza problemi, mentre altri brand tendono a pensare di potersi bastare da soli. La sintesi è semplice: soluzioni integrate, ma anche integrabili. Ed è esattamente quello che il mercato oggi chiede”.
Che valore ha per voi la partnership con MAXHUB?
“Il valore della partnership è prima di tutto strategico. MAXHUB ha alle spalle un gruppo enorme, con una capacità produttiva e di ricerca e sviluppo molto forte. Questa solidità si percepisce e si traduce in velocità, continuità e capacità di portare sul mercato soluzioni mature nei tempi giusti.
Dal nostro punto di vista, la partnership funziona perché si integra bene con il nostro modo di lavorare. I nostri project manager non sono legati a un singolo prodotto, ma ragionano in ottica multibrand e di progetto. MAXHUB ci permette di fare questo, e ci sta aprendo anche nuove opportunità, in particolare nel mondo UC, portandoci clienti che prima non ci consideravano su quel fronte.
È un brand che cresce e, se continua a ragionare in questo modo, continuerà a farlo. Per noi non è semplicemente un fornitore, ma un partner con cui costruire progetti e sviluppo nel tempo”.




