Al MEET Digital Culture Center di Milano, la mostra del duo Entangled Others esplora la “zona crepuscolare” degli oceani. Un progetto dove stampa 3D, reti neurali e sonificazione dei dati trasformano il vuoto informativo in un’esperienza multisensoriale tra arte e tecnologia.


Il monitoraggio degli oceani poggia oggi su una rete di oltre quattromila boe hi-tech, parte del programma Argo, dedicate alla rilevazione costante di temperatura e salinità. Tuttavia, tra un sensore e l’altro rimangono immensi “buchi neri” informativi. La mostra “Liquid Chimeras”, curata da Eleonora Brizi e nata dalla residenza europea STUDIOTOPIA, si inserisce esattamente in questi vuoti. Il progetto utilizza la tecnologia non solo per misurare la realtà, ma per immaginarla attraverso forme speculative che interrogano il nostro rapporto con l’ignoto e con ciò che sfugge alla percezione diretta.


Credit: Sara Foerster

L’integrazione tra AI Generativa e manifattura additiva

Il duo artistico Entangled Others, composto da Sofia Crespo e Feileacan McCormick, ha collaborato con l’oceanografo Joan Llort per sviluppare un percorso espositivo che spinge le tecnologie digitali oltre la semplice visualizzazione dei dati. Sfruttando gli spazi della Gallery e della Immersive Room, l’integrazione tecnologica si manifesta innanzitutto attraverso l’uso raffinato dell’AI Generativa e del Machine Learning.

A differenza di molti progetti che utilizzano l’intelligenza artificiale come semplice generatore casuale, qui viene impiegata come un vero microscopio computazionale per distillare pattern visivi dai dati oceanici frammentari. Questa ricerca prende corpo fisicamente nelle Argomorphs, sculture metalliche realizzate in stampa 3D che rappresentano una fusione morfologica tra la geometria rigida delle boe Argo e la fluidità delle specie marine abissali, creando un ponte tangibile tra lo strumento scientifico e la vita organica inesplorata.


Simulazioni A-life e l’ecosistema della “neve marina”

Il percorso si arricchisce ulteriormente con l’opera Liquid Strata, dove il team ha implementato simulazioni A-life (Artificial Life) per riprodurre i comportamenti dei sistemi viventi nella zona mesopelagica, tra i 200 e i 1000 metri di profondità. In questo ambiente immersivo, la sonificazione permette al visitatore di percepire acusticamente il movimento dei dati scientifici, mentre l’attenzione si sposta sulla dimensione materica in Sediment Nodes. Qui, il sedimento sospeso — particelle di limo, argilla e sabbia — viene esplorato come superficie di aggregazione per microrganismi. L’opera rivela come luce, colore e diffusione ottica generino ambienti percettivi ricchi e instabili, trasformando la torbidità dell’acqua in un ecosistema complesso normalmente invisibile all’occhio nudo.


Liquid Strata Argomorphs

Verso il calcolo quantistico e nuovi modelli di conoscenza

Infine, la ricerca si spinge verso le frontiere del calcolo quantistico con Decohering Delineation. Attraverso reti neurali che simulano processi di calcolo avanzato, la mostra esplora come eventi dilatati nel tempo possano emergere come configurazioni fluide e interconnesse. In definitiva, “Liquid Chimeras” dimostra come l’integrazione di strumenti computazionali, sensoristica ambientale e visione artistica possa definire un nuovo modo di comunicare la scienza, ricordandoci che la conoscenza è un organismo complesso, sempre parziale e mai completamente sotto il nostro controllo.


Decohering Delineation

Informazioni e link utili

QUANDO: Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, da giovedì a domenica (15.00/19.00).
DOVE: MEET Digital Culture Center, V.le Vittorio Veneto 2, Milano.

Liquid Chimeras – Entangled Others
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