Lo scienziato e artista del Rinascimento, rivive grazie a un progetto denominato Leonardo racconta Leonardo, sviluppato con schermi ottici e retroproiezione grazie ai proiettori NEC. Così, ancora oggi, Leonardo passeggia, pensa e interagisce con i visitatori.

Rileggere la storia gloriosa di personaggi illustri che in epoche lontane si sono distinti, lasciando un segno indelebile del proprio operato, oppure ammirarne il talento attraverso le grandi opere, a volte fa nascere il desiderio di tornare indietro nel tempo per vivere, anche se solo per un giorno, un frammento di epoche contemporanee a qualsiasi personaggio storico. Ma se è risaputo che non è stata mai inventata alcuna macchina del tempo per poterlo fare, è pur vero che a Milano è stata simulata in modo esemplare l’operazione contraria, cioè quella di far rivivere ai tempi d’oggi, anche se in modo virtuale, un genio del Rinascimento: Leonardo da Vinci. Un’operazione denominata Leonardo racconta Leonardo, sviluppata per personificare il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative che la storia del pensiero e della scienza, e che sarà oggetto della nostra Case History.

Installazione interattiva


Il Palazzo delle Stelline a Milano.

Siamo al Palazzo delle Stelline, a pochi passi dal Duomo di Milano, in un’area della città che racchiude esattamente i luoghi dove Leonardo da Vinci ha trascorso momenti importanti della propria vita, dove ha vissuto e lasciato segni della sua presenza. Qui, è stato realizzato il progetto che andremo a descrivere, che grazie al coinvolgimento di tre schermi olografici ViVa Screen HD e altrettanti videoproiettori NEC PA622U, ha consentito di realizzare delle installazioni interattive e tridimensionali, che permettono al pubblico di incontrare Leonardo negli spazi del Chiostro della Magnolia, nonché di dialogare e interagire direttamente con lui. Per ripercorrere da vicino quanto è stato realizzato, abbiamo chiesto di farci da guida a due professionisti che hanno preso parte, in modo diretto, alla realizzazione dell’opera: Davide Spallazzo, assegnista di ricerca del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, e Roberto Miculan, legale rappresentante di Exco, società che opera nel campo del video professionale e broadcast.


Ologrammi di Leonardo da Vinci


Per l’installazione sono stati utilizzati 3 schermi ottici ad alto guadagno della linea Viva Screen HD.

«Il progetto nasce in risposta al bando InnovaCultura proposto dalla Regione Lombardia – ci spiega subito Davide Spallazzo. Abbiamo pensato di ambientarlo in un’ala del chiostro del Palazzo delle Stelline, partendo da un concept ben preciso: valorizzare la figura di Leonardo da Vinci, restituendo la sua presenza ai visitatori. E volevamo farlo in modo totalmente innovativo, tralasciando i soliti video in loop che abitualmente vengono riproposti nei musei. Insomma, volevamo andare oltre il classico totem informativo. Pertanto, l’idea è stata quella di simulare degli ologrammi di Leonardo, per fare in modo che lui stesso potesse passeggiare nel chiostro del palazzo, come se fosse presente ancora oggi in quei luoghi; con l’aggiunta di poterlo in qualche maniera interrogare e conversare con lui». Lo stesso luogo non è stato scelto a caso, un ambiente situato a pochi metri da posti frequentati realmente dall’artista e scienziato italiano. Proprio a fianco del Palazzo delle Stelline, infatti, è stato di recente restaurato l’orto di Leonardo, e non molto lontano ne è stato ripristinato il cenacolo. Prosegue Davide Spallazzo: «Forti di un background notevole nella realizzazione di sistemi interattivi multimediali che utilizzano le tecnologie digitali per la valorizzazione dei beni culturali, in collaborazione la Fondazione Stelline e con l’associazione culturale 5VIE art+design, che si occupa della valorizzazione del distretto culturale all’interno del quale è collocato il Palazzo in questione, abbiamo dato via alla realizzazione».


Interazione implicita ed esplicita


Visibile, dietro lo schermo, il videoproiettore NEC, il cui posizionamento è stato previsto ad una distanza di circa 3,5 metri dallo schermo.

