Case Study, Sharp Nec

Casa Ferrero: un auditorium dai mille volti per la sede in Lussemburgo

L’headquarter dell’azienda, Casa Ferrero, a Senningerberg, in Lussemburgo, è diventato il punto di riferimento per gli eventi e i contenuti del marchio. Grazie a un progetto a elevato tasso tecnologico firmato Archiland, Cavea e Decima 1948, e a un sofisticato ledwall Sharp NEC.


Da sempre, Ferrero è sinonimo di cura per i propri prodotti, tramandata per generazioni all’interno della stessa famiglia. Se la sede legale rimane ad Alba, dove l’azienda è nata, nel tempo Ferrero ha scelto di stabilire a Senningerberg, in Lussemburgo, il proprio quartier generale internazionale. Questo luogo prestigioso, di recente costruzione, è stato denominato «Casa Ferrero».

Si tratta di un edificio imponente ma dall’impatto lieve grazie a un utilizzo importante del vetro. Tra i vari ambienti che lo compongono, spicca un auditorium che affaccia sulla piazza centrale di Casa Ferrero, un ampio luogo di incontro e interazione di grande valore internamente alla struttura.

L’Auditorium nasce come completamento successivo del progetto primario dell’edificio e si viene a configurare, in un secondo tempo, come risposta alle necessità rilevate durante i primissimi anni di utilizzo della nuova sede. Si è puntato pertanto alla creazione di uno spazio polivalente che rispondesse non solo alla funzione di Auditorium tradizionale a gradoni ma che potesse trasformarsi in una sala con pavimento piano per adattarsi facilmente ad altri utilizzi.

Per sfruttare al meglio un luogo di questo tipo era necessario integrarvi la tecnologia adatta, con un’attenzione particolare alla sicurezza e al benessere climatico.

Così, tra le varie dotazioni, un ledwall di dimensioni importanti non solo ha reso la sala davvero duttile, ma ha finito per fare di questo luogo un esempio di design industriale come pochi al mondo.

Ci raccontano meglio questo progetto l’architetto Paolo Maldotti, titolare di Archiland, lo studio a cui Ferrero ha affidato la realizzazione dell’auditorium, Luca Dallaturca, CEO & Founder di Cavea, lo studio che ha progettato la soluzione tecnologica, e con Enzo Trovato, Technical Director di Decima 1948, che si è occupata dell’integrazione di sistema.



L’auditorium di Casa Ferrero in una delle sue configurazioni con pavimento in piano. Sullo sfondo Il ledwall Sharp NEC.

La sfida: realizzare uno spazio polivalente e dinamico

Con il suo studio Archiland, fondato 25 anni fa, l’architetto Paolo Maldotti si occupa di progetti di exhibit design, interior design e retail design – materia di cui da oltre dieci anni è docente al Master del Polidesign del Politecnico di Milano – in ambito internazionale. Con Ferrero, lo studio ha avviato un prezioso rapporto professionale a partire dal 2008. «Insieme – commenta Maldotti a proposito di questa importante collaborazione – abbiamo sviluppato numerosi progetti sfidanti e sempre entusiasmanti. Abbiamo attraversato e segnato in punta di matita il mondo dei loro brand iconici e negli ultimi anni seguiamo i progetti nelle loro sedi nel mondo a partire da Casa Ferrero.»


L’obiettivo di Ferrero era ambizioso: rendere l’intero volume trasformabile per adattarsi alle numerose esigenze e ottimizzare le potenzialità delle tecnologie presenti e dello spazio.

P. Maldotti


Casa Ferrero è stata inaugurata nel 2020 e si è aperta ponendo la massima attenzione verso un nuovo modo di interpretare il luogo di lavoro, che Maldotti definisce «straordinario perché nato dal principio fondante di guardare al benessere lavorativo mettendo al centro le donne e gli uomini della Ferrero e creando attorno ad essi un ambiente confortevole, familiare, sostenibile e aperto alle loro esigenze quotidiane».


Casa Ferrero dall’esterno. Un edificio imponente reso leggero dall’ampio utilizzo del vetro.

