Approfondimenti, ISE

Integrated Systems Europe: anno 2016, Amsterdam RAI

ISE 2016 introduce il quarto giorno di fiera, una scelta delicata, gestita con intelligenza strategica. L’estensione si concretizza, grazie a un programma mirato, in una giornata densa di contenuti di alto profilo e appuntamenti di valore. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 9 al 12 febbraio 2016
Espositori: 1.103
Visitatori unici: 50.000


L’edizione del 2016 di ISE – siamo sempre al RAI Amsterdam – si svolge per la prima volta su quattro giornate, invece delle tradizionali tre: da martedì 9 a venerdì 12 febbraio 2016.

Una scelta coraggiosa, ma anche delicata, soprattutto quando si è già leader di mercato: aggiungere un giorno non significa semplicemente aprire i cancelli per più tempo; significa ripensare flussi, agende, risorse, contenuti, aspettative.

Quello che può sembrare solo un giorno in più, nella sostanza è un passo che mette alla prova la maturità organizzativa di ISE e corrisponde a una dichiarazione strategica ai visitatori e a una promessa: ISE non è più semplicemente una fiera in crescita, è un ecosistema che richiede tempo, oltre che spazio, per essere esplorato, compreso, vissuto; restare tutti e quattro i giorni significa cogliere pienamente il valore della manifestazione.

A dimostrazione della complessità di questo passaggio, il fatto che la decisione, come sottolineano gli organizzatori stessi, abbia richiesto oltre un anno di valutazioni e sia stata presa solo dopo aver raggiunto un consenso pieno all’interno del board – dove, accanto ai due soci fondatori, InfoComm e CEDIA, siedono anche rappresentanti dell’industria e dell’integrazione dei sistemi. Una governance attenta, costruita sul confronto, che non lascia nulla al caso.




Un nuovo equilibrio del tempo fieristico

Come è stata vinta questa sfida strategica del passaggio dai tre ai quattro giorni? La risposta è in primis nell’approccio di ISE: il venerdì di fiera non doveva essere un semplice prolungamento dell’esposizione, ma al contrario diventare un giorno di grande valore.

Per raggiungere questo obiettivo, gli organizzatori hanno costruito il FRDY@ISE, un programma su misura per dare senso e centralità all’ultima giornata, tradizionalmente quella più debole in termini di affluenza.

Questo programma includeva, come fiore all’occhiello, il keynote dell’anno, del fisico e futurologo di fama mondiale Michio Kaku, che si va infatti a collocare per la prima volta nella storia di ISE la mattina dell’ultimo giorno di fiera (nelle edizioni precedenti era un appuntamento pre-show, la sera prima dell’apertura ufficiale).

Un gesto di fiducia nella tenuta dell’evento e nella motivazione del pubblico, che infatti risponde nel migliore dei modi: alle 9:00 del venerdì, il Forum RAI era gremito. Più di 700 persone presenti.

A completare il programma della giornata l’iniziativa “Meet the CEO”, che ha messo i visitatori in dialogo diretto con i vertici delle aziende espositrici; la sessione di networking M2D – Manufacturer to Distributor, pensata per facilitare l’incontro tra produttori e potenziali distributori; e un ciclo di seminari AV/IT sulla convergenza tecnologica, uno dei temi chiave della manifestazione.

Un’agenda pensata non per “riempire” un giorno in più, ma per attribuirgli un senso pieno e specifico, rendendolo una parte attiva e rilevante dell’esperienza fieristica.

Quando si chiude la tredicesima edizione di ISE, è chiaro a tutti il verdetto: la quarta giornata si è inserita in modo organico, arricchendo la fiera e dandole ulteriore valore aggiunto. Siamo di fronte all’ennesima edizione di successo. Di seguito, alcuni ulteriori elementi che hanno caratterizzato ISE 2016 e che confermano la sua maturazione.



