Nuovi videoproiettori per la Cattedrale dell’Immagine, centro permanente dedicato all’arte immersiva, nel cuore di Firenze. L’innovativa soluzione è stata inaugurata con la mostra Inside Matisse, dando prova del suo valore tecnologico, a supporto di un’esperienza più coinvolgente ed emozionale. Videoproiettori Epson. Fornitore a valore aggiunto IC Videopro.
La Cattedrale dell’Immagine è il primo centro permanente in Italia dedicato all’arte immersiva, creato da Crossmedia Group nel 2015 all’interno dell’antica chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, nel cuore di Firenze.
Dalla sua fondazione, è stata luogo di mostre immersive sui più grandi maestri dell’arte mondiale, da Leonardo Da Vinci a Gustav Klimt, da Van Gogh a Salvador Dalí, solo per citarne alcuni.
In particolare, tra le mostre di quest’anno, quella intitolata a Henri Matisse (“Inside Matisse”, svoltasi dal 15 marzo al 2 giugno 2025) ha inaugurato la nuova soluzione di videoproiezione immersiva della Cattedrale, che ha visto l’adozione dei videoproiettori Epson.
Si è trattato di un rinnovamento di elevato valore tecnologico, grazie al quale i visitatori possono apprezzare in modo ancora più nitido le immagini ad alta risoluzione proiettate sulle pareti della Cattedrale, rendendo l’esperienza immersiva più spettacolare e coinvolgente.
Ne parliamo con Andrea Moreschini, responsabile della parte tecnica relativa alla produzione dei contenuti per la Cattedrale dell’Immagine, nonché Direttore Generale di Crossmedia Group – l’azienda che gestisce la Cattedrale e che, dal 2008, sviluppa e produce concept multimediali e immersivi – e con Andrea Berti, responsabile tecnico di IC Videopro, società che si occupa della consulenza e della fornitura di prodotti nell’ambito di progetti di videoproiezione.

Al centro, si scorge la struttura metallica – che scorre lungo gran parte del perimetro laterale – sulla quale sono montati i videoproiettori.
La sfida: più potenza luminosa per una user experience ottimizzata
Prima di illustrare le esigenze che Crossmedia Group ha espresso nella scelta dei nuovi videoproiettori per la Cattedrale dell’Immagine, ecco un breve riferimento alle dinamiche che hanno segnato la storia del luogo, allo scopo di inquadrare le sue caratteristiche strutturali e le finalità con le quali è stato concepito.
Come anticipato, il centro di arte immersiva sorge all’interno della chiesa di Santo Stefano al Ponte, edificata in stile romanico tra l’anno 1000 e il 1100, nei pressi di Ponte Vecchio, a Firenze.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito continui rifacimenti, sia inerenti alla facciata esterna che alla sua architettura interna, fino alla trasformazione delle tre navate in un unico spazio e all’aggiunta di una cripta sottostante.
Quando, nel 2015, Crossmedia Group ottiene in gestione la chiesa dalla diocesi di Firenze, essa è ormai sconsacrata da trent’anni e, in virtù della sua ottima acustica, è nota alla città come Auditorium destinato all’attività concertistica (che ancora oggi è tra le attività collaterali del centro).
Ma Crossmedia va oltre e ne fa uno spazio dedito alla proiezione immersiva di capolavori dell’arte figurativa mondiale. In questo contesto, riesce a creare un connubio tra la valenza storica e architettonica del luogo, le più recenti tecnologie digitali e le avanzate tecnologie video, dando vita a una miscela fatta di immagini, luci, colori e musica in grado di attrarre le nuove generazioni e quanti non amano visitare le mostre d’arte tradizionali, avvicinandoli ai capolavori di artisti senza tempo, attraverso la modernità di un linguaggio non didattico bensì emozionale.
Un accenno all’allestimento per la videoproiezione – Considerata la sua centralità nel comprendere appieno le esigenze espresse dalla committenza, il tema dell’allestimento per la videoproiezione merita un piccolo spazio a sé. Vediamo innanzitutto come questo spazio è cambiato nel corso degli anni e per quale motivo.
«Inizialmente – spiega Andrea Moreschini – vi era una struttura metallica che copriva buona parte del perimetro delle pareti laterali, sulla quale erano montati teli di 7 metri per 4. I proiettori erano nascosti tra un telo e l’altro. Sulla controfacciata, invece, era stato montato un grande schermo a parete da 12 metri per 15».
