A ISE 2018 cresce l’attenzione verso l’esperienza utente e la capacità di raccontare il valore dell’integrazione AV. Immersività, formazione e nuove tecnologie diventano leve per coinvolgere pubblici più ampi e mostrare i benefici reali dell’innovazione. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.
Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 6 al 9 febbraio 2018
Espositori: 1.296
Visitatori unici: 60.500
L’edizione 2018 – quindicesimo compleanno di ISE, siamo sempre all’Amsterdam RAI – non celebra solo un traguardo temporale, ma rappresenta il culmine di un percorso in atto già da qualche anno: quello che vede consolidarsi la fiera come piattaforma capace di comunicare, in modo sempre più chiaro e coinvolgente, i benefici dell’integrazione tecnologica, l’esperienza che prodotti e soluzioni, combinati e interconnessi tra loro, possono offrire agli utenti.
La tecnologia, oggi, non chiede solo di essere esposta, ma compresa, vissuta, interpretata.
Ciò che fa la differenza è la capacità di raccontare quello che può offrire, mostrare come l’AV integrato possa migliorare la qualità della vita, la produttività, l’interazione tra persone e ambienti. Al lessico tecnico si affianca una narrazione “umanocentrica” delle soluzioni, comprensibile a un pubblico di visitatori sempre più eterogeneo. ISE diventa a tutti gli effetti una fiera non solo tecnica; parla a chiunque sia interessato all’innovazione AV e digitale.
L’esperienza immersiva al centro
L’attenzione va appunto sulla user experience, ma se vogliamo essere più precisi, è il tema dell’esperienza immersiva che, in particolare, guadagna centralità, sia nella proposta degli espositori, sia nel palinsesto degli eventi speciali.
L’audio e il video, da soli, in un certo senso “non bastano più”: ciò che coinvolge e convince i visitatori è l’impatto multisensoriale, il coinvolgimento emozionale. L’immersività offerta dall’AV, appunto.
Ecco allora che eventi come il World Masters of Projection Mapping diventano momenti chiave: un concorso internazionale, in collaborazione con l’Amsterdam Light Festival e il RAI, che ha trasformato la facciata dell’EYE Filmmuseum in uno schermo urbano per proiezioni artistiche, dimostrando il potenziale espressivo e culturale della videoproiezione in ambienti pubblici.
Accanto a questo, l’XR Summit (frutto della collaborazione di successo con il festival VR Days di Amsterdam) e la creazione di una vera e propria XR Technology Zone, realizzata in collaborazione con Holovis, hanno dato spazio e voce alle nuove tecnologie immersive: realtà virtuale, aumentata e mista, presentate non come gadget da intrattenimento, ma come strumenti di trasformazione per il business, l’educazione, l’industria, il retail.
Un segnale evidente che la fiera si fa interprete e acceleratore dell’evoluzione tecnologica, aiutando espositori e visitatori a immaginare insieme i prossimi scenari e i vantaggi competitivi che se ne possono trarre.
Infine, a dare respiro e visione al tutto, il keynote di apertura di Carlo Ratti, architetto e direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology, che poi approfondiremo meglio: un invito a ripensare l’ambiente urbano come spazio interattivo, capace di rispondere alle esigenze di chi lo vive. Il suo intervento ha rafforzato il messaggio portante dell’edizione: l’integrazione tecnologica non è un fine, ma un mezzo per migliorare l’esperienza umana.
TREND
Oltre il confine tra fisico e digitale
Integrazione con lo spazio circostante o, vista da un altro lato, rimozione delle barriere tra mondo fisico e digitale: questa è l’evoluzione in atto. Non si tratta più di considerare la tecnologia come qualcosa che porta benefici all’utente restando confinata in un ambiente fisico, ma di fare in modo che il componente fisico diventi parte integrante della tecnologia stessa. Questo comporta un nuovo modo di progettare l’ambiente, più integrato e orientato all’utente, e richiede tecnologie capaci di facilitare questa integrazione.
Abbiamo già citato l’IoT, elemento fondamentale per creare questa connessione e componente chiave nell’evoluzione della building automation, o di quello che verrà definito smart building.
Si passa così da un’automazione reattiva a un sistema attivo e, in alcuni casi, predittivo, in grado di anticipare le esigenze dell’utente.
In questo scenario entra in gioco il machine learning come prima forma di intelligenza autonoma. Vedremo come questi concetti evolveranno rapidamente fino a diventare, negli anni successivi, di uso comune.