TREND

AV-IT, punto di svolta
L’argomento principale di questi ultimi anni è stato la convergenza AV-IT: se ne parla da tempo, si sono visti i primi risultati, ma non ancora nella misura attesa. Ora siamo a un punto di svolta, percepibile su diversi fronti. Il più evidente, che negli anni successivi diventerà il fulcro del settore anche per ragioni non solo tecnologiche, è la cosiddetta videocomunicazione. Questa evolve in qualcosa di molto più ampio, consentendo la condivisione di audio e video insieme ad applicazioni e contenuti, trasformandosi in un sistema aperto capace di rispondere a esigenze sempre più estese. Siamo di fronte a un cambio di paradigma significativo: non si tratta più solo di permettere a gruppi di persone di comunicare, ma di estendere l’intero spazio di lavoro a questa modalità di condivisione.

Soluzioni interconnesse e distribuite
Ma non è solo collaboration: si inizia a parlare di IoT, immaginando sistemi di sensori distribuiti e interconnessi, in grado di gestire, controllare e monitorare l’intero insieme di oggetti che compongono l’ambiente operativo. Si osserva l’evoluzione del telefono cellulare, arricchito di nuove funzionalità e sempre più centrale nella trasformazione digitale, mentre compaiono i primi droni per uso civile, dispositivi che nei dieci anni successivi contribuiranno a modificare radicalmente molti settori. Si afferma inoltre un altro tema destinato a diventare centrale: il machine learning. Rimasto a lungo in secondo piano e confinato agli addetti ai lavori, avvia quel processo evolutivo che porterà a quella che oggi chiamiamo AI.


Numeri che parlano chiaro

A chi cerca conferme nei dati, ISE 2016 risponde con una crescita netta e inequivocabile: quasi 50 mila visitatori unici (49.979), in aumento di più del 10% rispetto al 2015, 1.103 espositori e una superficie espositiva di più di 44.000 metri quadrati.

E soprattutto un tasso di riconferma dello spazio per l’edizione successiva che ha toccato il 95% del nuovo spazio disponibile, compreso il padiglione aggiuntivo che il RAI renderà disponibile dal 2017.

Le immagini delle code davanti all’area dedicata al re-booking – con centinaia di rappresentanti aziendali pronti a prenotare il proprio stand prima ancora della chiusura ufficiale della fiera – sono forse la rappresentazione più plastica di questo successo.



Esperienze prima dei prodotti

L’evoluzione di ISE non si legge solo nel calendario o nei numeri, ma anche nel modo in cui le aziende scelgono di presentarsi.

In linea con una trasformazione più ampia del mercato – dove non si vendono più solo tecnologie ma soluzioni, piattaforme, esperienze – molti espositori hanno strutturato i propri spazi espositivi in modo da affiancare ai prodotti la descrizione delle applicazioni e dei servizi, mettendo in evidenza i benefici delle soluzioni offerte nel loro complesso.

È un approccio che semplifica la comprensione per chi non è esperto di tecnologia e apre la fiera a figure professionali come architetti, interior designer, progettisti, che sempre più spesso operano ai margini – o al cuore – dei progetti di integrazione AV.

Una forma di democratizzazione del linguaggio espositivo, che rispecchia fedelmente il cambiamento in corso: come abbiamo evidenziato nei testi dedicati alle edizioni precedenti, non si parla più di oggetti tecnologici isolati, ma di ambienti connessi e intelligenti, esperienze integrate ed ecosistemi digitali in continua evoluzione.


Temi emergenti

ISE 2016 non è stato solo un luogo di incontro per prodotti e soluzioni, ma anche un osservatorio privilegiato sui trend tecnologici e culturali che stanno ridisegnando il mondo dell’integrazione dei sistemi.

Al centro del dibattito quest’anno, tra gli altri temi, la convergenza tra AV e IT, l’espansione dell’Internet of Things, gli ambienti connessi e l’evoluzione della smart home.

Un momento chiave è stato l’intervento di David Rowan, allora direttore editoriale di Wired UK, che ha aperto la manifestazione parlando di “sensorizzazione del mondo” e della necessità di comprendere come AV e IT condividano oggi le stesse reti e gli stessi obiettivi: creare esperienze intelligenti, connesse, personalizzate.

