ISE 2015 segna il passaggio da evento verticale sull’AV a piattaforma integrata per l’innovazione digitale, dove tecnologie, settori e contenuti convergono. Il baricentro si sposta: l’AV dialoga con l’IT, si apre a nuovi attori e diventa sistema. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.
Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 10 al 12 febbraio 2015
Espositori: 1.052
Visitatori unici: 44.100
Integrated Systems Europe sta attraversando in questi anni una soglia simbolica e strategica. Non è più solo una fiera di settore, ma un crocevia sempre più evidente tra mondi diversi, tra l’AV tradizionale e un panorama digitale in piena espansione.
Mentre i numeri continuano a crescere – 1.052 espositori, 44.087 visitatori unici e una superficie record (oltre 40.000 mq) che esaurisce ogni metro disponibile del centro RAI di Amsterdam – questo cambio di paradigma lo raccontano il tipo di attori coinvolti, i temi affrontati e, soprattutto, la direzione che prende il racconto complessivo dell’evento.
ISE è oltre l’AV: si presenta ormai come uno snodo strategico della trasformazione digitale europea, dove l’audio video non è più fine a sé stesso, ma si integra in ecosistemi tecnologici più ampi, interoperabili, intelligenti.
È il segnale di un baricentro che si sposta: l’AV dialoga ormai costantemente con il mondo IT, si alimenta di software, cloud, dati e collaborazione in rete. I prodotti dell’AV hanno valore nel loro essere – insieme ad altro – piattaforme e servizi.
Non è un caso che, proprio in questa edizione del 2015 – la sede è sempre l’Amsterdam RAI – tra gli espositori compaiano per la prima volta nomi come Microsoft, Intel, Ricoh e Oblong Industries – aziende che portano all’interno della manifestazione una chiara impronta IT, tra cloud computing, collaboration e infrastrutture digitali.
La loro presenza segna un punto di svolta: la convergenza tra AV e IT non è più una tendenza emergente, ma una realtà strutturale, che ridefinisce le competenze richieste, le soluzioni esposte e, soprattutto, l’identità stessa di ISE.
Microsoft presenta proprio a ISE – luogo emblematico della rilevanza di questa convergenza tra AV e IT – in anteprima, il suo Surface Hub, piattaforma collaborativa che unisce videoconferenza, digital whiteboard e strumenti di teamworking.
Intel, da parte sua, partecipa attivamente al Digital Signage Summit Europe del 2015 (è il primo anno che l’evento entra nell’ecosistema della fiera, come spieghiamo di seguito). Interviene con contenuti di visione e strategia sulle tecnologie di visual retail e sul futuro del digital signage in chiave data-driven.
È una presenza significativa, che testimonia l’interesse concreto delle grandi aziende IT nel contribuire ai contenuti che gravitano sempre più nell’orbita di ISE.
La trasformazione della fiera trova un suo specchio nelle parole di Lars Thomsen, futurologo e fondatore della società di consulenza Future Matters, keynote speaker dell’edizione (si veda il box dedicato), che parla di “digital nervous system”, un sistema nervoso digitale globale, basato su IPv6 e Internet of Things, e sottolinea come non si debba più ragionare in termini di “soluzioni tecniche” isolate, pensate per risolvere singoli problemi, ma di “piattaforme intelligenti”, capaci di connettersi, adattarsi e generare valore in modo dinamico.
Il Digital Signage Summit Europe entra nell’orbita di ISE
Prima di tornare a riflettere sull’evoluzione di ISE da fiera AV a piattaforma per l’innovazione digitale, diamo come promesso qualche informazione sul Digital Signage Summit Europe, per contestualizzare meglio l’evento.
La serie di eventi Digital Signage Summit è stata lanciata da invidis consulting nel 2006. Si tratta di un ecosistema di conferenze internazionali dedicate al digital signage e al digital out-of-home.
Con il tempo, il formato si è articolato in più appuntamenti su scala globale, adattati ai diversi mercati regionali: tra questi, il Digital Signage Summit Europe è l’evento principale e più consolidato, affiancato da edizioni locali in aree come il Medio Oriente e la Russia.
Nel 2015 nasce la partnership tra invidis consulting e Integrated Systems Events con l’obiettivo di consolidare e ampliare la portata strategica internazionale dell’iniziativa, rafforzandone il ruolo di riferimento per l’industria audiovisiva professionale.
