Abbiamo colto l’occasione dell’avvicinarsi di MIR 2026 per parlare con alcuni system integrator di riferimento del mercato AV. Abbiamo chiesto loro, in particolare, i trend di mercato, i verticali in maggiore fermento, e il valore della partnership. Le risposte di Massimo Pozzi, Amministratore Delegato di Video Sistem.

In un contesto di mercato più complesso e meno prevedibile rispetto agli anni precedenti, il 2025 ha rappresentato una sfida significativa per molti operatori dell’AV Pro. Come avete affrontato questo scenario?
Indubbiamente il mercato in questi ultimi anni si è molto evoluto anche a fronte di un’offerta sempre più variegata sia per il mercato rental che per il mercato delle installazioni fisse.
In molti casi i costi di alcune apparecchiature sono diventati più accessibili, favorendo una maggiore apertura da parte dei clienti verso le nostre proposte.
Dal mio punto di vista, l’andamento dei settori in cui opera la nostra azienda si è mantenuto sostanzialmente in linea con le previsioni. Questo ci ha consentito di pianificare con chiarezza gli investimenti, orientandoli sia verso nuove apparecchiature per installazioni fisse sia verso il comparto rental.
Parallelamente abbiamo esplorato nuove tecnologie e stretto partnership con aziende che operano in ambiti complementari al nostro core business.
Questa strategia ci ha permesso di ampliare il fatturato, contenendo al tempo stesso gli investimenti dove necessario e mantenendo una gestione equilibrata delle risorse. Abbiamo inoltre investito nella formazione del personale tecnico, partecipando a corsi organizzati dai nostri fornitori, con l’obiettivo di offrire ai clienti un servizio sempre più professionale, aggiornato e puntuale.
Secondo la vostra visione, quali verticali di mercato pensate potranno dare nel 2026 le migliori soddisfazioni?
Vedo una grande evoluzione nel mercato dei LED wall, con la maggior parte dei costruttori e dei distributori che propone soluzioni sempre più performanti e a prezzi competitivi. Si tratta di prodotti di nuova concezione, che consentono di realizzare installazioni che fino a poco tempo fa sarebbero state difficilmente proponibili o economicamente poco sostenibili.
Trovo molto interessante anche la possibilità di gestire da remoto monitor e LED wall attraverso media player o soluzioni composte da sending box e media player, collegati a piattaforme cloud completamente gratuite. In passato abbiamo incontrato diverse difficoltà nel proporre ai clienti sistemi di gestione dei contenuti video basati su piattaforme con canone annuale.
Per esperienza, il cliente medio italiano è poco incline ad accettare fee ricorrenti per la gestione delle proprie apparecchiature, quindi l’eliminazione del canone rappresenta un vantaggio competitivo significativo.
Un altro ambito che considero promettente è quello dei monitor ad alta luminosità per installazioni retro-vetrina, che hanno registrato notevoli miglioramenti in termini di resa e affidabilità. Lo scorso anno abbiamo installato, per una catena di profumerie, circa cinquanta monitor nei formati da 55” e 75”, ottenendo un riscontro molto positivo e la piena soddisfazione del cliente.
Cosa vorreste trovare e vedere al prossimo MIR AV Connect?
Nelle edizioni passate, complice la collocazione a ridosso di ISE, la percezione non è stata particolarmente favorevole.
Arrivando da Barcellona si aveva inevitabilmente l’impressione di una fiera più sottotono, almeno questa è stata la mia sensazione personale.
Comprendo che, per spazi e affluenza, la manifestazione non possa essere un duplicato o un’estensione dell’ISE, ma proprio per questo potrebbe valorizzare maggiormente la propria specificità.
A mio avviso potrebbe diventare un’occasione importante per le aziende di organizzare corsi di formazione mirati. La vicinanza geografica e i costi di trasferta più contenuti permetterebbero infatti alle imprese di far partecipare più facilmente il proprio personale, trasformando la fiera in un momento di aggiornamento tecnico concreto.
Sarebbe inoltre molto utile disporre di spazi dedicati in cui poter toccare con mano le apparecchiature di maggiore interesse, approfondire dubbi legati all’utilizzo e alla configurazione, e avere a disposizione documentazione tecnica e software per effettuare prove sul campo.
Un contesto di questo tipo consentirebbe di chiarire eventuali incertezze operative in modo diretto e immediato. Infine, sarebbe interessante poter avere un confronto con le figure coinvolte nello sviluppo dei prodotti, così da proporre migliorie o segnalare esigenze che potrebbero avere anche una valenza più ampia e generale.
Per chi opera sul campo, il supporto di brand e distributori è necessario per lavorare bene. Quali servizi e approcci vi fanno preferire un vendor rispetto a un altro? Li trovate sempre o riscontrate discontinuità?
Con la maggior parte dei brand e vendor con cui collaboriamo abitualmente riscontriamo attenzione e una buona capacità di risposta alle nostre esigenze. In generale, il livello di supporto è soddisfacente.
Accade però spesso che i corsi di formazione o le presentazioni di nuovi prodotti coincidano con impegni lavorativi già pianificati, rendendo complicato organizzare trasferte fuori sede per il personale.
Per questo sarebbe molto interessante poter ospitare presso la nostra sede momenti di formazione o presentazioni dedicate: una soluzione di questo tipo favorirebbe in modo significativo la partecipazione e l’adesione alle iniziative proposte.
Un altro aspetto importante riguarda il supporto tecnico, che per noi è fondamentale. Sarebbe auspicabile che fosse organizzato con un taglio realmente tecnico, piuttosto che tecnico-commerciale, come talvolta accade.
La possibilità di ricevere documentazione strutturata da distribuire ai partecipanti e aggiornamenti periodici, anche online, rappresenterebbe un ulteriore valore aggiunto.
Infine, spesso i corsi online vengono erogati in lingua inglese. Non tutti i tecnici, però, hanno una padronanza completa della lingua, e questo può limitare l’efficacia della formazione. Sarebbe quindi utile poter contare su sessioni tenute da personale in lingua italiana, così da garantire una comprensione piena e un apprendimento più efficace.

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