Quasi come un pensatore a spasso per il chiostro, la figura di Leonardo è stata riproposta a grandezza reale per un’interazione con il visitatore quanto più vicina alla realtà, come ci spiega lo stesso Davide Spallazzo: «In fase di progettazione, ci siamo resi conto che erano diversi i gradi di difficoltà da affrontare. Non ci bastava, infatti, ricreare solamente una sorta di ologramma del personaggio, ma volevamo che in qualche modo lo stesso Leonardo, una volta avvertita la presenza di qualcuno, si rivolgesse a lui direttamente come farebbe una qualsiasi persona reale. Pertanto – ci spiega Spallazzo – abbiamo deciso di sviluppare due tipi di interazione: 
– Interazione di tipo implicito 
– Interazione di tipo esplicito Nel primo caso, l’interazione avviene quasi in modo inconsapevole, stimola curiosità nel visitatore il quale, passando davanti agli schermi, interrompe le passeggiate di Leonardo attirandolo a sé per iniziare una prima conversazione. A questo punto, l’interazione diventa esplicita, Leonardo chiede al visitatore se è predisposto all’ascolto di qualche sua storia, e da lì parte il racconto».
 
Sono tre le tematiche su cui è possibile confrontarsi con l’artista, ognuno delle quali declinata in 5 diversi approfondimenti: 
– Vita (I primi anni, A bottega dal Verrocchio, A Milano, I codici di Leonardo, Gli ultimi anni) 
– Rapporto con la sua città, Milano (Alla corte del Moro, 1498, I ritratti, Il Salai’, La statua equestre) 
– Natura (Natura maestra dei maestri, L’acqua e i navigli, La vigna di Leonardo, Studi sul volo, Studi di anatomia). 
Vedremo in seguito, in che modo, ciascun visitatore ha la possibilità di gestire la conversazione con l’artista.


Tutta la progettazione


Tutti i sensori sono controllati dalla scheda Arduino, il cui software di controllo è stato sviluppato ad hoc attraverso una piattaforma open source, al fine di creare un sistema che fosse replicabile, nell’ottica di un suo riutilizzo e una sua condivisione.

Muovendo i primi passi all’interno dell’ambiente installativo, è possibile scorgere la predisposizione di 3 postazioni. Per ognuna sono stati sviluppati 5 racconti, peraltro sottotitolati, ciascuno della durata di circa 2 minuti. Rappresentano delle pillole di storia, sviluppate in modo tale da stimolare il visitatore a nuovi ascolti, mantenendo alto in livello di concentrazione. «Dopo una breve analisi sulla tecnologia da utilizzare per rendere viva la figura di Leonardo – ci dice Davide Spallazzo – abbiamo individuato la retroproiezione come possibile tecnologia da utilizzare per la buona riuscita dell’operazione, che prevede l’impiego dei videoproiettori NEC da affiancare a degli schermi opportunamente scelti. Ogni postazione è costituita da una parte di front-end e una di back-end; due strutture, quindi, progettate e realizzate interamente all’interno dei laboratori del Politecnico di Milano: 
– la parte di front-end, in acciaio inox, è formata da una base grande che sostiene l’intera struttura, più una sezione quadra che ospita: cavi, sensori, due casse stereo, più la piattaforma Arduino che controlla ovviamente tutto il sistema di sensoristica. 
– la parte di back-end, è un involucro in legno contenente: il videoproiettore, il computer, i sistemi di collegamento a monitor e tastiere, oltre alle ventole inserite per garantire una temperatura interna ottimale ed evitare un surriscaldamento dei dispositivi. 
Non tutti i giorni queste postazioni sono attive, alcune volte questi spazi vengono utilizzati per eventi particolari, pertanto, abbiamo deciso di utilizzare delle strutture autoportanti che possono essere facilmente spostate».