Dal canto suo, ISE – che acquisisce la quota di maggioranza – rafforza il proprio ruolo nel mondo del digital signage, non a caso uno di quegli “ecosistemi digitali” che fanno da catalizzatore per l’innovazione digitale.
A partire dal 2016, all’interno della fiera Integrated Systems Europe prenderà forma una nuova declinazione della serie: Digital Signage Summit ISE.
Inizialmente composto da una serie di presentazioni tematiche, questo format si consoliderà negli anni successivi fino a diventare una nuova conferenza satellite, capace di proporre contenuti ricchi e sempre aggiornati sulle evoluzioni del digital signage, eventualmente da approfondire nel più strutturato DSS Europe, che tradizionalmente si tiene a Monaco di Baviera nei mesi successivi, tra maggio e luglio.
Blackman guida ISE fin dalla sua prima edizione ed è tuttora il volto ufficiale della manifestazione.
FORMAZIONE
Sono stati, in totale, trenta i seminari gratuiti organizzati da InfoComm International durante l’edizione 2015 di ISE, focalizzati, in particolare, su tematiche relative ai trend di mercato, all’Internet of Things (IoT), alla sicurezza nella convergenza AV-IT e al digital signage.
MasterClass sui display
L’Associazione ha anche curato una MasterClass sui display, suddivisa in una serie di sessioni rivolte ai professionisti AV esperti: la prima è stata un tutorial di aggiornamento sullo standard BT2020 per la codifica dei segnali video digitali; la seconda è stata dedicata ai display a schermo piatto e la terza alla proiezione.
Come negli anni precedenti, anche nel 2015 InfoComm ha organizzato un corso propedeutico al superamento dell’esame per ottenere le tre certificazioni Certified Technology Specialist – dalla più generica CTS alla CTS-D (Design), specifica per la progettazione di sistemi AV, e alla CTS-I (Installation), attestante competenze specialistiche nell’installazione dei sistemi audio video – riconosciute a livello mondiale come la qualifica professionale leader nel settore AV. I partecipanti al corso hanno poi avuto la possibilità di registrarsi per sostenere l’esame durante la fiera.
InfoComm al femminile
Inoltre, Kaitlyn McAuliffe, allora Market Research Analyst di InfoComm International, ha fornito una puntuale panoramica dei mercati AV globali ed europei e si è, poi, svolta una sessione che ha visto la partecipazione di un gruppo di donne attive nel settore, appartenenti, in quegli anni, al network di professioniste InfoComm. Scopo dell’incontro è stato quello di indagare il fenomeno del gap di genere nei settori tecnologici in generale e nel comparto AV in particolare.
Tematiche inedite
La proposta di CEDIA, invece, nel 2015, si è basata su un programma di ben ventiquattro corsi per gli esperti di settore (quattro della durata di un giorno e venti da 90 minuti l’uno), tra nuovi e già presenti nel progetto formativo degli anni precedenti. Tra le tematiche fino a quel momento inedite, ricordiamo l’introduzione al Building Management System (BMS), la tecnologia audio Dolby Atmos, il formato audio tridimensionale Auro-3D, l’automazione “ecologica”, il marketing online e come lavorare con profitto con gli architetti.
Ricordiamo, infine, che durante questa edizione ISE ha proseguito con la Smart Building Conference prima dell’inizio dei lavori della fiera. Questa conferenza rappresentava il punto d’incontro per portare avanti l’impegno verso la standardizzazione delle tecnologie in ambito residenziale. Si cercava, in questo modo, di promuovere un’ampia gamma di competenze che spaziavano dall’energy management, alle ricerche di mercato, al design delle reti wireless. Particolare attenzione era stata posta in questa edizione (la terza) al mondo dei Big Data e all’“Internet of Buildings”.
Ecosistemi in mostra: i contenuti che raccontano la svolta
La nuova traiettoria di ISE non è visibile solo negli attori coinvolti, ma anche nel programma. Entrando nel merito di molti degli eventi di punta, risulta chiaro quanto la tecnologia AV sia ormai un tassello che si inserisce nel vero tema di interesse: quello delle piattaforme trasversali e degli ambienti intelligenti che questa tecnologia, con altre, abilita.
Del Digital Signage Summit Europe, abbiamo già sottolineato la portata trasversale e la convergenza con l’IT.
La Smart Building Conference, alla sua terza edizione, tenutasi il giorno prima dell’apertura della fiera, affronta il tema della convergenza tra automazione, sostenibilità, digitalizzazione degli edifici e user experience e pone l’attenzione sulle soluzioni di sistema più che sulle tecnologie individuali.
