O.P.E. FedericOlcese e Comune di Pescara scelgono due grandi LED wall outdoor Dahua per esigenze molto diverse: da una parte la strada sopraelevata Aldo Moro di Genova, dove il grande formato digitale entra nell’offerta pubblicitaria urbana; dall’altra lo Stadio Adriatico di Pescara, dove il display accompagna eventi sportivi, comunicazione e informazione al pubblico.


La strada sopraelevata di Genova di via Aldo Moro e lo Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia di Pescara ospitano due grandi LED wall outdoor Dahua, realizzati per esigenze molto diverse. A Genova il nuovo display entra nell’offerta di O.P.E. FedericOlcese Pubblicità Esterna come superficie digitale destinata alla comunicazione pubblicitaria, invece a Pescara il nuovo display sostituisce il maxischermo installato nel 2009 e diventa uno strumento per eventi sportivi, informazione e comunicazione al pubblico.
I due progetti, oggetto di questo case study, utilizzano la stessa piattaforma LED outdoor Dahua DHI-PHGOA6-PH di terza generazione. Pixel pitch di 6,67 mm, luminosità fino a 8.000 nit, elevata protezione dagli agenti atmosferici e struttura in alluminio pensata per contenere il peso e favorire la dissipazione termica sono alcuni degli elementi che rendono la soluzione adatta a installazioni che richiedono un’alta resa dell’immagine e sono direttamente esposte a sole, pioggia, vento e salsedine.
A raccontare esigenze e obiettivi dei due interventi sono Cristina Olcese, amministratrice unica di O.P.E. FedericOlcese Pubblicità Esterna S.p.A. e Carlo Masci, sindaco di Pescara. A seguire, la descrizione della soluzione e delle due installazioni.


Allo Stadio Adriatico il Dahua DHI-PHGOA6- PH di terza generazione visualizza contenuti sportivi, informazioni al pubblico e comunicazioni istituzionali.


Sfide e obiettivi – progetto Sopraelevata di Genova

A Genova il progetto nasce innanzitutto dalla scelta della location. Cristina Olcese ne spiega il valore strategico: «La Sopraelevata è, per Genova, il posizionamento top di gamma: un’arteria fondamentale che funziona di fatto come una tangenziale, percorsa ogni giorno da circa 80.000 veicoli e punto di accesso privilegiato alla città. Un impianto di grande formato come un LED wall non poteva che trovare collocazione lì, perché con una sola installazione si ottiene una copertura praticamente totale di Genova».

Un grande impianto digitale in un mercato ancora molto legato alla comunicazione tradizionale – Per Cristina Olcese, la prima sfida era ampliare l’offerta di O.P.E. inserendo il nuovo mezzo pubblicitario nel mercato cittadino. «Genova è una piazza particolare: rispetto a Milano o Roma ha un approccio più prudente verso le novità, ha bisogno di tempo per recepirle e soprattutto per metabolizzarle».
Da qui un obiettivo che Olcese definisce culturale: «accompagnare gradualmente clienti e mercato verso il digitale, facendone comprendere funzionalità e potenzialità, senza forzature».
Il digitale, nella sua visione, non sostituisce necessariamente l’affissione tradizionale, ma offre a O.P.E. e ai suoi clienti nuove possibilità. «È impattante e scenografico: è ideale per il branding, per campagne di prestigio, per inaugurazioni e per settori come la GDO, dove il messaggio variabile e l’aggiornamento immediato da remoto sono preziosi per le promozioni».
Quanto all’utilizzo del mezzo, Olcese sottolinea: «Il vero limite non è la tecnologia, ma l’uso che spesso se ne fa: palinsesti sovraffollati di spot di clienti diversi, che ricordano le vecchie batterie di 10-12 cartelloni affiancati, dove nessun messaggio emergeva più. Per questo molti clienti sono ancora diffidenti. La nostra scelta – che ci farà da guida anche per lo spazio pubblicitario della Sopraelevata – è opposta: limitare gli slot commerciali e non sovraffollare il palinsesto, unendo la forza del tradizionale ai vantaggi tecnologici del LED».
C’è poi una sfida tecnica, che riguarda sia l’esposizione agli agenti atmosferici sia la leggibilità dei contenuti. «In un contesto come quello genovese, con l’esposizione a vento, pioggia e salsedine, c’era la necessità di garantire una perfetta leggibilità dei contenuti a distanza e in movimento. Dovevamo trovare una soluzione in grado di gestire anche queste complessità», spiega Cristina Olcese.


L’accesso frontale e posteriore ai moduli e la possibilità di sostituirli a caldo semplificano gli interventi di manutenzione e aiutano a preservare la continuità operativa del display.