Dunque, la chiesa all’inizio presentava un allestimento di grande impatto, che di fatto copriva la bellezza della sua architettura interna. «Ora, invece – prosegue Moreschini – ad esclusione di una piccola porzione del perimetro, proiettiamo su tutta l’architettura. E questo, rispetto alla classica videoproiezione da spettacolo immersivo su schermo, fa rivivere il materiale originario delle pareti, creando effetti scenografici inediti ed evocativi. Inoltre, abbiamo sfruttato anche gli altari laterali. E laddove sono presenti quadri, li abbiamo coperti con schermi, creando delle ‘finestre’ attraverso le quali è possibile scorgere i particolari delle opere».
Il cambio di allestimento si è basato sull’interazione tra videoproiezione e architettura dello spazio, cercando di fare di quest’ultima il punto di forza della Cattedrale.
Fatte queste premesse, entriamo ora nel vivo della sfida, focalizzandoci sulle richieste del cliente finale in fase di sostituzione dei videoproiettori installati numerosi anni fa e ormai, sotto molti aspetti, obsoleti.
La nostra esigenza era poter illuminare in maniera efficace tutte le superfici di proiezione, in modo particolare quelle più scure – A. Moreschini
Illuminare efficacemente anche le superfici scure – La prima esigenza è collegata proprio all’interazione tra videoproiezione e architettura dello spazio. Pur risultando vincente dal punto di vista scenico, la scelta di proiettare su tutta l’architettura della chiesa – fatta di pietra e marmo – comporta una criticità: queste superfici, soprattutto in alcune zone come l’altare, presentano piani di profondità differenti e forti contrasti tra parti chiare e scure. Il risultato è una minore leggibilità dei contenuti riprodotti, con conseguente perdita della spettacolarità delle immagini. «La nostra difficoltà – commenta Moreschini – era riuscire a illuminare in maniera efficace tutte le superfici di proiezione, in modo particolare quelle più scure. Avevamo, insomma, l’esigenza di una maggiore luminosità, insieme a una maggiore brillantezza e accuratezza dei colori. Solo per fare un esempio pratico, l’altare durante le proiezioni non si vedeva quasi più. Tanto che il pubblico, ultimamente, stava sempre girato verso la parete opposta».
Mitigare l’effetto “grid line” nelle immagini – Il secondo elemento critico sul quale intervenire ha riguardato il superamento di una problematica correlata ai videoproiettori LCD (della precedente installazione), ovvero il cosiddetto “effetto griglia” – detto anche “effetto zanzariera” – che, su immagini di elevato valore artistico e dalle dimensioni così ampie come quelle videoproiettate sulle pareti nella Cattedrale dell’Immagine (con 10-12 metri di base), rappresenta una questione rilevante. L’obiettivo era ottenere, in generale, immagini più nitide, pulite e dettagliate, offrendo al pubblico uno spettacolo immersivo di qualità superiore e, di conseguenza, un’esperienza visiva più ricca e soddisfacente.

La soluzione video: videoproiettori 3LCD di ultima generazione
Entriamo nel merito delle nuove soluzioni di videoproiezione per la Cattedrale dell’Immagine, fornite da IC Videopro e installate direttamente dal team di Crossmedia. Il tutto, però, non senza prima un rapido accenno al rapporto che esiste tra l’utente finale e il fornitore a valore aggiunto.
«IC Videopro – precisa Moreschini – è nostro partner di fornitura da ormai dieci anni. Nel caso specifico di questa installazione, avevamo bisogno di sostituire i proiettori perché giunti ormai a fine corsa. Ma il progetto è rimasto fondamentalmente lo stesso, senza variare le posizioni dei dispositivi. E la primavera scorsa, abbiamo iniziato a parlarne con Andrea Berti, esprimendogli le nostre precise richieste».
A quel punto, con il supporto di IC Videopro – continua Moreschini – è stata organizzata una prova comparativa presso la Cattedrale, durante la quale il fornitore ha reso possibile il confronto diretto tra alcuni prodotti presenti sul mercato. E da questo confronto è scaturita la scelta da parte di Crossmedia.
Ecco di seguito l’installazione realizzata, che ha previsto un totale di quattordici videoproiettori con ottiche intercambiabili configurati in edge blending, a esclusione dei due modelli che coprono la parte superiore e quella inferiore della controfacciata della chiesa.
Dieci videoproiettori Epson EB-PU1008B in edge blending coprono le pareti laterali – La chiesa, a unica navata, presenta pareti laterali lunghe 36 metri, con due diversi livelli di altezza: la parte in cui si trova la controfacciata raggiunge i 16 metri, mentre la parte opposta, dove si trova l’altare, arriva a circa 24 metri. Ognuna delle due pareti laterali è stata coperta da cinque videoproiettori Epson EB-PU1008B da 8.500 lumen, con ottiche Epson ELPLW05, configurati in edge blending, che – fa notare Moreschini – «hanno restituito alle videoproiezioni bianchi luminosi, colori nitidi e neri profondi». Su ogni lato, in basso, si scorge un angolo lasciato appositamente buio, corrispondente all’uscita di sicurezza.