I “Theatre”, introdotti nel 2014, si consolidano a ISE 2015 come spazi tematici posizionati direttamente sul piano fieristico, pensati per offrire brevi sessioni formative, presentazioni di case study e interventi verticali su temi chiave.
Sono tre: il Residential Solutions Theatre, il Commercial Solutions Theatre e l’Unified Communications Theatre.
Quest’ultimo, novità dell’anno, affronta un altro pilastro dell’ecosistema digitale: la comunicazione integrata. Voce, video, chat, collaboration tool e cloud conference si fondono in una nuova grammatica del lavoro, spinta dal basso da utenti che vogliono, anche in ufficio, la stessa flessibilità e immediatezza dei dispositivi personali.
La mobility, la scalabilità e la semplicità d’uso sono le chiavi: non si parla più di tecnologia, ma di esperienza utente.
Altri elementi che definiscono l’edizione
Pur centrata sull’ibridazione AV/IT, ISE 2015 si distingue anche per altri elementi significativi che meritano attenzione.
Al termine dell’evento, viene annunciata la prossima edizione su quattro giorni (dal 2016), a testimonianza di una crescita che non è più contenibile nei limiti del formato tradizionale.
Con oltre 41.200 mq già prenotati per l’anno successivo, ISE pianifica l’ampliamento anche fisico, con nuovi padiglioni e spazi espositivi in fase di realizzazione. Un segnale chiaro della solidità raggiunta dal progetto fieristico e della fiducia del mercato.
ISE continua, inoltre, a distinguersi per l’attenzione all’esperienza del visitatore: agevolazioni su voli e hotel (grazie a partnership con Air France e KLM), mappa interattiva della fiera, strumenti digitali per orientarsi, e una segnaletica ben studiata rendono la visita fluida e professionale.
Ogni dettaglio contribuisce a costruire un evento comodo da vivere, oltre che interessante da visitare. L’organizzazione è pensata per agevolare non solo la presenza, ma la permanenza, valorizzando ogni momento come opportunità di relazione o apprendimento.
Infine, per la prima volta, ISE ospita il Capital Summit, un evento pensato per mettere in dialogo imprenditori del settore AV/IT con investitori, consulenti e operatori finanziari.
Organizzato da MediaBridge Capital Advisors e Stiernberg Consulting, il Summit porta all’interno della fiera un format già rodato in altri contesti, come il CEDIA Expo. L’ingresso in ISE rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un ecosistema AV/IT maturo, imprenditoriale, aperto al dialogo con la finanza.
KEYNOTE
È stato il futurologo Lars Thomsen, fondatore di Future Matters AG (Zurigo), il protagonista del keynote che ha aperto l’edizione 2015 di ISE.
Ricordiamo che la “futurologia” – o “Futures Studies” – rimanda a un ambito di studi che ha come oggetto l’esplorazione dei futuri possibili e le visioni che li determinano, insieme all’analisi dei loro impatti sotto il profilo sociale, economico e delle tecnologie.
Affascinante il titolo del suo discorso – “520 weeks into the future: trends and tipping points in the electronic systems industry until 2025″ – che immediatamente proiettò l’intera sala nello scenario che avrebbe caratterizzato il settore dei sistemi elettronici da lì ai prossimi dieci anni.
Obiettivo degli organizzatori, suscitare riflessioni nel pubblico di ISE, lasciando ai presenti immagini vivide del futuro, di cui discutere e dalle quali prendere spunto per “crearlo”.
Thomsen, in particolare, vedeva diversi “punti di svolta” all’orizzonte, intesi come quei momenti in cui un nuovo paradigma entra in essere e una tecnologia diventa sufficientemente poco costosa da renderne possibile l’adozione di massa.
I dispositivi smart, ad esempio, sarebbero diventati sempre più intelligenti. E le capacità di elaborazione di computer e telefoni cellulari sarebbero aumentate esponenzialmente, arrivando – secondo lui – all’autoapprendimento e alla condivisione di esperienze di apprendimento.
Il tema che si affacciava era quello dell’intelligenza artificiale, che avrebbe reso, in futuro, le macchine sempre più capaci di processi cognitivi per certi versi simili a quelli dell’essere umano.
Ma non solo. Partendo da tale scenario, Lars Thomsen aveva previsto, per i prossimi dieci anni, importanti sviluppi anche nel comparto della robotica, incluso il segmento dei droni.
