Un tuffo nelle Case Study Newline dedicate a scuole e università, per capire, attraverso la voce dei protagonisti, quali sono gli aspetti che più fanno la differenza per chi vive il mondo della formazione.
Negli ultimi anni le pagine di Sistemi Integrati hanno raccontato diversi casi di successo di Newline all’interno del contesto delle scuole superiori e delle Università. Due mondi diversi per l’AV, se li si guarda con l’occhio tecnico di chi opera nel settore, e tuttavia accumunati dalla mission alla base della loro ragion d’essere: la formazione.
Da qui la scelta di includere entrambi questi universi e realizzare un articolo per osservare, nei progetti di cui abbiamo raccontato sfide e soluzioni in questi anni, i “fili rossi” che li accomunano: quali sono gli elementi – tecnologici e non – che hanno spinto scuole e università, nonché i system integrator coinvolti, a scegliere proprio Newline? Addentriamoci nella risposta, tema per tema, recuperando i contenuti e alcuni virgolettati significativi.
Una sola premessa alla lettura: a bordo pagina trovate i QR-code che rimandano alle case study richiamate nell’articolo, che qui per maggiore scorrevolezza nomineremo senza introduzione, mantenendo come linea guida i temi di riferimento.
Lo schermo: visibilità e fluidità delle lezioni fino a dimenticarsi della tecnologia
Per quanto riguarda lo schermo, riascoltando le voci degli intervistati, tornano i temi della precisione del multitouch e della nitidezza delle immagini. Viene apprezzata la tecnologia Optical Bonding e i vantaggi che porta con sé in termini di sensibilità: uno schermo reattivo consente il fluire agevole della lezione e rende la tecnologia lo strumento “invisibile” che rende efficaci le lezioni: invisibile perché una user experience di livello non ha come protagonisti i prodotti, ma i contenuti, l’oggetto delle lezioni; quando la tecnologia funziona bene, non crea intoppi e ci si dimentica quindi della sua esistenza. E questo è certamente un argomento chiave, che torna più volte nelle case study Newline.
Più nel concreto, citati come di valore anche il vetro temperato antiriflesso, il filtro ‘blu light’ (che aiuta a non stancare gli occhi, molto utile per alunni e insegnanti che passano tante ore davanti allo schermo) e lo schermo che consente un ampio angolo di visione, in modo tale che tutti gli studenti possano fruire bene dei contenuti anche se hanno una posizione molto angolata rispetto allo schermo. Dalle voci, ciò che in sostanza emerge è che i dettagli di qualità risultano determinanti per la riuscita dei progetti e per la soddisfazione di utenti e system integrator.
Di seguito delle citazioni a sostegno di alcuni dei punti che abbiamo appena evidenziato.
Sull’Optical Bonding e i suoi vantaggi e sull’angolo di visuale – Fabio Mario Leone, Co-fondatore di Identità Multimediale, system integrator per l’Istituto Ruffini Aicardi (in riferimento al modello Mira): «Il vantaggio più immediato e percepibile dell’Optical Bonding è l’estrema precisione al tatto: sia che usi il dito, il palmo della mano o la penna, ho la sensazione di scrivere esattamente nel punto toccato, evitando il fastidioso effetto parallasse che si genera quando tra pannello e display c’è una distanza maggiore. A ciò si aggiunge la nitidezza della visione, che si conserva anche osservando il monitor da una posizione molto laterale, come spesso capita nelle scuole a chi ha il banco vicino alle pareti laterali. Mira offre una visione perfetta fino a 178 gradi di angolo di visuale. Inoltre, l’assenza d’aria tra pannello e display evita la formazione della condensa che si può creare con le variazioni di temperatura e rende lo schermo più leggero, longevo, resistente al trasporto e agli urti».
Sull’esperienza d’utilizzo dell’Optical Bonding – Angelo Cavaiuolo, Amministratore, Evoluzione Srl, system integrator per l’Università degli Studi di Catania: «La tecnologia Optical Bonding dello schermo touch garantisce un’esperienza di scrittura naturale, come su di un foglio di carta».
