Il Vecomp Theatre è la spettacolare sala eventi che ammiriamo oggi, grazie a un inedito intervento sulla sua struttura e all’adozione di soluzioni video immersive. Peculiare il suo essere “ruotata di 90 gradi”, con la videoproiezione che avviene in edge blending sul lato lungo della sala. I videoproiettori installati sono Panasonic. La soluzione per la gestione dei contenuti multimediali è di Media&tech.
Il Vecomp Theatre è una sala immersiva per eventi da 150 posti situata nella sede veronese dell’azienda informatica Vecomp Spa Società Benefit che, una decina di anni fa, ha deciso di ideare al proprio interno uno spazio dedicato essenzialmente alla formazione di professionisti e imprese.
Oggi quello spazio si presenta completamente trasformato, sia nella struttura sia nelle finalità e perfino nel nome, così come nella dotazione tecnologica. Quest’ultima, per quanto riguarda la parte video, si basa su un’avanzata soluzione di videoproiezione immersiva, realizzata mediante quattro videoproiettori di ultima generazione configurati in edge blending e un mediaprocessore.
Nell’attuare questo rinnovamento, Vecomp si è affidata ai videoproiettori firmati Panasonic e al sistema sviluppato da Media&tech per la gestione dei contenuti multimediali e la regia della sala.
Ne parliamo con Massimo Sbardelaro ed Emanuele Scapini, rispettivamente Presidente CDA e Responsabile Regia e Facility di Vecomp, e con Moreno Stornelli, AD di Media&tech Srl.
La sfida: rendere la sala corsi un ambiente tecnologicamente evoluto
Prima di addentrarci nelle dinamiche che hanno dato origine alla sfida, facciamo un passo indietro per conoscere più da vicino la sala eventi oggetto della trasformazione strutturale e tecnologica.
Massimo Sbardelaro ci racconta come, in realtà, quello che oggi conosciamo come ‘Vecomp Theatre’ sia nato come ‘Vecomp Academy’, spazio creato dall’azienda nel 2015 con l’obiettivo primario di organizzarvi corsi di formazione rivolti a studi di commercialisti, di consulenti del lavoro e di avvocati, oltre che a piccole e medie imprese, ai quali proponeva – e tuttora propone – software gestionali della Sistemi Spa di Torino.
«La sala era uno spazio rettangolare con 90 posti a sedere rivolti verso la parete più corta e una superficie di proiezione di 6 – 7 metri che occupava la stessa parete. Una tipica aula corsi aziendale, insomma, dotata di un videoproiettore professionale». Ma negli anni – spiega il Presidente di Vecomp – si è verificato un cambiamento importante nell’affluenza di pubblico.
«In particolare, con l’introduzione dei corsi sulla fatturazione elettronica, ci siamo trovati di fronte a una sala sempre più gremita, con un flusso molto più importante di clienti interessati alla tematica. È a quel punto che abbiamo iniziato a porci il problema della visualizzazione dei contenuti da parte dei partecipanti seduti da metà sala fino in fondo, nelle ultime file. Perché un conto è proiettare immagini, filmati o contenuti in PowerPoint, diverso, invece, è proiettare schermate di programmi – come quelli dedicati alla fatturazione elettronica – in cui i caratteri sono spesso molto piccoli e di difficile visualizzazione per chi è distante dalla parete di proiezione».
La rotazione della sala di 90° ha rappresentato un primo cambiamento importante che, avvicinando gli spettatori allo schermo, ha migliorato la loro esperienza visiva, facendoli sentire più coinvolti.
M. Sbardelaro
Iniziava, dunque, a emergere la necessità di una comunicazione multimediale che fosse efficace per tutti all’interno della sala.
«La questione – prosegue Sbardelaro – venne momentaneamente risolta installando, a metà sala, dei monitor di rimando. Però si trattò di un intervento realizzato da noi in maniera un po’ ‘artigianale’. Un guasto a uno degli extender video utilizzati durante le presentazioni fu l’occasione per trovare una soluzione migliore, dandomi così un primo input alla creazione di un ambiente più moderno, tecnologicamente evoluto, in linea con le mutate esigenze della sala».
