Nel nuovo centro di innovazione Barilla di Parma, un auditorium e un bistrò ad alta tecnologia cooperano per rendere possibili sia presentazioni di alto livello sia scambi informali di idee. Un importante valore è stato portato dallo studio acustico, integrato fin dalle prime fasi nella progettazione architettonica per garantire qualità dell’ascolto, indipendenza acustica dei due ambienti e riservatezza delle conversazioni. Integrazione di Inside Srl, tecnologia fornita da Exhibo.
Nella sede storica di Parma, Barilla ha aperto il BITE – Barilla Innovation and Technology Experience, una struttura di quasi 14.000 mq che ospita uffici e aree dedicate a ricerca e sviluppo. Fiore all’occhiello del BITE sono due ambienti, un auditorium multimediale e l’adiacente bistrò, pensati per favorire non solo presentazioni, ma anche incontri informali sia tra colleghi sia con gli ospiti esterni.
In questo case study raccontiamo il progetto e l’integrazione dell’infrastruttura audio-video, ideata dall’architetto Marco Zarotti, con la supervisione per la parte acustica dell’ingegner Paolo Galaverna. L’integrazione è stata curata da Inside Srl, system integrator di Piacenza, con tecnologia fornita dal distributore a valore aggiunto Exhibo.
La tecnologia installata comprende ledwall Uniview, diffusori K-array, microfonia Sennheiser, telecamere PTZ 4K Panasonic e matrice Analog Way.
Il risultato finale vede oggi Barilla disporre di ambienti ad alto tasso di tecnologia, semplici da utilizzare, che possono sia funzionare in modo indipendente sia agire in sinergia, per presentazioni di alto livello oppure per scambi informali di idee.
Ne parliamo con Roberto Torricelli, Technical development director di Barilla, Marco Zarotti, architetto, Studio di Architettura Bordi Rossi Zarotti, Paolo Galaverna, progettista acustico di Genesis AW, Christian Sartori, Head of AV solutions & innovation di Inside Srl, che ha curato l’integrazione.

La sfida: uno spazio dove l’azienda si incontra, dentro e fuori
Chiediamo innanzitutto a Roberto Torricelli, Technical development director di Barilla, che cosa è il BITE e che ruolo ha nella strategia dell’azienda emiliana. «Quello che volevamo – spiega Torricelli – non era semplicemente la ristrutturazione dell’edificio della ricerca e sviluppo, ma qualcosa di più: l’obiettivo del BITE è favorire la collaborazione e il confronto, in uno spazio inclusivo e piacevole».
Incontri informali, tra colleghi e con i clienti – Il primo obiettivo era offrire un luogo che favorisse gli incontri informali, ruolo che ricade soprattutto sul bistrò. «È uno spazio che mancava, è un facilitatore – dice Torricelli –: permettere alle persone di lavorare magari davanti a un caffè, in ambienti curati dal punto di vista sia estetico che acustico». Lo spazio, quindi, favorisce la qualità delle conversazioni, di qualunque tipo esse siano: «Si vedono regolarmente incontri tra colleghi e, poco distanti, incontri con clienti o persone di altre società: è una fusione sempre positiva, perché genera relazioni, e le relazioni sono alla base di qualsiasi cosa, anche del business». Torricelli aggiunge che accogliere i clienti in un ambiente adatto «porta a un coinvolgimento di livello più alto; è importante che l’ospite, sia esso un potenziale cliente o un fornitore, quando entra in azienda si senta accolto, atteso, messo a proprio agio».
Non possiamo permetterci di perdere, anche solo per un momento, il filo di uno scambio a causa di operazioni complesse che finiscono per turbare l’atmosfera – R. Torricelli
Due ambienti in sinergia, ma anche separati – Un’esigenza importante della committenza riguardava il rapporto tra auditorium e bistrò, che dovevano poter lavorare sia insieme sia in modo indipendente. Insieme perché, spiega Torricelli, «quando ci sono eventi con un numero di persone importante, oltre le 100 persone, duplichiamo lo schermo sul bistrò, così possiamo far seguire le presentazioni e gli eventi in diretta a molto più pubblico». Ma anche separati, perché «il bistrò è vissuto ogni giorno dalle 8 alle 17, anche come semplice spazio conviviale tra colleghi, ed era indispensabile per noi poterlo isolare acusticamente dall’auditorium». Come vedremo, il risultato finale è andato oltre le aspettative.
