Per la prima volta, l’interno di un teatro viene convertito in spazio immersivo allestito e smontato in base alla stagione teatrale. Accade al Ristori di Verona. Videoproiettori Epson, progettazione tecnica e direzione artistica a cura di Siccardi Immersive Creations.
Il Teatro Ristori di Verona, dopo una chiusura durata molti anni per motivi legati alla sicurezza dei locali, nel 2001 viene acquistato dalla Fondazione Cariverona e sottoposto a un lungo restauro.
Riaperto nel 2012, è tornato a rappresentare un centro culturale di riferimento, riuscendo, negli anni, a unire tradizione e innovazione. Ne è un esempio l’inedito progetto che, da giugno a settembre, vede la struttura interna del teatro trasformarsi in un grande spazio scenico in cui realizzare spettacoli immersivi che coniugano arte, musica e danza. Progetto, questo, reso possibile anche grazie all’adozione dei videoproiettori Epson, in grado di rendere lo spettatore parte integrante della rappresentazione teatrale, coinvolgendolo in un’esperienza immersiva unica ed emozionante.
Ne parliamo con Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Cariverona e Consigliere Delegato del Teatro Ristori; Claudio Fabian De Rosa, progettista di videoproiezioni immersive; Massimiliano Siccardi, titolare di Siccardi Immersive Creations, ideatore di contenuti multimediali, nonché regista di opere immersive.

LA SFIDA: ALLESTIRE UNA SALA IMMERSIVA “TEMPORANEA” DENTRO IL TEATRO
Prima di illustrare gli obiettivi che la Direzione del teatro veronese si è posta nel voler trasformare la sua struttura interna per fare posto a spettacoli immersivi, un rapido accenno alla genesi del progetto.
In particolare, Filippo Manfredi spiega che l’idea è maturata congiuntamente tra Fondazione Cariverona e Teatro Ristori, «in coerenza con un percorso che, negli ultimi anni, ha guardato con crescente attenzione ai linguaggi innovativi». Ma entriamo, ora, nel vivo della sfida.
Arricchire l’offerta del teatro e della città di Verona – L’intenzione, prosegue Manfredi, era quella di portare all’interno di uno spazio teatrale un linguaggio – quello della videoproiezione immersiva – che fino a quel momento aveva trovato collocazione soprattutto in siti museali e industriali. «La sala immersiva all’interno di un teatro tradizionale non nasce come semplice esercizio di stile – puntualizza – ma come naturale prosecuzione di una mission tesa a valorizzare il patrimonio teatrale e culturale della città».
Spettacoli estivi come strategia culturale – L’idea di proporre spettacoli immersivi nel periodo estivo, quando la stagione teatrale tradizionale è ovunque ferma – fa notare Manfredi – ha da subito rappresentato «una strategia per restituire visibilità e conferire maggiore valore, da giugno a settembre, a un luogo significativo come il teatro e creare una nuova ‘abitudine culturale’ durante l’estate».
Intercettare un nuovo pubblico – Manfredi pone in evidenza anche un altro aspetto, ovvero il fatto che famiglie con bambini, giovani, turisti italiani e stranieri e quanti, forse, solitamente non scelgono un cartellone teatrale tradizionale, trovano nella videoproiezione immersiva, grazie alla sua immediatezza, uno scenario che abbatte le barriere percettive e linguistiche, creando un accesso più diretto e immediato alla cultura.

“L’idea della sala immersiva nel teatro Ristori nasce come mission tesa a valorizzare il patrimonio teatrale e culturale di Verona – F. Manfredi
BOX – UN BACIO SENZA TEMPO
La prima opera teatrale immersiva andata in scena al Ristori quale espressione del progetto descritto è “Un bacio senza tempo”, firmata da Massimiliano Siccardi e dal compositore Luca Longobardi, con la partecipazione di due danzatori dell’Arena di Verona impegnati nelle coreografie di Alessandra Celentano.
Lo spettacolo, prodotto da CREA Impresa Sociale, società strumentale di Fondazione Cariverona, è stato in cartellone dal 7 giugno al 21 settembre 2025. In quaranta minuti, l’opera ripercorre le fasi della carriera di Gustav Klimt fino al celebre “Il bacio”, che si fonde simbolicamente con il bacio di Romeo e Giulietta. «L’opera immersiva veronese – spiega Siccardi – nasce come rielaborazione di un precedente lavoro su Klimt realizzato negli Stati Uniti, trasformato qui in un dialogo con Shakespeare. Il parallelismo tra il bacio sospeso di Klimt e quello tragico di Giulietta e Romeo rende l’opera un omaggio all’amore e all’arte, valorizzato da una macchina scenica che consente di vivere un’esperienza immersiva restando dentro il teatro».
Musica, immagini (realizzate con tecniche miste, dal disegno a mano all’intelligenza artificiale), architettura, danza e parola si intrecciano in un grande affresco visivo. Il progetto presso il Teatro Ristori – anticipa Siccardi – prevede un programma di cinque anni, mantenendo l’opera “Un bacio senza tempo” per il prossimo anno e alternando nuove produzioni immersive dedicate a soggetti diversi, tra cui Frida Kahlo e gli impressionisti.»




