Innovare la televisione significa puntare sulla qualità a tutto tondo: dalla produzione di contenuti dedicati al territorio al dettaglio delle immagini. L’esperienza di successo di Sicilia HD che utilizza le remote camera AW-HE130 di Panasonic.

Volume: SIAV_02_15 – Pagine: da 74 a 77

Puntare tutto sull’alta definizione: questo il punto nodale attorno al quale è stata ideata Sicilia HD, prima emittente televisiva locale in alta definizione sul digitale terrestre, nata da Panastudio Productions, gruppo editoriale che opera da oltre 20 anni nel territorio siciliano. 
Come ci spiega Francesco Panasci, titolare di Panastudio Productions e Direttore Editoriale di Sicilia HD: «Alta definizione concepita per l’intero processo di realizzazione delle trasmissioni, dalla produzione alla messa in onda, grazie a una volontà ben precisa di divulgare contenuti innovativi e il culto della qualità d’immagine». 
Il progetto tecnologico è innovativo e porta la firma di Salvatore Lombardo, General Manager di Professional Service, azienda cosentina che opera nel campo delle tecnologie Audio-Video Professionali e Broadcast.


Pionieri per il rilancio del settore


Uno studio di registrazione di Sicilia HD, sulla destra in alto la remota camera Panasonic AW-HE130.

L’unità di controllo AW-RP120 in sala di regia.

L’incontro tra questi due professionisti, avvenuto in modo casuale, ha dato il via ad un modo nuovo di concepire la televisione, inteso come investimento produttivo e rilancio del settore. «Da lungo tempo il settore soffre parecchio l’evoluzione di mercato – ci conferma infatti Francesco Panasci – e sembra essere caduto in una crisi profonda». Una volta varcati gli studi di Sicilia HD, sono gli stessi Panasci e Lombardo ad accoglierci e raccontarci come hanno concepito e sviluppato il proprio progetto. Ma iniziamo a vedere insieme chi è oggi Sicilia HD soffermandoci, di tanto in tanto, sulle motivazioni che hanno spinto l’editore a varare questa idea, oltre a cercare di analizzare quali siano stati i fattori principali che hanno portato il settore ad una flessione così decisa del mercato.


Alta definizione: concetto culturale da divulgare


Francesco Panasci, direttore editoriale dell’emittente Sicilia HD. A destra, Salvatore Lombardo, General Manager di Professional Service.

«Ho sviluppato il mio progetto di emittenza televisiva ponendo al centro di tutto l’alta definizione, intesa non tanto come tecnologia d’avanguardia ma come concetto culturale da divulgare». Non ha dubbi Francesco Panasci: «L’immagine deve sempre essere colta nella sua massima espressione e risoluzione. Questo deve diventare un messaggio chiaro e limpido, così come deve essere sempre piacevole la visione di contenuti per l’occhio dell’utente».Con questi presupposti nasce Sicilia HD, all’interno di una struttura sviluppata su due livelli, con 8 ambienti separati, tra studi televisivi, regia, locali destinati alla post produzione, ecc.


La scelta delle remote camera Panasonic

«La strategia migliore che può mettere in campo un editore con idee innovative è quella di racchiudere all’interno di un processo produttivo tutto quello che desidera il proprio target – continua Francesco Panasci.L’evoluzione tecnologica non deve mai essere sottovalutata, così come non lo devono essere le esigenze degli utenti che nascono di conseguenza. E pensando al mondo d’oggi, non possiamo più restare indifferenti ad un modo di fare comunicazione che in poco tempo è cambiato radicalmente. Oggi la televisione la facciamo tutti noi direttamente, i social network hanno preso il sopravvento con forza dirompente e rappresentano un mezzo di comunicazione potente, veloce, che impone un tempismo senza eguali. Per questa ragione, oltre a sviluppare l’idea, ho deciso di selezionare in modo accurato i dispositivi maggiormente adeguati al progetto. E Panasonic è stata la nostra prima scelta, perché ci ha garantito un rapporto qualità prezzo ideale, con camere tradizionali e remote che rispondono appieno alle esigenze di ripresa in alta definizione e sono adeguate per i nostri studi televisivi, oltre che per riprese da fare sul campo. Con le ottiche fornite in dotazione, inoltre, riusciamo a catturare una qualità d’immagine e di movimento spettacolare».


AW HE130, remote camera a 3 MOS

La qualità di questa remote camera è determinata da numerose prestazioni: la risoluzione Full HD 1080/60p disponibile via IP, 3G-SDI e HDMI, i tre sensori MOS da 1/2,86” che garantiscono una sensibilità eccellente e lo zoom ottico 20x con stabilizzatore d’immagine. Inoltre, la testa Pan/Tilt copre un’area di ripresa molto ampia, con un brandeggio orizzontale pari a ±175° e verticale pari a -30° / +210°.