I collegamenti: sistema connesso in rete

Ogni postazione è indipendente l’una dall’altra. All’interno di ogni sistema, il computer e il videoproiettore sono collegati con un cavo HDMI; tramite cavo LAN, attraverso uno switch, il sistema si collega alla rete della Fondazione, consentendo così il controllo da remoto degli apparati. Il computer è collegato con un cavo USB alla scheda Arduino, che a sua volta è collegata a tutta la sensoristica. In più, l’audio corre dal computer fino alle casse con un cavo USB, supportato da un secondo cavo che fornisce l’alimentazione agli stessi altoparlanti.


Videoproiettori NEC: luminosità ideale


La struttura che contiene i videoproiettori NEC, unitamente a computer, sistemi di collegamento a monitor e tastiere, oltre alle ventole per il raffreddamento.

Il Palazzo delle Stelline presenta delle ottime condizioni di luminosità ambientale, grazie a delle grandi vetrate che consentono di carpire quanta più luce naturale possibile. Se da una parte, però, questo costituisce un vantaggio per chi ne visita gli ambienti, dall’altra prevede l’impiego di macchine adeguate proprio per installazioni come quella riportata in questa case study. 
Dovendo proiettare in condizioni di forte luce ambientale, infatti, soprattutto nelle ore di punta della giornata, un occhio particolarmente attento è stato dato al livello di luminosità dei videoproiettori da impiegare. 
Tra i parametri principali che hanno determinato la scelta dei videoproiettori NEC PA622U: 
– il buon livello di luminosità, che garantiscono oltre 6mila lumen; 
– programmazione dell’orario di accensione e spegnimento del dispositivo; 
– possibilità di collegamento alla rete; 
– rapporto qualità prezzo. 
«Per i tre videoproiettori NEC impiegati nel progetto – ci spiega ancora Davide Spallazzo – abbiamo deciso di utilizzare un’ottica standard. Pertanto, il loro posizionamento è stato previsto ad una distanza di circa 3,5 metri dallo schermo. In più, risoluzione nativa di 1920 x 1200 (WUXGA), unitamente agli schermi ad alto guadagno ViVa Screen HD, restituiscono al visitatore un’immagine di Leonardo di alta qualità».


I contenuti: coinvolto un attore professionista


Per l’audio, sono stati impiegati degli altoparlanti da 8 watt, sufficienti per la sola diffusione della voce, con volumi opportunamente regolati.

Partendo da fonti storiche e attraverso il coinvolgimento della sceneggiatrice Elena Cenzato, sono stati scritti i testi dei 15 video. È stato chiamato in causa un attore professionista, Luciano Mastellari, è stata studiata l’animazione e, grazie ad una costumista e una truccatrice, l’attore è stato trasformato in un Leonardo 50enne, una persona matura e in piena forma; quello del suo ultimo periodo a Milano, in cui ha realizzato più cose. Tutti gli spezzoni video sono stati registrati all’interno del Laboratorio Immagine del Politecnico di Milano, utilizzando in parte alcuni oggetti di scena per dare profondità allo spazio e creare effetti che dessero l’idea di un reale ologramma, nonché della presenza vicina della persona, riprodotta sempre a figura intera. «Abbiamo deciso di far parlare Leonardo in italiano – rivela Davide Spallazzo. È un uomo del Rinascimento e abbiamo stabilito che fosse più corretto farlo esprimere nella sua lingua originale, inserendo comunque dei sottotitoli sia in italiano che in inglese, per gli stranieri. Anche in questo caso, è possibile attivare in modo intuitivo i sottotitoli, avvicinando l’una o l’altra mano allo schermo, a seconda della lingua desiderata».


Gli schermi ViVa Screen HD


Il Laboratorio Immagine del Politecnico si è occupato di girare tutti i video corredandoli di sottotitoli in italiano e inglese.

