Nel ristorante romano La Pergola – tre stelle Michelin – equalizzazione dinamica intelligente, uniformità sonora e integrazione architettonica della tecnologia restituiscono un’esperienza acustica di alto livello, in linea con l’ambiente lussuoso e raffinato del locale. Tecnologia Bose Professional, system integrator Next Domus.
Il ristorante romano La Pergola si trova all’ultimo piano dell’esclusivo Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sul Monte Mario, con vista spettacolare sulla Capitale.
Nel 2023, il prestigioso ristorante – già 3 stelle Michelin – è stato oggetto di un imponente lavoro di ristrutturazione che ne ha radicalmente trasformato il progetto originario, rinnovando da zero l’architettura interna, le infrastrutture e l’impiantistica del sito.
L’obiettivo era renderlo un ambiente moderno e ancora più lussuoso, dall’atmosfera unica e raffinata, grazie anche a un attento intervento sull’acustica dei locali.
Un intervento che ha portato alla realizzazione di un impianto audio tecnologicamente evoluto e studiato nei minimi dettagli, che ha visto l’adozione delle soluzioni firmate Bose Professional.
Ne parliamo in questo Case Study con lo Chef stellato Heinz Beck, direttore del ristorante La Pergola; Claudio Contigliani, titolare di Next Domus, il system integrator che ha curato la progettazione dell’impianto audio; Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer, Bose Professional.

LA SFIDA: SOLUZIONE AUDIO ADEGUATA AD UNA FOOD EXPERIENCE DI ALTO LIVELLO
Prima di illustrare le esigenze che la Direzione ha espresso in sede di progetto del nuovo impianto audio, un breve accenno all’opera di ristrutturazione che ha visto protagonista il ristorante a trent’anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1994.
A curare il restyling è stato lo studio parigino di architettura e interior design Jouin Manku, attraverso una meticolosa ricerca di armonia tra lo spazio interno e la bellezza che, dall’esterno, lo investe, tra l’eccellenza culinaria del luogo e la vista panoramica su Roma, con i suoi colori e la sua luce. Da qui, la scelta di materiali come, ad esempio, il travertino romano e il cotto antico e di colori che li richiamano, in riferimento alla storica architettura della città eterna. «Abbiamo voluto portare Roma nel ristorante» diranno gli autori della riprogettazione, al termine dei lavori.
Il fine era rendere La Pergola «un luogo di lusso totale e di grande atmosfera, difficile da dimenticare, per offrire il massimo del benessere ai nostri ospiti» spiega Heinz Beck.
È inutile possedere un sistema audio di ottima qualità se, poi, il suono tende a sopraffare il
parlato degli ospiti o se, a volume basso, non viene percepito – H. Beck
Un benessere che – sottolinea – è dato da un insieme di sensazioni e di emozioni piacevoli che coinvolgono i cinque sensi (non soltanto il gusto, dunque), per un’esperienza sensoriale completa e del tutto appagante, in cui l’esperienza acustica riveste un ruolo chiave. Fatta questa premessa, entriamo ora nel vivo della sfida.
Ottenere una bilanciata diffusione sonora di sottofondo – In un luogo di convivialità – specie nell’ambito della ristorazione di lusso – la componente sonora è fondamentale, in quanto concorre alla creazione dell’atmosfera ideale all’interno dei locali. Sempre, però, con grande attenzione rivolta all’esperienza acustica che vive il cliente, rimarca lo Chef. E da qui ha origine la prima esigenza, che era quella di mantenere basso il volume della musica di sottofondo, anche quando vi sono molte persone che parlano. L’obiettivo era fare in modo che il volume della musica non interferisse col parlato degli ospiti, coprendolo, ma che allo stesso tempo fosse sempre bilanciato, mantenendo, anche a volumi bassi, un suono ricco e dettagliato, percepibile in modo nitido. «Questa era la prima criticità da affrontare – commenta Beck – Perché è inutile installare un sistema audio di ottima qualità se poi il suono tende a sopraffare gli ospiti mentre conversano e se, a volume basso, non viene percepito. Il benessere dei clienti viene prima di tutto».
Realizzare un’installazione attenta all’estetica del luogo – Un’altra esigenza, resa esplicita insieme all’interior designer, è stata quella di nascondere alla vista i diffusori audio installati, annullando così l’impatto estetico sui diversi ambienti del ristorante, preservando l’eleganza e la ricercatezza del luogo ai fini di un’atmosfera, nell’insieme, sempre armonica e in equilibrio perfetto.
Nel dettaglio, la richiesta è stata quella di mimetizzarli con i rivestimenti, creando – ad esempio – continuità cromatica tra i diffusori a soffitto e il rivestimento in Alcantara di quest’ultimo, che – come accennato – richiama le tonalità del travertino romano (con alcune scale del beige) e del cotto antico (con alcune scale del rosso mattone), peculiari dell’architettura dell’antica Roma.

