ISE 2022 segna il ritorno in presenza dopo la pandemia, il debutto a Barcellona e una nuova fase di rinnovata energia per il settore. La fiera ritrova il suo pubblico e guarda con fiducia al futuro. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Fira Gran Via de Barcelona
Quando: dal 10 al 13 maggio 2022
Espositori: 834
Visitatori unici: 37.700


L’edizione del 2022 è un nuovo inizio. In primo luogo perché è l’anno della ripartenza dopo “ISE Live & Online” del 2021, influenzato radicalmente dalla pandemia. Finalmente ci si può rivedere di persona, si possono toccare con mano le tecnologie, si può fare networking.

In secondo luogo perché, dopo 14 anni ad Amsterdam – e un’edizione che fa da ‘ponte’, ibrida, con solo piccoli eventi locali – cambia la sede della manifestazione. ISE si trasferisce a Barcellona e, più precisamente, alla Fira Gran Via de Barcelona, abbastanza grande da ospitare un evento di dimensioni ormai decisamente importanti.

Senza contare “ISE Live & Online”, è la diciottesima edizione “tradizionale” di ISE, e la fiera torna in tutto il suo splendore: 834 espositori con una superficie totale di 48.000 mq e 37.679 visitatori unici. I numeri sono più bassi dell’edizione del 2020 (1381 espositori e 52.182 visitatori unici), ma dall’anno successivo la crescita ricomincerà con decisione.

Il risultato è davvero eccezionale se si considera lo stravolgimento della pandemia e le difficoltà nell’organizzare una fiera di questa portata in uno scenario ancora incerto, che peraltro ha portato a uno slittamento forzato della fiera da febbraio a maggio (date inizialmente previste: 1-4 febbraio 2022; date effettive, dopo il rinvio: 10-13 maggio 2022).

Si aggiungano le evoluzioni sul fronte geopolitico con l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, che ha causato ulteriori disagi.

Le aziende hanno dovuto affrontare criticità su tutti i fronti: quello organizzativo (repentini cambi di programma, una logistica più complessa, problemi di shortage, installazioni che vengono rimandate), quello commerciale (complessivo calo della domanda, fatta eccezione per settori specifici, clienti in difficoltà economica o impossibilitati a procedere con gli investimenti programmati), quello delle risorse umane (necessità di attivarsi in chiave smart working, impatti sulla salute di molte persone). E tuttavia moltissime aziende hanno deciso, nonostante tutto, di tornare subito a ISE.




TREND

La ripartenza dopo la pandemia
Il nuovo ciclo di Barcellona non parte nel migliore dei modi: la pandemia ha fortemente limitato l’edizione del 2021 che, ridotta a causa delle restrizioni, si è svolta in larga misura in streaming. Il 2022 segna la ripartenza con una nuova edizione in presenza, accompagnata da molte aspettative e dalla volontà, condivisa da tutto il settore, di tornare più forti di prima.

Due anni di trasformazioni: remoto, ibrido e criticità della filiera
In questi due anni si sono registrati numerosi cambiamenti. La necessità del distanziamento e il ricorso alle attività da remoto hanno spinto lo sviluppo di tecnologie in grado di ricreare ambienti condivisi virtuali. Si è assistito a una crescita enorme delle piattaforme di Unified Communications: Zoom e Microsoft Teams, tra le altre, sono diventate strumenti di uso quotidiano per molti.
Contestualmente, si è verificato uno sviluppo rapidissimo di tutte le componenti necessarie a costruire un ecosistema adeguato, come webcam e sistemi di microfonia. Tuttavia, non tutto si è spostato sul remoto: è stato necessario gestire anche sessioni ibride, in parte in presenza e in parte a distanza. Un esempio significativo è il mondo dell’education, dove si sono dovute realizzare in tempi rapidissimi aule multimediali capaci di garantire continuità tra didattica in presenza e da remoto.
Sono stati due anni di forte accelerazione: i tempi di implementazione estremamente ridotti e la necessità di ottimizzare soluzioni mai adottate su larga scala hanno messo sotto stress l’intero sistema. Ne sono derivate conseguenze rilevanti, tra cui la più significativa è stata l’indisponibilità di materiali e componenti, che ha provocato ritardi nello sviluppo di nuovi prodotti.


Si ricomincia in grande stile

Cosa ha trovato chi è stato presente? La ripartenza sul piano dell’offerta è tutt’altro che timida.
Un programma di conferenze e formazione accuratamente studiato e tanti talks dei leader di pensiero, che coprono un’ampia varietà di argomenti del settore.