Se da una parte un ruolo fondamentale lo giocano i videoproiettori NEC, dall’altra gli schermi ViVa Screen HD restituiscono la forma a Leonardo. Ce ne parla più approfonditamente Roberto Miculan: «Gli schermi della linea ViVa Screen HD sono schermi ottici ad alto guadagno: una nuova, rivoluzionaria tecnologia che esalta il contrasto e rende vivi i colori. Consentono di visualizzare immagini ad alta risoluzione anche in ambienti molto luminosi. Per il progetto del Palazzo delle Stelline, dopo un’attenta analisi alla ricerca del modello adatto, si è scelto il modello opaco VSPO, un pannello scuro ad alta risoluzione e contrasto elevato, che permette di realizzare schermi e maxischermi ad altissima risoluzione. Questo particolare modello presenta una colorimetria perfetta su tutta la gamma colori ed un effetto “lente di Fressnell” che permette l’uniforme diffusione della luce videoproiettata aumentandone l’angolo di visione fino a 180°H/V. Viene infatti utilizzato in tutte quelle situazioni in cui la videoproiezione viene resa difficile dall’elevata luminosità ambientale o in cui si voglia esaltare il livello di contrasto della videoproiezione. Tutte caratteristiche presenti all’interno del chiostro del palazzo. Lo schermo ViVa Screen HD, incastonato su supporti e talvolta anche “curvato”, si presta perfettamente per la realizzazione di particolari sistemi a retroproiezione. La superficie liscia, conferisce all’immagine un effetto “glasslike”, estremamente accattivante e ricercato dalla maggior parte dei designer, architetti e scenografi».


Controllo remoto delle macchine

Tutto il sistema può essere gestito da remoto, le apparecchiature sono state inserite nella rete della Fondazione Stelline e lasciano spazio a qualsiasi intervento dall’esterno: accensione, spegnimento, aggiornamenti, risoluzione di eventuali problemi, ecc. Il sistema, di default, è stato programmato per un avvio automatico previsto ogni mattina alle 9 e uno spegnimento fissato alle 8 di sera. Ma in ogni momento, da remoto e in tempo reale, è possibile intervenire per qualsiasi variazione, così come è possibile verificare quali contenuti stanno andando in onda e come stanno interagendo le persone.


Dati statistici delle interazioni

Prosegue Davide Spallazzo: «Abbiamo inserito un sistema che tenga conto anche di ogni singola interazione che avviene con Leonardo, al fine di raccogliere dei dati statistici di utilizzo dei dispositivi. Per il primo mese di funzionamento, ad esempio, abbiamo registrato un aumento di visitatori, contando in media circa 90 presenze al giorno. Un risultato considerato estremamente positivo. Non solo, sempre dalle statistiche emerge un’interessante suddivisione dei gusti dei visitatori: da un lato abbiamo rilevato circa il 40% di persone che, catturate direttamente da Leonardo, hanno deciso di interagire, magari anche solo ascoltando il racconto; dall’altro, l’interazione è stata intenzionale e si è prolungata per l’intera durata di tutti e 5 i video per ciascuna postazione. Tutti i dati sono attualmente al vaglio, vengono considerati per un lasso di tempo più ampio e necessitano di un periodo più lungo per la loro elaborazione».


Interazione attraverso i gesti

Come anticipato all’inizio dell’articolo, l’interazione tra Leonardo e i visitatori avviene attraverso i gesti, come ci spiega Davide Spallazzo: 
«Abbiamo utilizzato quella che in gergo, in ambito accademico, viene chiamata embodied interaction, ovvero l’interazione attivata con il movimento del corpo. Grazie a dei sensori di prossimità e con semplici gesti con le mani, il visitatore può decidere di interrompere o proseguire la chiacchierata, così come può stabilire in che lingua far scorrere i sottotitoli. Qualora il visitatore decida di interrompere il racconto, può salutare Leonardo il quale ricambia per poi riprendere in tranquillità le sue passeggiate. Che interagisca o meno, dunque, la figura di Leonardo rimane sempre attiva. Anche in questo momento di lettura di questo stesso articolo, sta passeggiando all’interno del Palazzo delle Stelline, entra ed esce dagli schermi come se fosse realmente lì, nel chiostro, a camminare e riflettere». 


Si ringraziano per la collaborazione: 

Davide Spallazzo – www.polimi.it 
Roberto Miculan – www.vivascreen.it 
Fondazione Stelline – www.stelline.it 
NEC – www.nec-display-solutions.com