Innovare senza disorientare, mantenendo sempre una forte coerenza e rispettando un’esigenza specifica del settore: soluzioni per Control Room capaci di offrire certezze e durare nel tempo. Questo e altro su Weytec nell’intervista al Sales Manager Luca Cannizzaro.
Weytec cresce e consolida la propria riconoscibilità come azienda capace di offrire soluzioni complete per Control Room in ambito mission critical.
L’intervista che abbiamo fatto a Luca Cannizzaro, Sales Manager Weytec, racconta come la società svizzera rappresenti oggi un riferimento stabile per settori e attività strategiche come utility, controllo del traffico aereo, sicurezza del trasporto ferroviario e stradale, fino al mondo finanziario e bancario.
Dietro al successo di Weytec c’è certamente il valore della Weytec Distribution Platform, la soluzione KVM-over-IP “di punta” dell’azienda, progettata per garantire la sicurezza dei dati e la massima efficienza e cooperazione operativa negli ambienti mission critical (a questo proposito vi invitiamo alla lettura della Case Study dedicata all’Alarm Receiving Center di Losanna).
Ma accanto alla soluzione in sé, fa la differenza l’approccio che le sta dietro, ovvero la capacità di Weytec di integrare costantemente questo ecosistema con nuove tecnologie e funzionalità mantenendo però sempre una forte coerenza funzionale e d’uso; innovare sì, ma la sfida è riuscire a farlo in una linea di continuità, riconoscendo le specifiche necessità di contesti dove la familiarità con gli strumenti riveste un ruolo di grande rilievo.
Senza anticipare oltre, di seguito le domande fatte a Cannizzaro e le sue risposte, che colgono i punti chiave dell’approccio di Weytec al mercato e dell’identità che oggi caratterizza l’azienda.
Come sta crescendo l’azienda e come sta evolvendo la percezione del brand?
«Negli ultimi anni, Weytec ha visto una crescita importante a livello globale, sia in termini di risultati che di visibilità sul mercato.
Parliamo di una crescita a doppia cifra, costante nel tempo e sostenuta da una domanda sempre più forte che arriva dal mercato. Siamo ormai riconosciuti come un punto di riferimento per le tecnologie dedicate alle Control Room in ambito mission critical, e questo è per noi di grande soddisfazione.
La percezione del brand oggi è finalmente allineata a quello che ci sentiamo di essere. Il mercato capisce il valore che possiamo dare e apprezza non solo la qualità delle soluzioni, ma anche il nostro approccio consulenziale di grande attenzione per il cliente e la ricerca di risposte complete, curate nei dettagli e destinate a durare nel tempo».
A cosa si deve questa crescita?
Le ragioni di questa crescita si possono riassumere in tre leve principali: cybersecurity, ergonomia e sostenibilità energetica. La sicurezza informatica è oggi una priorità assoluta. Con normative come la NIS2, i clienti sono molto più attenti a tutto ciò che riguarda la protezione dei dati e delle infrastrutture, e Weytec può offrire un contributo sostanziale grazie alla forte cultura aziendale e alle funzioni di sicurezza integrate nella piattaforma, pensate per garantire standard elevatissimi.
La seconda leva è l’ergonomia. In passato, nelle Control Room gli operatori erano circondati da monitor, tastiere e dispositivi diversi: un contesto puramente funzionale e talvolta caotico e scomodo. Oggi serve un ambiente ordinato e pulito, che favorisca concentrazione, flessibilità e rapida capacità d’azione — ed è ciò che le nostre soluzioni abilitano, migliorando l’efficacia operativa.
La terza leva riguarda l’efficienza energetica. Centralizzando l’hardware in locali tecnici dedicati, come previsto dalle soluzioni KVM-over-IP, si riducono consumi e criticità termiche e si migliora la sostenibilità operativa. Le aziende non guardano più solo al bilancio economico, ma anche a quello di sostenibilità: un cambio di paradigma che valorizza il nostro lavoro quotidiano.