Temi come metaverso, realtà aumentata e apprendimento immersivo trovano ampio spazio, segnando una forte apertura verso i linguaggi dell’innovazione.

Cinque le aree tematiche: Audio, Digital Signage & DOOH, Lighting & Staging, Residential & Smart Building, Unified Communications & Education Technology.

Accanto alla Smart Building Conference e al Digital Signage Summit, troviamo il Superyacht Technology Summit, il Control Room Summit, lo Smart Workplace Summit, il Digital Learning Summit e Live Events Summit.

Una novità di grande rilievo è l’ISE Sound Xperience: nel complesso Eventos Filmax Cinema Gran Vía, a pochi metri dalla Fira, vengono testati sistemi audio di grandi vendor in dodici sale d’ascolto di diversa tipologia (4DX, Screen X 3D, auditorium, teatro, spazi di networking ecc.).

Gli spazi della Fira hanno, inoltre, permesso di ampliare le Tech Demonstration Areas: oltre all’ISE Sound Xperience, sono presenti due nuove aree demo dedicate a lighting & staging e digital signage, con scenari realistici per mostrare la resa delle soluzioni multi-tecnologiche installate.

Ricordiamo anche la AV Experience Zone, curata da AVIXA e presentata in spagnolo, con case study raccontate da utenti finali ed esperti AV, e il Padiglione catalano che ospita 30 aziende leader della regione.

In questo contesto si svolge anche l’Open Challenge, un evento di matchmaking ibrido che mette in contatto aziende locali in cerca di soluzioni tecnologiche con potenziali partner o fornitori internazionali, favorendo nuove collaborazioni.

Accanto a queste iniziative, troviamo anche la Discovery Zone, uno spazio pensato per dare visibilità a start-up e a giovani aziende attive nei settori dell’AV e della collaboration.



FORMAZIONE

Dopo lo stop alla partecipazione del pubblico agli eventi live imposto dalla pandemia, l’edizione 2022 di ISE ha segnato il ritorno dei corsi di formazione in presenza.

CEDIA: formazione, standard e certificazioni
In particolare, CEDIA ha curato oltre trentacinque sessioni formative articolate su quattro temi cardine per progettisti e system integrator — Design Skills, Technical Skills, Emerging Tech e Business Success — oltre a una full immersion sul Design Thinking e a un workshop sui criteri prestazionali definiti dal CEDIA/CTA-RP22 Immersive Audio Design Recommended Practice, sviluppato dall’associazione in collaborazione con la Consumer Technology Association (CTA) per la progettazione di sistemi audio immersivi in ambienti domestici.
Inoltre, il CEDIA Tech Council ha preso in esame il progetto “The Integrator of 2027”, elaborato per rendere esplicita la visione dell’associazione sul futuro del mercato e sugli strumenti a disposizione degli integratori per cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti.
Nel corso della fiera è stato altresì possibile ottenere la certificazione CIT di CEDIA (Certified Cabling and Infrastructure Technician), accreditata dall’ANSI (American National Standards Institute) secondo lo standard ISO 17024; sostenere i test per la certificazione Integrated Systems Technician (IST) e partecipare alla sessione dedicata al CEDIA/CTA-RP28 HDMI System Design and Verification Recommended Practice, documento che raccoglie le best practice sviluppate da CEDIA e CTA, considerato uno strumento essenziale per chi installa sistemi HDMI, ovvero dispositivi audio video collegati a televisori o proiettori.

AVIXA: networking, certificazioni e comunità locali
AVIXA, invece, ha pianificato una serie di eventi e attività volti a favorire il networking tra i partecipanti — esigenza particolarmente sentita dopo l’emergenza pandemica — e a supportare il superamento dei test per le certificazioni CTS (Certified Technology Specialist).
In aggiunta, ha organizzato eventi regionali dedicati alle community AV di Francia, Germania e Italia; per quest’ultima, in particolare, ha curato l’evento “Italian Breakfast”.
Ha inoltre promosso il primo evento del gruppo italiano AVIXA Women’s Council, durante il quale si è discusso delle esperienze professionali delle donne del mondo Pro AV italiano e dell’importanza dell’emancipazione femminile nel settore, insieme al primo incontro con il gruppo tedesco dell’AWC.


La ricerca della nuova sede

In occasione di questa prima edizione a Barcellona, raccontiamo come si è arrivati a questo passaggio. Come descritto più nel dettaglio nel testo dedicato all’edizione 2020, per Mike Blackman e il suo team, la necessità di un cambio di sede si era sviluppata progressivamente nel corso degli anni.