Servizi digitali e integrazione degli spazi
All’interno degli edifici diventano centrali i servizi, che devono essere integrati, ed è qui che si osserva un’evoluzione del digital signage: da semplice visualizzatore passivo di contenuti si trasforma in parte dei sistemi di gestione, generando contenuti in modo autonomo in funzione di eventi e situazioni. Si diffonde inoltre l’uso dell’immersività e della realtà ibrida o virtuale come strumenti di integrazione con il mondo fisico, così come le Unified Communications assumono un ruolo chiave come strumento di interconnessione. Progressivamente vengono eliminati quegli ostacoli che limitano gli spazi.
Altri aspetti rilevanti dell’edizione
Dal punto di vista dei numeri, ISE 2018 si conferma una manifestazione in crescita: 60.457 visitatori unici e 1.296 espositori distribuiti su 15 padiglioni. Il dato forse più rilevante, tuttavia, è che il 38% dei partecipanti era alla prima visita.
Un segnale potente, che conferma la capacità della fiera di attrarre nuovi pubblici e ampliare la propria community internazionale. Aggiungiamo che la varietà di profili che compone il panel dei visitatori, che emerge chiaramente nel report Facts & Figures prodotto da ISE, riflette una crescente eterogeneità del pubblico e dunque la necessità di centralizzare il concetto di esperienza di cui si è parlato.
Un altro elemento distintivo è il ruolo sempre più strategico della formazione: AVIXA e CEDIA, co-organizzatori dell’evento, hanno offerto il programma educativo più ampio mai realizzato in Europa, con sessioni distribuite fra i tre ISE Theater, i corsi certificati, i flash talk e le conferenze tematiche.
Tra queste, la conferenza TIDE – Technology Innovation Design Experience, che debutta a ISE proprio nel 2018, ha esplorato l’approccio del design thinking nel business AV, portando sul palco professionisti del branding, del live event, dell’architettura, in un dialogo trasversale che ha rafforzato l’identità esperienziale della fiera.
ISE 2018 ha inoltre aggiunto un nuovo padiglione, la Hall 15, portando la superficie dello showfloor a oltre 53.000 mq. Una risposta alla domanda crescente di spazio da parte degli espositori, ma anche un’occasione per ripensare il layout fieristico in funzione di percorsi più intuitivi e coerenti con la logica delle “zone tecnologiche”, ormai pienamente affermate.
Le Technology Zones raccontano i cambiamenti del mercato
Introdotte da ISE nel 2008, le Technology Zones sono diventate la struttura portante della fiera. Negli anni ne nascono di nuove, si sdoppiano o si fondono. Un rimodellamento costante che riflette i cambiamenti del mercato e testimonia l’attenzione continua della fiera nel cogliere e rappresentare queste trasformazioni.
«La scelta in merito a quali Technology Zones focalizzarci nasce soprattutto dal confronto con il mercato e con gli espositori – spiega Blackman – Il criterio principale che seguiamo è individuare le aree in forte crescita all’interno del settore e verificare se esistono abbastanza aziende da formare un cluster significativo».
Nell’edizione del 2018, le Technology Zones presenti sono: Digital Signage & DOOH; Smart Building; Unified Communications; Educational Technology; Residential Solutions; Audio & Live Event Technology, XR Technology.
Se le confrontiamo con quelle proposte nel 2022, anno del trasferimento alla Fira de Barcelona Gran Vía, emerge un rimodellamento. Nel 2022, le aree diventeranno: Digital Signage e DOOH; Residential & Smart Building; Audio; Unified Communications & Education Technology; Lighting & Staging; Multi-Technology Zone.
Senza entrare nel merito di ciascun cambiamento, è interessante osservare come alcune aree convergono, forse perché nel tempo hanno acquisito un denominatore comune; altre nascono, altre scompaiono o vengono inglobate. Il mercato cambia e ISE lo osserva e lo reinterpreta.
FORMAZIONE
L’edizione 2018 di ISE è stata particolarmente significativa per l’ex InfoComm International, che — lo ricordiamo — a settembre 2017 ha cambiato nome in AVIXA (AudioVisual and Integrated eXperience Association).
Sulla scia di questo passaggio, il programma formativo si è spostato da contenuti prevalentemente tecnici a sessioni incentrate su soluzioni integrate, riflettendo il nuovo posizionamento e la mission dell’Associazione.