LA SOLUZIONE: IMPIANTO NON INVASIVO, CON SISTEMA INTELLIGENTE DI EQUALIZZAZIONE DINAMICA
Prima di addentrarci nella descrizione della soluzione audio adottata, una breve parentesi sulla struttura del ristorante.
Innanzitutto, ricordiamo che La Pergola si estende su una superficie interna di 330 mq, con circa cinquanta coperti.
Si tratta di un ampio spazio sviluppato longitudinalmente – corrispondente all’ala esterna dell’ultimo piano dell’Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria – affacciato su una terrazza di 335 mq, con vista mozzafiato su Roma, dalla quale lo separano grandi vetrate a tutta altezza.
Lo spazio è suddiviso in cinque ambienti di diverse dimensioni adiacenti fra loro: la sala principale, due sale private più piccole (VIP room), un’area lounge bar e una cigar lounge.
Vediamo insieme come è configurato l’impianto audio nei suoi punti chiave, le criticità affrontate, le metodologie e le tecnologie impiegate.
Diffusori a soffitto Bose Professional FreeSpace 3 per sonorizzare gli ambienti interni – Uno dei tratti distintivi dell’arredo del ristorante La Pergola, che contribuisce a renderlo un luogo di pregiata eleganza, è dato dalle pareti e dai pavimenti interamente rivestiti di moquette e dal soffitto in Alcantara.
«In collaborazione con l’interior designer – spiega Claudio Contigliani – abbiamo lavorato molto all’individuazione della tipologia dei diffusori audio più idonea a sonorizzare nel migliore dei modi un ambiente così particolare, totalmente rivestito e, dunque, ‘isolato’ dal punto di vista acustico».
La scelta è ricaduta sui diffusori a soffitto Bose Professional FreeSpace 3 installati nelle sale interne (dieci nella sala principale, quattro in entrambe le VIP room, quattro nella lounge bar e quattro nella cigar lounge) e sui subwoofer a soffitto, sempre della linea FreeSpace, selezionati per la loro capacità – precisa il system integrator – di offrire un suono sempre nitido e dettagliato, con una resa sonora ottimale.

Verniciatura dei diffusori interni per confonderli col soffitto in Alcantara – Nota di rilievo in merito ai diffusori a soffitto installati, il loro cambio di colore per camuffarli, nasconderli alla vista, rendendoli delle stesse tonalità del beige e del cotto antico del rivestimento in Alcantara.
A tale proposito, Contigliani racconta che si è trattato di una sfida piuttosto ardua, «che ha richiesto molteplici e ripetute prove colore, effettuate sia sul corpo dei diffusori, sia sulle griglie, per riuscire a riprodurre fedelmente e in maniera omogenea le diverse sfumature cromatiche del soffitto, celandoli in maniera sistematica».
Diffusori da esterno che si mimetizzano con le piante e i vasi di fiori – Per la sonorizzazione della terrazza — un’area esterna di 335 metri quadri con vista su Roma — sono stati installati diffusori Bose Professional FreeSpace, in due varianti: FS4SE, montati a parete, e 360P, collocati a terra. Questi ultimi, progettati per integrarsi con discrezione nell’ambiente, si distinguono per le dimensioni compatte, le linee morbide e le tonalità studiate per armonizzarsi con il contesto: tra vegetazione, vasi, piante e fiori, si mimetizzano con naturale eleganza. In questo modo instaurano un equilibrio visivo raffinato e rispettoso, capace di valorizzare senza mai alterare l’eleganza e l’estetica esclusiva del luogo.
Trasmissione audio digitale mediante bus proprietario Bose Professional AmpLink – Riguardo, invece, al collegamento tra il processore audio Bose Professional ControlSpace EX-1280 e gli amplificatori Bose Professional PowerSpace P21000A e P4300A, questo è stato realizzato tramite bus proprietario Bose Professional AmpLink, che ha semplificato l’installazione e ridotto il numero di cavi necessari. La scelta dei prodotti Bose Professional – aggiunge Contigliani – «ha permesso la realizzazione di un impianto dalla qualità elevata e dalle funzionalità avanzate, perfettamente in linea con il contesto e con i desiderata della committenza».
Regolazione dinamica della timbrica anche a volumi molto bassi – L’aspetto saliente della soluzione audio messa a punto – fa notare Contigliani – riguarda un particolare algoritmo proprietario con funzione di equalizzazione dinamica, denominato Dynamic EQ, presente a bordo dei processori Bose Professional. «Si tratta di un algoritmo che, in base al volume in uscita, modifica dinamicamente la risposta in termini di frequenza percepita, per fare in modo che – anche a volumi molto bassi – chi ascolta percepisca la gamma completa della timbrica». In un locale con musica di sottofondo, questo permette di regolare l’audio a un livello molto basso, garantendo un ascolto piacevole senza impedire ai clienti di conversare comodamente. Nel dettaglio, la funzione Dynamic EQ è attiva in tutti gli ambienti interni del ristorante, per rispondere all’esigenza di un’ottimale diffusione sonora di sottofondo, esplicitata dallo Chef Heinz Beck.
Sistema di automazione e controllo di semplice utilizzo – L’impianto audio (insieme ad altri dispositivi presenti) è controllabile e gestibile mediante un’interfaccia dall’utilizzo agile. «Alla Reception – illustra Contigliani – si trova un semplice touch panel, dal quale, oltre che sulla musica di sottofondo e sulle luci, è possibile intervenire anche sull’impianto di climatizzazione dei locali». Più nello specifico, quest’ultimo è stato realizzato dal system integrator ricorrendo allo standard di comunicazione aperto BACnet (Building Automation and Control Network), dunque il touch panel rappresenta l’unica interfaccia di controllo e automazione dei diversi sistemi presenti all’interno del ristorante.

