Case Study, Exhibo

Ledwall, mapping, sistemi di videoconference: così Barilla incontra i clienti nel Customer Collaboration Center

Al primo piano del BITE, il polo dell’innovazione Barilla a Parma, il Customer Collaboration Center accoglie i clienti in due sale eleganti e tecnologicamente avanzate, dove ledwall, videomapping e sistemi di videoconferenza fanno di ogni incontro un’esperienza. Tecnologia Exhibo. Integrazione a cura di Inside Srl.


Alle porte di Parma, accanto allo storico pastificio e al mulino, Barilla ha inaugurato a novembre 2025 il BITE – Barilla Innovation & Technology Experience, il polo globale di ricerca e sviluppo del Gruppo: circa 14.000 metri quadrati, di cui 4.800 dedicati all’Innovation Center, con aree di design thinking, spazi per l’analisi sensoriale e la degustazione, cucine sperimentali e un auditorium.

All’auditorium e al bistrot del piano terra Sistemi Integrati dedica un case study a parte, mentre qui saliamo al primo piano, dove si trova il Customer Collaboration Center (CCC), uno spazio che Barilla riserva all’incontro con i propri clienti. Il CCC è costituito da due sale attigue, la collaboration room e la virtual room, accomunate da ledwall curvi, sistemi di videoconferenza e una cura minuziosa dell’estetica, unita alla funzionalità.

Ascoltando chi questo luogo ha voluto e chi lo ha realizzato, scopriremo come Barilla con il CCC abbia voluto portare la cura del cliente a un livello successivo. Dedicheremo un’attenzione particolare ai ledwall Uniview e al sistema di videoconference, sorretto dai microfoni a soffitto Sennheiser con tecnologia beamforming.

Le voci sono di Roberto Torricelli, Technical Development Director di Barilla; Christian Sartori, Head of AV Solutions & Innovation di Inside Srl, il system integrator che ha curato l’integrazione audio-video con prodotti distribuiti da Exhibo; Paolo Galaverna di Genesis AW, consulente per la parte audio-video.


PDF disponibile a breve


La collaboration room del Customer Collaboration Center: il ledwall curvo Uniview NIS Pro 1.5, di circa 7 metri per 1,5, fa da quinta al tavolo a corona circolare, illuminato dai contenuti in mapping.

La sfida: un luogo dove l’incontro con il cliente diventa esperienza

Barilla possedeva già un Customer Collaboration Center, dedicato agli incontri con clienti e collaboratori: esso si trovava presso il Barilla Center, nel centro di Parma. Roberto Torricelli, Technical Development Director di Barilla, ci spiega che quel centro «aveva bisogno di un forte rinnovamento e quindi, avendo in programma la realizzazione del BITE, ci è venuta spontanea l’idea di trasferirlo qui, in modo che fosse più raggiungibile e più comodo da utilizzare».

Come l’auditorium e il bistrot del piano di sotto, che trattiamo in un altro case study, il CCC condivide la vocazione del BITE, ovvero aprire l’azienda verso l’esterno.

Uno spazio studiato per la relazione – «Lo spazio del Customer Collaboration Center è stato studiato in modo specifico per esaltare la possibilità di relazione e di interscambio tra l’azienda e i propri clienti», spiega Torricelli, il quale sottolinea come la tecnologia integrata nell’ambiente non sia mai un valore a sé stante, ma sia sempre messa al servizio della relazione. «Abbiamo scelto sistemi tecnologici consolidati e di ottima qualità, ma il vero valore risiede nel messaggio che essi riescono a trasmettere e nella qualità delle relazioni che aiutano a instaurare».

Un esempio chiarisce tutto meglio di ogni spiegazione: «Abbiamo ospitato recentemente una start-up e abbiamo accolto i due titolari con una grande schermata di benvenuto che raffigurava il loro logo. Immaginate due ragazzi giovani che stanno iniziando: arrivano in uno spazio del genere, nella sede di una grande azienda come Barilla, e come prima cosa vedono il logo della loro stessa società sul ledwall della collaboration room. Si crea un’empatia difficile da ottenere in altro modo».