Quella prima idea di rinnovamento si consolidò da lì a poco.
La soluzione: riorganizzazione degli spazi e videoproiezione in edge blending
«In occasione di un evento sul connubio tra tecnologia e design – ricorda Sbardelaro – sono rimasto affascinato dalla sala che lo ospitava e dall’esperienza immersiva che ho vissuto al suo interno; mi sono quindi convinto di riproporre con Vecomp qualcosa di altrettanto affascinante». La sala di cui parla Sbardelaro si trovava nello showroom di Media&tech, azienda che sviluppa soluzioni AV innovative e di facile gestione, di cui è titolare Moreno Stornelli. Questo incontro, del tutto casuale, tra Massimo Sbardelaro e Moreno Stornelli è stato decisivo nel guidare Vecomp lungo il percorso di ammodernamento della sala corsi di Vecomp, a partire dalla riorganizzazione degli spazi interni.
«Come prima cosa – continua Sbardelaro – Stornelli ci ha consigliato di ruotare di 90° la sala. E questo ha significato trasformare la parete lunga, che allora misurava attorno ai 12 metri, nella superficie di proiezione, di conseguenza anche le sedute sono state ruotate di 90 gradi orientandole verso la stessa parete».
Successivamente, la sala – che si trova al piano -1 dell’edificio – ha subito un altro cambiamento nelle dimensioni.
«Per renderla ancora più ampia, siamo riusciti a sottrarre spazio al parcheggio esterno adiacente, facendo in modo che raggiungesse i 18 metri di lunghezza. L’altezza, invece, eliminando il controsoffitto, è stata portata a 3 metri».
In questo modo, la capienza è passata da 90 a 150 posti a sedere, mentre la superficie di proiezione è stata allungata di 6 metri.
Si è trattato di un cambio di struttura importante, che ha avvicinato di molto gli spettatori allo schermo e al relatore, migliorando la loro esperienza e – grazie a una parete di proiezione più grande, in lunghezza e in altezza – facendoli sentire immersi in tutto quello che accade sul palco.
Stornelli aggiunge che la rotazione della sala in orizzontale non risolve soltanto il problema della visualizzazione dei contenuti da parte di chi è nelle ultime file. Ma va oltre.
«Si tratta della comunicazione tra relatore e platea. E non è questione di ‘fare spettacolo’. Anche durante un semplice corso di contabilità, in cui vengono proiettate soltanto slide, se la sala si sviluppa orizzontalmente e possiede uno schermo di 18 metri di fronte a 5 – 6 file di poltrone, il relatore è in grado di guardare le persone una ad una, creando, in questo modo, un engagement più forte con loro, al di là del tema trattato dal corso».
Dopo la riorganizzazione degli spazi, il processo di rimodernamento della sala ha riguardato anche la parte tecnologica e, nello specifico, i dispositivi di videoproiezione, con la scelta di installare quattro videoproiettori Panasonic PT-REQ12 configurati in edge blending, con ottiche ultracorte diritte (non a specchio) modello ET-C1U100.
In particolare, la configurazione dei videoproiettori in edge blending consente di riprodurre immagini assai ampie e senza soluzione di continuità, garanzia di un’esperienza coinvolgente, immersiva, all’interno della sala.
Approfondimenti e punti di valore
Chiarita la configurazione dell’impianto, entriamo ora nel merito di alcuni elementi che contraddistinguono l’installazione.
La scelta dei Panasonic PT-REQ12 – Perché è stato scelto questo tipo di proiettori? «Dopo diverse valutazioni e anche a seguito di test effettuati con il cliente finale, è stato scelto quello che è risultato il prodotto migliore per questo tipo di applicazione – commenta Stornelli – In particolare, la tecnologia DLP di questi videoproiettori permette di ottenere un nero profondo e uniforme. La luminosità di 12mila lumen genera una proiezione brillante e, in una sala di queste dimensioni, garantisce una resa ottimale dei contenuti.
