Approfondimenti, ISE

Integrated Systems Europe: anno 2005, Amsterdam RAI

Nel 2005 ISE si trasferisce ad Amsterdam, raddoppia espositori e visitatori e si afferma come fiera europea di riferimento. Si consolida l’organizzazione e prende forma la strategia per attrarre l’audio professionale. L’articolo è tratto da “Speciale ISE 20 anni più due” pubblicato da Sistemi Integrati.


Dove: Amsterdam, RAI
Quando: dal 26 al 28 gennaio 2005
Espositori: 220
Visitatori unici: 7.400


ISE 2005 cambia sede. Si svolge ad Amsterdam, e più precisamente all’Amsterdam RAI, dal 26 al 28 gennaio 2005. Questo cambio di sede facilita l’accesso a un pubblico più ampio, contribuendo all’espansione dell’evento nel mercato europeo. L’edizione registra già una crescita significativa; si contano 220 espositori e circa 7.400 visitatori unici.

La scelta della nuova sede è un tema fondamentale di questa edizione. «Il feedback dell’edizione a Ginevra è stato abbastanza positivo – racconta Mike Blackman, Managing Director, Integrated Systems Events – Abbiamo convocato un incontro con gli espositori l’ultimo giorno della fiera e abbiamo chiesto loro di sedersi con noi e parlare del futuro di ISE. La risposta è stata molto chiara. All’unanimità volevano che la fiera proseguisse, ma preferivano trovare un’altra sede europea».     

La Svizzera è Europa, ma non fa parte dell’Unione Europea. Questo è stato l’elemento principale ad aver creato problemi. Tenere la fiera a Ginevra significava rendere più difficoltoso importare ed esportare le merci. Avrebbe aggiunto una sfida in più a quello che già la stessa ISE rappresentava.  

Blackman parte quindi nella settimana successiva con Jason McGraw, che gestiva la fiera InfoComm, alla ricerca di una nuova casa per ISE. Tra la rosa di città candidate, vince Amsterdam. 

Quando si svolge la fiera lo spazio espositivo, rispetto a Ginevra, è più che raddoppiato, così come la partecipazione. Amsterdam RAI rappresenta un forte incentivo: è più accessibile con la sua posizione centrale strategica, al centro rispetto a Regno Unito, Germania e Francia, i paesi che in questi anni trainano il mercato AV. 

Quando l’edizione del 2005 si conclude, la fiera è diventata popolare. «La maggior parte delle persone ha sentito parlare di ISE, conosce la fiera e il suo nome – racconta Blackman – Sempre più aziende dichiarano di voler far parte del percorso, affermando che sarebbero state presenti nelle edizioni future e che avrebbero contribuito a far crescere la fiera».  




Aumentano gli espositori

La ricerca dei partecipanti in questi primi anni ha chiaramente un ruolo cruciale. Alla prima edizione il nucleo centrale degli espositori era frutto di un lavoro di reclutamento fatto sulle aziende che partecipavano agli eventi promossi da InfoComm, CEDIA e NSCA, oltre che su quelle presenti al Photokina di Colonia (settore della fotografia e delle tecnologie visive), al Prolight + Sound di Francoforte e al Plasa di Londra (entrambe del settore intrattenimento ed eventi dal vivo).

In qualche caso erano conoscenze storiche di Blackman, come Sony e Mitsubishi, realtà con cui il Managing Director aveva rapporti da anni, ereditate da sue esperienze lavorative precedenti come consulente di eventi in ambito informatico e tecnologico. 

«Per la prima edizione – ricorda Blackman – sono andato in viaggio e ho venduto personalmente ogni singolo spazio espositivo. Ho girato l’Europa visitando molte aziende per raccogliere i 120 espositori presenti nel 2004. Molte di queste realtà venivano dagli Stati Uniti: c’è stato un sostegno forte da parte di alcune aziende fedeli membri di NSCA, InfoComm e CEDIA, come Crestron ed Extron». 

Alla sua seconda edizione, la fiera, come accennato, è già popolare: inizia ad avere una rappresentanza importante soprattutto rispetto al mercato video: sono presenti nomi quali Sony, Barco, Samsung e Philips, un successo frutto di un’azione promozionale e commerciale mirata, fatta nell’anno precedente sull’acquisizione di aziende dello stesso settore.

Ora tocca al fronte dell’audio professionale: con lo svolgersi della fiera, nel 2005 matura la consapevolezza che si tratta di un’area chiave su cui concentrarsi per le edizioni a venire. «Dopo questa seconda edizione – dice Blackman – abbiamo capito che avremmo dovuto avvicinarci ad alcuni dei leader di mercato dell’audio professionale, facendo in modo che diventassero nostri espositori, aiutandoci così a sviluppare anche quel segmento della fiera».



Il consolidamento organizzativo

Con la chiusura dell’edizione del 2005, si rende necessario rafforzare il team e riorganizzarsi: «Abbiamo capito che avremmo dovuto strutturarci, pur mantenendoci comunque agili. Essendo InfoComm americana, c’erano troppe funzioni chiave negli Stati Uniti. E il fuso orario stava diventando un problema».

Nel 2005 si decide quindi di cercare nuovo supporto nei Paesi Bassi. Il team di ISE entra in contatto con diverse società di logistica e tra queste sceglie di affidarsi a Congrex, dopo una rapida trattativa con Ben Goedegebuure, direttore vendite e marketing dell’azienda. 

