CASE HISTORIES

David Bowie Is: la rappresentazione di un mito, immersività & videomapping

Un intreccio armonico di filmati e musica per un percorso coinvolgente: la versione italiana di David Bowie Is è stata organizzata da BPM Concerti. La proiezione immersiva, di grande effetto scenografico, è stata realizzata con quattro proiettori Panasonic PT-DZ21K2.


Volume: SIAV_01_17 - Pagine: da 40 a 45

Chi è David Bowie? Qualche mese dopo la scomparsa della pop star britannica, con la mostra David Bowie Is allestita da BF Servizi al Museo d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo) ‘The Thin White Duke’ è tornato a calcare il palcoscenico. Un’esperienza immersiva organizzata dal 14 luglio al 13 novembre 2016, per esplorare il mondo e la personalità di David Bowie al di là della sua figura di Front Man, realizzata come un vero e proprio percorso multimediale, per conoscere meglio chi si nasconde dietro l’icona che rivoluzionò la musica pop e la stessa cultura contemporanea.



Format globale

David Bowie Is, grazie ad un allestimento scenografico dove la videoproiezione di Panasonic e il suono di Sennheiser hanno restituito tutto il pathos e l’emozione di un’esperienza intensa, celebra la prolifica carriera dell’artista capace in cinque decadi di perseguire in modo duraturo l’innovazione senza mai tradire sè stesso e il suo pubblico. Il format, curato dal Victoria and Albert Museum di Londra e progettato dalla londinese Fifty Nine Productions, dopo aver esordito a Londra nel 2013 e aver viaggiato a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen è sbarcato in Italia, dove ha riscosso un successo strepitoso. Merito, questo, degli addetti ai lavori e degli impianti scelti per realizzare la mostra, come ci hanno raccontano i professionisti che hanno lavorato con tanta passione. Importante la presenza della videoproiezione, soprattutto nell’area Main Show dove sono stati utilizzati quattro Panasonic PT-DZ21K2 da 20 mila lumen, e nel videomapping utilizzato in diverse aree, realizzato con i modelli PT-RZ570 e due PT-DZ6700.



Un racconto attraverso i sensi

Così esordisce Marko Boscos, Direttore Operativo di BF Servizi: «David Bowie Is ha voluto essere in primo luogo un grande spettacolo, un’opportunità per scoprire chi è stato David Robert Jones, in arte David Bowie, andando ad esplorare i molteplici anfratti di una personalità complessa, spesso associata solamente a quella di icona, cantante, showman. La mostra è stata costruita per rispondere alle esigenze di un pubblico eterogeneo e variegato, dal fan appassionato al visitatore curioso di scoprire qualcosa di nuovo. Per dare questo taglio alla manifestazione abbiamo ideato un percorso con una componente multimediale audiovisiva importante, per coniugare la miglior esperienza fieristica con il classico impatto museale. Tutto incastonato in una cornice di forte coinvolgimento emotivo, un’esperienza arricchita dal supporto di più di 300 tra oggetti e reperti originali dell’artista: corredi e attrezzature sceniche, fotografie, cover artistiche degli album, oggetti personali, manoscritti delle sue canzoni e alcuni dei suoi strumenti musicali. L’idea di combinare questi oggetti con contenuti video tratti da performance live e videoclip attraverso videoproiezioni immersive ha permesso di caratterizzare l’intero percorso a disposizione del visitatore con originalità e dinamismo, ricreando un virtuale viaggio nella personalità e nella carriera artistica di David Bowie. Un successo sottolineato dal numero dei visitatori, arrivato a più di 130 mila, i quali hanno espresso in maniera esplicita il loro apprezzamento per l’allestimento: molto spesso si trattenevano più del dovuto all’interno della mostra, così si formavano lunghe code all’ingresso. Abbiamo registrato casi in cui alcuni appassionati hanno trascorso l’intera giornata per compiere un percorso che avevamo pensato durasse da una a due ore».



La mostra e i suoi spazi

«Lo spazio espositivo del MAMbo ha permesso d’altra parte» prosegue Federico Bergami – Project Leader dell’allestimento «di sviluppare la manifestazione con allestimenti suggestivi e di grande impatto. In particolare, gli spazi: sia la superficie totale, di circa 1.000 mq, sia l’altezza del soffitto maggiore di 10 metri ci hanno consentito un largo margine di manovra. Questo ci ha favorito per allestire videoproiezioni immersive di elevata spettacolarità. Pur dovendo rispettare alcuni dettami imposti dal format, è stato gratificante lavorare con uno studio anglosassone, confrontando le bozze dei progetti, curando ogni minimo dettaglio. La struttura della mostra andava adattata agli spazi disponibili: il lavoro più impegnativo è stato rielaborare il format evitando di stravolgerlo; abbiamo dovuto seguire alcune linee guida imprescindibili, potendo contare su una buona flessibilità di manovra per operare interventi personalizzati, oltre che la scelta e il posizionamento di materiali e tessuti. Scelte comunque mai imposte ma indicate e consigliate. Anche l’impiantistica tecnologica è stata sviluppata con originalità, all’interno dello schema imposto. Abbiamo selezionato scrupolosamente i prodotti; ad esempio: la qualità colorimetrica e il rapporto di contrasto dei proiettori doveva essere di grado elevato. Nel caso della videoproiezione immersiva, poi, dove sono stati utilizzati quattro proiettori Panasonic PT-DZ21K2, anche la compattezza e la luminosità hanno rappresentato un evidente punto di forza. Le dimensioni ridotte si sono rivelate importanti, a volte spazi non erano generosi. Nonostante le paure e lo scetticismo abbiamo ricevuto apprezzamenti e complimenti lusinghieri dal Victoria and Albert Museum, i curatori della mostra, che hanno proclamato quello di Bologna uno dei migliori allestimenti dalla data del suo esordio».



