In vista di MIR 2026, abbiamo intervistato Adriano D’Alessio, General Manager di Lightware Italia, per analizzare le dinamiche del mercato, i settori in crescita, la partecipazione alla fiera e il valore di MIR come piattaforma di incontro per gli operatori del settore.
In un contesto di mercato più complesso e meno prevedibile rispetto agli anni precedenti, il 2025 ha rappresentato una sfida significativa per molti operatori del nostro mercato. Come avete affrontato questo scenario?
Il 2025 è stato un anno che ha messo alla prova un po’ tutti, e sarebbe ipocrita negarlo. L’incertezza è diventata una costante con cui fare i conti, non un’eccezione temporanea. Ma è proprio in questi momenti che la struttura agile di Lightware si rivela un vantaggio concreto: quando il mercato manda segnali deboli, noi riusciamo a captarli prima e a trasformarli in soluzioni prima che diventino ovvi a tutti.
Il 2025 ci ha permesso di rafforzare la presenza in mercati dove fino a poco prima eravamo ospiti occasionali. La nostra capacità di gestire i nuovi standard video — su tutti l’USB-C — si è rivelata una carta vincente: abbiamo potuto offrire ai partner soluzioni concrete e mature. Il risultato è stato tangibile: sale multimediali pronte ad un BYOD senza compromessi.
Che soluzioni portate a MIR 2026 e cosa vi racconta o vi chiede più spesso chi viene a visitare lo stand?
A MIR 2026 portiamo una delle evoluzioni più significative della nostra piattaforma Taurus, estesa su rete secondo gli standard SDVOE, con tutte le funzionalità che chi conosce già la piattaforma si aspetta, ma con la flessibilità e la scalabilità che solo un’architettura di rete può offrire. In pratica, portiamo il meglio del mondo AV tradizionale nell’infrastruttura IP, senza costringere gli installatori a scegliere tra prestazioni e semplicità di gestione.
Chi passa allo stand ci racconta sempre la stessa storia, con sfumature diverse: la complessità crescente degli ambienti da gestire, la pressione a fare di più con meno risorse, e la difficoltà di trovare soluzioni che tengano il passo con le aspettative degli utenti finali senza esplodere in termini di costi e tempi di installazione. È esattamente il problema che Taurus su SDVOE è progettata per risolvere.
Qual è il valore differenziante che porta MIR – AV Connect, e in che modo partecipare può contribuire alla vostra competitività sul mercato?
MIR – AV Connect è per noi prima di tutto un momento di confronto reale con il mercato. In un settore che si evolve rapidamente, incontrare di persona partner, installatori e system integrator vale molto più di qualsiasi analisi a tavolino.
È lì che capisci dove sta andando il mercato, cosa funziona davvero e cosa invece resta solo una bella promessa tecnologica. Per un’azienda come Lightware, che punta ad anticipare le esigenze più che a rincorrerle, questo tipo di aggiornamento diretto è prezioso.
E poi c’è il lato del networking: consolidare le relazioni esistenti e aprirne di nuove, in un contesto dedicato e qualificato, è un valore che non va sottovalutato.
Quali verticali di mercato pensate potranno dare le migliori soddisfazioni nel 2026?
Stiamo guardando con grande attenzione al mondo dell’Education e al Corporate. Sono due verticali che hanno in comune una cosa: la necessità crescente di ambienti flessibili, dove tecnologia e semplicità d’uso devono coesistere.
Gli ambienti didattici chiedono sempre più soluzioni che si adattino a modalità ibride senza richiedere competenze tecniche agli utenti finali.
Il Corporate, d’altra parte, spinge forte sul BYOD e sulla qualità dell’esperienza nelle sale riunioni — esattamente il terreno su cui Lightware si muove con più naturalezza.
E poi c’è un terzo verticale su cui, diciamolo onestamente, guardiamo con sentimenti contrastanti: il mercato militare e della difesa. Non è certo il segmento a cui un’azienda come la nostra guarda con entusiasmo per vocazione, ma la realtà del momento storico che viviamo parla chiaro.
Gli investimenti in questo settore sono in forte crescita a livello europeo, e le esigenze tecnologiche — dalla gestione sicura dei segnali video alla resilienza delle infrastrutture AV — sono sfide in cui le nostre competenze trovano applicazione diretta.
Lo affrontiamo con la serietà che merita, consapevoli che anche in contesti difficili la tecnologia può contribuire a soluzioni più sicure ed efficienti.
Crediamo che tutti e tre questi mercati offriranno opportunità concrete nel 2026, soprattutto per chi è in grado di offrire soluzioni scalabili e davvero pronte all’uso.
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