Abbiamo colto l’occasione dell’avvicinarsi di MIR 2025 per parlare con alcuni system integrator di riferimento del mercato AV. Abbiamo chiesto loro, in particolare, dei verticali in maggiore fermento, delle evoluzioni del mondo corporate e del rapporto con l’IT. Le risposte di Roberto Callegari, amministratore di Prima Project.

Quali sono i verticali dove state vedendo inserirsi o crescere nelle installazioni un maggior numero di nuove tecnologie, dove c’è più fermento sul piano appunto delle novità tecnologiche?
Noi operiamo principalmente nel settore corporate, mi soffermo quindi sul descrivere quello che osserviamo in questo verticale.
I nostri clienti sono spesso aziende multinazionali di grandi dimensioni che ci preferiscono per il nostro approccio taylor made: cerchiamo di capire le esigenze per sviluppare una soluzione che il cliente possa indossare al meglio. Nella fase di studio verifichiamo gli ambienti, la tipologia di utenti e cosa richiede il cliente. Questo approccio ci porta spesso a progettare soluzioni differenti l’una dall’altra.
Ci confrontiamo poi spesso, oltre che con il tema della customizzazione, con quello della flessibilità: proponiamo soluzioni che consentono al singolo utente autonomia e personalizzazione. Mi spiego meglio attraverso un esempio: non basta mettere in una sala riunioni un monitor e una barra all-in one e considerare la sala finita; l’experience non soddisferà l’utilizzatore perché dovrà con il telecomando selezionare e richiamare i device e svolgere una serie di operazioni di attivazione che rendono il processo complicato. Viceversa, se andrò a integrare la sala con un sistema di controllo e automatizzerò delle funzioni, il cliente si sentirà più tranquillo e si potrà concentrare sulla propria riunione. Oltretutto, in questo ultimo periodo questa processo di semplificazione e miglioramento dell’experience ha fatto un ulteriore importante passo avanti grazie all’AI, che sta integrandosi in modo sempre più importante nelle soluzioni.
MIR inaugura quest’anno il Corporate Communication Pavilion. A proposito di Corporate, quali sono i fenomeni più interessanti che osservate in questo mercato?
Il cliente corporate è sicuramente “frizzante”, pronto a richiedere soluzioni che gli permettano di evolvere la sua experience e di trasmettere un senso di novità e attenzione per il futuro all’interno dell’azienda. Porto anche in questo caso un esempio, relativo a una installazione che abbiamo realizzato da poco, per rendere l’idea degli impatti positivi che alcuni upgrade possono offrire. Una grande azienda multinazionale nella sua unità produttiva, all’ingresso, aveva una bacheca lunga 4 metri per 1,40, sulla quale venivano attaccate le varie comunicazioni con dei classici fogli A4. Di fatto, nessuno dei dipendenti leggeva queste comunicazioni. Abbiamo installato un ledwall delle stesse dimensioni della bacheca, ma dove tutte le informazioni risultano contornate da filmati, e le dimensioni dei fogli variano nell’arco della giornata e dei giorni così da apparire agli occhi dei lavoratori sempre nuove. L’attenzione dei dipendenti è decisamente cresciuta; è stato un goal che il cliente ci ha riconosciuto.
Come vedete voi, system integrator AV, il mondo degli integratori IT? Per voi è concorrenza o possibilità di creare sinergie e collaborazioni?
Certamente è concorrenza, con qualcuno si collabora anche ma, per me che arrivo dal mondo audio video analogico, i modi di pensare e affrontare l’integrazione sono diversi. Noi partiamo sempre da uno studio, cerchiamo diverse soluzioni da proporre, siamo più riflessivi e cerchiamo di sottoporre soluzioni complete. Il mondo IT, per come lo vediamo noi, sembra sempre di corsa e dedica poco tempo a queste fasi preliminari.

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