CASE HISTORIES

Un solo touch: 5 ambienti diversi tutti nella stessa sala

Trasformazione rapida: questo l’obiettivo del ‘salotto’ dell’Hotel Majestic di Roma. Tutto in un touch, per configurare l’ambiente da sala conferenze a ristorante, da sala caffè a sala cinema, oppure in un locale tipico da party. Rispettando i natali architetturali di una salotto del fine ’800.


Volume: SIAV_04_13 - Pagine: da 76 a 83

Questa case history si correda di vari aspetti che coniugano l’antico al nuovo, passando per il lavoro sinergico di più figure professionali. L’installazione è stata realizzata a Roma, in via Vittorio Veneto, una delle vie più prestigiose della capitale, nel cuore di uno degli alberghi storici della città. L’Hotel Majestic, una struttura che risale a fine ’800 e ha vissuto tre secoli di storia. Un albergo di lusso che ha sempre conservato la propria identità pur mantenendosi al passo con i tempi dell’era moderna, rispettando i canoni di un hotel di primo livello. Nel nostro caso specifico, andremo ad analizzare un’installazione d’avanguardia realizzata in un unico ambiente trasformato, da normale sala conferenze, a locale polivalente. Una sala che al termine dell’operazione ha preso i connotati di un vano camaleontico che racchiude in sé diversi scenari da presentare ai propri ospiti. Un ambiente in grado di proporsi, in diversi momenti della giornata, come sala conferenze piuttosto che ristorante, per poi trasformarsi in ambiente ricreativo e, ancora, in sala meeting piuttosto che sala da caffè, molto elegante; ed infine essere in grado di prendere ancora le sembianze di un ambiente tipico da party o, addirittura, da sala cinema, con la visione di contenuti su schermo gigante. L’obiettivo principale, dunque, che ha dato il via alle operazioni di rifacimento di questo ‘salotto’ dell’ottocento, era poter trasformare in tempi rapidi la sala, facendola diventare polifunzionale.



Le figure coinvolte

Naturalmente, un intervento così strutturato ha richiesto il lavoro di diverse figure professionali, dall’architetto al system integrator, dagli elettricisti ai falegnami. Per l’occasione è stato coinvolto il system integrator Tower Systems nella persona di Gianni Duranti, l’Architetto Davide Cerini dello Studio Lissoni, e l’entourage lavorativo dell’Hotel Majestic. A condurci in questo percorso, alla comprensione dell’intero impianto installato per l’occasione, è stato proprio Gianni Duranti, General Manager di Tower Systems. «L’idea è partita dalla proprietà – ci racconta subito Gianni Duranti. Essendo questo hotel molto apprezzato anche per la buona cucina, con molti clienti al seguito, e volendo offrire un servizio che andasse oltre la semplice ristorazione, si è pensato di procedere con un intervento di ammodernamento che trasformasse la sala conferenze, in tempi rapidi e in totale semplicità, in ambiente polivalente».



La fase preliminare

«Nella fase preliminare – prosegue Gianni Duranti - è stata fondamentale la collaborazione tra il nostro studio di progettazione e gli architetti. In questo contesto abbiamo cercato di coinvolgere la proprietà, per snocciolare una ad una le esigenze da soddisfare e fare l’esatta analisi del sistema. Non bisogna mai sottovalutare questo aspetto, perché è solo attraverso un coinvolgimento diretto del cliente che se ne comprendono le reali necessità. È lo stesso cliente, a volte, a non essere del tutto consapevole di non aver comunicato in modo completo le proprie esigenze. Il nostro compito, appunto, è quello di sottoporlo ad una serie di domande e aiutarlo ad esprimere al meglio quello che desidera realizzare. Naturalmente, una volta passati alla fase esecutiva, siamo entrati in contatto con le altre figure professionali chiamate a collaborare per la realizzazione del progetto».



I tempi di realizzazione

«Abbiamo iniziato a lavorare al progetto a metà gennaio 2013 – ci confida Gianni Duranti – e siamo riusciti a consegnare la sala il primo settembre dello stesso anno, in linea con quanto previsto dalla tabella di marcia. Portare a termine questo progetto ha richiesto quindi circa otto mesi di interventi; un periodo che include anche dei tempi cosiddetti morti, dovuti alla fase di progettazione architetturale che, come nella maggior parte dei casi, ci costringe a periodi di standby che non dipendono direttamente dal nostro lavoro. Per tale ragione è stato fondamentale fasare i nostri tempi con le figure professionali coinvolte, per comprendere al meglio il passo dettato al prosieguo di tutti i lavori».