I riferimenti all’interno di Congrex sono tre persone: Sander Beunk, Farieda Ramautar e Suzanne Van Vliet. Sono loro che, negli anni successivi, avrebbero aiutato il team in fatto di logistica, contabilità e marketing. Si aggiunge al team con un ruolo commerciale anche Thomas Haeger, con l’obiettivo specifico di costruire un settore audio professionale all’interno di ISE.



Il momento giusto per il lancio della fiera

Nonostante il mercato europeo AV sia ancora per certi versi acerbo, Blackman non ha mai avuto dubbi sul fatto che quegli anni fossero il momento giusto per lanciare ISE. «Non è mai troppo presto per iniziare – spiega – era fondamentale partire in quel momento, per affermare ISE, farne comprendere l’importanza e mostrare il suo potenziale».

Nascendo in questa fase – quando il mercato europeo dell’AV e dell’integrazione dei sistemi era ancora, per certi versi, agli albori – ISE si è evoluta con il mercato stesso, rimanendo sempre in sintonia con il settore e le sue evoluzioni nel tempo.

«Oggi a ISE ci sono ambiti molto forti che nel 2004 erano quasi inesistenti. Prendiamo ad esempio quello della videoconferenza – dice Blackman per sottolineare quanto la fiera sia permeabile al contesto e si modelli sul mondo AV – all’epoca il mercato era dominato da due sole aziende, Tandberg e Polycom, e tutto si basava sulle linee telefoniche: il servizio era costoso e poco diffuso.

Poi la comunicazione è passata all’IP e la videoconferenza è diventata molto più economica e accessibile. Il risultato? Il mercato è cresciuto enormemente e ISE a quel punto è stata pronta a recepire questa evoluzione. Le aziende hanno visto in ISE la realtà ideale per presentare i propri prodotti».



TECNOLOGIE

Nel 2005 i display LCD diventano sempre più importanti: le tecnologie costruttive permettono di aumentare le risoluzioni, il Full HD è ormai il punto di arrivo e si cominciano a vedere sempre più prodotti che supportano questa risoluzione.
Le dimensioni dello schermo rappresentano la nuova frontiera per estendere l’utilizzo dei monitor LCD per presentazioni in ambienti più ampi.
A ISE, quell’anno, Sharp presenta un LCD professionale da 65” e Samsung il primo prototipo di un 82”, a dimostrazione che questa tecnologia è ormai idonea anche per gli schermi di grande formato.

Schermi LED, virtual pixel
Un altro ambito dove si stavano facendo passi importanti era l’utilizzo dei LED per creare schermi di visualizzazione.
Non si trattava di una novità assoluta, dal momento che le prime soluzioni risalgono alla fine degli anni ’90 e riguardano l’impiego in show e concerti, dove la dimensione e la distanza tra i pixel non erano così importanti per via della distanza dell’osservatore.
Si comincia a riflettere su un uso più generale e questo comporta nuovi sviluppi: il pixel pitch (distanza tra pixel) si riduce e viene introdotto il concetto di “virtual pixel”, che permette di creare un pixel virtuale con un pixel pitch di circa la metà di quello fisico, arrivando a passi di 6/7 mm.
Contestualmente, aumenta la luminosità così da rendere questa tecnologia adatta anche in ambienti luminosi o in esterno per rappresentazioni diurne, cosa assolutamente impensabile con la videoproiezione, unica soluzione disponibile fino ad allora.

Il digitale diventa realtà nell’audio
Yamaha lancia il modello M7CL, una console di missaggio digitale che ha rapidamente guadagnato popolarità per la sua facilità d’uso e le sue capacità avanzate, creando nuove aspettative nel mondo professionale.
Non è sicuramente la prima implementazione, visto che esistono già soluzioni basate sull’uso del digitale per la gestione dei segnali audio, ma i miglioramenti e le evoluzioni apportate fanno sì che diventi un punto di riferimento in questo ambito.

L’evoluzione dell’HDMI
Tra le novità del 2005, merita una menzione l’HDMI, acronimo di “High-Definition Multimedia Interface”, ovvero lo standard utilizzato per trasferire segnali audio video e controllo che sarebbe diventato famoso negli anni successivi e che ancora oggi (nel 2026) è in uso nella maggior parte dei dispositivi audio/video.
Lo sviluppo inizia nel 2002 e, nel 2005, con la release 1.2, diventa di fatto lo standard utilizzato dall’industria multimediale. Il numero di dispositivi che utilizzano l’interfaccia HDMI triplica rispetto all’anno precedente e Philips apre in Europa il primo Authorized Testing Center.
Questa tecnologia di connessione sostituirà progressivamente il DVI, in quel momento l’interfaccia più diffusa, mantenendone comunque la compatibilità seppur con alcune limitazioni. HDMI introduce anche il concetto di “sicurezza” attraverso l’implementazione del sistema di protezione anticopia HDCP.



LO SAPEVI CHE…

La primissima versione dello standard HDMI risale a dicembre 2002. La versione rilasciata nel 2005 introduce alcune importanti migliorie, tra cui un controllo più integrato e intuitivo tra i vari dispositivi AV.


Link utili
Scarica lo Speciale ISE 20 anni più due
Visita Integrated Systems Europe

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