Accessibilità: spazi senza barriere – Terzo obiettivo, dichiarato dalla committenza fin dalle prime fasi, era rendere gli spazi accessibili a persone con diversi tipi di disabilità. Per questo Barilla si è avvalsa di un partner specializzato, Dynamo Academy, coinvolto fin dall’inizio e non a lavori ultimati, in coerenza con lo spirito inclusivo di un luogo nato per fare collaborazione.
Tecnologia di qualità, invisibile, semplice e senza imprevisti – Da tutto ciò che abbiamo scritto fin qui risulta chiaro che la tecnologia del BITE non doveva essere solo performante, ma anche poco visibile, semplice da usare e a prova di imprevisto. Solo così, infatti, si sarebbe potuto ottenere quel senso di informalità, di ospitalità, di “casa”, che sono il tratto distintivo dell’azienda. Osserva Torricelli: «quando si parla di tecnologia, anche collegare un cavo può diventare un problema, e volevamo che tutto fosse molto semplice e intuitivo. Una persona non esperta doveva poter collegare un computer e avviare una videoconferenza senza incertezze, perché non possiamo permetterci di perdere, anche solo per un momento, il filo di uno scambio a causa di operazioni complesse che finiscono per turbare l’atmosfera». Alla stessa logica risponde la richiesta di tempi di ripristino brevissimi in caso di guasto, per ridurre al minimo gli imprevisti durante gli eventi.

La soluzione: tecnologia e architettura collaborano per una resa eccellente
Diamo ora la parola ai tre protagonisti della soluzione, che hanno cooperato fin dalle fasi progettuali: Marco Zarotti, autore del progetto architettonico; Paolo Galaverna, esperto di psicoacustica, a cui si deve il trattamento acustico degli ambienti e una fondamentale consulenza sul progetto audio-video; Christian Sartori che ha installato e integrato la tecnologia, fornita da Exhibo.
Descriviamo in breve i due ambienti che costituiscono il cuore pulsante del BITE: nell’auditorium, che conta circa cento sedute, un ledwall Uniview a passo 1,5 mm in formato 32:9 occupa la parete del relatore; sul ledwall possono essere trasmesse presentazioni e video emozionali, alternati ai volti dei relatori, ripresi da telecamere PTZ Panasonic 4K.
La parte microfonica è affidata a Sennheiser, l’audio a diffusori perfettamente mimetizzati nell’ambiente e la regia a un mixer video seamless Analog Way, che serve anche il ledwall del bistrò (Uniview GX2.9, passo 2,9 mm) che può essere usato come replica di quello dell’auditorium o in modo autonomo per il digital signage.
L’acustica nasce con l’architettura – L’architetto Zarotti e l’ingegner Galaverna ci spiegano come abbiano lavorato insieme fin dall’inizio, in modo che il trattamento acustico fosse parte del disegno degli spazi e non una correzione fatta a lavori finiti. «Non amo che in un progetto si notino delle correzioni acustiche – dice Galaverna –: fare il progetto esteticamente perfetto e poi, alla fine, mettere pannelli fonoassorbenti dappertutto sarebbe una dichiarazione di sconfitta del progettista». Zarotti conferma: «Difficilmente il committente incarica un proprio consulente acustico: ma è prassi del mio studio suggerire questa strada e coinvolgere il consulente nella progettazione, oltre che nelle verifiche finali. In un progetto di alto livello non si può trascurare nulla: ci vuole l’estetica, ci vuole la funzionalità, ci vuole la luce giusta e il comfort acustico, altrimenti non è la stessa cosa. Io la vedo così».
In un progetto di alto livello non si può trascurare nulla: ci vuole l’estetica, ci vuole la funzionalità, ci vuole la luce giusta e il comfort acustico, altrimenti non è la stessa cosa. – M. Zarotti
Riverbero e materiali: correzioni che non si vedono – Il parametro chiave era il tempo di riverbero, diverso nei due ambienti: nell’auditorium, dice Galaverna, doveva essere «abbastanza basso da far individuare bene da dove arriva il suono», mentre nello spazio esterno, più vasto, doveva essere tale da evitare «quegli effetti che si notano entrando in una palestra o in una piscina». I materiali fonoassorbenti sono ovunque e questo, spiega Galaverna, è «il modo migliore per non far notare l’aggiunta di qualcosa: le pareti blu a righe, il bar e le colonne, le piastrelle di sughero, i controsoffitti in fibra di poliestere, sono tutti elementi del trattamento acustico».
