La Basilica fiorentina di Santa Croce ha rinnovato il proprio sistema audio con un impianto moderno e non invasivo, capace di coprire un’area più ampia della chiesa e garantire un’eccellente intelligibilità del parlato e dei contenuti musicali. Tecnologia Bose Professional, system integrator Energy Audio.
La basilica di Santa Croce, nel centro storico di Firenze, oltre che chiesa francescana fra le più note e grandi al mondo, rappresenta il tempio dell’arte medioevale e rinascimentale italiana con al suo interno le opere di maestri come Cimabue, Giotto, Donatello e Brunelleschi, solo per citarne alcuni.
Inoltre tra le sue navate si conservano le tombe di personaggi come Michelangelo, Galileo, Machiavelli, Foscolo e quelle di artisti, scienziati, letterati, e politici che – tutti insieme – hanno contribuito alla nascita dell’identità nazionale.
In un luogo di così grande valore religioso e storico-artistico, capace di accogliere ogni anno migliaia di fedeli e visitatori da tutto il mondo e di ospitare celebrazioni e iniziative culturali, la qualità della diffusione sonora e l’intelligibilità del parlato assumono un’importanza fondamentale.
Da qui l’esigenza di sostituire i vecchi dispositivi di diffusione sonora, divenuti ormai vetusti e non pienamente funzionanti, con un impianto audio moderno ed efficiente, capace di coprire un’area molto più ampia della basilica, e non solo una parte della navata centrale. Tale rinnovamento è stato reso possibile grazie alle avanzate tecnologie dei dispositivi Bose Professional e a un accurato lavoro di progettazione e installazione.
A raccontarcelo sono Marco Pancani, già responsabile Area Tecnica dell’Opera di Santa Croce – l’ente che si occupa della conservazione, restauro e valorizzazione del complesso monumentale di Santa Croce – e con Fabio Canfailla, titolare e direttore tecnico di Energy Audio, l’azienda alla quale è stato affidato il lavoro di integrazione da parte di Omikron S.N.C., l’azienda fiorentina che ha l’appalto con Opera di santa Croce per la manutenzione e i servizi tecnici audio e video.
LA SFIDA: DOTARSI DI UN IMPIANTO AUDIO EVOLUTO E SEMPRE EFFICIENTE
Prima di illustrare le esigenze che hanno portato l’Opera di Santa Croce a rinnovare l’impianto audio della basilica, una breve premessa circa le origini di quest’ultima e la sua architettura interna, utile a una maggiore comprensione del contesto in cui ci troviamo.
Iniziamo col dire che quello di Santa Croce è un ‘complesso monumentale’. Il complesso, che oltre alla Basilica include gli spazi conventuali, il Cenacolo, la Cappella Pazzi e i chiostri, custodisce anche una straordinaria collezione di oltre quattromila opere. In particolare la prima pietra della basilica attuale – oggetto di questo Case Study- venne posata nel 1294 (o 1295, la data è controversa), successivamente l’edificio fu oggetto di numerosi ampliamenti e modifiche.
La struttura interna giunta fino a noi è quella di una chiesa con una pianta a forma di T (detta anche “pianta a croce egizia” o “a croce commissa”), caratterizzata da un transetto molto esteso (attorno ai 74 metri) e da tre navate, di cui quella centrale (lunga 115 metri per 38 di ampiezza) è particolarmente imponente.
Si tratta, dunque, di una struttura interna maestosa con un altare maggiore che si affaccia sulla navata centrale e una serie di altari laterali, oltre a numerose cappelle nel transetto.
Fatta questa premessa, passiamo a dare voce alla sfida, evidenziando le criticità dalle quali trae origine.