Bypassati i problemi architettonici
La sala oggetto del progetto di ristrutturazione. Un unico ambiente trasformato, da normale sala conferenze, a locale polivalente.

L’Hotel Majestic è presente a Roma dal 1889, quasi 125 anni di storia, e riporta il proprio fascino in ogni ambiente visitato all’interno. Proprio per questa ragione, curarne al meglio l’aspetto tecnologico non è mai così semplice. «Nello specifico della sala presa in considerazione – precisa Gianni Duranti - riuscire a rendere camaleontico un ambiente che presenta una struttura architettonica impossibile da cambiare, ha richiesto una progettazione sopraffina che potesse lasciare intatti gli equilibri conservati per oltre un secolo di attività. Il ‘cielo’ di questa stanza, ad esempio, è completamente dipinto, pertanto non potevamo intervenire montando corpi invasivi sul soffitto. Proprio per questo motivo, in accordo con l’architetto e con la proprietà dell’hotel, abbiamo deciso di installare travi d’acciaio a sostegno dei corpi illuminanti e del telo di proiezione; uno schermo che si arrotola e scompare direttamente dentro la trave. Pertanto, quando non viene utilizzato, il telo è invisibile e sul soffitto, in modo impercettibile e in perfetta sintonia con il contesto, si vedono solo le travi, che lasciamo il campo alla visione dei dipinti. Con questa soluzione non è stata affatto stravolta la fisionomia della sala, che rappresentava il primo aspetto da curare nella realizzazione dell’opera. Allo stesso modo, le casse acustiche sono state posizionate in alto, poco visibili e per nulla invasive nel contesto».



La sala e gli scenari di una giornata tipo

La sala in questione è di forma rettangolare ed è pertanto utilizzabile, a seconda delle occasioni, a sviluppo sia orizzontale che verticale. Nel primo caso, in occasione di conferenze, il tavolo dei relatori viene disposto verso il lato lungo della sala; con lo sviluppo verticale, invece, per la proiezione di contenuti video, vengono utilizzate le poltroncine, disposte secondo il corto della stanza. «Era congeniale e doveroso riuscire a trovare una soluzione che permettesse di utilizzare la sala sui due lati. Siamo riusciti nell’intento – afferma soddisfatto Duranti - e abbiamo portato l’ambiente a vivere scenari diversi durante la giornata. La sala, infatti, inizia la sua attività alle prime ore del mattino come luogo dove consumare la colazione, quindi viene allestita e preparata per la conferenza di metà mattinata, con uno scenario che prevede la disposizione orizzontale. Alla conferenza segue il pranzo nel giro di poco tempo. Nel pomeriggio, è possibile attrezzarla per un convegno oppure come sala tè e relax; in serata, quasi a mo’ di cinema la si può allestire in verticale con la discesa del telo di proiezione, allestita con poltroncine a platea. Infine, dopo cena lo scenario si trasforma in sala party: aumenta la resa audio e l’effetto luci notturno. La sala, dunque, è totalmente modulare e multifunzionale e basta un solo touch per settare audio, luci e video, e ricreare dunque l’ambiente più consono all’occasione richiesta. La sfida del progetto è stata proprio quella di affrontare questa modularità – ci svela Gianni Duranti - che andasse oltre il classico sistema standard da progettare e installare. Il sistema pensato, pertanto, doveva andare bene per tutte queste funzionalità».



