Il 13 e il 16 ottobre MEET Digital Culture Center dedica due serate alla scena artistica digitale di Montréal, con Luc Courchesne e Myriam Bleau, protagonisti di generazioni e linguaggi differenti. In programma un talk performativo sull’arte immersiva e una performance audiovisiva che indaga il rapporto tra corpo, tecnologia e identità.
News dal mondo Meet – Due appuntamenti per esplorare la vitalità della scena artistica digitale di Montréal attraverso linguaggi, generazioni e forme espressive differenti.
MEET ospita Luc Courchesne e Myriam Bleau per un doppio incontro dedicato all’arte immersiva, alla performance audiovisiva e al rapporto tra corpo, tecnologia e percezione.

Luc Courchesne e le origini dell’arte interattiva
Martedì 13 ottobre, dalle 18.30, torna a MEET Luc Courchesne, artista canadese e pioniere dell’arte interattiva e immersiva.
Protagonista di un nuovo appuntamento di Meet the Media Guru, Courchesne ripercorrerà in forma di talk performativo le tappe della propria ricerca, che fin dagli esordi ha esplorato nuove modalità di relazione tra opera e pubblico, trasformando lo spettatore in partecipante attivo.
Al centro della serata anche Wien Chiaroscuro, opera immersiva in realtà virtuale nata dai soggiorni dell’artista a Vienna tra il 2021 e il 2022. Il lavoro restituisce la capitale austriaca come uno spazio da attraversare tra immagini, incontri e frammenti di realtà, costruendo un paesaggio in cui esperienza personale e memoria si intrecciano.

Myriam Bleau e Nien Tzu Weng: il corpo diventa interfaccia
Venerdì 16 ottobre, dalle 21, sarà invece la volta della compositrice e artista digitale Myriam Bleau, premiata al Prix Ars Electronica e già ospite di festival internazionali come Sónar, MUTEK e Transmediale. Con lei la performer e coreografa Nien Tzu Weng, con cui porterà a MEET Second Self.
La performance audiovisiva esplora lo schermo come interfaccia tattile, protesi, maschera e specchio. Le due artiste indossano piccoli schermi LED dalle forme irregolari, realizzati su misura, e attraverso i propri gesti modificano in tempo reale suono e luce.
Il corpo diventa così uno strumento performativo e uno spazio di riflessione sul modo in cui le tecnologie trasformano la percezione di noi stessi e la costruzione della nostra identità.
Second Self è co-presentata con MUTEK, con il sostegno finanziario del Canada Council for the Arts e del Conseil des arts et des lettres du Québec, in collaborazione con Basemental.
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