LA SODDISFAZIONE DELL’UTENTE FINALE PER IL PROGETTO E LA COLLABORAZIONE TRA LE PARTI
Heinz Beck esprime il proprio apprezzamento nei riguardi della qualità delle soluzioni adottate e del lavoro di integrazione e di installazione svolto. Ma non solo.
La ristrutturazione del ristorante e la scelta della sua dotazione tecnologica, tra cui l’impianto audio – oggetto specifico di questo case study – sono state rese possibili anche grazie a una fattiva collaborazione tra tutti i professionisti intervenuti.
L’elogio dello Chef, dunque, va anche a questa “unione” di competenze diverse, che ha portato a risultati eccellenti e a un grado di soddisfazione molto alto da parte della Direzione del ristorante, nonché da parte dei suoi clienti.
Era importante, per noi, dare il nostro contributo alla creazione di un’atmosfera in linea con l’eccellenza del ristorante, mettendo a punto una soluzione audio curata nei minimi dettagli –
C. Contigliani
A partire dallo sviluppo del progetto – durato ben cinque anni – insieme allo studio Jouin Manku, tutto è stato fatto con una tensione verso l’unicità, il design su misura, il dettaglio.
E questa modalità ha accompagnato anche il lavoro del system integrator, il quale ha operato in collaborazione con architetti, interior designer e lighting designer, affinché la soluzione audio fosse perfettamente integrata e cooperasse armonicamente alla creazione dell’atmosfera esclusiva del luogo, non lasciando nulla al caso, ricorda Beck.
Riferendosi, infine, proprio al system integrator – conclude – «il fatto di poter contare su un interlocutore con base a Roma è, per noi, garanzia di immediata reperibilità per ogni evenienza, rendendo più semplice qualsiasi problematica e tempistica di intervento. E questo è un fattore per noi fondamentale».


BOX – BASSE FREQUENZE: COME LE PERCEPISCE L’ORECCHIO UMANO A BASSO VOLUME?
Moreno Zampieri, ingegnere di Bose Professional, approfondisce il tema della regolazione dinamica della timbrica anche a volumi molto bassi – al quale si è fatto riferimento descrivendo la tecnologia che caratterizza l’impianto audio installato nel ristorante – accennando a una caratteristica dell’udito umano.
««Il nostro orecchio – spiega – percepisce i suoni in modo diverso a seconda del volume. Quando ascoltiamo musica a un livello piacevole sentiamo sia i toni acuti che i medi e i bassi ma se abbassiamo il volume ad un livello tipico della musica di sottofondo, gli acuti e medi restano sostanzialmente udibili – perché l’orecchio è più sensibile alle frequenze del parlato – mentre i bassi tendono a scomparire».
Non perché gli speaker non li emettano, precisa Zampieri, ma perché il nostro orecchio non riesce più a percepirli con chiarezza. «In pratica, un suono può risultare equilibrato a un certo livello di pressione sonora, ma cambiare completamente quando varia il volume».
Questo effetto comporta una perdita di qualità percepita, soprattutto a volumi bassi. «Per compensarla – spiega – entra in gioco l’algoritmo di equalizzazione dinamica, che reintegra le frequenze basse, riequilibra il range mid/high, e mantiene un suono pieno e bilanciato anche a volume ridotto». Così, anche senza alzare il volume, si può continuare ad ascoltare un suono ricco, naturale e coerente in tutte le sue componenti.