Due diverse tipologie di videoproiettori Epson per la controfacciata – Sulla parte superiore della controfacciata (ricordiamo che la chiesa è larga 17 metri) proietta un videoproiettore Epson EB-PU2010B da 10.000 lumen, con ottica Epson ELPLW06. Mentre un Epson EB-L735U da 7.000 lumen copre la parte inferiore, corrispondente alla parete esterna di una stanza di 10 mq denominata “Mirror Room”, situata subito dopo l’ingresso della chiesa, prima di avere accesso alla mostra immersiva. Si tratta di un ambiente con effetto caleidoscopico, in quanto – racconta Moreschini – «al suo interno vengono proiettate immagini delle opere dell’artista su un’unica parete, mentre le altre tre, il soffitto e il pavimento sono a specchio».
Due EB-PU2010B in edge blending proiettano sulla parete dell’altare – I due videoproiettori Epson da 10.000 lumen con ottiche ELPLW05 – «garanzia di immagini particolarmente brillanti» sottolinea Moreschini – e configurati in edge blending, coprono anche la parete dell’altare che, come già spiegato, fino a poco tempo fa era la superficie di proiezione più critica dal punto di vista cromatico. Essendo di marmo di differenti colori, presenta diversi punti scuri, causa di minore leggibilità dei contenuti. Moreschini, infine, rammenta che, nella chiesa, anche il pavimento è una superficie di proiezione e che, per la mostra Inside Matisse, hanno iniziato a proiettare anche su metà del soffitto, sebbene questo non si presti alla videoproiezione immersiva, in quanto è costituito da travi di legno a vista.

Approfondimenti e punti di valore
Descritta la configurazione dell’impianto, soffermiamoci ora su alcune peculiarità che contraddistinguono i dispositivi installati e che, per la Cattedrale dell’Immagine, rappresentano un valore aggiunto. Si pensi alla mostra Inside Matisse, che è quella che per prima ha visto al lavoro i videoproiettori citati: la forma e il colore, elementi centrali dell’espressività pittorica di Matisse, grazie alle innovative tecnologie video adottate, sono stati esaltati e resi i veri protagonisti di quella produzione digitale, permettendo al pubblico un’immersione totale nel cuore della sua arte coloratissima.
Videoproiettori scelti per l’intensità dei colori e la luminosità superiore – Andrea Berti spiega come, in particolare, il videoproiettore Epson EB-PU1008B fosse già stato utilizzato da Crossmedia nell’ambito di un’installazione immersiva temporanea realizzata in Germania nel 2024. E ricorda che, in quell’occasione, erano rimasti molto soddisfatti. Dalla prova comparativa effettuata in tempi più recenti presso la Cattedrale dell’Immagine, che ha messo a confronto i prodotti Epson con quelli di alcuni competitor, «la resa dei proiettori Epson è risultata la migliore, sia per la vivacità dei colori e sia per la luminosità che, a parità dei valori dichiarati, sono emerse come superiori. E questo ha segnato la scelta finale da parte della committenza.
4K Enhancement, immagini nitide e dettagliate – Tra i motivi che hanno dettato la scelta di Crossmedia – aggiunge Berti – ci sono i vantaggi offerti dalla tecnologia 4K Enhancement, di cui sono dotati i videoproiettori installati. Nello specifico, si tratta di una soluzione che permette di ottenere immagini nitide e dettagliate anche partendo da contenuti con una risoluzione inferiore al 4K, attenuando in modo importante “l’effetto griglia”. Tra i suoi punti chiave, oltre al miglioramento del grado di nitidezza, anche colori più brillanti e il fatto di contribuire a creare immagini coinvolgenti, rendendo l’esperienza di visione più immersiva.
La tecnologia 4K Enhancement permette di ottenere immagini nitide e dettagliate, attenuando in modo importante “l’effetto griglia” – A. Berti
Elevata luminosità sia in termini di bianco che di colore – Un altro punto di valore – rimarca Berti – è correlato alla luminosità dei nuovi videoproiettori, resa possibile dalla tecnologia 3LCD di Epson, che garantisce una luminosità dei colori (CLO, color light output) al pari della luminosità del bianco. Se il CLO è alto e bilanciato al bianco, i colori risultano vividi, realistici e ben saturi, anche in ambienti luminosi. E questo, combinato con la tecnologia 4K Enhancement, di cui si è già detto, rafforza la riproduzione di immagini di alta qualità. La specificità dei videoproiettori 3LCD – prosegue il responsabile tecnico di IC Videopro – «è data dal fatto che il Color Light Output è uguale al White Light Output, ossia che la luminosità dei colori corrisponde alla luminosità della luce bianca». E questo è maggiormente evidente quando le immagini sono molto colorate, come nel caso della pittura di Matisse.