In questo scenario, l’AV non è più solo una tecnologia da installare, ma un mezzo per raccontare, coinvolgere, interagire, parte integrante di ambienti digitali capaci di adattarsi e rispondere ai comportamenti dell’utente.

Durante la Smart Building Conference si parla della smart home del 2030, con il keynote di Daniela Tenger, allora ricercatrice presso il Gottlieb Duttweiler Institute (GDI): un’idea di abitazione sempre più orientata ai servizi e all’esperienza utente, in cui l’integrazione tecnologica è al servizio della sicurezza, della sostenibilità e del comfort.

L’edificio “più intelligente del mondo” – The Edge, sede di Deloitte ad Amsterdam – è stato al centro di un altro racconto di frontiera, con Erik Ubels, allora Director of Product & Innovation presso OVG Real Estate. Ubels ha spiegato come l’architettura sostenibile, l’automazione e i big data possano convergere in un unico ambiente progettato per migliorare produttività e qualità della vita.

Anche il tema del digital signage si è arricchito di nuove prospettive. Nel 2016 si svolge il primo Digital Signage Summit ISE, una delle declinazioni internazionali del format Digital Signage Summit, nato nel 2006 su iniziativa di invidis e rilanciato dal 2015 grazie alla joint venture con Integrated Systems Events, di cui DSS Europe rappresenta l’appuntamento principale.

Durante il DSS ISE si è parlato di come la tecnologia mobile e l’interattività stiano cambiando il modo in cui i contenuti vengono proposti negli spazi pubblici: non più semplici messaggi da leggere, ma esperienze con cui interagire, condividere, personalizzare.

Dalla pubblicità alla wayfinding, dagli spazi retail agli ambienti aziendali, i display diventano interfacce dinamiche che si collegano allo smartphone, rispondono all’utente, raccolgono dati e favoriscono il coinvolgimento.


FORMAZIONE

A ISE 2016, il programma formativo messo a punto da InfoComm International ha previsto sessioni declinate in tre diversi formati (conferenze, MasterClass e FlashTracks), partecipando alle quali ognuno, quell’anno, ha potuto rinnovare le tre certificazioni Certified Technology Specialist: dalla più generica CTS alla CTS-D (Design), specifica per la progettazione di sistemi AV, e alla CTS-I (Installation), attestante competenze specialistiche nell’installazione dei sistemi audio video. Ricordiamo che, allora, il programma CTS era completamente gestito da InfoComm International e riconosciuto a livello mondiale come la principale credenziale professionale del settore AV.

Conferenze, MasterClass e FlashTracks
In particolare, le conferenze hanno sondato temi quali i progressi tecnologici e le strategie di integrazione per gli istituti di istruzione superiore e l’importanza – per i dirigenti delle aziende AV – di promuovere e sostenere attivamente una cultura aziendale tesa al miglioramento continuo.
Il programma InfoComm MasterClass, progettato per i professionisti AV più esperti, quell’anno ha previsto argomenti come l’ottimizzazione della proiezione, lo standard di connessione e trasmissione di contenuti multimediali HDBaseT, l’AV in rete, l’audio digitale e il networking, il controllo dell’illuminazione a LED e IoT, la progettazione di aule e sale riunioni e la gestione dei progetti per integratori AV. Infine, gli InfoComm FlashTracks – presentazioni gratuite della durata di 20 minuti, pensate per professionisti AV di tutti i livelli di esperienza – hanno approfondito argomenti di attualità.