Lo sviluppo e le tematiche principali

«La mostra David Bowie Is, lo suggerisce il titolo, viene proposta come un insieme di percorsi da personalizzare: il visitatore, avvolto da musica, suoni e immagini stabilisce un rapporto personale con l’universo della pop star; così, in base alle proprie percezioni emotive può comprendere chi è David Bowie» ci racconta con trasporto Alberto De Leonardis, Direttore della mostra David Bowie Is. «Senza dubbio uno degli elementi che ha conferito maggior impatto all’allestimento è stato lo sviluppo verticale degli spazi. La mostra è stata concepita per articolarsi in tre macrosezioni principali: la prima è dedicata ai primi passi della carriera di David Bowie nella Londra del 1960, e risale man mano fino al punto di svolta del singolo ‘Space Oddity’ prodotto nel 1966. Nella seconda parte, il visitatore viene accompagnato nel periodo della maturità artistica di David Bowie. Qui si mettono in risalto trasformazioni e differenti fonti d’ispirazione che hanno dato forma alla sua musica e allo stile delle sue performance. Infine, nell’ultima parte, avviene il contatto con l’elemento cardine della figura del David Bowie artista: il visitatore si ritrova immerso nello spettacolare mondo dei grandi concerti live. In questo caso, le presentazioni video di grandi dimensioni sono accoppiate all’esposizione di diversi costumi di scena e materiali originali dell’artista. Questo format consente di apprezzare tutta l’energia teatrale e performativa di Bowie in una modalità aperta e senza alcun filtro. Tutta questa esposizione di artefatti e contenuti, lungo cui si snoda il racconto e la narrazione di David Bowie, artista e uomo, ha avuto bisogno di un’accurata progettazione tecnica, per fondere in maniera armonica tutte le componenti caratteristiche di ciascun contesto. In tutto ciò, la sofisticata integrazione dei sistemi AV ha restituito un fondamentale effetto scenico».



Immersività e videomapping

Le soluzioni AV della manifestazione sono state progettate e realizzate da 3P Technologies, con Leonardo Castellani che ha curato ogni fase del lavoro: «Per costruire un percorso multimediale coerente con l’evoluzione e il profilo artistico di David Bowie abbiamo disposto i contenuti adattandoli alle dimensioni della location. Il visitatore si è ritrovato immerso in molteplici ambientazioni, alcune caratterizzate dalla presenza di videomapping, una modalità che ben si presta al racconto della storia. Questa tecnica ha aggiunto valore alle scenografie della manifestazione, composte da oltre 300 reperti scelti da una collezione di circa 75 mila pezzi che Bowie ha raccolto e catalogato maniacalmente nel corso della sua lunga carriera. All’inizio del percorso, ad esempio, la riproduzione della camera da letto del giovanissimo David Bowie è stata arricchita con effetti in videomapping realizzati con due Panasonic PT-DZ6700 dotati di ottica ET-DLE080. Altri due proiettori laser, PT-RZ570, sono stato utilizzati nell’area cinema per proiettare video e immagine storiche, di repertorio. Interessante, dal punto di vista logistico, è stata la scelta di adoperare un proiettore Panasonic Space Player JW130. Per le dimensioni e la forma simili a quella di un faretto siamo riusciti a camuffarlo tra le lampade appese alle americane. Questa proiezione in videomapping si è rivelata particolarmente creativa, con il viso di David Bowie riportato sulle facce di due pupazzetti: un effetto suggestivo perché il visitatore non capiva da quale direzione provenisse la proiezione. Quasi al termine della mostra abbiamo collocato la parte dedicata al concerto live. Grazie all’altezza del soffitto siamo riusciti a ricreare un’installazione monumentale, un cubo con pareti alte 10 metri. Il visitatore entrava da una piccola porta ricavata in un lato del cubo e si ritrovava letteralmente circondato: un’intensa sequenza di video, immagini e suoni esaltavano il momento dell’esibizione live. Questo Main Show, della durata di circa 20 minuti, è stato realizzato con 4 proiettori Panasonic PT-DZ21K2 dotati di ottiche ET-D75LE6 e ET-D75LE50, ognuno dei quali proiettava sulle quattro pareti. L’utilizzo delle ottiche grandangolari ha reso possibile coprire perfettamente tutta la porzione della parete. Per dare ancora più enfasi al contesto del Main Show, abbiamo inserito un ulteriore elemento: le pareti di questo ambiente presentavano nicchie a cassettoni, al cui interno erano stati messi dei manichini vestiti con gli abiti di scena. Le proiezioni venivano fatte su un telo semitrasparente che li copriva. Abbiamo quindi sfruttato un gioco di sincronizzazione tra i filmati e il sistema di illuminazione: quando la proiezione colpiva il telo si visualizzavano le immagini dei video mentre, quando si accendono le luci, i filmati venivano oscurati e apparivano i vestiti e gli abiti di scena. Questo effetto ben riuscito di commistione tra luci, video e reperti caratterizzava questa installazione, per folgorare letteralmente lo spettatore. Merito anche dei proiettori Panasonic PT-DZ21K2: con una potenza di 20 mila lumen e dimensioni compatte che hanno consentito l’agevole installazione a 12 metri di altezza. Infine, al termine del percorso abbiamo realizzato un’altra proiezione in videomapping con un proiettore laser Panasonic PT-RZ570 nascosto sopra la porta di uscita. Erano esposti un insieme di quadri con la loro cornice: alcuni quadri erano completi di fotografie, altri no. In questi ultimi, il videomapping consentiva di proiettare immagini animate: il visitatore non era in grado di distinguere le immagini stampate da quelle proiettate, perché la differenza non era visibile, merito della bontà del proiettore. Un’idea semplice, capace di sortire un grande effetto: le prestazioni del PT-RZ570, dalla reale colorimetria all’inesistente luminosità residua, concedono un effetto davvero realistico e apprezzato. Per quanto riguarda, infine, il posizionamento delle elettroniche di controllo abbiamo utilizzato in totale tre rack dove abbiamo riunito il tutto, per facilitare la configurazione del sistema, i cablaggi, la manutenzione e il controllo remoto».



