Negli ultimi due anni Kramer ha vissuto una riorganizzazione interna che ha portato ad un cambiamento piuttosto profondo. In termini di portafoglio soluzioni, da segnalare l’acquisizione di Ashton Bentley e, quella più recente, di Zee Vee. Un altro aspetto strategico è stato il cambio dal modello centralizzato all’autonomia e all’autosufficienza regionale per elevare il vantaggio competitivo. Ne parliamo con Emiliano Faccioli, country manager di Kramer Italia.
Kramer Electronics è nota nel settore dell’integrazione AV PRO per le sue soluzioni hardware e software, per gli arredi per sale riunioni, ambienti educational, luoghi di intrattenimento e molto altro.
Abbiamo incontrato Emiliano Faccioli, country manager di Kramer Italia, per comprendere come valuta l’anno appena trascorso, quali sono stati i cambiamenti più significativi, le strategie adottate e quali saranno le principali novità del 2026.

Come si è evoluta nell’ultimo biennio l’identità di Kramer e della sua filiale italiana?
Abbiamo affrontato un cambiamento profondo, che ci ha portato anche ad un cambio di sede. La nuova sede di Kramer Italia è composta da spazi più razionali nelle dimensioni rispetto alla precedente senza rinunciare, però, a tutto ciò che una sede locale deve offrire in termini di servizi ai propri clienti, quindi con showroom, laboratorio, sala meeting e centro di formazione.
Il 2025 è stato al tempo stesso un anno di svolta e di ristrutturazione: l’azienda ha voltato pagina e ha scritto un nuovo capitolo della propria storia, operando quasi come una startup, ripartendo da zero con nuove risorse e nuove idee. Oggi ci troviamo in una fase di consolidamento, senza stravolgimenti nell’approccio al mercato né oscillazioni su prezzi e prodotto. Abbiamo seguito il nostro percorso di crescita evitando cambiamenti non necessari e potenzialmente rischiosi.
Il cambio di sede ha portato a una riorganizzazione delle attività e delle risorse umane?
Dopo aver investito in un modello centralizzato, comune ad altre realtà del settore, Kramer Europe ha compreso che l’autonomia e l’autosufficienza regionali rappresentano un vantaggio competitivo.
Oltre a una rifocalizzazione delle risorse umane, la nuova organizzazione pone l’Italia al centro: disponiamo di un team pre-sale che si occupa anche in parte dell’assistenza, che offre un primo livello di supporto non solo in lingua italiana, ma fisicamente presente sul territorio.
Se un cliente affronta una problematica complessa, siamo in grado di intervenire direttamente e in presenza. Inoltre, abbiamo riportato in Italia anche l’inserimento e la gestione degli ordini: avere una figura dedicata che segue il quotidiano e i flussi di prodotto garantisce maggiore efficienza e offre ai clienti un rapporto più rapido, semplice e diretto.
In prospettiva, se le risorse lo consentiranno, l’obiettivo è portare in Italia anche l’assistenza completa, insieme ad altri aspetti del pre e post-vendita. Questa visione è condivisa anche dal top management.
Questa evoluzione ha modificato o confermato il rapporto con il distributore?
La rete commerciale interna si è concentrata sempre più sullo sviluppo del business e continuerà a farlo anche in futuro. Il nostro ruolo è incontrare i system integrator, sia presso la nuova sede sia sul territorio, per aggiornarli su soluzioni, prodotti e tecnologie, stimolandoli a collaborare con noi nei loro progetti. Sono previste anche azioni congiunte verso i clienti finali per promuovere in una azienda i vantaggi delle soluzioni tecnologiche.
Il distributore Exertis continuerà invece a ricoprire il duplice ruolo interpretato anche in passato: logistica e presenza costante sul territorio; si tratta di un lavoro di squadra, con azioni trasversali ma sempre nel rispetto del portafoglio clienti assegnato, senza competizione né sovrapposizioni.
Come valuti il mercato nel 2025? Quali sono state le soluzioni di maggiore successo?
Il 2025 lo definirei complesso e interlocutorio, quasi un anno di “pausa” dopo l’euforia degli anni precedenti. È vero che abbiamo lavorato su numerosi progetti di piccole dimensioni, ma diversi progetti più importanti spesso hanno subito ritardi o, addirittura, rinvii.
Kramer ha registrato una fase di stabilizzazione piuttosto che una crescita anno su anno. Il primo trimestre è partito bene, seguito da un rallentamento tra primavera ed estate e da un discreto recupero nell’ultimo trimestre, frutto di un lavoro costante basato su un percorso strutturato più che su singoli grandi progetti.
I risultati migliori sono arrivati dalla linea “Connect” (cavi, extender e infrastrutture AV-video semplici), dal Video over IP, dalle soluzioni di controllo e, soprattutto, dall’arredo tecnico di Ashton Bentley.
Quali vantaggi ha portato Ashton Bentley e quali sono i suoi punti di forza?
Nel 2025 Ashton Bentley ha contribuito in modo significativo al fatturato di Kramer Italia. Questo risultato è legato al valore aggiunto del mobilio tecnico professionale e alla capacità di Kramer di intercettare una tendenza sempre più evidente: il cliente finale considera la sala meeting come un ambiente integrato, con i system integrator che assumono sempre più il ruolo di veri e propri “general contractor”. Le soluzioni Ashton Bentley sono progettate per le riunioni ibride, posizioni ottimizzate per le connessioni, superfici sagomate per una corretta visibilità tra partecipanti in presenza e da remoto e supporti display integrati. Il montaggio è rapido e intuitivo, quasi a livello fai-da-te, consente di allestire anche configurazioni complesse in pochi minuti e riduce i tempi di fermo sala. Molti prodotti sono basati su strutture autoportanti e non richiedono fissaggi a parete; ciò facilita la riconfigurazione degli spazi senza interventi murari: una sala può diventare ufficio, un tavolo essere suddiviso o adattato a nuove esigenze. Secondo i riscontri di mercato, il mobilio tecnico offre un valore aggiunto rispetto a quello standard, perché risolve criticità specifiche ed è la scelta più efficace per ambienti professionali produttivi, flessibili e sostenibili.
Cosa vi aspettate per il 2026?
Soprattutto una continuità con il 2025, con una ripresa lenta ma graduale e strutturale del mercato, compatibilmente con l’evoluzione del contesto geopolitico. Kramer intende concentrarsi sullo sviluppo del mercato non tanto attraverso lo scouting di nuovi clienti, quanto sulla progettazione di soluzioni complesse e sulla crescita del know-how. Per noi è fondamentale creare una base solida di integratori in grado di recuperare competenze, consolidarle e aggiornarle costantemente.
La presenza territoriale e il lavoro di sviluppo con il distributore Exertis saranno elementi chiave, sia per le soluzioni più semplici sia per quelle più articolate.
Ci puoi anticipare alcune novità del 2026?
Avremo Via Connect 3, destinato a sostituire anche Via Campus, con funzionalità avanzate a costi contenuti, pensata soprattutto per l’education. Poi l’integrazione di Kramer Control in Panta Rhei, che affiancherà l’automazione alle attuali funzioni di monitoring. Arriveranno inoltre nuove soluzioni ZeeVee, basate su standard SDVoE, per la distribuzione di segnali AVC non compressi fino a 4K/60 Hz su reti Ethernet 10G, con latenza zero e alta affidabilità. Nate per mercati verticali come difesa, control room, navale e medicale, presentano un crescente potenziale anche per auditorium e LED wall, grazie al calo dei costi degli switch 10G.




