Nel segmento ‘Solid State Illumination Source’ con luminosità da 2.500 lumen in sù Casio è leader di mercato globale da otto anni. Ancora prima di essere una tecnologia, LampFree è una filosofia che conferma il ruolo pionieristico del produttore giapponese, anticipando il mercato di ben tre anni.

Volume: SIAV_01_18 – Pagine: da 124 a 127



Il primo proiettore senza lampada è stato presentato da Casio nel 2010. 
Green Slim, così si chiamava quel modello, voleva sintetizzare nel nome due caratteristiche principali: 
– la tecnologia eco-compatibile derivata dall’assenza della lampada ai vapori di mercurio (sostituita dalla tecnologia Laser+Led); 
– le dimensioni ‘slim’ che lo hanno reso portatile. 
Sono due i fattori importanti da sottolineare: il sensore d’immagine DLP, riconosciuto come un elemento di qualità assoluta, e il fatto che Casio nel 2010 anticipava di ben 7 anni la Convenzione di Minamata, entrata in vigore nel 2017 per salvaguardare la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi del mercurio. Ricordiamo che il mercurio è un elemento contenuto nelle lampade dei videoproiettori. 
Dal primo modello del 2010 ai quindici del 2018, la gamma Casio LampFree si è evoluta in due direzioni: 
– per fornire una qualità video, connettività e collaborazione sempre migliori; 
– per offrire modelli su misura dedicati a soluzioni e contesti specifici: dalle sale riunioni alle aule scolastiche, dai musei alle aule universitarie. 
Oggi, la proposta di Casio si sviluppa su cinque diverse gamme: 
– Green Slim, proiettori molto sottili (43 mm di altezza), utilizzo mobile e flessibile; 
– Advanced, luminosità fino a 3.500 lumen, per installazioni oppure per uso mobile; 
– Ultra Short Throw, rapporto di proiezione da 0,28:1, studiati per le scuole e gli ambienti didattici; 
– Core, modelli sviluppati per soddisfare tutte le tipologie di budget; 
– 4K UltraHD: per large venue, luminosità 5mila lumen, illuminazione laser, risoluzione da 3.840×2.160 pixel.


LampFree: il più venduto al mondo per otto anni consecutivi, quota di mercato del 73%*


I proiettori LampFree di Casio sono diversi perché esprimono valori importanti, sotto tre punti di vista: ambientale, economico e funzionale. 
L’eliminazione del mercurio (sostanza tossica) è il principale valore ambientale; inoltre, non devono essere sostituiti la lampada e il filtro dell’aria e si consuma meno energia, (40% circa) quindi minori emissioni di C02. Questi aspetti, inoltre, impattano sui valori economici, con il conseguente abbattimento del costo totale di possesso (TCO). Infine, i valori funzionali: accensione e spegnimento in pochi secondi, degrado della luminosità costante, design antipolvere. I proiettori LampFree, come vedremo nelle Case History descritte nelle pagine successive, si adattano in diversi contesti, per un’esperienza visiva più comoda possibile. 
* Vendite effettive in tutto il mondo (2010-2017) di proiettori con sorgente luminosa Solid State Illumination da 2.500 lumen o superiori. Fonte: Futuresource Consulting Ltd.


Le Case History: il miglior modo per descrivere i benefici della tecnologia

Le gamme Casio LampFree sviluppate nel tempo sono dedicate a specifiche soluzioni, in diversi contesti. Per spiegare meglio questo importante aspetto riprendiamo alcune delle Case History più significative pubblicate su Sistemi Integrati, dedicate contesti Corporate (Alpitour), Scolastici (Università di Modena e Reggio e Liceo Dante Alighieri), Museali (Shoa e Leonardi da Vinci a Milano).


Corporate: la sede di Alpitour a Torino, 2012


La sala CDA della sede Alpitour

«La nostra azienda si occupa principalmente di offrire tutti i servizi audio/video necessari per l’organizzazione di convention, congressi e manifestazioni – ci racconta Eugenio Battiston, titolare della società. Battiston Professional Congress. I prodotti Casio non necessitano alcuna manutenzione perché assicurano un ciclo di vita di 20.000 ore. Personalmente, il plus che più mi ha agevolato nelle installazioni è stato il range d’ottica di cui sono dotati, che consente una facile sostituzione di vecchi videoproiettori senza dover modificare l’architettura della sala. Abbiamo effettuato un’installazione nella sala del CDA della nuova sede dell’Alpitour. Una meeting room molto luminosa, all’interno della quale abbiamo installato un Casio XJ-H1750».


Università di Modena e Reggio Emilia, 2012


Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

È ad opera della Videorent Modena Srl l’installazione dei videoproiettori Casio eseguita presso le aule di tre facoltà dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: la Facoltà di Scienze della Comunicazione e della Formazione di Reggio Emilia; il Centro Servizi del Policlinico di Medicina di Modena e il Dipartimento di Ingegneria e Matematica di Modena. Daniela Ruini, ci ha descritto i passaggi che hanno portato alla scelta dei dispositivi a tecnologia ibrida Laser + LED: «Normalmente, in istituti come questi le ore di lezione durante l’anno sono davvero tante, i videoproiettori classici sono soggetti ad una frequente manutenzione, con conseguente dispendio di costi e tempo. Nel nostro caso, dopo essere stati interpellati, e in seguito alle prime valutazioni fatte con i responsabili dell’Ateneo, si è convenuto di installare i prodotti Casio, che rispondevano più da vicino alle necessità d’uso espresse dall’università».