Era arrivato il momento di rinnovare l’impianto audio con una soluzione di nuova concezione, più moderna ed evoluta dal punto di vista tecnologico – M. Pancani
Rinnovare dispositivi audio datati – L’obiettivo principe era quello di mettere mano a un impianto audio – spiega Marco Pancani – risalente ormai a oltre vent’anni fa, con tutte le criticità legate a soluzioni e a tecnologie ormai obsolete. Era dunque giunto il momento di intraprendere un’opera di ammodernamento mediante un impianto di nuova concezione, tecnologicamente evoluto.
Porre fine al problema delle interferenze radio – La peculiarità del vecchio impianto (quella che maggiormente creava difficoltà sotto il profilo tecnico) – prosegue Pancani – era data dal collegamento radio tra i diffusori installati. «Questo, spesso, veniva interferito da segnali in radiofrequenza provenienti da sorgenti esterne, l’intelligibilità del parlato veniva meno e comprometteva il corretto svolgimento delle funzioni religiose». Quindi, un altro obiettivo era poter disporre di un impianto audio sempre pienamente funzionante, privo di interferenze e distorsioni.
Sonorizzare in modo più uniforme la basilica – «Un’ulteriore esigenza espressa dalla committenza era correlata alla copertura acustica di uno spazio molto più ampio della chiesa. Il precedente impianto copriva soltanto parte della navata centrale – fa notare Marco Pancani – escludendo i due bracci del transetto e le navate laterali, col risultato di un sistema di diffusione sonora non uniforme e, di conseguenza, di un’intelligibilità del parlato poco chiara».
LA SOLUZIONE: DIFFUSORI ATTIVI PER LA COPERTURA DI ALTARE, NAVATA CENTRALE E TRANSETTO
Entriamo ora nel vivo della soluzione adottata, illustrando nel dettaglio il nuovo impianto audio realizzato per la basilica di Santa Croce.
Non prima, però, di evidenziare un aspetto del lavoro di progettazione che – come anticipa Fabio Canfailla – ha tenuto conto dei punti esatti in cui erano stati installati i dispositivi del precedente sistema audio, senza stravolgerli. «Dopo due simulazioni fatte col software 3D Modeler di Bose Professional, si è deciso di adattare il nuovo impianto ai passaggi di quello che andavamo a sostituire, focalizzandoci – come vedremo – sulla prima e sulla quarta colonna della navata centrale».
Diffusori Bose Professional MSA12X configurati in stack– Canfailla spiega che, grazie alla collaborazione con Exertis AV, sono stati selezionati i diffusori Bose Professional MSA12X. Si tratta – precisa il system integrator – di diffusori attivi, ovvero con amplificatore integrato, scelti in quanto particolarmente flessibili nella copertura sonora. «Sono caratterizzati dalla possibilità di generare due lobi sonori indipendenti, che permettono di direzionare il suono in modo mirato, dove serve, arrivando a coprire aree diverse con fasci differenti. Dunque, anche mantenendo il diffusore parallelo alla parete, possiamo dargli un’inclinazione e un’ampiezza del fascio tali da riuscire, ad esempio, a coprire sia l’altare, sia l’area in cui si trovano i fedeli, comprese navata centrale e navate laterali». Nell’installarli, si è deciso di configurarli in stack, posizionandoli direttamente uno sopra l’altro fino a un massimo di tre, creando così una “colonna acustica” alta tre metri, in grado di gestire meglio il rischio di riflessioni sonore elevate.
Copertura della navata centrale e del transetto – Per la precisione, nella navata centrale sono stati installati due stack da tre diffusori MSA12X: uno sulla prima colonna di destra e l’altro sulla prima colonna di sinistra, oltre ad altri due stack da tre sulla quarta colonna di destra e di sinistra. In questo modo, la navata centrale è stata completamente coperta. Inoltre, sempre sulla prima colonna della navata centrale, a destra e a sinistra, si trovano due stack da due, uno rivolto verso la parte destra del transetto, l’altro verso la parte sinistra. Questa configurazione (e date le caratteristiche dell’MSA12X esplicitate dal system integrator) garantisce un ascolto ottimale anche nelle navate laterali.