Il punto di svolta più importante, tuttavia – secondo lui – riguardava la comunicazione tra i diversi sistemi intelligenti e, più in particolare, il momento in cui questi avrebbero interagito tra loro, interconnettendosi.
A tale riguardo, avanzò la previsione in base alla quale l’Internet of Things (IoT), nei prossimi cinque anni, avrebbe conquistato l’intero settore, collegando abitazioni, fabbriche, città, paesi e oltre. In futuro – suggerì – forse anche il nome della fiera sarebbe potuto cambiare, poiché i “sistemi integrati” si sarebbero evoluti in un “unico” sistema integrato.
Ma, per conseguire quell’obiettivo – fece osservare – sarebbe stato necessario mettere al loro posto i singoli pezzi del puzzle e guardare al quadro generale, lavorando tutti insieme per far sì che il nuovo paradigma di sistemi intelligenti diventasse realtà per ogni abitazione, azienda, ufficio e città.
Molti dei problemi che il mondo dei sistemi elettronici stava vivendo in quel momento – secondo Thomsen – erano dovuti proprio al fatto che essi non erano connessi, non erano integrati in un sistema unico che avesse davvero un significato concreto e che non fosse astratta teoria.
TECNOLOGIE
La videoproiezione ha ormai risolto il cronico problema del costo di esercizio: le vecchie lampade a gas sono ormai state rimpiazzate da tecnologie più avanzate ed eco-friendly come LED (inteso come sistema illuminante, non LED wall), laser-fosforo e laser-diretto.
Barco presenta un videoproiettore da 18.000 lumen e Panasonic un modello da 13.000 lumen, entrambi con tecnologia laser-fosforo.
L’OLED, ormai considerato il punto di arrivo per tutti i maggiori costruttori, cresce nelle dimensioni e si presenta sotto nuove forme e soluzioni come i display curvi e trasparenti (come quello presentato da LG).
Nel mondo LCD, crescono sia le dimensioni che le risoluzioni, con nuove proposte in ambito videowall dai bordi sempre più ridotti.
Vengono presentati i primi modelli da 55” con bordo compressivo tra i due pannelli di 3,5 mm. In ambito LED Wall, prosegue la tendenza verso la riduzione del pixel pitch. Leyard, a tale proposito, presenta un modello da 1,25 mm per estenderne l’utilizzo anche in ambienti precedentemente esclusi da questa soluzione.
Microsoft Skype e Surface Hub
Microsoft investe nell’audio video: Skype diventa una realtà anche nel mondo professionale e si cominciano a sviluppare prodotti che ne facilitino l’utilizzo.
NewTek lancia alcuni prodotti per il broadcast, mentre la stessa Microsoft presenta il Surface Hub, un LCD multifunzione che funge da terminale per le chiamate Skype, una white board per prendere appunti e un monitor per le presentazioni.
Audio, copertura sempre più uniforme
Riguardo all’audio, prosegue incessante la ricerca di immersività e di qualità in spazi complessi.
Martin Audio presenta gli altoparlanti CDD che utilizzano la tecnologia di dispersione differenziale, per garantire una copertura uniforme e una qualità sonora superiore. Si fa strada anche la ricerca verso l’audio 3D e object-based: la spinta principale viene dal cinema, dove Dolby Atmos e Auro-3D stanno ormai lavorando da un paio di anni in questa direzione, con uno sbocco interessante anche per un uso generale.
IoT, l’automazione nei sistemi integrati
Alcune tendenze tecnologiche, come il Network Convergence e l’IoT (Internet of Things), iniziano ad affermarsi per poi assumere un ruolo centrale negli anni successivi.
La prima riguarda l’uso delle reti Ethernet per la distribuzione dei segnali AV, con una convergenza che va oltre il singolo prodotto e si configura come un vero approccio progettuale.
L’IoT mostra invece come dispositivi fisici e logici possano essere connessi e gestiti all’interno di un sistema integrato, consentendo controllo e monitoraggio diffusi e aprendo la strada a nuove applicazioni nell’automazione.
LO SAPEVI CHE…
ISE 2015 ha occupato tutti i padiglioni dell’Amsterdam RAI e per incrementare lo spazio espositivo ha aggiunto la Diamond Lounge, sala eventi vicino alle hall centrali.
Nel 2015 ISE ha promosso l’iniziativa benefica Irmengard Hof, realizzando una sala home cinema e una sala meeting per bambini malati di cancro.
Link utili
Scarica lo Speciale ISE 20 anni più due
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