Percorsi formativi e nuove direttrici
Nel dettaglio, AVIXA ha introdotto quattro distinti percorsi formativi, semplificando la scelta delle sessioni più adatte ai partecipanti: “user experience” (l’audio video visto dal punto di vista dell’utente finale, con dibattiti, case study e attività interattive per sviluppare esperienze di alto livello); “convergenza AV-IT” (le sfide e le opportunità del digitale in evoluzione, con focus su protocolli e applicazioni); “progettazione” (in trasformazione verso la definizione di esperienze integrate) e “trend emergenti”, dedicato alle novità del settore.
Oltre all’inedito evento TIDE — di cui parleremo a breve — sono due le conferenze organizzate in fiera: “What’s Next… Enterprise AV Integrated Experiences”, che ha stimolato il confronto su progetti reali, creazione di valore e user experience, e “What’s Next… Higher Education Integrated Experiences Design”, focalizzata sulla trasformazione degli spazi per la didattica nei campus universitari.
Quell’anno, inoltre, AVIXA ha partecipato all’evento “ArchIntegration”, organizzato da SIEC e Integrated Systems Events.
Formazione CEDIA e certificazioni
CEDIA, dal canto suo, nel 2018 ha proposto una formazione mirata per diverse categorie professionali, articolata nelle tradizionali Training Session — oltre quaranta incontri di alto livello pensati per rafforzare competenze e competitività — e nei collaudati Talks, sessioni gratuite dedicate alle tecnologie emergenti.
Anche nel 2018 ISE ha offerto ai membri CEDIA la possibilità di sostenere gli esami direttamente in fiera per ottenere le certificazioni Electronic Systems Certified Technician (ESC-T), Electronic Systems Certified Designer (ESC-D) ed Electronic Systems Certified Networking Specialist (ESC-N).
KEYNOTE
ISE 2018 venne anticipata da due eventi inaugurali dal respiro internazionale – TIDE e Smart Building Conference – esattamente il giorno prima del suo inizio, ossia il 5 febbraio 2018.
TIDE (Technology Innovation Design Experience), organizzata da AVIXA presso l’Hotel Okura di Amsterdam, intese esplorare le forze creative che, in quegli anni, plasmavano il settore AV, riunendo designer, responsabili marketing di brand, creativi, integratori di sistemi, produttori di eventi live e utenti finali.
Dan Goldstein, dal 2015 senior vice president Marketing & Communications di AVIXA, spiegò che, dopo un debutto di successo a InfoComm 2017 a Orlando, in Florida, TIDE giungeva a ISE in qualità di “forum” volto a mostrare una nuova prospettiva circa le possibilità offerte dalle tecnologie audio video.
A tenere il keynote di apertura dell’inedita conferenza fu Daan Roosegaarde, artista olandese di fama internazionale, fondatore dello Studio Roosegaarde, che sviluppa progetti in grado di coniugare tecnologia e arte all’interno degli spazi urbani.
Durante il suo intervento, prese in esame alcune soluzioni tese a migliorare la vita quotidiana negli ambienti urbani e illustrò i suoi progetti, tra cui “Smart Highway” (strade che splendono di notte), “Waterlicht” (un’alluvione virtuale) e “Smog Free Project“, il più grande purificatore d’aria all’aperto nel mondo che, dallo smog, ricava gioielli.
La Smart Building Conference, invece, si svolse sempre il 5 febbraio 2018 (alla vigilia di ISE), ma all’interno di uno dei Forum del centro espositivo RAI di Amsterdam. Con un programma di un’intera giornata di convegni, rappresentò i trend, le tecnologie e gli attori di riferimento dei mercati smart building e smart cities.
Ospitò più di venticinque esperti di fama mondiale, tra cui Carlo Ratti, architetto e ingegnere torinese, nonché direttore – presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) – del Senseable City Lab, laboratorio che indaga l’impatto delle tecnologie digitali sul nostro modo di percepire, di vivere e di progettare le città.
Ratti, per la precisione, tenne il discorso conclusivo della Smart Building Conference che, di fatto, coincise con la chiusura dei lavori di quella giornata di “vigilia” e con il keynote di apertura dei lavori di ISE 2018.
Ricordiamo che l’attività di Ratti in ambito smart city, allora, era considerata pionieristica, in quanto poneva in risalto il “volto umano” delle tecnologie urbane e il loro potenziale nel promuovere il benessere sociale.