LA SOLUZIONE: SPAZI RICONFIGURABILI E PROIETTORI CHE ESALTANO L’AMBIENTE SCENICO
Vediamo ora le risposte alla sfida, descrivendo dapprima come è stata ripensata l’infrastruttura teatrale, per poi entrare nel merito delle soluzioni di videoproiezione adottate e delle scelte di natura tecnica e artistica compiute.
Rimozione delle poltrone – Per convertire temporaneamente l’interno del Ristori in un’unica, grande sala immersiva stagionale – da montare all’inizio dell’estate e smontare in autunno, quando riprende la programmazione tradizionale – si è deciso innanzitutto di rimuovere tutte le poltrone presenti in platea, liberando completamente il pavimento. Platea che – ricorda Claudio Fabian De Rosa – si sviluppa su circa 23 metri, per una larghezza di circa 17 metri, con un’altezza del soffitto massima di 11 metri, «in quanto la platea è leggermente in declivio verso il palcoscenico, con 50 centimetri di differenza tra il fondo sala e la prima fila di poltrone».
Livellamento del pavimento e “chiusura” della platea – Il fronte palco, a due metri dalla prima fila di poltrone – continua De Rosa – viene portato a livello della platea attraverso un livellamento reversibile del pavimento. E l’installazione di un telo motorizzato (temporaneo), che fa da sipario mobile, separa la platea vuota dalla parte restante del palco. Quest’ultima, invece, mantiene la sua altezza originale e ospita le scenografie degli spettacoli. Nel caso, ad esempio, della prima opera immersiva “Un bacio senza tempo”, andata in scena dal 7 giugno al 21 settembre 2025, sul palcoscenico è stato montato il balcone di Romeo e Giulietta. «A un certo punto dell’opera – racconta il progettista – il telo motorizzato si apriva, con l’entrata dei danzatori sul palco».
Telo semitrasparente lungo il perimetro – La platea sgombra viene ulteriormente delimitata da un telo semitrasparente, montato al di sopra della prima balconata, lungo tutto il perimetro curvo del teatro (65 metri lineari). Questo telo funge da superficie di proiezione e, riguardo alla scelta della “semitrasparenza”, De Rosa spiega che è stata compiuta insieme a Massimiliano Siccardi per dare risalto all’architettura ottocentesca del teatro. Tale scelta, oltre a garantire una migliore risoluzione dei contenuti riprodotti – osservano De Rosa e Siccardi – quando l’immagine proiettata è particolarmente luminosa, consente allo spettatore di godere della bellezza del luogo, scorgendo la struttura del teatro dietro al telo. La particolarità di questo telo, inoltre – aggiunge De Rosa – sta nell’essere montato mediante velcro, rendendo semplici e rapide le operazioni di installazione e rimozione. La seconda balconata, invece, è stata lasciata aperta, «per dare la possibilità al pubblico – sottolinea Siccardi – di assistere allo spettacolo anche dall’alto, conferendogli una prospettiva completamente nuova».
Installazione di 24 videoproiettori Epson fissi – La parte relativa alla videoproiezione immersiva è stata affidata a ventiquattro proiettori Epson EB-PU1007B: tredici, configurati in edge blending, proiettano sul telo semitrasparente, seguendo la geometria ellittica del teatro, e sul telo motorizzato (quando è chiuso) del palco; dieci, sempre in edge blending, proiettano sul pavimento e, infine, un unico proiettore è deputato al video mapping sulla scenografia allestita sul palco, quando il telo motorizzato si apre. Quelli che coprono il telo e quello che proietta sulla scenografia sopra il palco sono installati su un supporto tubolare non visibile, posto sopra la seconda balconata, con staffe custom di diverse misure, in modo da mantenere tutte le ottiche alla medesima altezza rispetto al pavimento in pendenza. Invece, i proiettori che coprono il pavimento sono appesi alle travi portanti del soffitto. Tutti – fa notare De Rosa – sono fissi, dunque non vengono smontati durante la pausa stagionale, così come il resto dei dispositivi tecnici impiegati.
“Il parallelismo tra il bacio sospeso di Klimt e quello tragico di Giulietta e Romeo rende “Un bacio senza tempo” un omaggio all’amore e all’arte – M. Siccardi
Trasporto del segnale video in HDBaseT -Il segnale dai media server ai videoproiettori viene trasportato in HDBaseT su cavo Cat 6. I proiettori Epson supportano già lo standard, e la scelta è stata mirata: inizialmente si pensava di smontarli ogni anno, ma per evitare problemi di taratura si è deciso di lasciarli fissi. I cablaggi in fibra avevano maggior rischio di guasti, mentre l’HDBaseT offre più affidabilità.
Gestione semplificata e sicurezza in primo piano – Il media player adottato è WatchOut, mentre un software dedicato gestisce l’automazione tramite semplici pulsanti preprogrammati (“Play Show”, “Stop Show”). Infine – ricorda De Rosa – il sistema video è integrato con l’impianto antincendio: in caso di allarme, la proiezione si interrompe, si accendono le luci in sala, si apre il sipario mobile del palcoscenico e viene trasmesso il messaggio di evacuazione.