Nuovi punti di ripresa le telecamere robotizzate


Il salotto della trasmissione “La tana del lupo”, uno dei talk show più rappresentativi dell’emittente.

L’idea di entrare in uno studio televisivo rievoca alla mente la presenza di telecamere, molto spesso posizionate su appositi carrelli, con dietro ogni operatore a manovrare questi potenti occhi tecnologici. È quanto appare visitando alcuni degli studi di Sicilia HD, le cui telecamere Panasonic, posizionate nei punti strategici, sono pronte a dare vita alle trasmissioni del palinsesto. Ma abbiamo scoperto sin dal primo scambio di battute che Francesco Panasci è un imprenditore al quale non piace costruire le cose in modo classico. Nello specifico, infatti, oltre alle telecamere tipiche da studio televisivo, il direttore editoriale ha dotato gli ambienti delle remote camera Panasonic AW-HE130. Scopriamo perché: «Sono leggere, versatili e semplici da utilizzare, che garantiscono un’elevata affidabilità e una definizione delle immagini di alto livello – ci spiega Panasci. Sono piccole ma garantiscono una qualità d’immagine al pari di quelle classiche da studio, e riservano notevoli vantaggi. Le dimensioni contenute consentono di integrare questi dispositivi nel contesto operativo, lasciandoli passare quasi inosservati: traspare la sensazione di stare in un salotto e non in uno studio televisivo. Gli stessi ospiti dimostrano maggiore naturalezza durante le trasmissioni. Non solo, le Panasonic AW-HE130 oltre a permettere di realizzare una televisione di qualità, consentono di contenere i costi di una struttura come Sicilia HD, soprattutto in termini di risorse umane. Grazie ad un sistema di controllo robotizzato, infatti, è possibile manovrare quattro di queste telecamere impiegando un solo operatore».


Televisione di qualità, non di quantità


L’intero processo di realizzazione delle trasmissioni, sia da studio che in esterna, avviene in HD, dalla produzione alla messa in onda Sicilia HD.

Uno scorcio della sala di regia. Tra telecamere e strumentazione di produzione, la maggior parte dei dispositivi di Sicilia HD sono targati Panasonic.

I punti cardine sui quali è stata fondata Sicilia HD, come abbiamo già ribadito, hanno come denominatore comune la qualità. Lo stesso Salvatore Lombardo ci esprime in poche parole con quali must è stato progettato questo esempio di televisione moderna: «È giunto il tempo di andare oltre i contenuti più tradizionali e omologati che da tempo la televisione ci ha abituati a vedere. Strutturare la produzione di contenuti in una forma snella, rispettando i canoni dell’alta definizione, consente di affiancare la Tv al modo di comunicare maggiormente usato in questi anni, soprattutto attraverso i canali social. Naturalmente, il tutto senza intaccare la sfera dedicata alla qualità. La stessa autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il sistema di controllo AGCOM, punta su una televisione di qualità e non di quantità. Nonostante il momento di stasi, il margine di innovazione del settore rimane alto ed esiste un pubblico esigente che vira verso prodotti, soluzioni e servizi di livello. Le stesse nuove generazioni lasciano trapelare il tracciato che la televisione deve fare, i giovani infatti oggi nascono e crescono abituati di default all’alta definizione. E con Sicilia HD abbiamo mirato subito l’attenzione su questo concetto, improntando tutto il processo di produzione completamente in HD con risoluzione 1920×1080».


Strutturare gli studi in modo oculato


Uno scorcio di uno degli studi dell’emittente televisiva siciliana.

«La crisi economica delle emittenti televisive non è solo legata alle pubblicità, ma al vecchio modo di fare televisione e di strutturare gli studi – continua la sua analisi Salvatore Lombardo. Bisogna superare il concetto dello studio televisivo di un tempo, realizzato con numerosi operatori all’interno. La tecnologia oggi consente di cambiare i mezzi e contenere i costi. Nel nostro caso, abbiamo puntato su telecamere remotate che ci hanno consentito un risparmio notevole pur garantendo ai nostri contenuti un servizio qualitativo di alto livello. Grazie ad una soluzione poco invasiva come questa, gli stessi talk show risultano più naturali. Pensiamo infatti di passare dal classico studio televisivo, in presenza di diversi cameraman che si muovono spostando le telecamere e creando quell’effetto di soggezione, ad un ambiente privo di operatori con la strumentazione totalmente integrata all’arredo. È evidente che si passa da un potenziale elemento di disturbo ad una situazione di agio totale. Non solo, le telecamere Panasonic AW-HE130 oggi ci consentono di realizzare progetti differenti e impostare scenari innovativi. Grazie alle misure contenute di questi dispositivi, infatti, non esistono limiti di posizionamento; ciò consente di produrre contenuti variando totalmente i punti di ripresa e di prospettiva. Allo stesso tempo, l’utilizzo di queste camere remote ci consente di dare vita a riprese in esterna. Non a caso, proprio durante il periodo estivo, è stata realizzata una trasmissione in movimento per le strade della Sicilia, alla scoperta delle province della regione isolana».