Sfide e obiettivi – progetto Stadio Adriatico di Pescara

Lo Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia è un luogo simbolo dello sport pescarese. Carlo Masci ne racconta il legame con la città: «Il legame più viscerale è senza dubbio quello con il Pescara Calcio, che proprio all’Adriatico ha scritto alcune delle pagine più emozionanti della propria storia. Ma lo stadio è anche un punto di riferimento per l’atletica leggera, a testimonianza della sua vocazione multidisciplinare». Nel tempo l’Adriatico ha ospitato anche concerti e manifestazioni capaci di richiamare migliaia di spettatori. Per Masci, è dunque molto più di un impianto sportivo: «è un luogo di aggregazione, di emozioni e di memoria collettiva, un patrimonio della città che unisce sport, musica e spettacolo e che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutta la comunità pescarese».

Rinnovare il maxi schermo e ampliare le possibilità di comunicazione – Il punto di partenza era un’infrastruttura ormai datata. «L’ultimo maxischermo era stato installato nel 2009, in occasione degli interventi di ristrutturazione dello stadio programmati per i Giochi del Mediterraneo». La sostituzione rispondeva alla necessità di adottare un LED wall di nuova generazione, capace di garantire una migliore qualità delle immagini e di soddisfare le attuali esigenze tecnologiche. Per il Comune, però, il progetto non riguardava soltanto la sostituzione del display. L’obiettivo, spiega Masci, era migliorare l’esperienza degli spettatori e dotare lo stadio di uno strumento versatile, utilizzabile durante le manifestazioni sportive e i grandi eventi, ma anche per diffondere avvisi, informazioni di pubblica utilità e comunicazioni istituzionali rivolte ai cittadini.
Masci illustra gli utilizzi previsti: «Durante le partite di calcio sarà utilizzato per fornire aggiornamenti in tempo reale sull’andamento degli incontri, mentre in occasione delle manifestazioni di atletica consentirà di visualizzare risultati e informazioni sulle competizioni». A questi impieghi si aggiungono la promozione di eventi e iniziative cittadine e la diffusione di messaggi promozionali.
In questa prospettiva, conclude Carlo Masci, il LED wall contribuisce a «rendere lo Stadio Adriatico un luogo sempre più moderno, funzionale e connesso alla vita della città».


A Genova i 50 cabinet compongono una superficie da 9,6×4,8 metri con matrice 1.440×720 pixel: i contenuti sono prodotti alla risoluzione nativa per una resa pixelto-pixel.

La soluzione: prestazioni, protezione e flessibilità per il LED outdoor

Passiamo alla soluzione, che in questo caso va letta come una stessa piattaforma tecnologica applicata a due contesti differenti. A Genova e Pescara sono stati installati due LED wall outdoor Dahua basati sul modello DHI-PHGOA6 (Serie PH di terza generazione). La piattaforma, modulare e destinata a installazioni fisse all’aperto, offre elevata definizione e leggibilità anche a distanza, resistenza agli agenti atmosferici e una struttura leggera che agevola montaggio e manutenzione. I maxischermi dello Stadio Adriatico e della Sopraelevata di Genova misurano circa 9×5 metri.
A cambiare sono soprattutto il contesto applicativo e l’infrastruttura che alimenta e gestisce i display. Allo Stadio Adriatico di Pescara il maxischermo è collegato alla sala regia attraverso una tratta di quasi 300 metri in fibra ottica; a Genova, invece, la gestione passa attraverso una centralina Novastar della famiglia Taurus e una connettività locale LAN o Wi-Fi, senza necessità di una lunga dorsale in fibra. La base tecnologica resta quindi comune, mentre cambiano modalità di installazione, distribuzione del segnale e gestione dei contenuti. Partiamo dagli elementi condivisi dai due LED wall per poi entrare nelle specificità delle due installazioni.


L’obiettivo è rendere lo Stadio Adriatico più moderno, migliorare l’esperienza degli spettatori e dotarlo di uno strumento di comunicazione versatile, utile dentro e fuori gli eventi sportivi. – C. Masci


Dimensionamento e risoluzione: un pixel pitch più fine per una maggiore qualità visiva – Il Dahua DHI-PHGOA6-PH utilizza cabinet da 960×960 mm con risoluzione di 144×144 pixel e moduli SMD con pixel pitch di 6,67 mm. Un passo più fine di quello strettamente necessario alle distanze di visione abituali, pari ad almeno 25–30 metri. «Sarebbe stato tecnicamente sufficiente anche un passo 10 mm – commenta Davide Di Giovacchino, Security Manager di Verux Security Srl, system integrator per Pescara –. Il 6,67 mm permette però di aumentare sensibilmente la risoluzione della superficie, adeguandola a una qualità visiva ormai attesa anche sui grandi display outdoor».