Lo spazio del Customer Collaboration Center è stato studiato in modo specifico per esaltare al massimo la possibilità di relazione e di interscambio tra l’azienda e i propri clienti. – R. Torricelli


Da qui un requisito preciso: i contenuti devono poter cambiare da un incontro all’altro.

«Ci sono contenuti standard e altri specifici per il tipo di cliente – spiega Torricelli –: in base all’incontro e al cliente che viene accolto, sui vari schermi vengono proiettati contenuti studiati e messi a punto da fornitori esterni, che possono interagire da remoto con i nostri ledwall e proiettori».

Tanta tecnologia, nessun eccesso – L’architetto che ha progettato il CCC, spiega Torricelli, lo ha interpretato come uno spazio nello spazio, che doveva connotarsi per un’estetica di livello superiore, caratterizzata da estrema essenzialità: si poneva quindi il tema, non semplice, di far convivere un’architettura pulita ed essenziale con la tecnologia. «L’area – dice Torricelli – è molto densa dal punto di vista tecnologico: ci sono tanti schermi, un sistema di videoconferenza avanzato, microfoni beamforming, e quattro proiettori a soffitto. Riuscire a integrare tutto mantenendo la massima pulizia formale non era scontato». È anche una questione di stile: «A partire dalla proprietà, non c’è mai la voglia di esagerare: lo stile Barilla è sempre molto sobrio e concreto».

Parola d’ordine: semplicità – Alla tecnologia, infine, si chiedeva di essere semplice: chi organizza un incontro presso il CCC, anche senza particolari competenze tecniche, doveva essere in grado di scegliere il corretto scenario, grazie a un’interfaccia semplice.


L’ingresso all’area del Customer Collaboration Center.

La soluzione: ledwall, mapping e microfoni beamforming

Passiamo alla soluzione, così come ce l’hanno raccontata Christian Sartori, Head of AV Solutions & Innovation di Inside Srl e Paolo Galaverna, Progettista acustico e audio-video di Genesis AW.

Il Customer Collaboration Center è il secondo lavoro che Barilla ha affidato a Inside Srl, dopo essere rimasta molto soddisfatta di come l’integratore aveva lavorato per l’auditorium e il bistrot situati al piano terra del BITE. Galaverna è intervenuto invece in questo caso soprattutto come consulente acustico. Prima di entrare nei dettagli della soluzione, diamo un quadro d’insieme delle due sale che costituiscono il Customer Collaboration Center.


In una sala come questa la qualità del suono deve reggere il confronto con quella dell’immagine: il ledwall curvo ha un forte impatto, ma senza un’acustica corretta il risultato complessivo ne avrebbe risentito. – P. Galaverna


La collaboration room è dominata da un ledwall curvo Uniview NIS Pro 1.5, a passo 1,5 mm, di circa 7 metri per 1,5, di fronte al quale si trova un tavolo a corona circolare, su cui quattro videoproiettori 4K nascosti nel controsoffitto proiettano in blending i contenuti in mapping; due monitor completano la sala. La virtual room ha un secondo ledwall curvo Uniview, un NIS Pro 1.9 da 3,5 per 2 metri, affiancato da due strutture rotanti che hanno dei monitor da un lato e scaffali espositivi dall’altro. Entrambe le sale sono attrezzate per la videoconferenza, con un microfono a soffitto Sennheiser TeamConnect Ceiling Medium ciascuna, e sono gestite da un unico mixer video seamless Analog Way Zenith 100. Uniview, Sennheiser e Analog Way sono marchi distribuiti in Italia da Exhibo.

Ogni sala prevede tre scenari d’uso, richiamabili da un’interfaccia grafica semplificata: digital signage, con contenuti istituzionali in loop senza computer esterni; presentazione, collegando un PC al tavolo via HDMI o in wireless; videoconferenza.


La sfida progettuale consisteva nel conciliare un’architettura di grande essenzialità formale con la complessità tecnologica del CCC, preservando l’equilibrio estetico.

