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    Elevata attenuazione di schermatura: LTE PROtection

    La scelta del cavo coassiale, in presenza dei nuovi segnali LTE, diventa un’azione determinante per evitare interferenze. Italiana conduttori produce modelli in Classe A, A+ e A++: l’attenuazione di schermatura acquisisce un ruolo decisivo.


    Volume: SITV_03_12 - Pagine: da 120 a 121

    Ai disagi che l’accensione delle stazioni radio base LTE potrà provocare agli impianti di ricezione dei segnali televisivi, bisogna aggiungere un aspetto importante: la qualità dell’impianto, per un funzionamento adeguato, tornerà ad avere quel ruolo un po’ trascurato nel recente passato, frutto di una cultura che annunciava l’avvento del digitale terrestre come la risoluzione di tutti i problemi di ricezione.
    Per anni si è parlato dell’importanza del cavo coassiale e dei suoi connettori, del loro costo marginale rispetto al costo totale dell’impianto e dell’importanza di scegliere cavi e connettori di qualità per ottenere affidabilità nel tempo, anche in condizioni critiche.
    Molto probabilmente, del cavo e del connettore di qualità (e di tutte le altre componenti dell’impianto) non se ne potrà più fare a meno.


    I parametri da valutare

    Oltre ai consueti parametri come l’attenuazione e le perdite cumulative di riflessione, l’attenuazione di schermatura diventa parimenti rilevante, se non addirittura più importante.
    Un cavo coassiale di qualità si distingue per la capacità di attenuare poco il segnale, questo è vero; ma con i segnali interferenti delle stazioni radio base LTE lo schermo, inteso come l’unione della calza e del nastrino, singolo o doppio, assume un ruolo decisivo per evitare alle interferenze di raggiungere il conduttore interno del cavo coassiale e, quindi, il segnale TV distribuito nell’impianto.



    Come comportarsi

    Probabilmente, nell’immediato futuro potrebbe diffondersi l’utilizzo differenziato del tipo di cavo coassiale, a seconda della tratta da cablare.
    Oggi, in parte, avviene già ma in futuro potrebbe esserlo sempre di più.
    Così, ad esempio, qualunque cablaggio da realizzare fra l’antenna di ricezione e il centralino, da palo o da interno, conviene realizzarlo con un cavo coassiale come il DG100 e DG113 con efficienza di schermatura in classe A+ o, addirittura nel casi più difficili con l’RP 913B, in classe A++.
    Questo perché è fondamentale assicurare all’impianto di ricezione la massima protezione dai segnali LTE, presenti e futuri, non potendo conoscere a priori a quale distanza e con quanta potenza trasmetterà la stazione radio base prossima all’impianto.
    All’interno del palazzo, nel sottotetto, la struttura offre già un piccolo schermo: sempre che la stazione radio base non venga posizionata sullo stesso tetto del palazzo o in prossimità dello stesso, si potrà optare per un cavo come il DG 70 o il DG 80.
    Discorso diverso, invece, merita l’abitazione e quindi il cavo di collegamento fra la presa di utente e il televisore/decoder.
    Gli smartphone e i tablet LTE trasmettono nella stessa banda ex-televisiva delle stazioni radio base; quindi, per questi cavi la qualità deve essere elevata, meglio una classe A+ o, nei casi critici, A++. Infine, ecco una serie di altri consigli tecnici per eseguire un impianto a regola d’arte ed efficace contro le interferenze LTE:
    – usare connettori con classe di schermatura A o superiore;
    – evitare i connettori che non garantiscono un contatto elettrico a bassa resistenza alle alte frequenze, come il tipo ad avvitare;
    – eseguire la connessione a regola d’arte. Curare quindi che il nastrino sia ben avvolto sul dielettrico ed entri nel tubetto del connettore; mantenere i fili della treccia il più possibile integri;
    – curare la messa a terra del cavo come specificato dalle norme. Anche il cavo più schermato, se non presenta una via di fuga verso terra a bassa resistenza per i segnali interferenti perde gran parte della sua efficacia.



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