Luminosità e contrasto: leggibilità anche in piena luce – Il DHI-PHGOA6-PH raggiunge una luminosità massima di 8.000 nit. Dahua dispone anche di soluzioni outdoor fino 10.000 nit, ma i sopralluoghi a Pescara e Genova, considerando la posizione geografica e soprattutto l’orientamento dei display rispetto al sole, hanno confermato l’adeguatezza dei 8.000 nit, evitando di sovradimensionare il sistema. Alla leggibilità in piena luce contribuisce anche il rapporto di contrasto di 6.000:1. Sulla superficie dei moduli SMD, una mascherina nera circonda i LED, proteggendo i componenti e mantenendo quanto più possibile scura la superficie tra i punti luminosi. Riduce così la luce ambientale riflessa dal pannello, migliora il nero percepito e aiuta a preservare il contrasto anche in condizioni di forte illuminazione.


Il LED wall di Pescara è installato sulla struttura in acciaio della Curva Sud: il peso contenuto dei cabinet facilita movimentazione, montaggio e interventi in quota.

Riprese video: refresh rate elevato per evitare artefatti – Il DHI-PHGOA6-PH raggiunge un refresh rate di 3.840 Hz, che riduce il rischio di bande, sfarfallii o altri artefatti generati dall’interazione tra scansione del display e tempi di ripresa della videocamera. Allo Stadio Adriatico il LED wall entra nelle riprese di partite, eventi sportivi e servizi televisivi; a Genova il display pubblicitario può comparire nelle inquadrature di reportage, contenuti video e riprese dello spazio urbano.

Protezione dagli agenti atmosferici e gestione termica – Entrambi i LED wall sono esposti agli agenti atmosferici e all’irraggiamento solare. La gestione termica è affidata alla struttura, con cabinet e moduli in alluminio progettati per favorire la dissipazione del calore, senza sistemi di climatizzazione dedicati. Il grado di protezione è IP68 sul fronte e IP66 sul retro. Per contrastare la salsedine, un problema comune alle due città marittime ma particolarmente rilevante a Genova, i display sono stati sottoposti a uno specifico trattamento antisalsedine.

Pescara: regia, fibra e installazione in quota – A Pescara il nuovo LED wall è stato montato sulla struttura in acciaio già esistente all’esterno della Curva Sud, a circa 15 metri dal suolo. L’intervento ha richiesto lo smantellamento del vecchio maxischermo e l’adeguamento della carpenteria mediante staffe e traverse, per adattare e mettere in sicurezza la struttura prima del montaggio dei nuovi cabinet. In questa installazione contano anche l’ingombro e il peso contenuti del DHI-PHGOA6-PH: il cabinet ha una profondità di 85 mm e pesa circa 28 kg, pari a circa 30 kg/m². Su grandi superfici, contenere il peso significa limitare i carichi strutturali e agevolare movimentazione e montaggio in quota.
«Sul fronte della distribuzione del segnale, la distanza dalla sala regia ha richiesto una tratta di quasi 300 metri realizzata con un cavo in fibra ottica armato e autoportante – dice Di Giovacchino –. Da qui arrivano i contenuti gestiti dallo stadio: durante partite ed eventi, Comune di Pescara e Pescara Calcio possono inviare al display, dalla regia tramite PC, contributi relativi alla manifestazione in corso ma anche contenuti informativi di carattere più generale».
Il montaggio è stato eseguito interamente in quota, utilizzando cestelli elevatori con estensione fino a 30 metri. Una squadra di sei tecnici ha completato smantellamento, interventi sulla carpenteria, assemblaggio e collaudo in meno di due settimane.


Uno spazio digitale come il LED wall è ideale per il branding, per campagne di prestigio, inaugurazioni e promozioni, dove messaggi variabili e aggiornamenti da remoto fanno la differenza. – C. Olcese


Genova: controller e gestione dei contenuti – A Genova, dove il LED wall è destinato alla pubblicità, O.P.E. punta su messaggi variabili e contenuti aggiornabili da remoto, utili per campagne promozionali e inserzionisti che richiedono maggiore dinamicità.
Il display è gestito da una centralina Novastar della famiglia Taurus, su piattaforma Android, che riunisce le funzioni di configurazione della superficie LED e di media player. A differenza di Pescara, non serve una lunga tratta in fibra: il controller si collega tramite LAN o Wi-Fi alla rete disponibile in prossimità dell’impianto, consentendo la gestione remota dei contenuti.
La semplicità d’uso è un requisito esplicitamente indicato da Cristina Olcese: «È importante che il software di gestione e programmazione da remoto sia snello e intuitivo, per aggiornare i contenuti in tempo reale senza complicazioni».
Un’attenzione specifica riguarda la preparazione dei contenuti. Il LED wall da 9,6×4,8 metri comprende 50 cabinet e ha una matrice di 1.440×720 pixel. I contenuti vengono realizzati a questa risoluzione, per una visualizzazione pixel-to-pixel senza ridimensionamenti.