Sulle possibilità offerte dal multitouch a sostegno della didattica e sulla semplicità d’utilizzo – Mariella Minini, Vicepreside e animatore digitale di IC Darfo 2: «I monitor funzionano benissimo. Sono molto luminosi e si possono usare in tanti modi (…) Il multitouch consente una interazione simultanea di più persone, funzione interessante anche per le attività più creative delle scuole dell’infanzia, e l’utilizzo dei monitor in generale è molto intuitivo, tanto che è bastata una rapida formazione perché gli insegnanti iniziassero a usarlo nel pieno delle possibilità che offre».
Su come delle tecnologie di qualità diventino invisibili perchè lasciano in primo piano i contenuti – Domenico Fraccalvieri, Docente di Scienze e responsabile del laboratorio scientifico dell’Istituto Gonzaga: «Gli studenti fondamentalmente ‘ignorano’ la questione [ovvero il passaggio che ha previsto l’installazione dei nuovi monitor Newline-ndr]: per loro si tratta di una lavagna, o addirittura di un grande tablet, e ciò significa che non hanno percepito alcun disagio nemmeno da parte del docente».
Audio, Microfoni e Webcam: tutto quello che serve per la didattica da remoto
La qualità del suono in uscita e la sensibilità dei microfoni sono evidenziati come altri aspetti discriminanti nella scelta di una soluzione piuttosto che di un’altra.
Questo accade, secondo gli intervistati, per diversi motivi: 1) in una didattica che sfrutta vari strumenti di formazione, gli insegnanti spesso vogliono proporre alle classi film e video a supporto delle lezioni; 2) anche più importante, esiste la necessità di supportare i collegamenti da remoto. Le scuole e le università devono infatti poter interagire con persone non in presenza– siano essi studenti, relatori esterni, figure varie che contribuiscono alle lezioni o alle conferenze universitarie. D’altra parte la DAD è sempre più diffusa, soprattutto dopo la pandemia.
Newline risponde a questa esigenza attraverso modelli con telecamera, microfoni e diffusori di livello integrati, ma anche attraverso una soundbar studiata per collegarsi ai monitor con un unico sistema Plug and Play, che è di fatto una soluzione All-In-One di videoconferenza.
Sulla telecamera e il suo particolare posizionamento rispetto al monitor – Stefano Bernardini, Direzione Servizi Digitali e Bibliotecari, Università di Trento (in riferimento ai modelli Serie X, Mira, Elara): «Tra i criteri di selezione di un monitor di questo tipo ha prevalso senza dubbio la presenza della doppia telecamera, una posizionata in alto e una nella parte bassa del monitor. La telecamera alta favorisce la lezione con inquadratura a tutto campo dell’aula, mentre quella bassa risulta essere molto utile soprattutto durante i meeting. Quest’ultima soluzione mette l’interlocutore collegato da remoto in condizione agevolata, favorendo una visione completa del tavolo meeting e dei partecipanti alla riunione; un po’ come essere seduto di presenza ad un capo del tavolo della sala e vedere da vicino e alla stessa altezza gli interlocutori».
Sui microfoni e le funzionalità avanzate che offrono – Angelo Cavaiuolo, Amministratore di Evoluzione, system integrator per il progetto Università degli Studi di Catania (riferendosi ai modelli Serie X e Mira): «Ci sono due webcam, Full HD e UHD 4K, e 4 microfoni in grado di captare l’audio di una persona distante fino a otto metri. Questi microfoni sono anche dotati di un sistema di cancellazione automatica dell’eco e di riduzione del rumore ambientale, oltre che di tecnologia beamforming, grazie alla quale si orientano verso la persona che parla».
Infine, riportiamo dei virgolettati a proposito del valore della soundbar, ma anche delle ottime performance di alcuni monitor che consentono invece di poterne anche fare a meno.
– Domenico Fraccalvieri, Docente di Scienze e responsabile del laboratorio scientifico dell’Istituto Gonzaga: «Oltre ad avere una diffusione ottima, utile ad esempio nelle lezioni di lingua, la soundbar è dotata di una videocamera 4K integrata, che si è rivelata una soluzione ottimale per le videolezioni della DAD. Viene infatti usata come webcam della chiamata, e lo studente che si trova a distanza vede anche la classe. Com’è facile intuire, questa possibilità rappresenta un enorme aiuto psicologico per i ragazzi, e in particolare per i bambini più piccoli, che hanno un grande bisogno di condividere l’esperienza scolastica».