RAI Amsterdam aveva cercato di rispondere alla crescita della fiera con interventi significativi: la costruzione dell’Elicium, l’ampliamento del padiglione 5 e la concessione di strutture temporanee.

Gli organizzatori avevano anche preso in considerazione alternative per restare ad Amsterdam, inclusa l’ipotesi di utilizzare spazi esterni al RAI. Ma in prospettiva non si vedeva la possibilità di soluzioni definitive, soprattutto osservando i trend di crescita della fiera. Le difficoltà logistiche si sarebbero ripresentate.

Serviva quindi una nuova sede, più grande ma altrettanto accessibile. Una qualità, questa dell’accessibilità, che era sempre stata il principale asset di Amsterdam, con la sua posizione comoda per tanti visitatori UE e un aeroporto tra i più connessi d’Europa.

La selezione della “nuova casa” di ISE, spiega Blackman, si è basata su tre criteri: doveva essere una struttura abbastanza grande da ospitare la fiera, in una città con un numero sufficiente di alloggi per accogliere i visitatori, servita da un sistema di trasporti comodo ed efficiente per raggiungere la fiera e per muoversi facilmente tra questa, l’aeroporto, gli hotel e il centro urbano.

«Barcellona sembrava poter offrire tutto quello che cercavamo, ci dava potenziale per crescere. La Fira de Barcelona era una sede grande. La città aveva abbastanza alloggi per ospitare i visitatori. L’accessibilità era buona. In più, aveva un potere attrattivo extra molto forte per la storia, la gastronomia, la vita notturna che poteva offrire. Sarebbe stata una meta attraente per i nostri partecipanti».

Anche i sondaggi che ISE conduce abitualmente tra espositori e visitatori hanno giocato un ruolo importante nella scelta della nuova sede. Dopo aver stilato una lista di città potenzialmente adatte, il team ha chiesto agli intervistati di esprimere le proprie preferenze, e Barcellona è risultata tra le più apprezzate, ricevendo punteggi altissimi per ospitalità, offerta alberghiera e possibilità di intrattenimento.

L’unico aspetto inizialmente percepito come critico era la lingua, per la presunta scarsa diffusione dell’inglese. L’organizzazione di ISE era però dell’idea che si trattasse di una preoccupazione ormai superata e che oggi, in ambito turistico e professionale, il problema non sussistesse.

Così è stato. I sondaggi svolti negli anni successivi, dopo il trasferimento, hanno registrato un evidente cambio di percezione tra espositori e visitatori, che hanno rapidamente rivalutato quella prima impressione. La scelta di Barcellona è di fatto risultata vincente sotto ogni punto di vista.



KEYNOTE

Refik Anadol, artista multimediale e regista di origine turca, il cui lavoro fonde sapientemente arte, tecnologie digitali, scienza e architettura, è stato l’autore dell’opening keynote dell’edizione 2022 di ISE.

Impegnato nello studio e nello sviluppo di approcci innovativi all’intelligenza artificiale, dal 2016 conduce una ricerca interdisciplinare sulla relazione tra architettura, estetica e apprendimento automatico (in inglese “machine learning”, un ambito di studi dell’intelligenza artificiale).



La memoria collettiva dell’umanità relativa alla natura, allo spazio fisico, alle città e alla cultura, può essere trasformata in esperienze multisensoriali significative, proprio con l’aiuto delle tecniche di apprendimento automatico, ha spiegato.

Lo spettacolare video mapping dal titolo “Living Architecture”, creato per animare la facciata di Casa Batlló a Barcellona – come ha illustrato al pubblico durante il suo intervento – è un esempio esplicativo di come un’opera d’arte audiovisiva possa coinvolgere un pubblico diversificato, esistendo in forme virtuali molteplici e dinamiche, pur mostrando una forte connessione con il mondo fisico dell’esperienza.

Per “Living Architecture”, Anadol ha raccontato di avere sintetizzato la vasta mole di dati raccolti negli archivi di Gaudí in pigmenti di dati eterei e, infine, in una forma rappresentativa di movimenti fluidi.



Un secondo keynote, quell’anno, si tenne il giorno successivo a quello di Anadol, esattamente l’11 maggio 2022.

Dal titolo “Next generation immersive entertainment”, fu a cura di Alan Greenberg, CEO e co-fondatore di Illuminarium, rivoluzionaria società di intrattenimento esperienziale con sede principale ad Atlanta, in Georgia.