La cabina di regia

Nella cabina di regia, la matrice è configurata e utilizzabile attraverso un touch panel di controllo che permette di scegliere lo scenario desiderato semplicemente digitandone l’apposita voce sull’interfaccia. I manutentori dell’hotel, pertanto, non hanno bisogno di configurare la sala manualmente a seconda dello scenario da utilizzare; piuttosto semplicemente, invece, attraverso la domotica e con un semplice touch, gli basta selezionare il modello di sala richiesto e, in modo rapido e sincronizzato, la sala si configura per l’occasione. «Il sistema è aperto a qualsiasi scelta alternativa rispetto agli scenari preposti – ci dice Gianni Duranti - pertanto è possibile cambiare la sala utilizzando a piacimento e in combinazione libera tutta la tecnologia installata all’interno. Inoltre, ne abbiamo previsto la gestione da remoto; pertanto, in qualsiasi momento è possibile dare il via ad uno scenario diverso, pur non essendo fisicamente presenti all’interno della sala. Non solo, attraverso il sistema di sorveglianza installato, è possibile visionare da qualsiasi postazione PC collegata a internet quanto stia accadendo all’interno. Si è reso necessario distribuire l’audio con una qualità sonora di alto livello, da tarare per l’utilizzo della sala con tutti i suoi scenari. Non solo, proprio per venire incontro all’aspetto modulare di questo ambiente polivalente, utilizzato per svariate occasioni, compresi i party, abbiamo dovuto prevedere una potenza sonora importante. In questa fase, è stata preziosa la collaborazione del progettista Maurizio Montini, che ci ha supportato sulla parte conference e nella taratura audio dell’impianto. Per far fronte a queste esigenze, naturalmente, abbiamo utilizzato prodotti adatti a tutti gli scopi. Nel nostro caso, tutti i pre-set audio sono stati configurati nella matrice, in relazione alla disposizione della sala: pressione sonora, riverberi, equalizzazione, ecc.». «Come per l’audio, è emersa la necessità di distribuire diverse tipologie di segnali video. Per portare a compimento l’installazione, e far fronte alle esigenze dell’impianto, abbiamo utilizzato i prodotti forniti da Comm-Tec, con la quale abbiamo lavorato a stretto contatto per mettere a punto ogni dettaglio della distribuzione video. Un lavoro che oggi permette di gestire al meglio il segnale video grazie anche all’impiego, tra gli altri, della matrice TV ONE Corio 2, in grado di ricevere il segnale HDMI da più sorgenti (PC, ricevitore satellitare, ecc.) e ripartirlo attraverso i dispositivi di distribuzione forniti sempre dalla stessa Comm-Tec. L’ impianto, dunque, agevola la fruizione dei contenuti video su tutti i terminali previsti da progetto. Infine, è stata predisposta anche la possibilità di registrare qualsiasi video prodotto in tempo reale, durante la conferenza piuttosto che da telecamere di servizio».



Training d’utilizzo della tecnologia installata

«Al termine dell’installazione è stato nostro compito dare delle istruzioni ai manutentori per il corretto utilizzo della sala a seconda della necessità d’uso – ci riferisce Gianni Duranti. È stato fatto un vero e proprio training sulle tecnologie installate e sui possibili scenari da realizzare. Per quanto possa risultare scontato, questa è un processo fondamentale di tutta l’operazione, perché ci proietta direttamente nella fase post installativa e rende più semplice ogni intervento manutentivo anche da remoto, coadiuvati da tecnici che già conoscono il quadro progettuale completo. Spendere del tempo per insegnare ai manutentori dell’hotel quanto è stato installato, consente successivamente di intervenite più facilmente e più rapidamente. Nella realizzazione di un progetto così delicato, è fondamentale ripercorrere tutti i passaggi d’intervento ancor prima di mettere mano all’ambiente di sviluppo dei lavori. La necessità nasce dal fatto di realizzare il tutto senza che un intervento pregiudichi un lavoro realizzato negli step precedenti. Questo è possibile solo coordinando i tempi di tutti i professionisti all’opera. Per fare un esempio, i lavori a soffitto come il montaggio delle casse sono stati realizzati esattamente nello stesso periodo in cui venivano montati alcuni specchi a parete, per consentire l’utilizzo alternato dello stesso trabattello. Un lavoro, questo, da fare esclusivamente prima della completamento del lavoro di ristrutturazione dei pavimenti. In quel caso, se non fossimo intervenuti durante il montaggio degli specchi, non avremmo più potuto montare le casse perché dopo il restauro del parquet non ci è stato più concesso di appoggiare nemmeno una semplice scala».



