Sostituisce il WUX450, del quale eredita la luminosità costante su tutta l’escursione focale, basso consumo energetico, compattezza e peso. Inoltre, il pannello LCoS è lo stesso del top di gamma WUX6000.

Volume: SIAV_02_15 – Pagine: da 106 a 107

Questo nuovo videoproiettore della gamma XEED ha tutte le carte in regola per dare seguito al successo ottenuto dal WUX450, un modello che ha ottenuto un riscontro importante dal mercato grazie alle prestazioni intrinseche del know how di Canon: gestione della luce, colorimetria fedele, qualità delle ottiche e affidabilità garantita. 
Se al WUX450 mancavano alcune prestazioni minori, che non incidevano sulla qualità della proiezione ma potevano tornare utili al custom installer, al WUX500 con l’aggiunta dell’HDBaseT e della connettività Wi-Fi non manca più nulla. Inoltre, e questi sono due punti particolarmente importanti, è presente il sensore d’immagine LCoS di nuova generazione (lo stesso che utilizza lo XEED top di gamma WUX6000), oltre ad una luminosità aumentata a 5mila ANSI lumen, 500 in più del precedente modello. 
Infine, il WUX500 è disponibile in due versioni: base e medical, che integra la modalità di simulazione DICOM (Digital Imaging and COmmunications in Medicine), uno standard che definisce i criteri per la comunicazione, la visualizzazione, l’archiviazione e la stampa di informazioni di tipo biomedico come, ad esempio, le immagini radiologiche.


Le specifiche di base


Tabella che illustra le caratteristiche della CANON XEED WUX500.

Della luminosità ne abbiamo già parlato, con questo modello è stata portata a 5mila lumen. Un dato importante, che acquista ancora più valore per la qualità delle ottiche Canon: il valore dell’apertura del diagramma (indicato con la lettera f) rimane costante per tutta l’escursione dell’ottica. I modelli zoom di Canon garantiscono una luminosità identica su tutta l’estensione della focale, da wide a tele. Così la luminosità viene preservata. Ciò non accade con i modelli dei proiettori concorrenti dove, in termini percentuali, in modalità tele un obiettivo zoom arriva ad attenuare fino al 30% della luce che lo attraversa. Ad esempio, un proiettore da 5.000 ANSI Lumen può performare come uno da 3.500: un aspetto che deve essere considerato durante la comparazione di più modelli prima dell’acquisto. Un altro elemento importante, che contribuisce a determinare la qualità delle immagini è il rapporto di contrasto: nel WUX500 è pari a 2000:1, un valore ottenuto senza l’utilizzo dell’iris. 
Anche le prestazioni della USB, riguardo ai contenuti multimediali, sono state migliorate: l’obiettivo è gestire le presentazioni, visualizzare immagini e video semplicemente, anche in spazi ristretti, senza ricorrere all’utilizzo di un PC. La gestione avviene con un menu multilingue, che contiene ben 20 idiomi. È possibile, inoltre, visualizzare le miniature dei contenuti, effettuare la dissolvenza incrociata, in apertura e in chiusura per generare animazioni funzionali ad applicazioni di digital signage oppure per eventi live.


I comandi locali con le relative spie di funzionamento.


La multi-proiezione senza PC

Le applicazioni di edge bleding aggiungono una particolare magia ai contenuti proiettati, sia per l’anomalo rapporto delle immagini che si può ottenere che per l’effetto immersivo generato dagli schermi curvi sviluppati in orizzontale. La precisione di una proiezione in edge blending deriva dalla capacità di gestire la sovrapposizione di due immagini adiacenti, evitando l’insorgere di variazioni di luminosità. 
Per gestire una tale proiezione sono necessarie due funzioni: la prima suddivide l’immagine stessa in tante porzioni, ciascuna indirizzata ad ogni proiettore e la seconda diminuisce la luminosità nelle aree di sovrapposizione. Il WUX500 integra entrambe le funzioni: obiettivo di Canon è gestire in autonomia, senza l’utilizzo di PC e schede grafiche costose, la multiproiezione per effettuare, quando il contesto lo consente, un risparmio di denaro. L’interfaccia USB e la presa di rete concorrono proprio a raggiungere questo obiettivo perché la funzione integrata nei proiettore gestisce i contenuti residenti nella memoria USB e, attraverso il cavo LAN, distribuisce le porzioni di immagini ad ogni proiettore.


I punti di forza


Da sinistra, i jack di collegamento audio e telecomando; più al centro le prese video e USB; sulla destra, i controlli LAN, HDBaseT e RS232.

– HDBaseT 
– PiP da 2 sorgenti digitali 
– Edge Blending integrato 
– Correzione keystone sui 4 angoli + correzione keystone 
sui 4 angoli dell’edge blending 
– Multi proiezione via LAN e Wi-Fi 
– Presentazioni senza PC e aggiornamento firmware via USB 
– HDMI 1.4 e DVI 
– Design modulare: accesso diretto a lampada e filtro 
– Efficienza energetica con pulsate ECO 
– Modalità simulazione DICOM


Il vantaggi dell’HDBaseT


I comandi del lens shifting orizzontale e verticale.

Com’è noto lo standard HDBaseT è stato progettato per effettuare un collegamento HDMI lungo fino a 100 metri, utilizzando un cavo di rete LAN. Un cavo HDMI, per mantenere l’affidabilità necessaria, non può essere lungo più di 15/20 metri sempre che venga utilizzato un cavo di alta qualità. Lo standard HDBaseT, oltre a rendere possibili tratte di collegamento HDMI più lunghe consente di distribuire nello stesso cavo LAN anche la connettività internet, i segnali di controllo e l’alimentazione di potenza. 
Quindi, se la tratta supera i 15/20 metri la scelta diventa obbligata a favore di una coppia di extender HDBaseT (trasmettitore + ricevitore). I costi, però, aumentano perché la somma di un extender e del relativo cavo LAN di collegamento sono ben superiori a quelli del singolo cavo HDMI più lungo disponibile. 
L’industria a così iniziato ad integrare in alcuni prodotti il ricevitore HDBaseT per favorire l’adozione di questo standard a costi più ben contenuti perché è necessario acquistare solo il modulo trasmettitore HDBaseT. 
Il WUX500 è dotato del ricevitore HDBaset: a seconda della configurazione necessaria al cablaggio il costo può diminuire fino al 70%.