– Nadia Sansiveri, Reparto Commerciale, Tecnoffice Srl, che ha curato l’installazione dell’Istituto Comprensivo Darfo 2: “Tra gli elementi tecnologici di Atlas che offrono un valore aggiunto, c’è la possibilità di integrare la soundbar Newline che potenzia le prestazioni del monitor rendendolo una soluzione all-in-one capace di supportare riunioni ibride e didattica a distanza anche con gruppi consistenti di persone».
– Ivan Huez, Conex, VAR (Value Added Reseller), che ha contribuito alla realizzazione del progetto realizzato per l’Università di Trento: «Si è passati dai monitor interattivi della Serie X, a quelli della serie Mira per arrivare ai più recenti Newline Elara. Sono soluzioni molto apprezzate per la qualità video, per la dotazione integrata di telecamere grandangolari 1080p, altoparlanti e array di microfoni, che scongiurano l’aggiunta di dispositivi esterni come telecamere o soundbar».
Sistemi Android: flessibilità, integrabilità e apertura delle soluzioni
Tra gli elementi apprezzati dagli intervistati, anche la flessibilità e l’integrabilità dei prodotti: i monitor Newline sono sistemi Android, il che rende le soluzioni facilmente integrabili, aperte alla possibilità di aggiungere applicazioni di terzi e interoperabili con altri sistemi. Questa flessibilità risulta preziosa anche in ottica future proof.
Lo dichiara per esempio Elena Caldirola, responsabile del servizio Innovazione Didattica e Comunicazione Digitale dell’Università di Pavia: «Non mi piace legarmi a un solo software, preferisco legarmi a un oggetto che darà la possibilità in futuro di fare altre scelte. Questi monitor sono compatibili con diversi sistemi operativi, perciò danno la possibilità di spaziare».
Nelle citazioni riprese dalle varie case study gli intervistati evidenziano proprio flessibilità e interoperabilità dei sistemi, con diverse declinazioni.
Su integrabilità, legacy e utilizzo dei device personali – Mariella Minini, Vicepreside e animatore digitale IC Darfo 2: «Le soluzioni dovevano integrarsi con altre già in nostro possesso, come i Chromebook e le soluzioni per la didattica di Google. Inoltre, era necessario agevolare lo scambio di contenuti con qualsiasi device personale con cui fossero abituati a lavorare i professori». L’introduzione delle soluzioni Newline nella scuola, raccontano quindi le diverse voci nella case study, ha permesso di implementare in modo più efficace nuovi modelli didattici interattivi, mantenendo al contempo una continuità con le pratiche precedenti e anzi integrandosi – rafforzandone l’efficacia – all’ecosistema Google già presente (la scuola già utilizzava soluzioni software e device Google, come Google Workspace e Chrome Book).
Sull’interoperabilità con altre soluzioni utili alla didattica, come la virtual reality, una caratteristica che rende la soluzione estremamente preziosa per la creazione di quegli ecosistemi digitali attraverso cui gli insegnanti possono immaginare lezioni dinamiche e innovative – Davide Pistillo, Project Manager ICT di Kratos Spa (system integrator per Istituto d’Istruzione Superiore San Benedetto): «Abbiamo subito pensato ai monitor Elara per diversi motivi, tra cui (…) la presenza di Android 11, che permette di installare le app di virtual reality direttamente sul monitor»; e ancora: «Il monitor interattivo è lo strumento che permette alla classe di guardare ciò che il docente vuole spiegare con il supporto del visore VR. La sinergia tra monitor e visore è fondamentale perché è ciò che davvero consente di creare un’esperienza di apprendimento condivisa».
