Un modello dedicato a eventi live e ambienti di grandi dimensioni come musei, università e sale convegno, derivato dai proiettori NEC utilizzati nelle sale cinema commerciali. La sorgente laser riduce a zero gli interventi di manutenzione.

Volume: SIAV_04_16 – Pagine: da 102 a 103

I videoproiettori laser stanno ridefinendo un parametro fondamentale per valutare nel suo complesso il valore di un progetto AV. Stiamo parlando del costo totale di possesso (TCO – Total Cost of Ownership), che aggiunge al costo iniziale dell’apparecchio anche quello della manutenzione e del consumo di energia elettrica. Un valore che non tiene conto soltanto del costo di acquisto, una riflessione focalizzata sull’azione iniziale ma sull’intero ciclo di vita del prodotto, quindi di prospettiva. L’offerta di NEC, riguardo ai proiettori a stato solido, così vengono definiti i modelli laser, si estende dal modello entry level da 5mila (P502HL) fino ai 33mila lumen dell’NC3240S, realizzato per le sale cinema commerciali. L’esperienza del cinema digitale ha consentito a NEC di sviluppare un considerevole know how, utilizzato nel modello PH1201QL da 12mila lumen di luminosità, con risoluzione nativa 4K e tecnologia DLP 3-chip. Con la stessa dotazione tecnologica, ma una risoluzione Full HD, a catalogo troviamo anche il modello PH1202HL.


Laser, zero manutenzione

Come abbiamo già accennato la serie PH (Professional High) dei proiettori NEC si posiziona appena sotto quella dedicata al digital cinema (NC), destinata alle sale commerciali. 
La sorgente di illuminazione, descritta nel disegno qui sopra, è a laser blu; l’engine ottico comprende una ruota di fosfori gialli che unita ai diodi laser produce una luce bianca necessaria ai tre DMD del sistema DLP-3chip per generare l’immagine nelle sue tre componenti colore (RGB). 
Sono principalmente tre i vantaggi della sorgente laser: primo fra tutti la vita operativa, pari a 20mila ore, in seconda battuta l’operatività all’accensione quasi istantanea e la possibilità di spegnere il proiettore senza attenderne il raffreddamento; terzo, una miglior efficienza energetica dovuta ad una minor dissipazione di calore rispetto alla tradizionale lampada a incandescenza, che si traduce anche in una maggiore silenziosità. 
La vita operativa così estesa, unita ad un engine ottico completamente sigillato e resistente alla polvere e allo sporco hanno determinato anche l’assenza del filtro dell’aria; risultato: le attività e il costo di manutenzione sono inesistenti.


Il decadimento della luminosità

La sorgente laser presenta un decadimento nel tempo molto lento e diverso rispetto a quello di una lampada a incandescenza, che dopo poche centinaia di ore riduce sensibilmente le prestazioni. A metà della sua vita operativa (10 mila ore) una sorgente laser garantisce ancora il 70% della luminosità iniziale. Questo dato ci porta a due importanti riflessioni: 
– il 70% della luminosità rappresenta una prestazione ancora superiore a quella di una sorgente tradizionale dopo poche centinaia di ore di utilizzo; 
– dopo 10mila ore, pensiamo alle attività di rental & staging, è possibile vendere il Il percorso della luce laser Sistemi Integrati – Audio/Video Volume 4 – 2016 103 proiettore garantendo comunque all’acquirente una luminosità importante, sufficiente per numerosi contesti e applicazioni.


La qualità delle immagini

Un aspetto che rappresenta un punto di forza per questo modello è la presenza dello stesso scaler (chip NV1301) dei modelli serie NC, dedicati alle sale cinema. Uno scaler che svolge le funzioni di de-interlaccio, scaling e riduzione del rumore; il campionamento colore avviene a 10 bit con correzione del gamma a 12 bit. La possibilità di generare immagini sempre perfettamente scalate rispetto alla risoluzione nativa dei DMD garantisce la migliore qualità video per ogni tipologia di sorgente.


Le ottiche disponibili

Sono nove in totale le ottiche dedicate a questo PH1201QL: otto zoom e una fissa. Il rapporto di tiro varia da 0,9:1 a 7,40:1. Valori che sottolineano la cura dell’ampiezza di gamma, per mettere in condizione il system integrator di trovare il miglior posizionamento in ogni ambiente.


L’installazione

Numerose le prestazioni dedicate a semplificare l’installazione: l’ottica motorizzata, la possibilità di richiamare i preset di zoom, messa a fuoco e lens shift, la presenza dell’HDBaseT e la compatibilità con diversi sistemi di controllo, oltre al Naviset Administrator 2 di NEC. 
Sofisticata la correzione geometrica, pensata per agire correttamente anche sulle superfici più irregolari dello schermo. 
Sul fronte degli ingressi da segnalare lo slot OPS per PC Windows e Android, gli ingressi HDMI (2), DVI (2) e 3G-SDI (4), i controlli RS-232 e LAN. E’ disponibile la funzione PiP/ Pop in differenti configurazioni. Infine, è possibile regolare la luminosità in un range dal 20 al 100%.


PH1202HL, la versione full HD<

La serie PH si completa con il PH1202HL a risoluzione 1080p (1920×1080). A parte la risoluzione minore, tutte le altre prestazioni sono simili. La flessibilità di posizionamento, come per il modello maggiore, è elevata: può essere installato inclinato su un piano (free tilt), anche in modalità portrait. Le ottiche disponibili sono sei, tutte zoom, per un rapporto di tiro che varia da 0,9 a 6,77:1.