La proposta formativa di CEDIA
In questa edizione di ISE, le reti mesh sono state protagoniste, insieme all’illuminazione LED, di una parte significativa dei corsi offerti da CEDIA.
Oltre ai corsi di formazione tradizionali – che hanno spaziato dal sales alle tecniche di incremento della profitability, fino a quelli di project management – è stata posta ampia attenzione ai sistemi di illuminazione a LED, in particolare alle tecniche di troubleshooting e di miglioramento delle tecniche per regolare la luminosità dei LED.
L’Associazione ha poi proposto dei mini-corsi di 30 minuti nello spazio Show Floor Theatres della fiera, che hanno toccato tematiche quali il project management, gli standard per home automation e l’integrazione di sistemi sugli yacht. Per quanto riguarda il riferimento alle reti mesh, le sessioni formative hanno esplorato le possibilità, per gli utenti, di avere accesso alle informazioni e alle diverse applicazioni, oltre all’opportunità di interagire con altre persone e aziende. In questo senso, i dispositivi mesh sono il presupposto base per la cosiddetta “Ambient User Experience”, nella quale immergersi con l’ausilio della realtà virtuale e della realtà aumentata. Il focus è andato anche ai dispositivi di tipo mesh come, ad esempio, i sensori, attraverso i quali è possibile essere totalmente immersi nell’ambiente circostante e spostarsi da uno spazio all’altro senza soluzione di continuità.
Ricordiamo, inoltre, il corso di formazione sulla progettazione delle abitazioni integrate del futuro che, quello stesso anno, CEDIA tenne in Italia durante la manifestazione “All Digital Smart Building”, organizzata a ottobre all’interno del SAIE di Bologna. Tema centrale dell’evento formativo, l’integrazione elettrico-elettronica degli impianti e il problema causato dai driver dei LED quando sussistono incompatibilità con l’elettronica di gestione. Infine, l’Associazione ha offerto ai propri membri la possibilità di sostenere gli esami direttamente in fiera, per l’ottenimento delle qualifiche di Electronic Systems Certified Technician (ESC-T), Electronic Systems Certified Designer (ESC-D) ed Electronic Systems Certified Networking Specialist (ESC-N).



KEYNOTE

L’unico keynote dell’edizione 2016 di ISE si è svolto il quarto giorno, nell’ambito del programma denominato FRDY@ISE, voluto dagli organizzatori per rendere quel prolungamento della manifestazione una giornata “speciale”, degna di essere ricordata e in grado di conferire valore aggiunto alla fiera.

A tenerlo fu Michio Kaku, fisico statunitense e divulgatore, scienziato di fama mondiale dalla riconosciuta abilità nel prevedere le tendenze future in ambito tecnologico, sulla base delle più recenti ricerche scientifiche.



Esperto della teoria del campo unificato di Einstein, già allora aveva all’attivo diversi best-seller ed era già stato al centro di speciali televisivi a cura di BBC e Discovery Channel.

Nel suo discorso dal titolo “The road to perfect capitalism”, pronunciato alla presenza di oltre settecento persone, illustrò la propria visione circa il futuro dell’umanità, in cui, da lì ai prossimi cinquant’anni, la tecnologia avrebbe – secondo lui – stravolto ogni aspetto della nostra vita e della società.

Internet e, quindi, tutto il carico di dati e di informazioni – secondo Kaku – sarebbero stati ovunque e l’intelligenza artificiale avrebbe intriso ogni aspetto del quotidiano.

I progressi della tecnologia – spiegò – un giorno avrebbero consentito agli scienziati di collegare ogni oggetto e ogni nostra attività a una macchina, che avrebbe raccolto e condiviso i dati rilevati, ad esempio, dai nostri abiti, dai nostri veicoli e persino dalle medicine assunte.

Il salto tecnologico – spiegò lo scienziato – sarebbe stato tale che, complice l’evoluzione delle neuroscienze, in uno scenario futuro avremmo assistito a un’interazione sempre più spinta tra uomo e macchina, tra cervello umano e computer.

Fece anche una previsione in base alla quale le tecniche di “machine learning” (o “apprendimento automatico”), facenti capo all’ambito di studi dell’intelligenza artificiale, avrebbero abilitato le macchine a svolgere alcuni compiti deputati esclusivamente agli esseri umani.

Ad esempio, Kaku invitò il pubblico presente a immaginare uno scenario in cui una persona svegliata di notte da un forte dolore al petto, anziché correre al pronto soccorso per escludere il rischio di infarto, si connette a una macchina per una scansione corporea e una rapida consulenza con un robot-medico, scoprendo che il dolore è semplicemente bruciore allo stomaco.