Sfruttando la realtà virtuale e le tecnologie provenienti dagli studi cinematografici, come le enormi proiezioni 4K di 91 x 6,7 metri e gli effetti 4D, Illuminarium – ha spiegato Greenberg – si pone l’obiettivo di rendere “democratiche”, fruibili da tutti, quelle “esperienze straordinarie” che, nella vita reale, sono prerogativa di pochi.

Ad esempio, una delle esperienze che offre al suo pubblico è una spedizione safari virtuale, per regalare a tutti le sensazioni che quel tipo di viaggio offre.

Utilizzando alcune delle tecniche impiegate nelle grandi opere cinematografiche, Greenberg e il suo team sono in grado di ricreare ambienti simili al mondo reale, offrendo ai visitatori un’esperienza che, nella realtà, è accessibile solo ai multimilionari.



TECNOLOGIE

Ripartenza e centralità del lavoro ibrido
Il 2022 segna l’anno della ripartenza per ISE e per il mondo audio video professionale. Dopo due anni segnati da restrizioni, rinvii, rallentamenti produttivi e sospensione di molte attività progettuali, le aspettative sono elevate, anche se l’evoluzione tecnologica risente inevitabilmente del contesto complesso da cui il settore sta uscendo.
Gli sviluppi si concentrano soprattutto sulle attività da remoto e sui nuovi modelli di collaborazione. Smart working e didattica a distanza spingono soluzioni più semplici, efficaci e accessibili, con crescente attenzione alla qualità dell’esperienza utente. Al centro di questo processo si collocano Microsoft Teams e Zoom, che trainano la crescita di periferiche e tecnologie correlate.
Teams Rooms e Zoom Rooms, integrando queste piattaforme nelle infrastrutture di sala e nei sistemi AV, rappresentano una delle aree di maggiore sviluppo. I produttori le affiancano alle proprie periferiche, ampliando gli ecosistemi e proponendo soluzioni complete, “chiavi in mano”, sempre più standardizzate e replicabili.
Anche la videoproiezione prosegue lungo il percorso della miniaturizzazione e dell’efficienza: a parità di luminosità, i proiettori diventano più compatti e leggeri. In quest’ottica si inserisce la serie Epson EB-PU2200U, con modelli da 13.000 a 20.000 lumen; in particolare, le versioni da 20.000 lumen venivano presentate al lancio come le più piccole e leggere al mondo nella loro categoria.

Dispositivi e integrazione degli ambienti
La diffusione di soluzioni ibride, capaci di integrare presenza fisica e partecipazione da remoto, accelera l’integrazione con Teams e Zoom e impone di ripensare spazi, infrastrutture e modalità d’uso delle sale.
A ISE 2022 emergono con forza le videobar, utilizzate sia in modalità stand-alone BYOD sia come componenti di sistemi room; le audiobar, con array microfonici, diffusione multipla e DSP per garantire una resa acustica adeguata anche in ambienti non ottimali; e le videocamere di sala con riconoscimento facciale e tracking automatico dei partecipanti, spesso integrate con i sistemi microfonici.
Si diffondono anche soluzioni già note, ma finora adottate in modo più limitato, come Room Combining e Voice Lift.
La necessità di unire più ambienti, condividere contenuti, gestire la ripresa video e garantire una diffusione audio precisa e priva di disturbi favorisce una nuova adozione di tecnologie esistenti, oggi integrate con maggiore efficacia e semplicità di gestione.

Audio avanzato e cinema digitale
In ambito audio, Meyer Sound porta all’attenzione del pubblico Ultra Reflex, tecnologia per sistemi LED direct-view che sfrutta le riflessioni dello schermo per riprodurre il canale frontale.
Sempre nel Digital Cinema, Barco lavora sulla tecnologia HDR Lightsteering, che modula dinamicamente la luce in base al contenuto, redistribuendola sullo schermo per aumentare luminosità percepita, profondità dei neri, contrasto e gamma cromatica, migliorando in modo significativo la qualità dell’immagine.



LO SAPEVI CHE…

Fira de Barcelona (tre sedi e una superficie espositiva totale di quasi 500.000 metri quadri) è un consorzio che include il Comune di Barcellona, il Governo della Catalogna e la Camera di Commercio di Barcellona.

Nel 2022 inizia la collaborazione con l’IoT Solutions World Congress (sempre a Barcellona), evento internazionale dedicato all’Internet of Things e alla trasformazione digitale.


Link utili
Scarica lo Speciale ISE 20 anni più due
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