Una disciplina millenaria che mira alla conoscenza profonda di se stessi e alla ricerca dell’armonia fisica e psichica, per risvegliare le energie impoverite dall’affaticamento quotidiano.

Volume: SITV_03_12 – Pagine: da 192 a 193

Lo Yoga è una disciplina orientale che concorre a migliorare la qualità della vita attraverso l’esperienza consapevole del respiro, del movimento e delle posizioni del corpo. Le posture Yoga (asana), infatti, aiutano a rilassare il corpo e la mente mediante tecniche di stiramento volte a tonificare i muscoli, a migliorare la circolazione sanguigna, a ricaricarsi di energia vitale e a migliorare la concentrazione. Altri aspetti fondamentali dello Yoga, la meditazione e la respirazione (pranayama), concorrono a creare uno stato armonioso di benessere.


I benefici

Sono molteplici i benefici che derivano dalla pratica Yoga, percepiti a favore dell’equilibrio psicofisico dell’individuo. Ciò permette di ottenere una buona condizione fisica e uno stato mentale calmo, presente e rilassato. Ovviamente, praticare questa disciplina richiede impegno e costanza, ma senza entrare nel dettaglio delle tecniche yogiche, che si possono apprendere frequentando appositi corsi, è possibile però suggerire alcuni utili accorgimenti offerti da questa disciplina per alleviare piccoli disagi derivati da posizioni scorrette assunte durante il lavoro, che possono finire per creare problematiche alla struttura osteoarticolare. Nelle pause di lavoro è sufficiente sedersi comodamente ed eseguire con lentezza e con delicatezza alcuni semplici movimenti di flesso/estensione e di rotazione della testa (Figure 1, 2 e 3), purché ciò venga fatto con grande consapevolezza del gesto e non in modo meccanico, senza mantenere la mente ancora impegnata in altri pensieri. Il punto di forza dello Yoga, che lo differenzia dalla ginnastica, è proprio la consapevolezza che scaturisce dall’unione di mente e corpo, così come suggerisce il nome Yoga stesso che in sanscrito, l’antica lingua indiana, significa ‘unione’. È importante sottolineare che la consapevolezza e l’ascolto interiore possono essere facilitati anche dalla visualizzazione che aiuta a mantenere l’attenzione e la presenza mentale sulla parte del corpo che viene stimolata.

Figura 1
Figura 2
Figura 3

La meditazione

Figura 4
Figura 5
Figura 6
Figura 7

Anche quando sul lavoro non ci è possibile eseguire movimenti di alcun tipo oppure si è stanchi, non si ha voglia e si preferisce riposare, anche in questo caso lo Yoga può essere di valido aiuto con una pratica meditativa molto semplice che richiede solo una decina di minuti. Una pratica che, una volta appresa, si esegue facilmente e dà un grande sollievo alla fatica sia fisica che mentale, placando ansia e stress Bisogna sedersi in una posizione comoda cercando di mantenere l’immobilità e diventare consapevoli del respiro, focalizzando tutta l’attenzione sul flusso d’aria che entra e esce dalle narici, osservando come ad ogni inspiro il corpo si espande e si dilata e ad ogni espiro si ritrae, afflosciandosi. Continuando meticolosamente ad osservare il processo respiratorio e il movimento che imprime alle pareti del corpo, la mente si placa e il corpo si rilassa. Un altro modo che lo Yoga offre per allentare lo stress è il controllo del respiro. Certo le tecniche di pranayama sono spesso complesse e da eseguire con la guida di un insegnante, ma la nozione di base che è la consapevolezza del respiro spontaneo può essere già di grande aiuto. Si tratta semplicemente di fermarsi per qualche istante e osservare il proprio respiro diventando pienamente consapevoli di questo processo spontaneo sentendo l’aria che entra ed esce dalle narici, sentendo come il movimento nasce dal diaframma e mobilizza tutte le pareti corporee: inspirando il corpo si espande, espirando dolcemente si ritrae. Prolungando solo per alcuni istanti questa osservazione del respiro, lasciandosi cullare da quest’onda ritmica, è facile che spontaneamente il ritmo del respiro diventi più calmo e regolare acquietando la mente.


Gli esercizi

Figura 8
Figura 9
Figura 10
Figura 11

Si possono eseguire movimenti di scioglimento articolare con le mani, le braccia, le spalle procedendo in successione. Si aprono le mani distendendo bene le dita chiudendole a pugno (Figura 4 e 5). Si distendono lentamente le braccia avanti all’esterno delle spalle per poi fletterle con le mani alle spalle, ruotando quindi le spalle (Figure 6 e 7). Se si dispone di uno spazio un po’ più ampio ed è possibile muovere il corpo, si possono eseguire alcune semplici asana yogiche, per agire su tutta la colonna vertebrale portandola in rotazione e in estensione laterale, con grande sollievo per le contratture e i blocchi vari che facilmente si creano in questa area. In piedi con le gambe leggermente divaricate, intrecciare le mani e alzare le braccia sopra il capo con i palmi verso l’alto, sentendo tutto il corpo che si allunga dai piedi fino alla punta delle dita; quindi flettere il busto avanti rilassando le spalle e lasciando le braccia sciolte (Figura 8 e 9). Sollevare le braccia in alto ed estendere il busto leggermente all’indietro e inclinarsi lateralmente prima verso destra e poi verso sinistra. Con il braccio disteso in alto, inclinare il busto lateralmente a destra e poi a sinistra, allungando bene ciascun fianco e mantenendo ogni posizione per alcuni respiri (Figura 10). Infine ruotare il busto verso destra portando la mano sinistra alla spalla destra, ripetendo anche sull’altro lato (Figura 11)