Gestione semplificata – Ennesimo fattore che ha rafforzato la scelta della committenza, la facilità e la comodità di gestione dei videoproiettori da remoto, tramite il software Epson Projector Professional Tool che – come evidenzia Berti – «ha aiutato molto il team di Crossmedia nella fase di installazione e controllo di tutti i nuovi dispositivi». Il software offre un facile accesso a strumenti avanzati, tra cui la correzione geometrica e la configurazione in edge blending, oltre a rilevare e visualizzare automaticamente tutti i proiettori in rete, semplificando anche le regolazioni, senza bisogno di ricorrere al telecomando.

La soddisfazione dell’utente finale
Andrea Moreschini esprime il proprio apprezzamento nei riguardi delle soluzioni messe a punto, rimarcando la significativa differenza di luminosità tra i prodotti installati in precedenza e i nuovi videoproiettori.
«Prima della nuova installazione, nella chiesa l’altare non era quasi più visibile. Era praticamente al buio. Grazie ai videoproiettori Epson, ha ripreso vita. I visitatori, specie nell’ultimo periodo, stavano sempre più spesso girati verso la controfacciata. Mentre, da quando abbiamo cambiato i proiettori, sono finalmente tornati a guardare l’altare».
E racconta un altro dettaglio che ci fa percepire la differenza tra il “prima” e il “dopo”.
«I proiettori Epson li abbiamo inaugurati con la mostra di Matisse, però già in fase di installazione abbiamo voluto testarli con alcuni nostri contenuti. In particolare, li abbiamo messi alla prova utilizzando le immagini della mostra di Klimt, che si è svolta dal 26 ottobre 2024 al 2 marzo 2025. Mostra che abbiamo realizzato con i vecchi proiettori. Ecco, riproducendo quelle stesse immagini con i nuovi dispositivi, ci sono sembrate due mostre diverse. Abbiamo visto cose che prima non si vedevano».
Infine, Moreschini fa un elogio nei riguardi di IC Videopro, per i preziosi consigli e la disponibilità dimostrata, sia durante la scelta dei prodotti più idonei, sia in fase di fornitura. In particolare, si sofferma sulla prima: «Sono stati fondamentali nel farci una panoramica puntuale delle possibili soluzioni presenti sul mercato, avendo chiare le caratteristiche e le specifiche tecniche che stavamo cercando. La loro consulenza è stata decisiva per noi».


BOX – UN VIAGGIO IMMERSIVO NEL GENIO DI LEONARDO
Dopo la mostra immersiva intitolata a Henri Matisse, la soluzione di videoproiezione illustrata in queste pagine è stata protagonista, dal 9 giugno al 5 ottobre 2025, di Da Vinci Experience, un altro straordinario evento organizzato da Crossmedia nella Cattedrale dell’Immagine, dedicato ai capolavori e alle invenzioni del genio italiano dal respiro internazionale.
Si è trattato, in realtà, di un ritorno, poiché la prima edizione di Da Vinci Experience risale al 2019, quando fu campione di incassi; dopo essere stata scelta dal Ministero degli Affari Esteri come produzione ufficiale per il 500esimo anniversario della morte di Leonardo, fece il giro del mondo.
Il viaggio attraverso la vita e le opere di Leonardo è stato scandito da trentacinque minuti di video immersivo suddiviso in blocchi tematici, riguardanti la sua biografia, il colore, la pittura, la parte relativa all’ingegneria e ai suoi studi di anatomia, l’acqua e l’aria.
Da una scala nei pressi dell’altare della chiesa, si scende in una cripta in cui si trova una sezione didattica che, per l’occasione, ha reso possibile osservare alcuni modelli delle macchine leonardesche, sotto forma di minuziose riproduzioni dei progetti originali del maestro, ricreate da abili artigiani.
La mostra è stata, infine, completata dalla Da Vinci VR Experience, un’esperienza di realtà virtuale in cui il visitatore, grazie all’utilizzo di alcuni visori, ha potuto confrontarsi con il funzionamento delle invenzioni di Leonardo da Vinci, entrando all’interno del carro armato, navigando con la barca a pale e inseguendo il sogno del volo umano.