Due ambienti autonomi, ma in dialogo – L’auditorium può essere sia aperto verso lo spazio circostante, sia chiuso con tende acustiche: «In questo ambiente – dice Galaverna – ho suggerito che la qualità audio-video fosse superiore a quella di una tipica sala conferenze: doveva invece essere pari a quella di un cinema cittadino di media qualità». Quando auditorium e bistrot lavorano in modo autonomo, l’esigenza è quella di separarli dal punto di vista acustico e, spiega l’architetto Zarotti, la cosa non è semplice, perché «il suono è come l’acqua: passa anche da buchi piccolissimi, e basta poco per vanificare un lavoro importante. Abbiamo realizzato due tende mobili fonoassorbenti e, a un anno dall’apertura, non ci hanno mai segnalato problemi, quindi siamo soddisfatti». Quando invece l’auditorium è pieno e il ledwall del bistrot deve lavorare come duplicato della sala principale, occorre una cura acustica altrettanto fine, ma di segno diverso: «Qui entra in gioco la psicoacustica – spiega Galaverna –: quando il bistrò replica l’auditorium, il suono deve arrivare solo dalla direzione del ledwall, come se si fosse seduti in platea: questo per evitare quello che io chiamo l’effetto supermercato, con il volume che sale e scende a seconda della vicinanza degli altoparlanti».
Sound masking – Il capolavoro del trattamento acustico riguarda probabilmente gli effetti di sound masking messi in atto nel bistrot, anch’essi di tipo psicoacustico. «L’ampio spazio del bistrot – spiegano Galaverna e Zarotti – è stato diviso in diversi settori, come una scacchiera e l’impianto di sonorizzazione di sottofondo, tutto a scomparsa nel soffitto, può essere acceso e spento a moduli. Per esempio, accanto al bar ci sono due sale riunioni di fatto “all’aperto”, con sopra dei graticci che hanno anche funzione acustica, ma lasciano vedere tutto il soffitto: possiamo tenere accesi tutti gli altri moduli e spegnere quei due, o viceversa, per creare un effetto di privacy quando si tratta di riunioni riservate, con musica molto bassa che genera un effetto di mascheramento tra una riunione e l’altra. Anche la musica di sottofondo diffusa nel resto dello spazio è modulabile per zone, perché i tavolini diventano spesso postazioni di lavoro estemporaneo e la musica di sottofondo crea un effetto comfort e maschera l’intelligibilità del parlato tra una riunione e l’altra».
Non amo che in un progetto si notino delle correzioni acustiche: fare il progetto esteticamente perfetto e poi, alla fine, mettere pannelli fonoassorbenti dappertutto sarebbe una dichiarazione di sconfitta del progettista – P. Galaverna
La scelta e l’integrazione della tecnologia – Per quanto riguarda la fornitura e installazione della tecnologia, Inside Srl si è aggiudicata l’incarico vincendo una gara indetta da Barilla. Christian Sartori, Head of AV solutions & innovation di Inside Srl spiega che «nell’ambito della gara abbiamo dato alcuni spunti di miglioramento al progetto, che evidentemente sono piaciuti», racconta Sartori. Sono stati i professionisti di Inside Srl, con la consulenza del distributore a valore aggiunto Exhibo, a scegliere a quali marchi affidarsi: «Exhibo non è solo un distributore – sottolinea Sartori –, ma un partner che affianca l’integratore nella scelta delle soluzioni più adatte a ogni progetto; per questo mi rivolgo spesso a loro».
Auditorium: ledwall Uniview e scenari preimpostati – «Avevamo proposto al cliente due marche di ledwall e alla fine la scelta è caduta su Uniview, che offriva un prezzo più conveniente e migliori condizioni di garanzia. Con un ledwall passo 1,5 mm l’auditorium oggi può vantare una qualità d’immagine decisamente elevata e una notevole versatilità. La risoluzione è pari a quella di due Full HD affiancati ed è pilotato da un processore Novastar 4K. Abbiamo montato il ledwall a tutta larghezza sulla parete del relatore, 5 metri e 76 per 1 metro e 62. Quando l’auditorium non è utilizzato, il ledwall mostra contenuti istituzionali, mentre durante gli eventi può essere suddiviso in finestre per trasmettere simultaneamente slide, video, volti dei relatori, oppure dei partecipanti in videoconferenza, o infine di chi interviene dal pubblico, con quattro layout predefiniti: istituzionale, presentazione, conferenza e boardroom».