Ci tenevo molto, per Vecomp, che lo spettatore percepisse questa brillantezza, in modo tale che ne venisse coinvolto, che si emozionasse. Perché ciò che conta è la user experience: chi assiste all’evento deve lasciare la sala con un ricordo, con un entusiasmo che fa la differenza».
Ottiche ultracorte per evitare ombre sullo schermo – Riguardo alle ottiche, la scelta è ricaduta come già accennato sul modello ultracorto Panasonic ET-C1U100.
Grazie a queste ottiche, si è potuto posizionare i proiettori vicino alla parete di proiezione a circa 1 metro e 40 distanza. Il vantaggio principale riguarda la gestione delle ombre: «In questo modo, chi è sul palco può avvicinarsi fino a 30, 40 centimetri dallo schermo senza creare ombre, camminando tranquillamente con l’immagine intatta e nitida alle sue spalle. Anche questo aspetto ha un impatto positivo sulla comunicazione e sull’esperienza visiva della platea».
Entrando più nello specifico, queste ottiche si distinguono per una elevata luminosità (f=2.1), per le lenti in vetro asferico progettate per ridurre al minimo la dispersione della luce e la aberrazione cromatica, oltre che per la possibilità di poter regolare la messa a fuoco sia al centro dell’immagine che ai bordi, aspetti tutti determinanti quando si osserva la proiezione da molto vicino.
Luminosità triplicata – In merito, invece, alla luminosità dei nuovi videoproiettori, da rimarcare il salto di qualità: i proiettori precedenti avevano una luminosità di 4.500 lumen ciascuno. Questi, come rimarca Scapini, raggiungono complessivamente un totale di quasi 50.000 lumen (4 proiettori da 12mila lumen ciascuno). La potenza luminosa è dunque sostanzialmente triplicata. «Devo ammettere che siamo rimasti impressionati sia dalla qualità della macchina, sia dalla qualità e dalla luminosità delle immagini – dice Scapini – Riguardo a queste ultime, la sorpresa positiva l’abbiamo avuta fin dal momento delle prove, quando abbiamo utilizzato ottiche standard e non ultracorte, collocando il videoproiettore in fondo alla sala. Ci aspettavamo meno luminosità e invece la resa era ben sopra le nostre aspettative, praticamente perfetta».
Gestione semplice e flessibile dei videoproiettori e dell’intera sala – Per gestire i contenuti proiettati, ma anche per avere il controllo dell’illuminazione della sala, del volume dell’audio al suo interno e di quello dei microfoni utilizzati, Vecomp si è dotata del mediaprocessore di Media&tech.
Volevo, per Vecomp, una proiezione curata dal punto di vista cromatico, con neri profondi e una elevata fedeltà dei colori.
M. Stornelli
La particolarità di questo sistema – rispetto a prodotti simili presenti sul mercato – è quella di non richiedere per il suo utilizzo competenze tecniche specifiche.
«Si tratta – spiega Scapini – di un processore che, in maniera flessibile e attraverso una semplice App, su iPhone o iPad, ci consente di gestire i contenuti della videoproiezione, con la possibilità di visualizzare contenuti diversi in finestre multiple, in modo sincronizzato. Ma non solo. L’interfaccia software del sistema è stata sviluppata per la regia video, la regia luci e la regia audio e per il controllo dei microfoni in sala».
Durante presentazioni particolari o in caso di eventi che necessitano di una regia, il personale dell’azienda è in grado, semplicemente per mezzo di un tablet, di gestire la sala. Alcune funzionalità offrono un forte valore aggiunto alla riuscita dell’evento: «Usiamo spesso il software regia per gestire le luci in sala – racconta ancora Scapini. – Grazie al processore è possibile per esempio scegliere attraverso l’App del processore il colore delle luci in sala, selezionando la stessa tonalità che domina nelle immagini proiettate. È chiaro che questo si può fare anche manualmente, attraverso la console delle luci. Però, il fatto stesso di rendere questa azione automatizzata, conferisce al sistema una semplicità di utilizzo incredibile, grazie alla quale anche chi non ha mai usato il software, impara a farne uso velocemente e a gestire un evento in autonomia».