Valutazioni post collaborazione

Ogni figura professionale deve saper svolgere bene il proprio lavoro,così come è importante saper lavorare in sinergia con gli altri professionisti coinvolti nel progetto. Un concetto riportato dallo stesso Gianni Duranti: «Oggi, non basta più affiancarsi ai professionisti di altri settori per fare squadra nella realizzazione di un progetto. È opportuno, infatti, conoscere degli aspetti che vanno aldilà del proprio mestiere. L’elettricista, ad esempio, deve saper conoscere le nuove tecnologie. Deve evolversi, entrare nel nuovo millennio e saper utilizzare un iPad, così come deve essere consapevole dei componenti necessari per realizzare una rete; deve sapere a cosa serve ciascun collegamento e, allo stesso modo, conoscere alcuni aspetti del mondo domotico, ecc. Oltre che per una conoscenza personale, infatti, questi approfondimenti risultano senz’altro utili per un’eventuale collaborazione con professionisti del nostro settore. Allo stesso modo, è importante saper conoscere i propri limiti verso un mestiere non proprio. Non bisogna correre il rischio di improvvisarsi system integrator. Così come l’utente finale non deve badare solo al risparmio incaricando figure non preposte allo sviluppo di determinati progetti. Il rischio a cui potrebbe andare incontro è quello di trasformare un risparmio momentaneo in disservizio, nonché in dispendio di tempo e costi in fase di utilizzo e manutenzione dell’impianto. Il system integrator, in tal senso, in modo appassionato e motivato porta a termine il lavoro nella sua completezza. È in grado di capire le precise esigenze del cliente e svilupparle sul campo. Il nostro è un mondo fatto sempre più di partnership e, più che improvvisarci per realizzare qualcosa che professionalmente non ci compete, la cosa migliore è trovare il partner giusto per portare a compimento un progetto al meglio. La complementarietà di professioni diverse, in molti casi, risulta vincente».



La soddisfazione del committente

«Nell’esigenza che presenta oggi un hotel moderno di offrire spazi maggiormente multifunzionali, ho sentito il bisogno di trovare una soluzione adeguata per il nostro albergo, una struttura che risale a fine ’800 - ci racconta Gianluca Violante, amministratore delegato della società titolare dell’immobile. A differenza di un albergo contemporaneo, infatti, che consente in modo agevole lo sviluppo e l’installazione di nuovi progetti tecnologici, nel nostro caso, lo sviluppo architettonico della nostra struttura presenta dei vincoli e l’idea di ammodernarlo ha dato il via ad una fase di studio delicata e allo stesso tempo articolata. La sfida da superare, pertanto, presentava da una parte il vincolo della storicità della struttura, dall’altra la necessità di rendere comunque moderno un luogo di questa caratura. Nella progettazione originale, l’ambiente in questione veniva utilizzato come un vero e proprio salotto, un luogo all’epoca concepito per una clientela abituata a lunghi soggiorni nella capitale rispetto alle brevi escursioni di oggi; ai giorni nostri, pur rimanendo una clientela di alto livello, le esigenze sono letteralmente cambiate e una struttura come la nostra non può prescindere dall’uso della tecnologia per l’utilizzo di spazi funzionali ad incontri di altro tipo rispetto al passato. S’imponeva pertanto un restauro volto all’aggiornamento di alcuni ambienti».



Oltre 100 anni di storia

«Fondamentalmente, la nostra struttura alberghiera ha subito tre ammodernamenti nella sua storia. Da quando è nata è rimasta pressoché identica per 100 anni, fino agli anni ’90, per poi subire un primo restauro secondo il concetto antico dell’albergo; a seguire, qualche anno fa abbiamo ritenuto opportuno implementare le funzioni del salone principale secondo le esigenze della clientela contemporanea, naturalmente senza mai toccare la parte storica del salone; quest’anno l’ultimo vero intervento che ha reso questo spazio multifunzionale con un lavoro che reputo esemplare e che ha lasciato intatta l’anima dell’albergo. Ho seguito passo passo tutte le fasi di una progettazione che mi ha soddisfatto e che mi permette di assolvere appieno alle esigenze del momento. Oggi – conclude Gianluca Violante - mi basta un click e, stimando per eccesso la durata d’intervento, valutiamo in un’ora il tempo tecnico di trasformazione della sala, tra sincronizzazione della tecnologia presente e intervento dei nostri operatori per la predisposizione di poltroncine e quant’altro. Naturalmente, il cambiamento ha interessato anche la dotazione di nuovi arredi, adeguati alle esigenze e concepiti per rapidi spostamenti».



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