Questa attenzione per la sostenibilità delle scelte ci riporta all’oggetto di questa case study, l’auditorium di Casa Ferrero. La sostenibilità era infatti uno degli elementi che guidava il progetto: «Solitamente – spiega Maldotti – un auditorium è una struttura statica dotata di poltrone poste su gradoni che permettono la fruizione del fondale. La sostenibilità ambientale passa però anche per un uso consapevole degli spazi. In questo caso, Ferrero ci ha messo a disposizione un volume per realizzare un auditorium, con un obiettivo ambizioso: creare un luogo “nuovo” che potesse rendere l’intero volume trasformabile per adattarsi alle numerose esigenze e, attraverso un uso “intensivo”, ottimizzare le potenzialità delle tecnologie presenti e dello spazio».

L’idea era dunque seguire i principi della sostenibilità e nel farlo creare dinamicità e benessere, come nel resto di Casa Ferrero. Per riuscirci, era necessario dotare la sala di soluzioni strutturali e tecnologiche che permettessero di sfruttarla non solo come auditorium, ma anche per workshop, feste, mostre, videoconferenze. Era dunque richiesto un approccio multidisciplinare.


Un’altra configurazione possibile: in modalità auditorium a gradoni.

La soluzione: un ledwall non solo funzionale, ma anche sicuro e confortevole

Per raggiungere l’obiettivo posto da Ferrero, si è intervenuti innanzitutto sulla struttura della sala, per poi innestarvi tutta la tecnologia adatta a rendere lo spazio fruibile in più modalità.

Luca Dallaturca, CEO & Founder di Cavea, lo studio che ha progettato l’allestimento tecnologico dell’auditorium, ci racconta come si è svolta la collaborazione con Archiland. «Insieme allo studio di Paolo Maldotti abbiamo progettato una tecnologia nuova, mai applicata prima: dei sistemi a gradinata mobile che permettessero alla sala di passare da una quota piana con un rialzo posteriore – da usare per esempio per catering, banqueting o lavori di gruppo – a una sala con configurazione a gradoni.»

L’elemento ulteriormente innovativo è che dentro i gradoni sono installate delle poltrone a scomparsa, che rispondono all’esigenza di una trasformazione rapida dello spazio ai fini di un utilizzo continuativo dell’auditorium. «Importante è stata anche la collaborazione con Aresline e Artespazio per le soluzioni di arredo. La particolarità – ci dice ancora Dallaturca – è che sotto a tutto questo c’era un garage, che impediva di creare carichi concentrati con un sistema palificato. L’idea vincente è quindi stata di creare una sistema di carichi distribuiti con 168 attuatori introdotti per la prima volta, che sollevano le file e le trasformano in gradoni.»

Per l’allestimento tecnologico, Archiland e Cavea si sono appoggiate a Decima 1948, azienda con oltre settant’anni di storia, specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi integrati di meccanica di scena, arredi acustico-decorativi, illuminazione e luci sceniche per teatri e auditorium.


“Decima ha lavorato per definire i valori termotecnici radianti del LED in tutte le condizioni, affidando l’incarico di studiare questo argomento a un docente dell’Università degli Studi di Padova.

E. Trovato


Enzo Trovato, Technical Director di questa prestigiosa realtà, si è occupato invece di selezionare le dotazioni tecnologiche.

Con lui andiamo ad approfondire una soluzione che sta al cuore di questo intervento, ovvero un ledwallSharp NEC serie FE  – da 913 x 410 cm ad altissima definizione, 4K nativo in 16:9, che risponde all’esigenza di realizzare presentazioni anche in condizioni di elevata illuminazione ambientale, aspetto fondamentale se si considera che la parete di fondo dell’auditorium di Casa Ferrero è a vetrate.

Entriamo allora nello specifico analizzando una per una le sue caratteristiche.

– Risoluzione e colorimetria per una perfetta visibilità – Il ledwall serie FE Sharp NEC ha un pixel pitch di 1,9 mm e una dimensione da 330”. La sua risoluzione è UHD-4K formato 16:9 ed è composto da 144 moduli. «Il ledwall è estremamente fedele a livello colorimetrico – ci dice Trovato – e questo aspetto ha un’importanza particolare con un cliente come Ferrero che chiede una fedeltà cromatica per la riproduzione dei colori molto brillanti del packaging dei prodotti.»

