In occasione dell’avvicinarsi di MIR 2026, abbiamo intervistato Luca Guariniello, Marketing Manager Italia di Philips Professional Displays, per analizzare le dinamiche del mercato AV, i settori in crescita, la partecipazione di PPDS alla fiera e il valore di MIR come piattaforma di incontro per gli espositori.



In un contesto di mercato più complesso e meno prevedibile rispetto agli anni precedenti, il 2025 ha rappresentato una sfida significativa per molti operatori del nostro mercato. Come avete affrontato questo scenario?

Potrebbe sembrare non del tutto lineare, soprattutto in una prospettiva squisitamente commerciale. Tuttavia, in un mercato per sua natura incline all’innovazione, proprio la complessità insita nel dinamismo socioeconomico degli ultimi vent’anni diventa una leva di adattamento e trasformazione volta alla ricerca di indirizzi tecnologici nuovi e di più idonee pratiche di business.

Nel 2025, sulla scia degli avvenimenti, abbiamo adottato piani di sviluppo globali – con l’obiettivo di governare al meglio il tema delle materie prime e le esigenze di sostenibilità, non solo ambientale – e strategie locali di gestione in grado di ricalibrare l’incidenza delle fluttuazioni dei costi di produzione e trasporto sulle aspettative di vendita.

In generale, una certa imprevedibilità a segno negativo ha teso nell’ultimo anno a innescare effetti domino non sempre mitigabili da tassi di crescita esclusivamente indicizzati alla quantità, di conseguenza la nostra risposta è stata corrispondente nell’offrire ancor maggior valore a partner e clienti, sia in termini di prodotti e soluzioni, che di relazione e assistenza.


Che soluzioni portate a MIR 2026 e cosa vi racconta o vi chiede più spesso chi viene a visitare lo stand?

Facendo tesoro dell’esperienza e dei feedback positivi raccolti durante l’ultima e temporalmente recente edizione di ISE Barcellona, il focus espositivo per MIR 2026 intende proporre – tra le altre – alcune soluzioni pensate per ispirare nuovi progetti di digital signage, basati sull’implementazione e l’adozione di display professionali “pronti all’uso” e a consumo energetico ridotto.
Mi riferisco in particolare al ledwall COB pieghevole nel formato da 135” – preassemblato in ogni sua componente e dotato di carrello motorizzato integrato – e alle release dei già noti ePaper Philips da 13, 25, 32” con tecnologia e-ink a consumo zero

Inoltre, così come a ISE, in stand avremo ancora l’opportunità di presentare al pubblico diversi prodotti della gamma monitor desk, con il più innovativo modello bifacciale al centro della scena.
Senza svelare maggiori dettagli, da questi accenni credo si evinca poi una sorta di denominatore comune tra le proposte del brand e le richieste del cliente-utente, che potrebbero in sintesi essere ricondotte ai temi della semplicità d’utilizzo, dell’ottimizzazione dei costi operativi e della riduzione dei consumi.


Qual è il valore differenziante che porta MIR – AV Connect, e in che modo partecipare può contribuire alla vostra competitività sul mercato?

È indubbio che il progetto espositivo targato MIR – che quest’anno con la denominazione “AV Connect” rende ancora più esplicito l’interesse a diventare evento di riferimento per il settore – sia il principale, se non unico, appuntamento in Italia dedicato al mondo delle tecnologie audio video professionali.
Il palcoscenico di Rimini può rappresentare un motore di sviluppo per l’intero comparto, definendosi sempre più come hub d’incontro tra i diversi player che si occupano di integrazione di sistema.

Al di là però delle evidenti opportunità di visibilità per i prodotti/brand esposti, ritengo determinante lo sviluppo e la promozione di un’agenda tematica, proposta al pubblico degli operatori e agli utenti finali, sia in termini di argomenti propriamente tecnico-progettuali, sia in funzione di più generali ambiti di analisi che pongono l’accento su aspetti-chiave relativi a relazioni commerciali, percorsi di formazione e attività di comunicazione.
Tutto questo può solo contribuire alla crescita del mercato, a rafforzarne la qualità attraverso la conoscenza dei sistemi, e quindi, a migliorare la competitività di un brand che intende essere “in gioco” con soluzioni di valore.


Quali verticali di mercato pensate potranno dare le migliori soddisfazioni nel 2026?

Non è semplice rispondere in maniera univoca, anzi oggi a volte non è nemmeno così facile definire puntualmente un verticale di mercato, a parte forse contesti dove le esigenze tecniche sono davvero specifiche – immagino alcune integrazioni in ambito Control Room o Education. Questa mutevole linea di confine è di norma più legata alla “trasversalità” di molte soluzioni di segnaletica digitale che possono chiaramente risultare egualmente efficaci e funzionali, anche in segmenti tra loro “merceologicamente” molto differenti.
In realtà, pensando a potenziali proiezioni nazionali, credo restino in testa le categorie Corporate e Retail, entro cui – come dicevo – si potranno apprezzare attitudini progettuali “cross-mode”.
Le soluzioni a tecnologia dvLED, oltre a confermare il trend positivo degli ultimi anni, potrebbero segnare una crescita a tinte esponenziali, sia in volume, che in valore, anche grazie al consolidamento sul mercato dell’offerta di pannelli e superfici molto meno energivori, più facili da montare e progettati con sistemi costruttivi e tecnologie che riducono al minimo malfunzionamenti e interventi di manutenzione.



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