Si è scelto di configurare i diffusori in stack, creando una vera e propria “colonna acustica” pensata per limitare le riflessioni sonore e migliorare la chiarezza del suono. – F. Canfailla
Diffusori Bose Professional singoli indirizzati verso l’altare – Infine, sulla prima colonna della navata centrale, a destra e a sinistra, sono stati installati anche due Bose Professional MSA12X singoli, rivolti verso l’altare. Per quanto riguarda, invece, la riverberanza, ritenuta una delle maggiori sfide legate alla progettazione di impianti audio nei luoghi di culto (specie in presenza di materiali quali il marmo), Canfailla racconta come, in realtà, all’interno della basilica di Santa Croce, rispetto ad altre chiese, questa criticità sia presente in maniera ridotta. «All’interno della basilica – sottolinea – la voce si percepisce bene. Probabilmente, questo è dovuto all’altezza delle navate, la quale fa sì che la potenza della voce non riesca a rimbalzare e a tornare indietro». In ogni caso, la tecnologia dei diffusori adottati rappresenta una valida soluzione contro gli effetti della riverberanza ambientale all’interno di un contesto di questo tipo.
Processore Bose Professional ControlSpace EX-1280 per la gestione di tre scenari – Si tratta di un processore versatile, dotato di molteplici funzionalità. In questo caso specifico, gestisce le sorgenti di ingresso (cioè i microfoni presenti nell’area dell’altare), i canali in uscita (i diffusori posizionati nella basilica) e i diversi scenari impostati. Riguardo a questi ultimi, il system integrator fa notare che ne sono stati previsti tre, assai semplici: il primo fa riferimento a una chiesa gremita, in cui vengono attivati diffusori di altare, navata centrale e transetto (questi ultimi rimandano alle navate laterali); il secondo a una celebrazione ‘normalmente partecipata’, in cui vengono attivati solo altare e navata centrale; il terzo scenario, infine, è quello delle messe feriali, durante la settimana, dove normalmente vengono occupate soltanto le panche delle prime file, con una diffusione che, dall’altare, si limita solo a una parte della navata centrale.
Uno scenario dedicato ai concerti in basilica – Oltre alle funzioni religiose, è prevista anche la programmazione per concerti all’interno della chiesa. Il ControlSpace EX-1280 – rimarca Canfailla – è il cervello dell’impianto. Per fare in modo che possa continuare a funzionare anche in caso di interruzione di corrente, è stata creata un’alimentazione secondaria mediante un commutatore elettrico che assicura la continuità del servizio. Funzione, questa, particolarmente utile in caso di blackout durante gli eventi musicali. La gestione da parte del sagrestano è molto semplice, poiché c’è solo un interruttore di corrente che alimenta tutto. C’è anche un’App per la gestione e il controllo da remoto, anche se l’esplicita richiesta della committenza – ricorda Canfailla – era legata alla massima semplicità di utilizzo dell’impianto.
Segnale distribuito attraverso rete Dante – Ricordiamo che i diffusori MSA12X si controllano via Ethernet e integrano il protocollo Dante, grazie al quale la distribuzione dei segnali gode dei vantaggi propri di una rete LAN, compresa la possibilità, in futuro, di espandere l’impianto. E, proprio in merito alla realizzazione della rete LAN, Canfailla – come anticipato all’inizio del paragrafo – spiega che sono state sfruttate le canalizzazioni già presenti, realizzate in passato, quando, in seguito all’alluvione del 1966, il pavimento della basilica fiorentina fu completamente rifatto.
Invisibilità dei dispositivi installati – Come per ogni luogo di culto e ogni sito dall’elevato valore storico artistico, anche in questo contesto – tiene a specificare il system integrator – grande attenzione è stata posta al rispetto dell’estetica, in linea con i vincoli di tutela imposti dalla Soprintendenza per la tutela dei beni culturali. L’impatto provocato dalla nuova installazione è stato reso minimo sia grazie all’estetica elegante e discreta dei diffusori MSA12X, sia grazie alla verniciatura ad hoc, in modo da renderle dello stesso colore delle colonne della navata. Infine, è stato di grande aiuto anche il supporto dei restauratori – racconta Canfailla – nel fissaggio delle staffe alle colonne, in modo da risultare non invasivo e discreto.