Riguardo agli impatti che il progredire della ricerca medico-scientifica, in futuro, avrebbe avuto sulle nostre vite, Michio Kaku accennò anche agli organi stampati in 3D e alla chirurgia robotica avanzata.



TECNOLOGIE

La videocomunicazione si afferma come uno dei settori più dinamici e promettenti, sia dal punto di vista tecnologico sia di mercato. Aziende come Cisco e Polycom sviluppano soluzioni di Telepresence sempre più evolute, soprattutto nella fascia alta, puntando su un’elevata immersività per creare ambienti completamente integrati.
Parallelamente si diffondono anche soluzioni entry level, più accessibili e compatibili con contesti ed esigenze differenti.
Con riferimento al 2015, abbiamo già citato Microsoft con Skype, destinato negli anni a evolversi in Teams, oggi ampiamente diffuso. È importante ricordare anche il ruolo dei produttori di periferiche – dalle videocamere ai sistemi audio – e delle tecnologie di presentazione, che rendono possibile e facilitano questa integrazione.

La collaboration, riferimento per education e corporate
Nel 2016 il concetto di Unified Communications inizia a imporsi come elemento centrale, non solo in ambito corporate. Anche il settore education evolve e, con largo anticipo rispetto a quanto accadrà durante il lockdown causato dalla pandemia di COVID-19, università e aziende iniziano a sperimentare la formazione da remoto, cercando di riprodurre l’esperienza in presenza.
Sempre in ambito UC progrediscono le tecnologie di distribuzione e condivisione dei segnali AV. Il passaggio dall’USB-A/B al nuovo USB-C rappresenta un cambiamento significativo, consentendo l’utilizzo di un unico connettore, compatto e reversibile, per il trasferimento di dati, AV e alimentazione.

Supporto VoIP fino all’8K su reti 10G
Un ulteriore passo avanti si registra nel video su IP, con soluzioni capaci di trasportare segnali 4K@60 su reti Ethernet anche a 1 Gbps attraverso codec e forme di compressione a bassa latenza, nell’ordine del frame. Parallelamente, le infrastrutture a 10 Gbps aprono la strada a flussi video di qualità superiore e a scenari sempre più vicini alla distribuzione AV interamente basata su IP.
Nel campo dei LED wall, SiliconCore presenta un modulo con pixel pitch di 0,95 mm, un valore che avvicina la tecnologia LED alle densità richieste per applicazioni indoor e visualizzazione ravvicinata. Pur con costi ancora elevati, si iniziano a intravedere le basi di una futura transizione verso il LED anche in ambiti tradizionalmente presidiati da LCD e videowall.
La videoproiezione continua intanto a evolvere: Epson consolida il proprio lavoro sulla tecnologia 3LCD, introduce il 4K Enhancement e presenta un proiettore laser da 25.000 lumen per applicazioni large venue. Sul fronte delle immagini si affermano nuove declinazioni dell’HDR, tra cui HDR10, standard aperto che si affianca a Dolby Vision.
In ambito audio, Allen & Heath porta sul mercato il dLive Digital Mixing System, una piattaforma di mixaggio digitale altamente configurabile; Bose, con DeltaQ, lavora sulla direttività variabile dei moduli array per ottimizzare la copertura sonora in funzione dell’ambiente. Sennheiser, con AMBEO, punta invece sull’audio immersivo e spaziale, con prospettive applicative che spaziano dal professionale al consumer.



LO SAPEVI CHE…

ISE 2016, occupati tutti i padiglioni del RAI Amsterdam, si espande in due spazi extra: la Diamond Lounge e Amtrium, un edificio adiacente al Padiglione 4.

Nel 2016 ISE ha contribuito ad avviare in Moldavia la E-Start-Up Academy, un progetto rivolto ai giovani per formare competenze digitali e imprenditoriali.


Link utili
Scarica lo Speciale ISE 20 anni più due
Visita Integrated Systems Europe

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