Liceo Dante Alighieri di Ravenna, 2016


Lo scorcio di un’aula del Liceo Classico Dante Alighieri di Ravenna

Nel Liceo Classico Dante Alighieri di Ravenna sono stati installati 44 videoproiettori Casio XJ-V1: 6 posizionati su carrello mobile e 38 a soffitto. Il lavoro è stato eseguito da Claudio Emiliani, del Gruppo Emiliani. «I responsabili della scuola, per scelta – ci spiega Claudio Emiliani- hanno scelto di mantenere nella posizione originale le lavagne classiche. Con un soffitto alto 4,40 metri hanno richiesto di proiettare al di sopra delle lavagne. Da lì, la scelta logica è stata affidarsi ai videoproiettori Casio, che non necessitano di manutenzione e presentano un ciclo di vita del corpo illuminante di 20mila ore. L’autonomia è di lunga durata e priva di qualsiasi intervento: la scuola può fare a meno di mettere a budget i costi relativi alla loro manutenzione».


Il memoriale della Shoa, 2013


Memoriale della Shoa: il Muro dei Nomi (Foto: Andrea Martiradonna)

Progettato dallo Studio Morpurgo de Curtis Architetti Associati), è stato realizzato in un’area della Stazione Centrale al di sotto dei binari ferroviari. Originariamente quest’area, situata a livello della strada, era adibita al carico e scarico dei vagoni postali. Da questo luogo, tra il 1943 e il 1945, centinaia di deportati furono caricati su vagoni merci, che venivano sollevati tramite un elevatore e trasportati così al sovrastante piano dei binari. Il memoriale della Shoa è composto da un sistema di spazi che disegnano un percorso tematico: dalla Sala delle testimonianze dedicata alle voci dei sopravvissuti dove sono presenti sette proiettori Casio LampFree, fino al cuore del Memoriale rappresentato dal Binario della Destinazione Ignota e dal Muro dei Nomi, dove vengono proiettati con 6 Casio HJ-H1750 i nomi di tutte le persone deportate dagli spazi di manovra postale della stazione centrale.


Il Museo della Scienza e della Tecnologia, 2014


Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

Il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano è il primo museo tecnico scientifico italiano, in termini di grandezza e di affluenza, con circa 450 mila visitatori all’anno, un pubblico costituito da studenti, famiglie, comitive e visitatori individuali. 
«All’interno del Museo, la vita media di ogni nuova sezione d’allestimento è di almeno 5 anni – ci spiega Maria Chiara Piccioli, responsabile marketing. Pertanto, ogni qual volta decidiamo di dare vita ad una nuova progettazione, dobbiamo prevedere un’installazione che vada incontro a modifiche o ripetuti interventi di manutenzione, sia dal punto di vista scenografico che tecnologico. Casio, in questo contesto e nel rispetto di queste esigenze, si è inserita perfettamente venendo incontro alle necessità di un museo come il nostro». Sono tre le sezioni che hanno coinvolto i proiettori Casio; nello specifico: Area Exponendo, Area Thinkering e Area Spazio, per un totale di 10 videoproiettori Casio LampFree.


La parola a CASIO: Davide Moretti


«Casio ha sempre ampliato la gamma – ci spiega Davide Moretti, Sales Manager Projectors – fin dall’inizio quando nel 2010 ha presentato il primo proiettore senza lampada. Lo ha fatto utilizzando la tecnologia LampFree per soddisfare le richieste di nuove fasce di mercato non ancora presidiate. Sarà questa la nostra strategia, potenziata, anche per il futuro: collaborazione e versatilità, il prodotto che diventa soluzione; con una luminosità e risoluzione in crescita, sfruttando il nostro vantaggio competitivo a livello industriale e facendo leva sull’aspetto culturale che percepisce i videoproiettori senza lampada come una soluzione indispensabile». «La nostra strategia – conclude – è frutto di una filosofia coerente, una scelta anche di cultura».


XJ-L8300HN: UltraHD-4K, 5mila lumen

Un proiettore per mercati ‘large venue’: dal corporate all’istruzione, dal retail agli spazi pubblici, e quando il contesto richieda di poter distinguere dettagli impossibili da vedere con risoluzione a 1080p: ad esempio, dagli studi di architettura (immagini di sintesi) a quelli di ingegneria (CAD). La qualità delle immagini è garantita dalla tecnologia DLP 1-chip (chip da 0,66”) e dalla risoluzione UltraHD-4K. 
XJ-L8300HN integra il Lens Shift Ottico (±60% V, ±25% H) e uno zoom 1.5X a regolazione manuale. Altre due caratteristiche rilevanti sono la presenza dell’HDBaseT disponibile con la presa RJ45 dedicata e un sofisticato scaler (funzione Super Resolution) per riprodurre con qualità immagini e video con risoluzione inferiore al 4K.