Mike Blackman, nel commentare l’intervento di Ratti, sottolineò l’unicità della sua vision in merito allo sviluppo di smart city e smart building, due segmenti di mercato divenuti, in quegli anni, sempre più importanti per gli espositori e i visitatori di ISE.
«Il modo migliore per predire il futuro è crearlo»: così aprì il suo discorso, rimarcando che sarebbe stato l’IoT a trasformare le nostre città sotto forma di smart cities. Secondo il suo pensiero, la tecnologia, in generale, sarebbe stata l’abilitatore di tutte le trasformazioni.
Pose, inoltre, particolare enfasi sul concetto di convergenza: la convergenza tra diverse tecnologie e la convergenza tra il mondo digitale e il mondo fisico. Che, a suo modo di vedere, avrebbero consentito nuove applicazioni e nuove opportunità.
TECNOLOGIE
LED wall e videoproiezione: nuove frontiere del visual
I LED wall assumono un ruolo sempre più centrale, spingendosi verso applicazioni fino a quel momento presidiate dalla videoproiezione, come il cinema digitale. Si tratta però di un passaggio che richiede un’importante evoluzione tecnologica, in termini di luminosità, uniformità, affidabilità e conformità agli standard.
Nel cinema, le specifiche sono definite dalla DCI, Digital Cinema Initiatives, e il settore resta presidiato da un numero ristretto di produttori. In questo contesto vengono presentati i primi LED display conformi agli standard DCI e realizzate le prime installazioni in sala in sostituzione dei videoproiettori. Parallelamente, Samsung introduce The Wall, primo LED wall commerciale basato su tecnologia MicroLED.
Il mercato della videoproiezione prosegue intanto nell’adozione dell’illuminazione laser-fosforo. Panasonic presenta il PT-RQ22, il più piccolo e leggero proiettore laser 4K+ da 20.000 lumen, erede diretto della serie DZ21K e basato su pixel-shift, o vobulazione, tecnica che sposta i pixel tra frame successivi per aumentare la risoluzione percepita.
Video over IP e controllo software-based
Nel campo del video over IP, NewTek introduce NDI, Network Device Interface, uno standard che consente a dispositivi multimediali anche di produttori diversi di comunicare attraverso una rete IP, trasmettendo video, audio e metadati con alta qualità e bassa latenza. Grazie a questa tecnologia si sviluppa rapidamente un ecosistema diffuso, che diventa un riferimento per la distribuzione video, dalle videocamere ai sistemi di registrazione e streaming.
Anche il settore del controllo si orienta sempre più verso l’IT. Si passa da sistemi hardware-centrici, in cui il software aveva un ruolo secondario, a soluzioni software-based, dove l’hardware viene utilizzato soprattutto per interfacciarsi con dispositivi non gestibili via rete o API. Tra le prime proposte di questo tipo si afferma Utelogy, seguita poi da altri produttori.
Audio, immersività e nuove esperienze
In ambito audio, K-array presenta Anakonda KAN200, un sistema di altoparlanti flessibile e modulare, progettato per adattarsi a spazi architettonici complessi grazie alla possibilità di essere curvato e modellato.
Si diffondono anche i diffusori in-ceiling EdgeMax di Bose, apprezzati dagli interior designer perché, grazie alla tecnologia brevettata PhaseGuide, indirizzano il suono dai bordi della stanza verso il centro, garantendo intelligibilità e uniformità d’ascolto senza diffusori a parete.
Sul fronte delle esperienze immersive, si svolge il primo World Masters of Projection Mapping, che usa la videoproiezione per mappare superfici estese e non lineari, creando ambienti ad alto impatto. L’approccio porta la proiezione oltre lo schermo tradizionale e rende fondamentali warping, masking, calibrazione e media player, valorizzando il ruolo creativo.
Si diffondono tecnologie di nicchia, come realtà virtuale, aumentata e mista, e i primi esempi tridimensionali e pseudo-olografici.
LO SAPEVI CHE…
Il warping – utilizzato a ISE 2018 nell’ambito del World Masters of Projection Mapping – è una tecnica che gestisce la videoproiezione su superfici curve, calcolando e, quindi, compensando, la deformazione dell’immagine che questa curvatura genera.
Quell’anno iniziano a diffondersi realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista, con soluzioni sia per le aziende che per il singolo utente, come la proiezione olografica tridimensionale, di cui viene presentato un primo esemplare a ISE 2018.
Link utili
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