Abbiamo colto l’occasione dell’avvicinarsi di MIR 2025 per parlare con alcuni progettisti di riferimento del mercato AV. Abbiamo chiesto loro, in particolare, dei verticali in maggiore fermento, delle evoluzioni del mondo corporate e del rapporto con l’IT. Le risposte di Stefano De Troia, Innovative Technology Professional di De.re.com.
Quali sono i verticali dove state vedendo inserirsi o crescere nelle installazioni un maggior numero di nuove tecnologie, dove c’è più fermento sul piano appunto delle novità tecnologiche?
A livello internazionale, c’è grande attenzione all’impatto che l’Intelligenza Artificiale avrà sul settore AV. Se da un lato assistiamo a un consolidamento delle applicazioni su soluzioni di ripresa video, dall’altro l’adozione ad ampio spettro resta ancora limitata. Tuttavia, le potenzialità sono enormi: l’AV rappresenta occhi e orecchie negli spazi, raccogliendo una grande quantità di dati che, integrati con l’IA, possono generare soluzioni più intelligenti ed efficaci. Questo connubio è essenziale per rendere l’IA un elemento chiave negli ambienti di lavoro, garantendo hardware e software sempre più interconnessi.
Tra i verticali più dinamici emergono arte/intrattenimento e didattica. Nel primo verticale, esperienze immersive e mapping evoluti stanno trasformando mostre e spazi pubblici in attrazioni permanenti che fondono tecnologia e creatività, coinvolgendo il pubblico in modi nuovi. Nel secondo, la didattica si è evoluta rapidamente verso modelli ibridi, con aule dotate di sistemi avanzati per la cattura e la condivisione dei contenuti, e un crescente impiego dell’IA per ottimizzare la gestione energetica e creare esperienze più personalizzate. Questi trend dimostrano come l’AV stia abbattendo i confini tra i settori, ridefinendo il futuro delle installazioni tecnologiche.
MIR inaugura quest’anno il Corporate Communication Pavilion. A proposito di Corporate, quali sono i fenomeni più interessanti che osservate in questo mercato?
L’introduzione del Corporate Communication Pavilion al MIR è un’iniziativa estremamente interessante, che riflette il fermento attuale nel mercato corporate.
Negli ultimi anni, questo settore ha mostrato una sorprendente vivacità, trainata dalla necessità di adattare gli spazi di lavoro a un nuovo modo di vivere gli ambienti professionali. Le tradizionali sale riunioni hanno lasciato spazio a soluzioni multifunzionali, in grado di supportare videoconferenze, collaborazione, presentazioni e persino brevi incontri informali. Di conseguenza, la tecnologia AV deve rispondere con sistemi flessibili e adattabili: schermi, telecamere, microfoni e altoparlanti progettati per configurazioni diverse e dinamiche.
Un altro fenomeno rilevante è la crescente attenzione al comfort acustico negli spazi di lavoro, con un interesse verso tecnologie come il sound masking e il trattamento acustico passivo per migliorare la qualità lavorativa.
Inoltre, dopo una prima fase di adozione di soluzioni consumer per videoconferenze, stiamo osservando un ritorno a tecnologie professionali, capaci di garantire meeting più fluidi ed efficaci.
L’AV non solo risponde a queste esigenze, ma si posiziona come un elemento chiave per potenziare la produttività e migliorare l’esperienza lavorativa.
Vi capita di collaborare con il mondo degli integratori IT? Che sinergie e/o criticità si verificano?
Mi aspettavo un ingresso significativo degli integratori IT nel mercato dell’Audio Video Professionale già con la diffusione della tecnologia AV-over-IP, dove le competenze di rete sono diventate fondamentali per gestire sistemi AV complessi. Tuttavia, il vero punto di svolta è stato l’adozione su larga scala delle soluzioni di Unified Communication & Collaboration (UCC), che hanno spinto gli integratori IT a rispondere alle nuove esigenze dei clienti proponendo soluzioni diverse e spesso per loro estremamente redditizie.
Da progettista, ho avuto modo di collaborare con integratori IT, ma non senza delusioni: competenza ed esperienza non si acquisiscono con pochi corsi, e troppo spesso ho riscontrato un approccio standardizzato, poco adatto alla complessità del mondo AV.
Come ha osservato Joe Pham: l’era della convergenza tra AV e IT è terminata, lasciando spazio a una nuova fase di convergenza verso l’Intelligenza Artificiale. Condivido questa visione: in Italia, più che mai, è necessario promuovere una collaborazione tra AV e IT per offrire soluzioni integrate che creino valore, aumentino la produttività e aiutino le aziende a competere in un mercato sempre più globale.
Link utili:
De.re.com
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