Collaboration room: la scelta del ledwall – Galaverna e Sartori ci spiegano che al posto dei ledwall Uniview, il progetto iniziale prevedeva un videowall, con diversi schermi affiancati. Galaverna, che ha dato una consulenza anche su questo aspetto, ricorda: «abbiamo dimostrato al cliente che il ledwall non costava di più e che l’effetto sarebbe stato totalmente diverso. A convincere tutti è stato il confronto dal vivo: abbiamo organizzato infatti un incontro presso la sede dell’integratore, che ha mostrato al cliente un esempio di videowall e uno di ledwall».

 Torricelli conferma: «Durante la visita presso la sede Inside Srl, ci siamo resi conto al primo sguardo che, per le nostre esigenze, il ledwall era decisamente la scelta migliore». Uniview è stata preferita anche per la flessibilità: dice infatti Galaverna che con questo fornitore «c’era una maggiore possibilità di personalizzazione dello schermo». Il modello Uniview scelto per la collaboration room è il NIS Pro 1.5. «Il passo di 1,5 mm consente una visione nitida anche da pochi metri di distanza – dice Sartori di Inside –, per esempio per chi è seduto attorno al tavolo a corona; la risoluzione complessiva è di 4.480 per 960 pixel. Su una superficie curva così ampia – conclude Sartori – l’immagine resta uniforme e definita, senza cornici che spezzino i contenuti: ed è di questo che c’è bisogno quando il ledwall deve fare da sfondo a un intero incontro».

Il tavolo che diventa schermo – Il momento più scenografico è l’accoglienza nella collaboration room. Quattro proiettori in edge blending compongono un’immagine sulla superficie del tavolo rotondo attorno al quale sono seduti i clienti. Gli chef portano quindi i piatti per la degustazione, mentre sul ledwall curvo Uniview vengono riprodotti contenuti video personalizzati. Per l’installazione dei proiettori, il vincolo principale era lo spazio: «Le dimensioni dei modelli professionali con ottica intercambiabile non erano compatibili con lo spazio disponibile nel controsoffitto», spiega Sartori. La scelta si è quindi orientata su proiettori professionali compatti con risoluzione 4K, collegati tramite HDBaseT a un media server dedicato alla riproduzione dei contenuti. Galaverna evidenzia inoltre un aspetto da considerare nella preparazione dei video: «Per sfruttare appieno la risoluzione dei proiettori in questa configurazione, i contenuti sorgente in 16K rappresentano la soluzione ideale, perché consentono di mantenere un elevato livello di dettaglio anche nelle singole porzioni d’immagine utilizzate per il mapping».


Dietro l’apparente semplicità di questi ambienti c’è un lavoro di integrazione complesso, che coinvolge video, audio, proiezione e sistemi di controllo – C. Sartori


Virtual room, ledwall e superfici che ruotano – Nella seconda sala non c’è il tavolo a corona e protagonista assoluto è il ledwall curvo Uniview NIS Pro 1.9, con passo 1,9 mm, affiancato da una soluzione di arredo che unisce tradizione e tecnologia. «Ai lati del ledwall – spiega infatti Sartori – ci sono delle strutture rotanti, che hanno da un lato dei monitor e dall’altro degli scaffali con prodotti, barattoli, elementi di arredo: il tutto crea un effetto molto particolare». I monitor sono in formato ultra stretch 32:9, montati in verticale. «Con una rotazione la sala passa dal racconto per immagini all’esposizione dei prodotti e delle materie prime – spiega il Technical Development Director di Barilla Torricelli –, senza nulla di superfluo in vista».

Un’unica regia per due sale – Sartori spiega che il processore video multi-finestra è uno solo per entrambe le sale: «si tratta di un Analog Way Zenith 100: un presentation switcher multischermo 4K60, con 13 ingressi e quattro uscite indipendenti. Le uscite 1 e 2 comandano il ledwall della collaboration room, gestito come se si trattasse di due schermi affiancati: in questo modo – dice Sartori – durante una videoconferenza metà del ledwall può mostrare la presentazione e l’altra i partecipanti da remoto, mentre in modalità digital signage le due metà possono ricevere contenuti diversi, oppure collaborare alla trasmissione dello stesso contenuto.