Qual è il vostro approccio all’innovazione tecnologica?
«Nel nostro settore non puoi permetterti di essere “disruptive” nel senso in cui spesso si usa questa parola. Non si punta al cambiamento radicale. Le Control Room in ambito mission critical richiedono affidabilità, continuità e stabilità nel tempo: sono sale che devono restare operative dieci anni, e anche di più. In altri ambiti si può pensare di riprogettare tutto ogni due anni e ripartire da zero. Qui no, qui serve continuità e solidità.
La vera innovazione, per noi, è quella che migliora senza stravolgere. È quella che rende più facile la vita dell’operatore – che spesso resta nello stesso ambiente per decenni – e non lo scardina dai propri punti di riferimento, costringendolo a ricominciare da zero. Negli ambienti mission critical l’interfaccia deve essere intuitiva anche in condizioni di stress, e i tempi di reazione devono essere immediati. In certi contesti, anche solo cambiare i colori di un’interfaccia può creare problemi. Per questo la familiarità con le tecnologie va preservata gelosamente e il sistema deve poter crescere il più possibile per aggiunte e aggiornamenti, non per sostituzioni. Serve un’evoluzione costante, coerente, che faccia sentire l’operatore sempre “a casa”, anche quando tutto intorno evolve.
Weytec parte da una piattaforma solida, introdotta più di un decennio fa, su cui abbiamo fatto un importante aggiornamento un anno fa circa, che sarà la base per i prossimi dieci anni. Su questa struttura andiamo a innestare nuove funzioni e integriamo Active Directory, API, nuovi codec, sistemi di supervisione: è un’innovazione per estensione, non per sostituzione.
Ci fai un esempio concreto di tecnologia che evolve in questa logica?
«Un esempio perfetto è la nostra tastiera smartTOUCH. La tastiera, per chi lavora in una control room, non è una periferica qualsiasi: al contrario, è il cuore dell’operatività, lo strumento grazie a cui è possibile controllare le sorgenti video e “orchestrare” la visualizzazione di informazioni, dati e immagini.
Per avere un’idea di quanto questo prodotto sia particolare ed evoluto, si pensi che la logica di alcuni comandi della tastiera nasce dal mondo dei trader, dove la velocità di azione è tutto. Mi riferisco in particolare ai tasti ‘Buy’ e ‘Sell’, dedicati a operazioni di compravendita in cui la decisione deve tradursi in azione in tempi rapidissimi. In un ambiente mission critical vale la stessa logica perché è richiesta altrettanta immediatezza. L’operatore deve poter avere tutte le funzioni a portata di mano, con tasti fisici o touch che gli consentano di gestire sorgenti, layout, postazioni e comunicazioni in modo immediato. Niente menu complessi, niente passaggi che allungano i tempi: premi un tasto e succede quello che serve, subito.
La tastiera è diventata davvero un punto di forza della nostra piattaforma. È personalizzabile, ergonomica, configurabile in base al ruolo di ogni operatore. Ognuno può inserire il proprio modulo, portarlo con sé oppure bloccare i comandi per evitare errori durante la pulizia della tastiera. Tanti dettagli che fanno la differenza.
Oggi stiamo lavorando a una nuova versione, con un’interfaccia grafica rinnovata e un design ancora più curato, che unisce funzionalità ed estetica. Mi ricollego al tema della domanda: il modo in cui approcciamo l’evoluzione di questa tastiera è proprio quello che abbiamo raccontato: introduciamo le novità mantenendo la massima attenzione a lasciare agli operatori un senso di continuità: la tastiera “cambia”, ma è sempre la stessa».
Lo sapevi che…
Per venire incontro alla domanda, Weytec sta sviluppando anche soluzioni più leggere, pensate per contesti più piccoli e con budget più ridotti, ma che devono comunque garantire efficienza e affidabilità ad alti livelli.