– Reazione al fuoco, conforme alla norma EN13501-1 – Tra i motivi principali alla base della scelta c’è la reazione al fuoco dei materiali che compongono il ledwall, definita dalla norma EN 13501-1, che i prodotti Sharp NEC Serie FE soddisfano. «Lo dimostra il fatto che hanno superato con successo dei test che li classificano come classe Cs2d0 da un ente certificatore tedesco autorizzato. Decima ha poi lavorato per definire i valori termotecnici radianti del LED in tutte le condizioni, affidando l’incarico di studiare questo specifico argomento a un docente dell’Università degli Studi di Padova.»

– Alluminio pressofuso rilavorato al laser per prestazioni costanti nel tempo – «I cabinet della Serie FE di Sharp NEC e i moduli LED sono realizzati in alluminio pressofuso, ottimo conduttore di calore e quindi adeguato per dissiparlo: per questo motivo godono di elevata affidabilità, costanza di prestazioni e sono garantiti per una vita operativa di 100mila ore.»

Una struttura che favorisce montaggio e manutenzione – «Il vantaggio del ledwall Sharp NEC è che consente assemblaggio e manutenzione frontali, attraverso moduli magnetici. Il cablaggio, poi, è integrato – ciascun modulo possiede due connettori, maschio e femmina, già in posizione – per i dati (basta soltanto collegare fra i due moduli una patch) e per il controller

Chiediamo a Paolo Maldotti un commento su questa soluzione. «Il ledwall ha costi diversi rispetto a quelli di un sistema di videoproiezione, ma garantisce una visione perfetta e luminosa in qualunque condizione di luce, un comfort acustico che annulla qualunque rumore tecnico di fondo, nessun rischio di interferenza di ombre di persone che si dovessero muovere davanti allo schermo e un garanzia di autoestinguibilità della singola piastrella in caso di incendio, un valore aggiunto tecnico che per noi ha fatto la differenza.»

Altro elemento affascinante per l’architetto è la possibilità di parzializzare il ledwall: «La possibilità di dividere il video per creare contemporaneamente decine di “stanze dedicate” messe a disposizione di relatori connessi potenzialmente da ogni parte del mondo».

Enzo Trovato aggiunge: «Il lavoro in team è stato ottimale perché Decima, pur essendo società certificata per l’installazione di ledwall Sharp NEC, ha scelto di collaborare con i tecnici tedeschi della casa madre per favorire e garantire un’installazione perfetta in ogni suo punto».


Le postazioni dei relatori con alle spalle il ledwall SharpNEC. In primo piano, le poltrone a scomparsa.

Gli altri elementi tecnologici presenti nell’auditorium

Naturalmente, l’ambizioso progetto di Ferrero non si basa solo su ledwall di Sharp NEC, bensì su una serie di altri elementi tecnologici che, nell’insieme, danno a questo spazio polivalente le caratteristiche per consentire tutti i diversi utilizzi che le configurazioni favoriscono.

Sempre con Enzo Trovato di Decima 1948, vediamo le altre dotazioni installate in collaborazione con Cavea di Luca Dallaturca.

– Microfonia pensata per una efficace intelligibilità del parlato – «Nella scelta della microfonica abbiamo puntato a garantire una grande stabilità e affidabilità di gestione dello spettro RF legata alla tecnologia digitale wireless. Vista la necessità di gestire flussi audio di diverso formato, sia analogici che digitali, e di disporre di un sistema scalabile e aperto a future integrazioni, si è scelta una piattaforma capace non solo di offrire queste prestazioni ma anche l’affidabilità necessaria per applicazioni 24/7.»

– Line array per la qualità del suono – «Il cliente ha richiesto un sistema di amplificazione con particolare attenzione alla qualità percepita dal pubblico in ogni punto della sala. Per soddisfare questa richiesta, dovendo mediare con degli spazi ridotti, abbiamo installato un sistema line array perché ci garantiva un’adeguata copertura con soli tre moduli e permetteva di sostenere i subwoofer direttamente nel cluster, evitando di posizionarli sul palco.»