Sull’interoperabilità con altre soluzioni d’uso comune, come Teams o Zoom – Paolo Castronuovo di Evoluzione Srl, system integrator per Università di Catania: «Credo che il nostro progetto sia stato vincente rispetto a quelli dei competitor proprio per l’alto contenuto tecnologico, la flessibilità d’uso e la sua scalabilità (…) La soluzione, basata sull’utilizzo dei monitor multitouch Newline, è aperta a molte applicazioni, come ad esempio Teams, piattaforma scelta dall’università per la didattica a distanza in epoca Covid».
– Stefano Bernardini, Direzione Servizi Digitali e Bibliotecari, Università di Trento: «In tempi non sospetti avevamo comprato le licenze per l’utilizzo della piattaforma di conferenze video e audio online Zoom, pertanto i monitor Newline rappresentavano lo strumento ideale per videoconferenza HD di alta qualità. […] L’arrivo della pandemia non ci ha colti di sorpresa, perché le nuove disposizioni ministeriali imponevano un sistema da noi ampiamente collaudato».
Oltre la tecnologia: il supporto di Newline
Tecnologia a parte, un punto fondamentale richiamato dagli intervistati è il valore che l’azienda offre in termini di supporto pre e post-vendita, anche attraverso lo showroom di Peschiera Borromeo. Di seguito alcune testimonianze a proposito.
Sull’immediatezza di risposta del supporto – Carlo De Ruvo, responsabile tecnico di 3G, che ha curato l’installazione per l’Università di Pavia: «Per quanto riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie, abbiamo concordato tre date con i docenti e con le persone incaricate di gestire le sale per presentare i monitor e rispondere ai loro dubbi. È infatti importantissimo formare chi deve operare per risolvere eventuali problemi, anche se dobbiamo dire che l’assistenza Newline fornisce risposte immediate sia telefonicamente sia via mail».
Sul supporto e sul rapporto di partnership con Newline – Fabio Mario Leone, Co-fondatore di Identità Multimediale, System Integrator per il progetto dell’Istituto Ruffini Aicardi: «È indispensabile trovare un marchio che offra non solo qualità di prodotto e prezzi modulabili, ma che garantisca anche assistenza tempestiva nel post-vendita. Tutte queste caratteristiche le abbiamo individuate in Newline e a quel punto è diventato per noi importante stabilire con questo fornitore un rapporto privilegiato. Abbiamo lavorato con Newline anche in un grande progetto per l’università di Ginevra e hanno dimostrato la consueta efficienza, qualità e, ciò che più conta, elasticità».
Sul ruolo rivestito dallo Showroom e come viene sfruttato in fase pre-vendita – Daniele Molinari, Senior Account Manager di Techlit-SCM, il system integrator che si è occupato dell’installazione dell’Istituto Gonzaga: «Grazie al nostro consolidato rapporto con Newline, abbiamo avuto modo di portare il cliente presso lo showroom di Peschiera Borromeo. Gli abbiamo inoltre fornito in sede un monitor per un certo periodo, così che i docenti potessero rendersi conto che tipo di strumento stavamo proponendo loro».
Su quanto l’assistenza, oltre alla qualità delle tecnologie, pesi sulla scelta degli utenti – Paolo Della Porta, Dirigente scolastico, IC Paolo Baffi di Broni: «I fondi del PNRR hanno consentito alla scuola di sostituire le LIM con monitor multitouch in tutte le aule della scuola primaria e secondaria di primo grado. In questo processo è stata fondamentale la partecipazione alla Fiera Didacta di Firenze [per poter] toccare con mano la validità dei monitor Newline Lyra. L’offerta di questo tipo di dispositivi è molto ampia, ma noi eravamo alla ricerca di un prodotto qualitativo e di un’azienda che ci potesse anche garantire assistenza tempestiva in caso di problemi».
La soddisfazione per la riuscita dei progetti
Le partnership tra Newline e i system integrator hanno generato in generale molta soddisfazione negli utenti finali. Chiudiamo con alcuni virgolettati che esprimono questa soddisfazione.