LA SODDISFAZIONE DELL’UTENTE FINALE E DEL SYSTEM INTEGRATOR
Il risultato finale è quello di un impianto di grande efficienza ma, al tempo stesso, di massima semplicità di utilizzo, per il quale Marco Pancani esprime pieno apprezzamento.
«Si tratta di un impianto estremamente moderno – ci tiene a evidenziare – e con un impatto positivo sull’uniformità della diffusione sonora, sull’intelligibilità del parlato e dei contenuti musicali durante i concerti in basilica. Insomma, abbiamo risolto tutti i problemi sorti col vecchio sistema audio». Racconta anche un episodio emblematico che, da solo, dà l’idea del grande salto di qualità compiuto.
«Alcuni mesi dopo la realizzazione del nuovo impianto, la basilica ha ospitato un concerto della celebre cantante Noa (Achinoam Nini). In effetti, oltre al grande successo di pubblico ottenuto, quell’evento ha attirato l’attenzione dei responsabili di un altro importante luogo di culto della città, rimasti favorevolmente colpiti dalla qualità del suono all’interno della chiesa. Colpiti al punto da desiderare un sistema audio simile».
Anche riguardo alla collaborazione col system integrator, Pancani si considera pienamente soddisfatto. «C’è stata molta disponibilità e attenzione da parte di Energy Audio. L’ipotesi iniziale del progetto, definita sulla base delle esigenze da noi espresse, è stata via via perfezionata, per andare incontro alle necessità messe in luce da altri soggetti interessati, a partire dalla Soprintendenza per la tutela dei beni culturali».
«Ci hanno seguito in tutte le successive richieste di variazione del progetto iniziale – prosegue – rielaborandolo più volte e confrontandosi con noi sui risultati che via via emergevano, oltre a suggerirci la scelta più idonea quando qualcosa non quadrava alla perfezione».
A sua volta, Fabio Canfailla si dice soddisfatto della collaborazione con Exertis AV e della scelta del marchio Bose Professional, sempre garanzia di elevata qualità, sia dal punto di vista delle tecnologie utilizzate sia sotto il profilo dell’assistenza al cliente.
BOX – IL SUONO CHE RISPETTA IL SILENZIO: UN PROGETTO IN EQUILIBRIO TRA TECNOLOGIA E SACRALITÀ
Moreno Zampieri, Regional Sales Engineer di Bose Professional, ha affiancato Fabio Canfailla nella progettazione dell’impianto audio descritto. Gli abbiamo chiesto di raccontarci quale sia, secondo lui, il tratto distintivo del lavoro svolto.
«Il progetto di sonorizzazione – spiega Zampieri – ha valorizzato appieno le caratteristiche acustiche della basilica. Nonostante le sue dimensioni imponenti, il tempo di riverbero medio si aggira tra i 6,5 e i 7 secondi, un valore relativamente contenuto per una cattedrale. Questo rende l’ambiente acusticamente un po’ più facile da gestire, meno ostico alla diffusione del parlato e della musica liturgica, che risultano entrambi più definiti.»
Grazie a queste condizioni acustiche, è stato possibile realizzare un’installazione volutamente essenziale, con solo quattro punti audio, due colonne all’inizio della navata centrale e due in quarta fila.
«In genere – osserva Zampieri – è necessario posizionare gli speaker sui muri delle navate laterali, orientati verso la navata centrale. In questo caso, invece, abbiamo potuto utilizzare direttamente le colonne portanti, riducendo la distanza dai fedeli seduti nella navata centrale e migliorando la qualità del dettaglio vocale. Con soli quattro stack si è raggiunta una resa sonora chiara e definita anche a 50 metri di distanza».