Manutenzione e continuità operativa – Su installazioni di queste dimensioni, all’aperto e difficili da raggiungere, la continuità di servizio dipende anche dalla rapidità degli interventi in caso di guasto. «L’assistenza post-vendita, per me, è decisiva: i problemi possono capitare, ma devono essere risolti rapidamente, con tempi di intervento certi, una manutenzione ordinaria programmata e la disponibilità immediata dei ricambi», spiega Cristina Olcese.
I moduli del DHI-PHGOA6-PH sono accessibili dal fronte e dal retro e sostituibili a caldo, senza spegnere l’intero LED wall. Anche la struttura modulare semplifica gli interventi dei system integrator. Ogni cabinet utilizza sei moduli da 480×320 mm: rispetto a soluzioni con moduli più piccoli, questa configurazione riduce il numero di elementi interni potenzialmente soggetti a interventi di assistenza.
Dahua prevede inoltre una dotazione di ricambi pari al 5% dei moduli installati. Questa scorta consente di ripristinare rapidamente il display e mantenere la massima coerenza cromatica nelle sostituzioni, perché i moduli appartengono allo stesso lotto produttivo e allo stesso color batch di quelli installati.
Questi aspetti favoriscono la continuità operativa, fondamentale in installazioni in cui la comunicazione ha un valore strategico e, a Genova, è direttamente legata al business pubblicitario.


Lo Stadio Adriatico di Pescara. Il refresh rate di 3.840 Hz del LED wall riduce bande, sfarfallii e altri artefatti quando il LED wall viene ripreso da telecamere, un aspetto importante soprattutto in ambito broadcast.

Soddisfazione degli utenti finali

A Pescara, Carlo Masci commenta: «Siamo altamente soddisfatti del risultato finale e del lavoro svolto dal system integrator e da Dahua, che ci hanno accompagnato con grande professionalità durante tutte le fasi del progetto, dalla progettazione fino all’installazione, rispettando pienamente i tempi inizialmente previsti».
A Genova, Cristina Olcese apprezza il servizio ricevuto, dall’assistenza pre-vendita all’ordine e alla consegna. «Tra i diversi fornitori con cui ho lavorato, Dahua è stato in assoluto il migliore. Dahua mi è stata segnalata da un grande amico che ci aveva già lavorato più volte: ho visto con i miei occhi il servizio che gli è stato offerto e la resa dei suoi LED wall, davvero spettacolari», racconta Olcese. Sottolinea inoltre il valore di interlocutori competenti e disponibili, capaci di ascoltare le esigenze del cliente e tradurle in una soluzione concreta.


Vista aerea del LED wall installato a Genova. Il cabinet in alluminio, protezione IP68 sul fronte e IP66 sul retro, e il trattamento antisalsedine rendono la soluzione adatta a installazioni outdoor esposte a sole, pioggia e ambiente marino.

BOX – UN PERCORSO DI VERIFICHE PER UN’INSTALLAZIONE DI QUALITÀ

Installare un LED wall di grandi dimensioni significa affrontare un progetto che va oltre la scelta del display.
Come racconta Cristina Olcese, rispetto agli impianti pubblicitari tradizionali l’iter è più articolato: gli enti pubblici richiedono progetti dettagliati e asseverazioni di ingegneri, con una complessità vicina a quella di un intervento edilizio. Richieste che l’imprenditrice considera giustificate e che possono essere lette come un’occasione per mettere al centro la qualità dell’installazione e la sicurezza. Il percorso richiede il coordinamento di professionisti con competenze diverse, chiamati a occuparsi di strutture, impianti elettrici e sicurezza, sia durante il cantiere sia nell’esercizio quotidiano.
A Genova si aggiungono l’esposizione a vento, pioggia e salsedine e la necessità di rendere i contenuti leggibili a distanza e in movimento. In questa prospettiva, il lavoro autorizzativo e progettuale aiuta a considerare il LED wall come parte del contesto urbano. La complessità diventa così uno stimolo a pianificare con metodo e a scegliere interlocutori affidabili. È la sintesi proposta da Olcese: «È un lavoro che richiede pazienza, metodo e partner affidabili».


Persone intervistate

Carlo Masci,

Sindaco di Pescara

Cristina Olcese,

Amministratrice unica di O.P.E. FedericOlcese Pubblicità Esterna S.p.A

Davide Di Giovacchino,

Security Manager di Verux Security Srl


Link utili

olceseope.it | comune.pescara.it | dahuasecurity.com