Passaggio al digitale: cosa non ha funzionato

È stata una migrazione epocale per la televisione, il passaggio al digitale. Dopo questo evento l’intero panorama televisivo è mutato sul territorio nazionale così come sono cambiati gli equilibri tra le emittenti televisive. Con una breve analisi, Salvatore Lombardo evidenzia i fattori che hanno penalizzato la qualità delle trasmissioni televisive: «Chi vive nell’ambiente televisivo, sa che con il passaggio al digitale, le emittenti televisive si sono ritrovate a scegliere se utilizzare una certa quantità di banda per trasmettere pochi canali con un’elevata qualità oppure dare luogo a molti canali con una qualità più bassa. Purtroppo, la maggior parte degli editori, non ha pensato di sfruttare l’opportunità di mercato seguendo quella che poteva essere la naturale evoluzione tecnologica, ma ha solo intravisto un’opportunità di business ritenendo conveniente e intelligente vendere gli spazi televisivi. Pertanto, pur aumentando a 24 Mb/s la banda a disposizione, quasi tutte le emittenti hanno sfruttato per sé dai 2 ai 4 Mb/s, virando verso una televisione di qualità inferiore. Tutto ciò ha contribuito a diminuire di molto il livello delle trasmissioni e, in modo inversamente proporzionale, sono aumentati i canali della stessa emittente con palinsesti che, confrontati, alla fine risultano simili, magari concepiti in modo identico ma programmati ad orari differenti».


Storage: vero patrimonio delle emittenti


Immagine che illustra lo schema a blocchi studi produzione

Difficile pensare che, in un’era dove l’alta definizione la fa da padrona, si possa decidere di dare ancora spazio all’SD. Lo ribadisce fortemente Francesco Panasci: «Il vero patrimonio di un’emittente televisiva è sicuramente rappresentato dal proprio archivio e averlo direttamente in HD costituisce un investimento anche per il futuro; al contrario, penalizza possedere un vasto repertorio acquisito in SD, con risoluzioni che tra breve non saranno più utilizzabili. Un processo di acquisizione, quello in alta definizione, perlopiù ignorato da molte televisioni che continuano ancora ad produrre direttamente in SD. Al momento, per dare spazio a tutti e raggiungere a 360° tutti gli utenti, Sicilia HD ha pensato alla formula simulcast, per trasmettere in parallelo due segnali, HD e SD. Pertanto, per l’HD la messa in onda acquisisce direttamente i file provenienti dai server e li manda in onda in alta definizione. Per la versione a standard definition, invece, viene eseguito un downscale della versione HD».


Messaggio per gli editori televisivi


Tutto l’entourage operativo di Sicilia HD è rappresentato da ragazzi giovani, la cui età media non supera i 30 anni.

A conclusione di una panoramica generale sul mondo delle emittenti televisive, Francesco Panasci racchiude in poche battute il suo pensiero su come gestire al meglio un’emittente televisiva: «La vera sfida di un editore è quella di rendere un’emittente televisiva efficiente, al massimo delle capacità tecniche e produttive; deve essere abile nell’integrare i sistemi, valutando con intelligenza il rapporto qualità/ prezzo della strumentazione. Oggi, si riesce a realizzare con molto meno ciò che un tempo si doveva costruire con grandi cifre. Uno dei tasselli più importanti rimane la capacità di trovare un system integrator attento al rapporto costi/benefici. Strutturare un’emittente, però, significa anche pensare ai professionisti che ci lavorano. Io ho puntato molto sui giovani, basti pensare che il nostro responsabile tecnico ha 26 anni e il più grande del gruppo ne registra 30. Affidarsi ai giovani lo consiglio vivamente – conclude Francesco Panasci – la passione li guida a fare sempre meglio, a curiosare, ad aggiornarsi e proporre idee sempre innovative; senza dimenticare che proprio loro conoscono a menadito il modo più efficace per comunicare nell’era odierna. Allo stesso modo, con queste premesse, è semplice capire che l’approccio dei nostri operatori alle nuove remote camera è stato rapido, quasi naturale».