Il mercato delle soluzioni di collaborazione ibrida è in continua evoluzione: il sostanziale equilibrio tra componenti hardware, software e servizi è destinato a cambiare, grazie a un nuovo paradigma e al crescente apporto dell’intelligenza artificiale. Questo scenario avrà ripercussioni sul ruolo dei system integrator, ma aprirà anche nuove opportunità per tutti gli attori del mercato. Ne parliamo con Salvatore Riontino, Country Manager di Barco.
Fondata nel 1934 e con sede a Kortrijk, in Belgio, Barco è un’azienda tecnologica globale attiva nelle soluzioni di visualizzazione, networking e collaborazione per ambiti come corporate, medicale, cinema, entertainment e control room.
Con il lancio di ClickShare nel 2012, l’azienda ha rafforzato la propria presenza nelle sale riunioni, introducendo un sistema di condivisione dei contenuti semplice e immediato, che ha contribuito a ridefinire il modo di collaborare in ambienti di lavoro ibridi. Un mercato oggi in piena trasformazione, spinto non solo dall’evoluzione delle tecnologie audio-video, ma anche dal ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dall’importanza sempre maggiore di software e servizi.
Ne parliamo con Salvatore Riontino, Country Manager di Barco.
Il mercato della collaboration è in continua evoluzione: quali sfide ci attendono?
Le principali analisi di mercato indicano una direzione chiara: le soluzioni di collaborazione ibrida non possono più essere considerate come una semplice integrazione di componenti hardware.
Accanto agli apparati fisici, assumono un peso crescente il software e i servizi, che diventano elementi determinanti per la gestione efficace degli spazi di lavoro collaborativi.
In questo contesto, la videoconferenza è destinata a evolvere da commodity tecnologica a servizio strutturato, orientato all’utente finale e alla reale operatività delle sale riunioni. Un cambiamento che richiede anche un approccio culturale diverso, perché i servizi, pur essendo intangibili e meno immediatamente misurabili, rappresentano oggi uno dei principali fattori di valore e di soddisfazione per il cliente.
Qual è oggi l’impatto dell’AI nei sistemi di collaboration?
Attualmente l’AI viene impiegata soprattutto nelle funzioni di regia audio-video automatica, come lo speaker tracking o l’inquadratura dinamica, pensate per migliorare il coinvolgimento degli utenti collegati da remoto. In questi casi si parla di “prodotti intelligenti”, in grado di intervenire automaticamente su audio e video per migliorare la qualità delle riunioni.
Nei prossimi anni, però, l’intelligenza artificiale è destinata a svolgere un ruolo più profondo, diventando uno strumento capace di adattare i sistemi di collaborazione al contesto operativo. L’obiettivo è sviluppare soluzioni in grado di apprendere il comportamento dei partecipanti, riconoscere la tipologia di meeting e ottimizzare automaticamente configurazioni e flussi di lavoro, riducendo la complessità e migliorando l’esperienza d’uso complessiva.
Quando parliamo di servizi, a cosa ci riferiamo concretamente?
Il concetto di servizio riguarda l’intero ciclo di vita di una soluzione: dalla fase di pre-vendita e progettazione, passando per l’installazione, fino alla manutenzione e all’assistenza nel tempo. Tutto parte dall’analisi delle esigenze del cliente e delle caratteristiche della sala, per arrivare a una progettazione su misura.
Seguono poi l’installazione, gli aggiornamenti software e firmware e la capacità di intervenire rapidamente in caso di problemi. Trascurare uno di questi passaggi significa ridurre il valore dell’hardware installato e compromettere le prestazioni complessive del sistema, con effetti negativi sulla soddisfazione del cliente e sulla reputazione dell’intera filiera.
Come cambia, in questo scenario, il ruolo del system integrator?
In un mercato della collaboration sempre più maturo e competitivo, la sola tecnologia AV non è più sufficiente a garantire l’efficacia di una sala riunioni, sia per meeting in presenza sia in modalità ibrida.
La vera differenza è oggi rappresentata dalla capacità di individuare, progettare e offrire i servizi necessari a valorizzare le soluzioni installate e a renderle realmente fruibili nel quotidiano.
In questo contesto, il system integrator è già una figura centrale e lo sarà ancora di più in futuro. Non sarà più soltanto un esperto di hardware per mercati verticali come retail, education o corporate, ma un vero specialista dei servizi richiesti da questi ambienti. Un ruolo che richiede una competenza chiave: sapersi immedesimare nelle problematiche operative del cliente, per diventare una figura di riferimento capace di anticipare le criticità e proporre soluzioni adeguate.
Il system integrator dovrà quindi assumere un ruolo sempre più consulenziale, basato sull’ascolto, sulla traduzione delle esigenze in progetti su misura e sulla capacità di seguirli nel tempo. È in questo modo che si crea una relazione di valore per tutti gli attori coinvolti nella filiera. Dal punto di vista economico, inoltre, i servizi assumono una rilevanza strategica in un contesto in cui la crescente competizione tende a comprimere i margini sull’hardware, consentendo agli integratori di spostare il focus dal prezzo al valore.
Quali sono i punti di forza di Barco in questo precorso?
Barco adotta da sempre un approccio orientato alla durata e alla tutela dell’investimento del cliente, con soluzioni progettate per essere aggiornate, gestite e supportate nel tempo. Per alcune linee di prodotto è prevista la manutenzione fino a dieci anni, inclusa la sostituzione delle parti direttamente in loco, a garanzia di continuità operativa e affidabilità nel lungo periodo.
La stessa filosofia guida l’evoluzione di ClickShare, che nel tempo introduce nuove funzionalità, abilita scenari d’uso sempre più articolati e favorisce l’integrazione con apparecchiature di terze parti già presenti nelle sale riunioni, come dimostrano le numerose partnership strategiche avviate con aziende leader di mercato.
In questa direzione si inserisce anche l’adozione della piattaforma MDEP (Microsoft Device Ecosystem Platform) nel nuovo ClickShare Hub, che offre sicurezza avanzata, gestione centralizzata dei dispositivi e una più profonda integrazione con l’ecosistema Microsoft, semplificando la gestione IT e migliorando l’esperienza complessiva.
Barco è presente in Italia anche con un polo industriale. Che ruolo ha?
L’Italia rappresenta uno snodo strategico per Barco in Europa grazie allo stabilimento di Saronno (VA), dove vengono prodotti circa 50 mila monitor diagnostici all’anno, con diagonali dai 27 ai 55 pollici, destinati all’imaging medicale e a contesti clinici ad alta specializzazione.
La produzione comprende sia monitor a marchio Barco sia soluzioni OEM ed è supportata da un team di ricerca e sviluppo che segue l’intero processo industriale, dall’analisi delle esigenze del cliente alla progettazione, fino alla realizzazione e validazione del prodotto finale, in conformità agli standard richiesti dal settore medicale. I display sono progettati per garantire elevata uniformità, stabilità della luminanza nel tempo, calibrazione DICOM integrata e strumenti di controllo qualità, elementi essenziali per supportare diagnosi accurate e flussi di lavoro clinici affidabili.