Complementare e protagonista

La sezione audio è stata curata da Sennheiser, un’altra icona della musica: «Abbiamo dedicato molta attenzione al sonoro, protagonista e complementare all’esperienza immersiva generata dai contenuti video – ci spiega Leonardo Castellani. È stata utilizzata la tecnologia Guide Port, messa a punto dai tecnici Sennheiser, per diffondere in modalità wireless buona parte dell’audio. Ogni visitatore indossava cuffie wireless che a seconda dell’ambiente visitato, ricevevano contenuti dedicati, attraverso una serie di antenne posizionate sotto la moquette che rivestiva il pavimento. Il tutto è stato sincronizzato affinché non potessero sorgere interferenze. Oltre a questo, sono stati installati diffusori audio sincronizzati con Guide Port, per enfatizzare alcune fasi della mostra e consentire allo stesso tempo di mantenere un’elevata qualità, evitando sovrapposizioni. In particolare, per amplificare l’effetto live durante il Main Show è stato utilizzato un sistema Auro 3D a 9.1 canali».



Qualità e affidabilità

Assemblare una tale vastità di contenuti, materiali, filmati e legarli insieme in un percorso fruibile ma al contempo affascinante e sovente enigmatico – come la personalità di David Bowie si manifestava – è stato senza dubbio un compito non facile. «Per questo la tecnologia deve essere sì performante ma altrettanto agile da gestire, posizionare e manutenere» puntualizza Boscos. I dieci proiettori Panasonic utilizzati, fra i quali quattro da 20 mila lumen, hanno contribuito al successo della manifestazione grazie alla elevata affidabilità e alle eccellenti prestazioni.
Conclude Leonardo Castellani: «Ai PT-DZ21K il mercato ha decretato un successo davvero lusinghiero: sono quelli più utilizzati in diverse tipologie di manifestazioni. Anche i modelli laser di Panasonic, come il PT-RZ570, hanno soddisfatto tutti per la loro colorimetria, la luminosità modulabile, determinante nelle scene scure, che moltiplica il rapporto di contrasto. Tutti, comunque, hanno dimostrato un’elevata stabilità termica, indispensabile per evitare deformazioni che potessero creare distorsioni alle immagini proiettate; come dire: una volta installati questi proiettori non hanno avuto più bisogno di alcuna ricalibrazione».



PT-DZ21K: Main Show

La proiezione immersiva dell’area Main Show è stata realizzata con quattro proiettori PT-DZ21K2, da 20mila lumen. Il PT-DZ21K2 è un videoproiettore 3-chip DLP di dimensioni molto compatte e un peso contenuto in 43 kg, nonostante l’elevata luminosità. Quattro lampade, basso TCO ed elevata affidabilità sono le caratteristiche che lo hanno reso protagonista in numerose installazioni di successo e un punto di riferimento della propria categoria, forte anche di un market share superiore al 60%.


Si ringraziano per la collaborazione:

BPM Concerti Srl
www.facebook.com/davidbowieisitalia

MAMbo Bologna
www.www.mambo-bologna.org

3P Technologies Srl
www.trepi.it

Panasonic Business
www.business.panasonic.it


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