Paolo Della Porta, Dirigente scolastico IC Paolo Baffi di Broni: «Questi touch screen di ultima generazione ci consentono di ovviare alla manutenzione ordinaria che veniva richiesta dalle LIM. Un altro fattore importantissimo per i docenti è inoltre il fatto che questi dispositivi non sono più mere periferiche, ma veri e propri sistemi integrati; possiamo descriverli come tablet da 75 pollici, che possono essere collegati a computer, telefoni o altri device, ma possono anche funzionare autonomamente, avendo il proprio sistema operativo integrato. Questo ci ha consentito di risparmiare tempo, energie e soprattutto di riutilizzare i pc già in dotazione per effettuare altre attività. Il contributo di Esse Due [system integrator] è stato prezioso non solo per la consulenza nella scelta dei monitor, la loro installazione e la successiva formazione dei docenti, ma anche per l’aiuto che ci hanno dato nel riposizionare le LIM dismesse in altri spazi scolastici (laboratori, biblioteche, aule sostegno) e nei plessi di Scuola dell’Infanzia, ampliando ancora di più l’offerta formativa.»
Alessandro Paiardini, Professore Associato Biochimica e Bioinformatica, La Sapienza: «Come docente, vedo molto potenziale in questo sistema [per la realizzazione di un insegnamento dinamico e ibrido]. Ad esempio, si può pensare di fare lezione anche solo con l’ausilio del proprio smartphone, collegandolo al monitor multitouch Newline via Miracast e procedendo alla spiegazione gestendo col telefono un semplice file PowerPoint. Ma, in senso più generale, penso anche ai vantaggi per gli studenti di questo tipo di didattica. Sarebbe un passaggio epocale. Gli studenti pendolari, ad esempio, che sono costretti, per seguire le lezioni, a spostarsi ogni giorno anche per lunghe tratte, oppure ad affittare appartamenti in città, trarrebbero enormi benefici da un sistema ibrido come questo, che permetterebbe loro, anche una volta superata l’emergenza Covid, di scegliere se venire in Ateneo oppure seguire le lezioni da casa».
Domenico Giordano, docente di Matematica e Fisica e animatore digitale dell’Istituto Superiore San Benedetto: «Siamo sicuri che grazie al nostro esempio tante scuole sceglieranno di sperimentare la formazione immersiva. I monitor Newline sono performanti e semplici da usare: una combinazione perfetta per permettere ai docenti di proporre contenuti innovativi e coinvolgenti.»
Maria Grazia Blanco, Dirigente Scolastico dell’Istituto Ruffini Aicardi: «I monitor installati in tutte le nostre sedi hanno già rivoluzionato il nostro modo di fare didattica e ancora dobbiamo scoprire tutte le loro potenzialità.»
BOX – LE SOLUZIONI SOFTWARE: FIORE ALL’OCCHIELLO DI NEWLINE
Un altro aspetto estremamente apprezzato dall’utenza è quello delle soluzioni software. Newline ha sempre prestato molta attenzione a questi prodotti, che si sono evoluti nel tempo.
Le ricordiamo attraverso un virgolettato di Carlo De Ruvo, Responsabile tecnico della 3G Srl, system integrator per l’Università di Pavia, che ci illustra le principali che Newline fornisce gratuitamente insieme ai propri prodotti [nota: oggi Cast e Broadcast confluiscono in Cast+]:
«Abbiamo Newline Display Management, che permette di visionare tutte le macchine in rete, accenderle, spegnerle, gestirle da remoto. Una funzione di facile utilizzo e anche eco-compatibile perché evita che i monitor rimangano accesi inutilmente. C’è poi Newline Cast, una
soluzione wireless per condividere lo schermo sul monitor multitouch. Possono collegarsi 24 persone contemporaneamente ed è possibile avere una collaborazione bidirezionale, annotando contenuti e rendendoli visibili sul display anche di un solo studente. Infine, Newline
Broadcast permette di condividere i contenuti che si mostrano direttamente dallo schermo verso l’esterno, in una o più sale riunioni o su uno o più pc o monitor dello stesso marchio».
Ricordiamo anche, perché più volte citata dai protagonisti delle Case Study, Newline Whiteboard, apprezzata perché semplifica l’espressione e l’organizzazione delle idee, ideale per supportare una didattica interattiva. Con un solo clic, si accede a una lavagna integrata, dove
si può scrivere senza limiti e organizzare i contenuti.