L’uscita 3 del mixer gestisce il ledwall della virtual room, mentre una quarta uscita è collegata a due monitor di supporto da 85”, presenti nella collaboration room».


La virtual room: il ledwall curvo Uniview NIS Pro 1.9 è affiancato da due strutture rotanti, con un monitor ultra stretch in verticale da un lato e gli scaffali con i prodotti Barilla dall’altro.

Microfoni Sennheiser con beamforming dinamico – Entrambe le sale sono pensate per incontri in presenza, da remoto o ibridi, come ci spiega Sartori: «queste stanze sono tutte dotate di sistemi di videoconferenza, che hanno un elemento cruciale nei microfoni Sennheiser a soffitto. In ciascuna sala c’è un Sennheiser TeamConnect Ceiling Medium, integrato nel controsoffitto».

 Il microfono usa una matrice di 15 capsule a condensatore e la tecnologia brevettata di beamforming dinamico automatico: individua la posizione di chi parla e orienta verso di lui il fascio di ripresa, seguendolo anche quando si sposta, senza zone preimpostate. «Il microfono – prosegue Sartori – copre fino a quaranta metri quadrati, integra la funzione TruVoicelift ed esce in Dante, con alimentazione PoE. In una sala in cui il piano del tavolo è anche superficie di proiezione, la ripresa dal soffitto permette di lasciarlo libero da basi microfoniche e cavi.

La ripresa della voce è chiara e naturale ovunque ci si sieda: chi partecipa da remoto sente tutti allo stesso modo e nessuno deve preoccuparsi di dove si trova il microfono». Paolo Galaverna di Genesis AW ha verificato insieme all’installatore l’efficacia di tutta la catena audio.


Anche nella virtual room la voce è ripresa da un microfono Sennheiser TeamConnect Ceiling Medium, integrato nel controsoffitto sopra il ledwall curvo Uniview.

La soddisfazione del cliente finale: due sale oggi molto utilizzate

Il risultato ha premiato le scelte. Il nuovo Customer Collaboration Center, spiega Torricelli, viene usato «una decina di volte al mese, più o meno. È un utilizzo superiore rispetto al passato, grazie al fatto che ora è integrato in uno spazio molto più accessibile». E la visita diventa più ricca: «La collaboration e la virtual room sono pensate per ottimizzare l’esperienza del cliente, ma questo non è tutto: usciti dal CCC possiamo accompagnare i clienti presso la divisione ricerca e sviluppo e volendo mostrare loro anche lo stabilimento, il che rende la visita molto più completa e coinvolgente».

Grande soddisfazione anche rispetto alla qualità della tecnologia utilizzata e al lavoro dell’integratore. «Abbiamo sperimentato la professionalità e disponibilità di Inside Srl durante i lavori per l’auditorium e il bistrot, che stanno al piano di sotto rispetto al Collaboration Center, (e ai quali dedichiamo un altro case study su Sistemi Integrati – NDR) e abbiamo deciso di rinnovare loro l’incarico anche per le sale del piano superiore».

Sartori sottolinea la propria soddisfazione per un nuovo cliente che già si può considerare fidelizzato e, parlando dei due ambienti che costituiscono il Customer Collaboration Center, conclude con un’affermazione molto semplice: «sono due stanze bellissime».



Persone intervistate

Roberto Torricelli,

Technical Development Director di Barilla

Christian Sartori,

Head of AV Solutions & Innovation di Inside

Paolo Galaverna,

Progettista di Genesis AW


Link utili

barilla.com | insideonline.it | exhibo.it

Related posts

Brescia Mobilità: Totem interattivi, priorità al rapporto umano

Redazione
9 anni fa

Pista E-goKart: polo del divertimento e di innovazione tecnologica

Redazione
2 anni fa

Megayacht San Lorenzo: videosorveglianza con cinque IP camera e PTZ a 360°

Redazione
9 anni fa
Exit mobile version