La soddisfazione dell’utente finale
Nel caso di questo Case Study, quella dell’utente finale, ossia Vecomp, non è semplice ‘soddisfazione’ nei riguardi delle nuove soluzioni tecnologiche adottate grazie ai consigli puntuali di professionisti esperti, nei quali è stata riposta piena fiducia.
È molto di più. È entusiasmo, è un sentimento legato al concetto di reputazione, è orgoglio per avere trasformato una semplice aula corsi aziendale in uno spazio eventi ‘spettacolare’, esclusivo, come in molti riconoscono al suo Presidente, facendogli spesso i complimenti.
Cambiando l’assetto interno, sostituendo i vecchi videoproiettori con macchine moderne, iniziando a gestire in autonomia i contenuti multimediali e assumendo la regia dell’intera sala, è mutato radicalmente l’approccio alla comunicazione, segnando il passaggio da quella che, ieri, era la Vecomp Academy a quello che, oggi, è il Vecomp Theatre, anche se – come ricorda Massimo Sbardelaro – non c’è stato ancora il lancio ufficiale della nuova sala. Ma verrà organizzato a breve. Di fatto, l’Academy è diventata teatro, «coerentemente con il suo nuovo stile di comunicazione e i suoi nuovi contenuti», sottolinea Sbardelaro.
«Il concetto di ‘Academy’ coincide con un percorso e con contenuti di tipo formativo. Quando abbiamo pensato al nome ‘Theatre’, invece, la considerazione è nata dal fatto che il luogo ospitava sempre più spesso iniziative di tipo corporate, interventi di storyteller, giornalisti, opinionisti, personaggi dello spettacolo, oltre a dibattiti su tematiche di attualità. E tutto questo come conseguenza del processo di ammodernamento che hanno subito la sua struttura e la sua dotazione tecnologica».
BOX – MEDIA&TECH UNA ‘SOLUZIONE CHIAVI IN MANO’
«A chi viene a visitare il nostro showroom non mostriamo prodotti, né parliamo di tecnologie. Neanche nelle nostre presentazioni figurano dettagli tecnici. L’obiettivo è fare percepire di poter realizzare uno spazio coinvolgente ed emozionale come quello che trovano da noi e come quello descritto in queste pagine» spiega Moreno Stornelli.
Quello delineato è un metodo di vendita che poggia sulla proposta di una soluzione concreta, facendo vedere esattamente il risultato finale che è possibile ottenere con quella soluzione.
«Accade spesso, però, che il dealer che accompagna da noi il cliente finale, sia che provenga dal settore AV professionale, sia che si tratti di un system integrator di altri settori, non è detto che abbia già approcciato ambienti del genere e che, dal punto di vista tecnico, sia sufficientemente preparato per ambienti del genere. Ecco che, in questi casi – qualora ci sia comunque la certezza di un cliente potenziale che potrebbe essere interessato alle nostre soluzioni – offriamo il nostro supporto, sia in fase di pre-vendita e post-vendita che durante tutta la realizzazione del progetto. Andiamo anche a fare il sopralluogo dal cliente insieme a lui».
L’obiettivo – secondo la visione di Stornelli – è quello di guidare, di accompagnare il dealer nella realizzazione di progetti come quello illustrato, al quale lui, forse, non avrebbe mai pensato o che ha sempre ritenuto al di sopra delle proprie possibilità.
«Per questo ho pensato alla definizione di una sorta di format della sala ruotata di 90°, in cui la parete lunga diventa la superficie di proiezione. Sala che potrebbe avere lunghezze diverse, da quattro taglie: small, medium, large ed extra large, ad esempio 5 metri, 8 metri, 12 metri e 18 metri.
Ebbene, a partire da questo format e da queste taglie, abbiamo messo a punto una soluzione chiavi in mano, denominata Panoramia, che comprende il nostro mediaprocessore, i videoproiettori Panasonic e un supporto completo al dealer, finché non acquisirà gli strumenti per poi andare avanti autonomamente con progetti di questo tipo».
Persone intervistate
Link utili
vecomp.it | mediatechweb.com | panasonic.com/it/it/proiettori