Il bistrò ospita un secondo ledwall Uniview, modello GX2.9 a passo 2,9 mm, con circa 6 metri di base e formato 16:9, che funziona da digital signage, dà il benvenuto agli ospiti con messaggi dedicati e quando occorre può replicare i contenuti trasmessi in auditorium.

Telecamere PTZ Panasonic: la regia alla portata di tutti – Le telecamere sono tre Panasonic AW-UE50, 4K con zoom ottico 24x, motorizzate, telecomandabili e impostabili su scenari preimpostati. «Le telecamere – spiega Sartori – sono fissate a parete con le loro staffe e governate dal controller AW-RP60GJ, che memorizza cento preset. Possono essere utilizzate con semplicità da qualsiasi dipendente dell’azienda, dopo una breve formazione. Per gli eventi più complessi c’è comunque la possibilità di rivolgersi a un service esterno a cui abbiamo dato tutte le interfacce per collegarsi direttamente all’impianto».
La ridondanza del sistema era uno dei plus che avevamo proposto già in fase di gara ed è stata apprezzata – C. Sartori
Microfoni Sennheiser SpeechLine – «Per la parte microfonica – spiega Sartori – abbiamo scelto il sistema Sennheiser SpeechLine Digital Wireless a 1,9 GHz, con trasmissione criptata a 256 bit. Abbiamo due access point, due radiomicrofoni a mano, due bodypack con microfono a clip e due basi da tavolo con collo di cigno, gestiti da un processore audio Allen & Heath AHM-32 con cancellazione dell’eco».
Diffusori: resa e discrezione – L’audio è affidato a diffusori che coniugano qualità del suono e impatto visivo minimo. Come sottolinea Sartori, il loro ingombro è talmente ridotto da renderli quasi invisibili una volta installati.
Continuità operativa garantita dalla ridondanza dell’impianto – Barilla ha chiesto tempi di ripristino cortissimi: entro la mezza giornata. «Se guardi il rack – dice infatti Sartori –, salta subito all’occhio che c’è sempre un dispositivo acceso e uno spento: trovi un amplificatore acceso e sotto un altro amplificatore spento, e lo stesso vale per il mixer video: ce ne sono due, uno acceso e uno spento. Ci tengo a precisare – aggiunge – che non abbiamo venduto a Barilla due amplificatori: ne abbiamo venduto uno solo e i costi di quello di scorta li gestiamo nel contesto del canone di manutenzione».
Sartori prosegue: «Essendo già tutto montato e ridondato, se un nostro tecnico deve intervenire gli basta rifare i cablaggi. Abbiamo formato tutti i tecnici perché sappiano dove mettere le mani. La ridondanza del sistema era uno dei plus che avevamo proposto già in fase di gara ed è stato apprezzato».

La soddisfazione per un progetto cresciuto strada facendo
Dalle interviste traspare la soddisfazione di tutti i protagonisti, legata non solo al risultato finale, ma anche allo spirito di collaborazione tra diverse professionalità che si è instaurato fin dalle prime fasi del lavoro. Roberto Torricelli illustra così la linea guida scelta da Barilla: «facciamo le cose al massimo, da subito, senza porci limiti particolari; facciamo una cosa che sia bella, al massimo ci criticheranno perché è troppo bella». Questa linea guida è stata sicuramente recepita da tutti i professionisti chiamati in causa, che hanno dimostrato, dice Torricelli, «disponibilità all’ascolto, capacità di progettazione, inventiva e disponibilità a trovare soluzioni e alternative ogni volta che si presentava una difficoltà».


A destra – Un particolare del podio dei relatori con il microfono Sennheiser a collo di cigno.
Persone intervistate
Link utili
barillagroup.com/it | genesis-aw.com | bordirossizarotti.it | insideonline.it | exhibo.it
BITE Barilla: nella sede di Parma un auditorium multimediale fuori dagli schemi