– Matrice con processore integrato per una gestione ottimale dei contenuti – «Il cliente ha espresso il desiderio di avere un sistema estremamente semplice nella distribuzione dei contenuti sul ledwall, con preset creati per ogni tipo di evento. Alcuni di questi dovevano avere sfondi, picture in picture in picture e mutare all’interno dello stesso evento agendo sul pannello touch del sistema di controllo. Per acquisire tutti i segnali e garantire una performance al cliente abbiamo installato una matrice modulare con processore video integrato.»

– Telecamere PTZ per utilizzare la sala come virtual set – «A livello di sorgenti video – racconta Trovato –, la richiesta principale del cliente è stata quella di utilizzare la sala come virtual set, che sfrutta il ledwall per registrare tavole rotonde o interviste, oltre che per le dirette streaming tipiche degli eventi. Per questo ha scelto telecamere PTZ di qualità broadcast.» Una dotazione particolarmente apprezzata da Paolo Maldotti: «L’auditorium può diventare uno studio televisivo vero e proprio, ed è stato progettato anche per dare alla Ferrero la potenzialità di realizzare le campagne di comunicazione».


La configurazione con tavoli tondi è adatta a cene ed eventi con divisione in gruppi.

Il committente che tutti vorrebbero

Luca Dallaturca ha vissuto da vicino tutte le fasi del lavoro, dalla progettazione all’installazione, e si è fatto un’idea piuttosto chiara su questa esperienza: «Posso dire senza tanti giri di parole che Ferrero è il cliente che tutti vorrebbero. Per l’umanità delle persone all’interno, in ogni ruolo, ma anche perché abbiamo imparato a lavorare in un team internazionale di altissimo profilo. Il cliente ha creato un processo che non lasciava dubbi sul fatto che  il risultato sarebbe stato raggiunto. Abbiamo imparato tantissimo e in alcuni casi siamo andati oltre le nostre competenze. L’insegnamento che ci siamo portati a casa è che le tecnologie possono essere top, ma se il progetto a monte non guarda tutti i potenziali utilizzi e il contesto, non basta».


L’insegnamento che ci siamo portati a casa è che le tecnologie possono essere top, ma se il progetto a monte non guarda tutti i potenziali utilizzi e il contesto, non basta.

L. Dallaturca


La sala auditorium di Casa Ferrero ha davanti a sé dieci anni di vita al massimo livello, considerando un utilizzo continuativo. «Abbiamo creato una installazione che è davvero un esempio nel suo genere – commenta ancora Dallaturca –, un modello che altri potenziali clienti potranno seguire.»

Non solo visione, qualità, ma anche capacità di realizzarla nei tempi. «Abbiamo lavorato fianco a fianco con Paolo Maldotti per risolvere i problemi che sorgevano. Siamo stati dei buoni gregari, ma abbiamo continuamente fatto proposte perché abbiamo capito che con questo cliente era possibile.»

Quello che rimane, insomma, è la grande qualità del progetto. «Con questo intervento abbiamo reso vivo un luogo che quotidianamente può essere usato come virtual studio, sala convegni, sala corsi, ma anche come location per cene, il tutto con poche ore di lavoro per riconfigurarlo.» Un progetto realizzato davvero a regola d’arte.


Nell’ampio spazio dell’auditorium, è possibile anche prevedere una configurazione dei tavoli a ferro di cavallo.

BOX – LEDWALL: IL VALORE DELLA STRUTTURA IN ALLUMINIO PRESSOFUSO

I ledwall Serie FE di Sharp NEC sono caratterizzati dalla presenza di una struttura in alluminio pressofuso, sia per quanto riguarda il telaio che ospita le pixel card che per le pixel card stesse. I vantaggi sono numerosi, vediamoli uno per uno:


Una visione d’insieme dell’auditorium. Gli studi di termodinamica portati avanti da Archiland garantiscono una grande attenzione al benessere dei relatori.

Persone intervistate

Arch. Paolo Maldotti

Titolare di Archiland

Luca Dallaturca

CEO & Founder di Cavea

Enzo Trovato

Technical Director di Decima 1948


Link utili

archilandstudio.com | cavea.it | decima1948.com | sharp.eu

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