APPROFONDIMENTI E PUNTI DI VALORE
Descritta la soluzione messa a punto, soffermiamoci ora su alcune peculiarità che contraddistinguono i videoproiettori installati, evidenziando quelle che, nell’ambito di questo specifico progetto, rappresentano un valore aggiunto.
Livello di luminosità ideale per proiezioni immersive – I modelli Epson EB-PU1007B installati sono da 7.000 lumen ciascuno. Specifica tecnica – rimarca De Rosa – che ha conferito una luminosità «assolutamente adeguata alla tipologia di installazione che abbiamo realizzato». Nella videoproiezione immersiva – commenta – lo spettatore non va illuminato, bensì va “avvolto” nelle immagini. «Per tale ragione, nel progettare spazi immersivi, solitamente lavoriamo tra i 6.000-7.000 lumen. In caso di ambienti particolarmente estesi, possiamo arrivare fino ai 7.500, ma non andiamo oltre».
Risoluzione ottimale, senza ricorrere alla tecnologia 4K Enhancement – Un’altra peculiarità dei proiettori scelti – spiega il progettista – è data da «una grande resa dei contenuti». Al punto che la loro risoluzione nativa (1920 x 1200 pixel), grazie alle dimensioni abbastanza contenute dello spazio e alle sue caratteristiche strutturali, si è rivelata ottimale, tanto da non richiedere il ricorso alla tecnologia 4K Enhancement di cui sono dotati gli Epson EB-PU1007B.
Molteplici modelli di ottiche – Questi proiettori hanno l’ottica intercambiabile. «Abbiamo usato ottiche grandangolari per il pavimento e standard per il perimetro del teatro» precisa De Rosa. Non sono state considerate le ultracorte né quelle a specchio, per garantire uniformità di luminosità e messa a fuoco sull’intera proiezione, assicurando una resa stabile e coerente in ogni dettaglio visivo.»
La Funzione Lens Shift -«La possibilità di spostare orizzontalmente e verticalmente l’immagine proiettata senza muovere fisicamente il proiettore ci ha aiutato molto, specie laddove l’installazione ha presentato delle criticità. Ad esempio, quando non è stato possibile posizionare i proiettori in un determinato punto del soffitto, perché in quel punto esatto non c’era la trave portante» commenta Siccardi. La funzione Lens Shift, in questo caso, ha permesso di posizionare i proiettori non esattamente come previsto dal progetto, ma leggermente disallineati, ottenendo comunque immagini perfette.
Leggeri e poco rumorosi – Questi proiettori hanno dimensioni ridotte (545x164x436 mm), caratteristica che ne semplifica notevolmente il collocamento anche in spazi complessi. «La loro leggerezza ci ha aiutato sul fronte della sicurezza: installandoli a soffitto abbiamo caricato meno peso del previsto, con benefici immediati. Inoltre, sono macchine molto silenziose». De Rosa e Siccardi esprimono un alto grado di soddisfazione anche per luminosità e colorimetria. «Il supporto tecnico di Epson è stato puntuale in ogni fase, garantendo continuità operativa e rapidità negli interventi, e la resa immersiva finale è stata definita spettacolare».


“Nella videoproiezione immersiva, lo spettatore non va illuminato, bensì va “avvolto” nelle immagini – C. De Rosa
LA SODDISFAZIONE DELL’UTENTE FINALE
Filippo Manfredi esprime grande soddisfazione per il progetto, sul piano tecnico e artistico. La collaborazione con i partner ha unito competenze tecnologiche, ingegneristiche e creative, permettendo di installare sistemi affidabili. Fondamentale, aggiunge, la scelta dei proiettori Epson, centrali nella riuscita del lavoro.
La risposta del pubblico è stata entusiastica: agli spettatori abituali si sono aggiunti famiglie, giovani e turisti, attratti dal nuovo linguaggio visivo. Per molti è stata la prima esperienza teatrale, vissuta in forma accessibile e immersiva. Gli spettatori hanno apprezzato la qualità visiva, confermando il valore dell’investimento. Il progetto detiene un primato: nessun teatro storico era mai stato trasformato in sala immersiva per un periodo prolungato. All’estero esistono modelli simili, ma in spazi museali o industriali.
Al Ristori una delle sfide più importanti era rispettare l’edificio, evitando interventi permanenti. Il risultato è un ambiente immersivo che conserva l’essenza teatrale, con immagini in alta definizione e audio immersivo. «Non sostituiamo la drammaturgia tradizionale, ma la arricchiamo con un linguaggio che unisce narrazione e tecnologia», conclude Manfredi.
Persone intervistate

Massimiliano Siccardi,
titolare di Siccardi Immersive Creations

Claudio Fabian De Rosa,
progettista di sistemi multimediali




